L'Angola possiede ingenti risorse naturali: petrolio, diamanti, materiali ferrosi, a cui si aggiungono caffè, cotone, sisal...
giovedì 19 giugno 2008
ANCORA UN GIORNO CON KAPUSCINSKI, CON L'AMORE UMANO DI MAKINE
L'Angola possiede ingenti risorse naturali: petrolio, diamanti, materiali ferrosi, a cui si aggiungono caffè, cotone, sisal...
mercoledì 18 giugno 2008
UN'OMBRA FUGGITIVA DI PIACERE... MEZZ'ORA
Credo. Fu l'altro ieri:
Uno sfiorarsi al bar, dirsi qualcosa,
Niente di più; e già la pena provo
Del rimpianto, confesso. Ma c'è talvolta
In noi dell'Arte, di mente tale eccesso
Che un'ombra fuggitiva di piacere
Trasformiamo in sostanza, ne facciamo
Realtà palpabile. Così fu al bar,
L'altro ieri: complice in me una
Ubriacatura misericordiosa,
In rapimento erotico ho vissuto
Per mezz'ora, assoluto...
(Devi averlo capito: sei rimasto
Apposta un po' di più). Ma quanto,
Oh quanto necessario fu il guardarti
Nelle labbra, e il corpo tuo accanto
Avere il mio... Concesso
Non m'avrebbero un tale incanto
Vertigine d'alcool, sogno,
Pur tanto forti, mai...
(tratto da Un'ombra fuggitiva di piacere, Costantinos Kavafis, Adelphi nella traduzione di Guido Ceronetti)
mercoledì 4 giugno 2008
A LEVANTE
lunedì 26 maggio 2008
A SARAJEVO, FRA LE MACERIE, CON UN VIOLONCELLO
CON GLI OCCHI DELLA GIOVINEZZA
una sconosciuta col tuo passo saltellante
ma non è vero, nessuna cammina
come te, tu sbuchi da un angolo
come saltassi fuori da una vasca,
una spalla o un braccio in avanti,
marci tranquilla e non mi scorgi ancora,
oscilli non elegante ma felice,
inarrestabile e vicina ormai tanto
che mi porti, con un saluto, dentro il tuo magico saltello.
(tratto da Respiro, Ermanno Krumm, Mondadori)
giovedì 22 maggio 2008
LA LIBERTA' E' UN PASSERO BLU
O Pardal é um Pàssaro Azul, con licenza di traduzione La libertà è un passero blu.
Un racconto lungo o un romanzo breve della brasiliana Heloneida Studart, scritto nel 1975 e solo ora tradotto in Italia grazie alla sempre grande intuizione della Marcos y Marcos, che scopre e offre ai lettori appassionati grandi talenti della letteratura mondiale, senza mai deludere le aspettative (si pensi a Vian, a Fante, a Chraibi, a Durrenmatt ai più recenti Fforde, Futurami, Aitmatov).
La libertà è un passero blu è la prima opera della Studart ad essere tradotta: nel 2009 è già prevista la pubblicazione di altri due romanzi, attingendo alla dozzina di opere narrative (a cui se ne aggiungono altre di saggistica) già pubblicate in Brasile.
La storia è quella di una famiglia matriarcale, in un paese dove la donna deve lottare strenuamente per uscire dal suo ruolo tradizionale. E'una storia d'amore, anzi di più amori. Un amore platonico di Marina per un uomo, rinchiuso in carcere per aver scritto sui muri "La libertà è un passero blu" e per aver gridato al mondo che sono i poveri a pagare per tutti. Un amore di Joao per un altro uomo, che porta la sventura ovunque vada. Un amore, un sentimento di grande stima, della nonna-matriarca per la nipote prescelta per portare avanti le sorti della famiglia.
Il caldo e l'umidità della costa brasiliana; il legame di stima e di collaborazione fra i ricchi possidenti e i poveri, lavoranti, pescatori, contadini; la residenza familiare, con tante stanze, con i muri spessi macchiati dal tempo, il fruscio delle vesti della servitù; la nutrice fidata, depositaria di antichi saperi della magia; e la protagonista Marina, a cui la natura non ha regalato né bellezza né salute, ma un grande cuore e un'intelligenza superiore.
Una bella lettura davvero, dove l'autrice lascia trapelare, con forza e discrezione, la sua grande sensibilità per le tematiche politiche e sociali, che dividevano il Brasile negli anni '70.
Unico mio rammarico, non poter leggere il racconto in lingua originale: la musicalità del portoghese l'avrebbe reso ancor più elegante.
