mercoledì 6 maggio 2026

IRAN: donne senza uomini

Pubblicato in Iran nel 1989, "Donne senza uomini" è un piccolo capolavoro.


Uscito dalla penna raffinata di Shahrnush Parsipur, scrittrice impegnata nella difesa della libertà, dei diritti umani e sostenitrice del ruolo della donna nella società, fonde nella narrazione elementi classici, fiabeschi e denuncia sociale.

La storia è quella di cinque donne, ciascuna con un proprio temperamento e una propria posizione, fra cultura tradizionale e desiderio di emancipazione.

Tanti i messaggi, più o meno espliciti, che spingono la donna al dissenso, alla costruzione di una propria vita a prescindere dai dettami e dalle imposizioni, basandosi soprattutto sulla cultura.

"Io ho letto libri che parlano di uomini e di donne. d'ora in poi non puoi pensare di saperne di più di me". dichiara Munes (pag. 49)

"Ora aveva tempo per rifarsi delle amicizie, amori importanti, scrittori, poeti, letterati. Poteva trasformare casa sua in un circolo letterario, come facevano le francesi: Farrokhlaqa l'aveva letto nei romanzi" (pag. 79)

"Mi ero messa in mente di andare in India, in Cina e in Indocina per vedere il mondo, per capire tutto, per non continuare a starmene seduta perché gli altri mi dicano fischi per fiaschi, ingannandomi e facendo di me una somara