(La libertà è un passero blu, di Heloneida Studart, Marcos y Marcos, traduzione di Amina Di Munno)
venerdì 2 maggio 2008
L'AMERICA DI ROBERT CRUMB A RITMO DI BLUES
Sono gli anni '60 in America, gli anni della contestazione, gli anni della controcultura.Si ascoltano i Doors, Janis Joplin, Lou Reed, Jimi Hendrix e i Rolling Stones. Al cinema si proiettano i film di Paul Morrissey e di Russ Meyer. Con Andy Warhol si afferma la Pop Art.
Sono gli anni della guerra del Vietnam.
In questo contesto accanto alla pubblicità, diventa espressione della nuova faccia dell'America, il fumetto. E fra gli altri quello irriverente e dissacratore di Robert Crumb. Fritz the cat, la sua opera più famosa (nel 1972 il regista Ralph Bakshi ne trae una sceneggiatura per il cinema: il primo cartone animato vietato a minori di 18 anni), racconta di un gatto-studente contestatore e libertino, sboccato e fricchettone, che riproduce il sentire dei giovani di quegli anni.
Nonostante gli interventi della polizia e la censura per bloccarne la circolazione, questo e altri "comics undergroun" continuano a circolare.
Dopo di allora, Crumb continua a lavorare, disegnando, inventando storie e personaggi (Mr. Natural), proponendo copertine per i dischi di vinile: sempre "contro", sempre indipendente. Il suo successo perdura: nel 1990 le sue tavole fanno ingresso al MoMa, nel 1994 il regista Terry Zwigoff gli dedica il film "Crumb".
Il volume Mister Nostalgia, ora pubblicato da Comma 22-Kappa, raccoglie alcuni dei lavori successivi a Fritz, quelli degli anni '70-'80 soprattutto, dove si scopre l'amore per le cose del passato, in primo luogo il blues.
(Mister Nostalgia, di Robert Crumb, Comma 22, 2008)
martedì 29 aprile 2008
ASPETTAMI
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c'è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.
Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono più,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell'anima mia...
Aspettami. E non t'affrettare
a bere insieme con loro.
Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto fortuna.
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.
(Aspettami, di Konstantin Simonov, 1941)
L'AMORE E' SOPRAVVALUTATO DAVVERO?
venerdì 18 aprile 2008
MAJAKOVSKIJ ERA UN POETA
spruzzandovi colore da un bicchiere;
su un piatto di gelatina mostrai
gli zigomi sghembi dell'oceano.
Sulla squama d'un pesce di latta
lessi gli inviti di nuove labbra.
Ma voi
potreste
suonare un notturno
su un flauto di grondaie?
(Ma voi potreste?, tratta da Il flauto di vertebre, di Vladimir Majakovskij, Passigli, traduzione di Bruno Carnevali)
mercoledì 16 aprile 2008
IL DISEGNO DEGLI ANNI DI PIOMBO
Elfo, pseudonimo di Giancarlo Ascari, disegnatore noto ai più per aver pubblicato disegni e/o testi su grandi testate giornalistiche italiane e straniere (La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Giorno, Il Manifesto, Diario, Pilote, Babel, Epix) firma un'insolita fotografia del '68.giovedì 10 aprile 2008
IN CERCA DI PESSOA INCONTRO ALL'ALTROVE
via verso l'Altrove.
Lì ci sono giorni sempre miti
e campi sempre belli.
La luna che splende su chi
là vaga contento e libero
ha intessuto la sua luce con le tenebre
dell'immortalità.
Là si incominciano a vedere le cose,
le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate;
là le canzoni reali-sognate sono cantate
da labbra che si possono contemplare.
Il tempo lì è un momento d'allegria,
la vita una sete soddisfatta,
l'amore come quello di un bacio
quando quel bacio è il primo.
Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,
ma delle nostre speranze finché saranno ancora belle,
non di rematori, ma di sfrenate fantasie.
Oh, andiamo a cercar l'Altrove!
(Il violinista pazzo, di Fernando Pessoa, Passigli, traduzione di Amina Di Munno)
sabato 5 aprile 2008
BUONANOTTE, NEW YORK
mercoledì 2 aprile 2008
IL SOGNO DI MARTIN LUTHER KING
Il 4 aprile 1968 veniva assassinato a Memphis Martin Luther King, uno dei più grandi leader di tutti i tempi, figura politica di spicco del Novecento, simbolo della lotta afro-americana per i diritti civili, il più giovane Nobel per la pace della storia.
Si ricordano tanti avvenimenti del 1968: questa data non è da dimenticare. Il pensiero di Martin Luther King, come quello di altri sostenitori della non violenza, non è da dimenticare, eppure a quarant'anni di distanza...
(La citazione è tratta da Il sogno della non violenza. Pensieri, nell'edizione Feltrinelli curata dalla moglie Coretta Scott King, traduzione di Stefano Valenti)
martedì 18 marzo 2008
NELLA RUSSIA DI STALIN, L'ARCHIVISTA DI ISAAK BABEL'
giovedì 13 marzo 2008
UN PONTE BELLO COME L'ARCOBALENO
Sulle sponde di un fiume vivevano un tempo due contadini. Uno abitava sulla riva sinistra e l'altro sulla riva destra. Il sole sorgeva al mattino su una riva e tramontava alla sera sulla riva opposta. Le anatre e i cigni nuotavano felici nel fiume inseguendo il sole da una sponda all'altra. I due contadini' invece, erano invidiosi uno dell'altro...Il testo della favola è di Max Bollinger, le illustrazioni del grande Stepan Zavrel (Praga 1932 - Sàrmede Treviso 1999), la casa editrice è la prestigiosa Bohem Press, fondata dallo stesso Zavrel a Zurigo nel 1983.
mercoledì 12 marzo 2008
LA PARTITA A SCACCHI DI CAPABLANCA
lunedì 10 marzo 2008
LA MUSICA IN TESTA di GIOVANNI ALLEVI
(La musina in testa, di Giovanni Allevi, Rizzoli 2008)
venerdì 7 marzo 2008
IN GRECIA FRA LE PAGINE DI UN LIBRO
Ma per ora sembra proprio che il tempo non sia dalla nostra parte…non ci resta che fare buon uso della nostra immaginazione, magari aiutati da un buon libro, che ci porti in luoghi lontani, caldi…magari in Grecia…
Le catene del mare di Ioanna Karistiani (traduzione di Maurizio De Rosa), già autrice di L’isola dei gelsomini edizioni Crocetti, una delle massime autrici elleniche contemporanee. E’ la storia del comandante Mitsos Avgustìs, statuario come un Poseidone, burbero e tenero nello stesso tempo, eroico nella sua infallibile capacità di guidare la sua nave e i suoi uomini benché sia cieco, che dopo dodici anni di navigazione ininterrotta negli oceani è arrivato alla resa dei conti. Le burrasche della terraferma (la moglie Flora, due figlie, un figlio, una nipotina e Litsa, amante di molti anni prima) reclamano il suo coraggio e la sua forza d'animo molto più delle tempeste oceaniche. Ma è difficile per il comandante liberarsi dalle catene del mare e abbandonare la sua unica, vera casa, il cargo Athos III, il luogo in cui Mitsos si confronta con i suoi ricordi, il rifugio in cui egli conserva gelosamente i suoi segreti.
(Le catene del mare, Ioanna Karistiani, edizioni e/o, 2008)
Nell’altro romanzo Il secolo dei labirinti di Rea Galanaki (traduzione di Luigina Giammatteo), una delle maggiori scrittrici greche contemporanee, vera protagonista è Creta, l'isola del labirinto mitologico e dei labirinti familiari, storici e politici, le cui luci e le cui ombre si contrappongono a quelle del "secolo dei Lumi", riecheggiato nel titolo. Cento anni di storia greca ed europea: dal 1878, quando Creta si trova ancora sotto il giogo ottomano, al 1978, dopo la fine della dittatura militare, all'alba di una nuova era. Tappe del labirinto: la scoperta di Cnosso da parte dell'archeologo dilettante Minos Kalokerinós, precursore di Sir Evans; una donna scomparsa durante una terribile strage; un omicidio che sotto le spoglie del conflitto politico cela un'antica faida familiare; una città, Iraklio, già Megalo Kastro, che cambia pelle. Filo conduttore nel labirinto dei fatti: una famiglia immaginaria, a sua volta un labirinto in miniatura, le cui vicissitudini si intrecciano a quelle degli altri labirinti. L'affresco dipinto dalla scrittrice si apre a comprendere ogni vicenda umana: come essa è stata vissuta, registrata, ascoltata da protagonisti e comparse, e come essa si sarebbe potuta svolgere.
(Il secolo dei labirinti, Rea Galanaki, edizioni e/o, 2008)
Ulteriori suggerimenti di lettura per sognare l’Egeo:
La lunga estate calda del commissario Charitos un giallo di Petros Markaris, traduzione di Andrea Di Gregorio, Bompiani
i casi di Aristotele detective di Margaret Doody editi da Sellerio
Timandra di Thòdoros Kallifatidis (traduzione di Nicola Crocetti, edizioni Crocetti
Il colore della luna di Alcioni Papadaki tradotto da Valentina Gilardi, edizioni Crocetti
L’isola di Victoria Hislop, traduzione di Luisa Saraval, Bompiani
altre proposte le troverete in libreria…
Infine per solleticare anche il palato una ricetta dal breve e divertente romanzo Le relazioni culinarie di Andreas Staikos, (traduzione Maurizio De Rosa), Ponte alle Grazie
Youvarlakia con salsa di uova e limone
Mescolate insieme 500 g di carne bovina macinata, 70 g di riso, tre-quattro cucchiai d’olio d’oliva, una grossa cipolla grattugiata, tre o quattro rametti di prezzemolo e un bel ciuffetto di aneto tritati finemente, sale e pepe. Dall’impasto ricavate palline dal diametro di 4 cm. infarinarle leggermente e immergerle in acqua bollente. Cuocerle a ebollizione dolce per 20 minuti, scolarle. Con uovo, succo di limone e un po’ del liquido di cottura preparate una salsa avgolemono con cui accompagnare le polpette.
giovedì 6 marzo 2008
UN GIARDINO, MILLE GIARDINI
martedì 26 febbraio 2008
IN LIBRERIA...UN SABATO DA FAVOLA

Sabato 1 marzo 2008 dalle ore 17.00 la libreria si trasformerà nel mondo delle favole…
Insieme a Francesca Segato e accompagnati dalla musica di Emanuele Cirani andremo alla scoperta dei boschi selvaggi del Nuovo Continente, conosceremo gatti vichinghi e il saggio re Erik il Rosso impegnato a lottare contro il tempo per riuscire a evitare la guerra, un vecchio pino e una profezia, cinque amici e due terrorizzati pipistrelli…
Erik il Rosso e lo spirito dell’albero, di Francesca Segato, illustrazioni di Manuela Paletti, edizioni Zampanera
Una favola avventurosa per chi sa ascoltare le voci segrete della natura.
Una favola dedicata a bambini di tutte le età, che affronta con delicatezza i temi della pace e dell’armonia con gli altri esseri. Solo se i gatti vichinghi sapranno ascoltare il monito dello spirito-albero, infatti, il loro popolo conoscerà la vera felicità. Le emozionanti illustrazioni di Manuela Paoletti accompagnano i piccoli lettori in questa natura magica, vibrante di vita.
martedì 19 febbraio 2008
IL GIAPPONE E LA NUOVA GEISHA

Ma questi modelli ( spesso ancora derivanti da un immaginario maschile e disegnati dalla mano di un uomo)corrispondono alla realtà della donna giapponese oggi?In che modo le donne si stanno adattando ai mutamenti del loro paese?E’ mutata anche l’immagine che hanno di se stesse, e come?
Questi otto racconti, in diversi casi di autrice affermate, insignite in patria di premi e tradotte ora in italiano per la prima volta, ci danno un quadro fresco e nuovo della vita delle donne giapponesi di oggi e che forse sorprenderà i lettori occidentali.
Le storie sono, a tratti, delicate ed esplicite, incalzanti ed aggressive, dolci e accattivanti, intense ed ironiche. Affrontano ogni tema, dalla scoperta della sessualità all’amore, dai maltrattamenti al divorzio, fino alla morte.
(dall’introduzione di Ruth Ozeki, No Geisha. Otto modi di essere donna nel Giappone di oggi, Mondadori 2008).
venerdì 15 febbraio 2008
SILLABARIO DELLA LUCE
Dovevo uscire dal gesto usuale
cambiare la foglia con l'acqua
piovana, non cercare presagi
sull'asfalto arroventato. Poco
molto poco, il calice non riempie
la brocca, il miele non addolcisce
l'ape, semmai ne fortifica il pungilione.
Questo è il mio scrivere, ti confesso
mescolare polline e parole, il resto
è opera del vento.
( tratta da Sillabaio della Luce di Elena Petrassi, Moretti&Vitali 2007)
Appuntamento con l'autrice in libreria sabato 16 febbraio alle ore 18.30.
venerdì 8 febbraio 2008
ADOLESCENTI: CAPIRLI E AIUTARLI
Gli autori, tutti collaboratori del Centro Studi Evolution, sono da anni a contatto con i giovani, cogliendo i punti nevralgici dello sviluppo adolescenziale con uno sguardo colmo di fiducia e speranza.
Questo testo intende essere uno strumento prezioso per approfondire le caratteristiche principali del periodo adolescenziale così da poterlo affrontare con atteggiamento positivo, equilibrato, sereno, come opportunità di crescita anche per i genitori e per la famiglia. Una adeguata conoscenza dell’adolescenza e dei processi che muovono e che caratterizzano lo sviluppo della personalità, di come gestire gli inevitabili conflitti, di comprendere con quale atteggiamento sostenerli nei loro momenti di crisi e con quali stili educativi guidarli verso la maturità, sono gli obiettivi che gli autori, psicologi e pedagogisti, affrontano con stile chiaro e scientifico al tempo stesso."
giovedì 7 febbraio 2008
LA SPECIALITA' DELLA CASA
mercoledì 30 gennaio 2008
DESTINAZIONE OMAN
La presentazione del libro di Danilo Trombin "Come ad Ash-Shuwaymiyyah. Lettere dall'Oman" (dell'editore veneto Apogeo) è un'occasione per conoscere uno dei paesi meno noti e meno ricchi della penisola arabica. Un sultanato antico, strategicamente importante, sia dal punto di vista politico che commerciale. martedì 22 gennaio 2008
LA LIRICA DELLE DONNE ARABE
Il mondo è in pericolo
e nessuno mi attende.
Per questo non uscirò né alle nove
né alle dodici
ho carte da sistemare
e decisioni da prendere.
Ciononostante mi vesto
e dico tra me e me
che l'errore assoluto e la distrazione
si prendono gioco del male impensabile
e ne respirano la fragranza.
Inaya Jaber, Libano, poetessa, giornalista e critica cinematografica.
NERO
Hanno rubato la notte.
Mi rimane solo il tuo cuore
nero
per iniziare un nuovo giorno.
Golala Nuri, Iraq, è laureata in Ingegneria elettronica.
TOMBA
Crampi tormentano il mio corpo...
Se dovessi respirare profondamente
la pelle si lacererebbe.
Fawziyya Abu Khalid, Arabia Saudita, laureata in sociologia all'Università Americana di Beirut
Piccoli assaggi di poesie tratte da "Non ho peccato abbastanza " antologia di poetesse arabe contemporanee, pubblicato da Mondadori, a cura di Valentina Colombo.
giovedì 10 gennaio 2008
LA SAGGEZZA DELLA BAMBINA FILOSOFICA

ALEXANDER POPE E LO SCANDALO DELLA COLLANA
domenica 6 gennaio 2008
LUNARIO DELLA MUSICA
venerdì 28 dicembre 2007
GIACARTA & IL PALAZZO DEI SAPORI ACCUMULATI
Un appassionante viaggio tra sapori, colori e umori dell'estremo oriente. Un racconto impressionista, come un reportage fotografico, che al riparo da qualsiasi velleità didattica alterna gustosi anedoti e sapienti tocchi di colore locale. Una succulenta odissea, anche gastronomica, attraverso la penisola malese fino al cuore di una cina ancora vietata agli occidentali, che intrattiene e avvicina il lettore a un mondo lontano, diverso, enigmatico e continuamente affascinante.
(Giacarta & il palazzo dei sapori accumulati di Patrick Boman, Excelsior 1881, traduzione di Riccardo Bentsik).
giovedì 13 dicembre 2007
HENRY JAMES A CONFRONTO CON SIGMUND FREUD
domenica 2 dicembre 2007
SHIATSU: INCONTRO DIMOSTRATIVO
giovedì 29 novembre 2007
NEGAZIONE COME AFFERMAZIONE

Sabato 1 dicembre 2007 alle ore 18.00 inaugura la mostra "Ultimi lavori" di Giannantonio De Maldè. La mostra prosegue fino a domenica 6 gennaio 2008.
negazione come affermazione.
la necessità di annullare la pittura, la materia, la tecnica, il giudizio estetico. così si afferma l'opera che sta nel dialogo interno pre-creativo dell'artista. è un confronto non più con la pittura per la pittura, per la quale cade ogni interesse, ma con sé stessi, con ciò che si è e si fa.
è un momento di sospensione, di assenza. da tutto questo nasce un monologo, una narrazione silenziosa, convulsa, che lentamente vede la parola scritta prendere il posto della pittura, della forma. il gesto creativo diventa parola scritta. narrazione casuale, estemporanea che a tratti si fa leggere e a tratti volutamente si nega.
la volontà di affermare una ragione in vece di un dilagante e squalificato senso estetico.
Giannantonio De Maldè
martedì 20 novembre 2007
LEGGER_MENTE: DEL PENSARE LA PSICHE IN LIBRERIA
Il primo è giovedì 22 novembre 2007 alle ore 17.30 con il professor Francesco Galli, Codirettore di Psichiatria e Scienze Umane, sul tema: "Psichiatria, Psicoanalisi e Psicoterapia in Italia: testi e contesti". Moderatore Mariapia Ardoin.
Gli altri appuntamenti successivi:
* venerdì 22 febbraio 2008 alle ore 17.30, Valeria P. Babini, Docente di Storia della Psicologia, Dipartimento di Filosofia dell'Università di Bologna, interverrà sul tema "La storia della psichiatria tra narrazione e scoperta". Moderatore Cristina Faccincani.
* venerdì 9 maggio 2008 alle ore 17.30, Michele Ranchetti, storico, interverrà sul tema "Tra psicoanalisi e filosofia". Moderatore Chiara Zamboni.
I tre incontri saranno in concomitanza dell'apertura di un piccolo scaffale dedicato a testi di interesse psichiatrico e psicoanalitico. Il progetto e la proposta dei libri, curato da Mariapia Ardoin, è in costruzione: l'intento sarebbe quello di selezionare nella letteratura di settore quei titoli di maggior significato sia riguardo la riproposta dei classici, sia alla scelta delle novità. A questo scopo confidiamo nei suggerimenti e contributi anche da parte di quanti siano interessati. "Per quel che riguarda il ciclo di incontri, si tratta anche qui di una proposta assolutamente di partenza, che però mi auguro possa continuare ed arricchirsi strada facendo.L'idea iniziale è stata quella di invitare intellettuali che occupano un ruolo significativo sia nel campo specifico che nel più ampio panorama culturale italiano."
venerdì 16 novembre 2007
UNA POESIA
ieri,
spettinando le nubi
nello spazio.
soffiava a tratti raggruppando le foglie
sul selciato.
Sopravvenne la quiete
in attesa di vita."
Marcella Tassinari Franchi, Laudi, Perosini editore 2006
mercoledì 14 novembre 2007
MALCOLM X

Malcom X, Andrew Halfer & Randy DuBurke, Alet 2007
venerdì 19 ottobre 2007
INTRODUZIONE ALL'INDUISMO
Il ciclo di conferenze è dunque dedicato a chi si accosta per la prima volta a tale universo culturale, ma anche a chi, avendolo già avvicinato, desidera meglio comprendere l’ambito cui le diverse forme di pensiero possano essere riferite.
19 ottobre 2007 ore 18.30
prof. Gian Giuseppe Filippi
università ca’ Foscari di Venezia
26 ottobre 2007 ore 18.30
la tradizione vedica
dr. Gianni Pellegrini
indologo VAIS – università di Benares
8 novembre 2007 ore 18.30
i darshana: le sei correnti filosofiche dell’induismo
prof. Antonio Rigopoulo
università ca’ Foscari di Venezia
16 novembre 2007 ore 18.30
l’epica
prof. Giovanni Torcinovich
università ca’ Foscari di Venezia
23 novembre 2007 ore 21.00
tantrismo
dr.ssa Monia Marchetto
indologa VAIS
30 novembre 2007 ore 18.30
bhakti e induismo medioevale
dr. Maurizio Verardo
indologo VAIS
7 dicembre 2007 ore 18.30
movimenti del XIX e XX secolo, pseudo religioni e fondamentalismi indiani
prof. Gian Giuseppe Filippi
università ca’ Foscari di Venezia
mercoledì 10 ottobre 2007
VISIONI
martedì 9 ottobre 2007
INCONTRANDO POESIA
venerdì 5 ottobre 2007
DA SAMARCANDA A BUKHARA
La visita continua con la residenza estiva di Tamerlano: il palazzo bianco, di cui resta solamente l'enorme portale d'ingresso rivestito di maioliche bianche e blu. A circa cento metri, la statua di Tamerlano con una grande folla di novelli sposi. La tradizione vuole la foto ricordo ai piedi del grande condottiero. Nonostante la temperatura elevata e il sole impietoso, deliziose "meringhe" al braccio di compiti sposi sono precedute dal suono di una lunga tromba fino alla statua. Colpisce lo sguardo delle spose: viso triste e occhi bassi. Domando se è perché di norma i matrimoni sono combinati e quindi le spose raramente sono felici il giorno del matrimonio: no, non è per questo, ma perché con il matrimonio si abbandona la vita spensierata dell'infanzia, dei giochi e dei sorrisi per affrontare seriamente il futuro e la donna deve dare dimostrazione di aver compreso e di aver accettato il destino del diventare adulta. Mi resta ancora qualche dubbio: non sono abituata a vedere le spose tristi.
martedì 2 ottobre 2007
GHIACCIOFUOCO: MONDI DI DONNE
mercoledì 26 settembre 2007

"La paura dell'attacco terroristico delle Torri Gemelle rivive nell'animo di quattro amici che si ritrovano, dopo tanto tempo, per festeggiare l'addio al celibato di uno di loro. Grazie a questo evento hanno l'opportunità di fare il punto sulla loro esistenza, su come sono cambiati, sulla loro amicizia e sull'Arte (due di loro sono pittori), sullo spessore dei rapporti interpersonali che sono in grado di instaurare. Uno sguardo profondo, raccontato con leggerezza, su un gruppo di uomini che hanno difficoltà a trovare una propria posizione nel mondo e, soprattutto, dentro di sé. su tutto questo, si staglia l'ombra cupa dell'attentato dell'11 settembre che rivive sia nelle loro incontrollabili fobie che nel racconto autobiografico dell'autore che fa da cornice a questo romanzo a fumetti."
Dal risguardo di copertina di "Tribeca Sunset" di Henrik Rehr appena pubblicato dalla Black Velvet di Bologna.
martedì 18 settembre 2007
SAMARCANDA: GENGIS KHAN, TAMERLANO E...
"La strada fra Tashkent e Samarcanda passa attraverso un paesaggio piatto e brullo. I primi soldati russi che vennero qui da invasori centoventitré anni fa la chiamarono 'la steppa della fame', perchè molti non uscirono vivi da questa piana riarsa, senza un albero e senza un corso d'acqua. A perdersi, ci si potrebbe morire di fame anche oggi, perchè, in qualunque direzione uno guardi, non si vedono a perdita d'occhio che campi di cotone. 'E il cotone non si mangia!' dicono gli uzbeki accorgendosi ora di come i russi prima e i bolscevichi poi li hanno intrappolati nel sistema economico coloniale, imponendo loro la monocoltura del cotone e rendendoli così completamente dipendenti da Mosca per tutti i loro bisogni". (Così Tiziano Terzani nel settembre del 1991, all'indomani della dichiarazione d'indipendenza della Repubblica Popolare Uzbeka)
E poi comincia a vedersi il profilo delle case, un po' di traffico cittadino: la cupola turchese del mausoleo di Guri Amir precede la magnificenza del Registan dove ben tre madrase decorate di maioliche blu e turchesi si affacciano sulla piazza appena illuminata dal tramonto.
"Samarcanda: un nome che sembra cantare, una di quelle mete della fantasia che uno si porta in petto dall'infanzia: Strana parola: Samarcanda! Si può anche non sapere che è una città, non sapere dov'è, non conoscere la sua stori, non legarla a quella di Tamerlano, ma il suo semplice suono, Samarcanda, è una promessa..." . Sempre Terzani in Buonanotte, Signor Lenin.
La scoperta della città, lenta e graduale, sfida i 40° al sole. Per prima cosa il Registan: le tre madrase imponenti si affacciano su una piazza, che nei secoli passati doveva essere il centro degli scambi commerciali. Ora di quel mondo è rimasto molto poco. I massicci restauri dell'epoca sovietica hanno risanato le facciate degli edifici, ma al contempo hanno annientato tutto il fermento di attività testimoniato orami solo dalle foto di inizio secolo. Quel tessuto di tende, banchi, animali, mercanti di di ogni etnia che raggiungevano Samarcanda dalla Cina, dalla Persia, dall'India e dall'Occidente non c'è più. Gli studenti che affollavano le scuole coraniche non ci sono più. Samarcanda è sopravvissuta alle invasioni, ai terremoti e alla storia, ma dalla storia è stata profondamente trasformata in un monumento.
Nonostante tutto, il Registan è uno spettacolo.
Ma il luogo forse più suggestivo di Samarcanda è Shahr-I-Zindah, la "tomba del re vivente", un complesso di piccoli mausolei decorati con piastrelle turchesi e blu, che ancora oggi è meta di pellegrinaggio. Il silenzio rende tutto irreale: non ci sono turisti, solo uzbeki in visita, un gruppo di maestre proveninti dalla Valle di Fergana.
Anche la sfortunata moschea di Bibi-Khanym merita una visita: commissionata dalla moglie di Tamerlano, l'edificio fu vittima della sua stessa grandiosità, iniziando a crollare poco dopo la sua costruzione. Mancano i disegni originali, quindi anche la ricostruzione è assai difficile: ci si è limitati a piccoli interventi, che hanno mantenuto in piedi solo le facciate e poco più.
Prima di riprendere il cammino verso Bukhara, non rinuncio al bazaar: prevalentemente mercato alimentare con merci ben ordinate e divise per generi, offre tutto quello che si può desiderare in termini di spezie, frutta secca e fresca, formaggi e salumi, caramelle e biscotti, pesce fresco e affumicato, carne, uova, dolci e torroni, ruote di pane, tè verde e nero. Un incanto per gli occhi e per il palato, perchè le simpatiche venditrici offrono assaggi di ogni tipo e spiegano, rigorosamente nella loro lingua, che cosa siano quei semi e che non ho mai visto prima.
Ultimo abbraccio di Samarcanda: la sua gente curiosa ed appassionata.
TRATTI E RITRATTI

"Tratti e Ritratti" è il titolo della mostra di illustrazione di Stefania Vianello inaugurata venerdì 21 ottobre alle ore 18.00 (rimarrà fino a sabato 6 ottobre).
Un piccolo percorso che parte dai classici della letteratura per l'infanzia fino ad arrivare ai recenti ritratti e un pò di scenografia che fa da contorno ai personaggi."Tra un lavoro e l'altro mi prendo delle luuunghe pause di riflessione, sono pigra e ho paura del foglio bianco.Gli errori mi divertono perché nascondono la giusta dose d'istinto indispensabile per provare, provare, provare...".
Stefania Vianello è nata a Pieve di Cadore in provincia di Belluno nel 1977.Frequenta il Liceo Artistico a Verona e l'Accademia di Belle Arti a Roma e si diploma in scenografia nel 2002.Comincia da quel momento ad avvicinarsi al mondo dell'illustrazione di libri per bambini frequentando corsi di perfezionamento con illustratori di fama internazionale (Jozéf Wilkòn, Carll Cneut, Pia Valentinis, Beatrice Alemagna).Da qualche anno in collaborazione con il C. di R. Istruzione del Comune di Verona, conduce laboratori creativi per bambini e corsi di formazione per adulti.
giovedì 13 settembre 2007
INCONTRO CON MARCO AIME AL FESTIVALETTERATURA
Non è una, l'Africa. Ci sono bambini africani, donne africane, anziani africani. Ma definire questo enorme continente, dove ci sono popoli e culture tanto diversi, come un unicum è un retaggio coloniale. E' un torto che si fa alle sue genti e alle loro tradizioni parlare genericamente di Africa.
Con un omaggio a Kapuscinski, che tanto ha scritto sulle persone che ha incontrato in Africa, introduce "Gli stranieri portano fortuna". Accanto ad Aime, un secondo nome, africano, Lawa Tokou, per questo volumetto uscito recentemente per la casa editrice Epochè. Aime parla per conto di Tokou, che non è riuscito ad arrivare a Mantova per le "solite" difficoltà che si possono incontrare nel muoversi in Africa. Tokou ha circa 50 anni, appartiene al gruppo etnico dei Taneka, vive nella capitale del Benin e... non è uno scrittore. Nella vita fa il commerciante, ha una piccola bottega di oggetti di artigianato nel centro della città e gli piace da sempre raccontare storie. Da quando era piccolo ed il maestro premiava con un quaderno chi dei suoi allievi avesse raccontato la storia più bella raccolta da genitori o nonni. Ora nella sua bottega passa il mondo: stranieri e concittadini si fermano, si siedono sugli sgabelli in attesa di un compratore ed attendono le storie di Lawa. E Lawa racconta di lepri e principesse, di iene e guerrieri, ogni volta una storia sempre nuova o sempre quella, aggiungendo particolari, cambiando nomi e luoghi: perchè Lawa è convinto di aver ricevuto il dono del narrare e di avere una sorta di obbligo nel condividere questa conoscenza. Così le sue storie cambiano per aderire meglio alla realtà nella sua continua evoluzione, ma mantengono sempre fede al messaggio originale, alla morale da trasmettere di generazione in generazione.
Può apparire un tradimento scrivere, raccogliere in un libro quelli che sono stati racconti orali. E' per ringraziare, dice Aime, coloro che ha incontrato sulle strade dell'Africa e per farle vivere, per dare loro una storia, un'esistenza. Per far presente ai non-africani, che i popoli d'Africa hanno una storia, esistono perchè hanno una memoria. La memoria di Lawa e di tutti quelli che ogni giorno intervengono nelle sue storie e nelle storie africane.
sabato 8 settembre 2007
UN PIZZICO DI POESIA PER I BAMBINI
e ai tuoi occhi seri
illustrazioni di Chiara Carrer.



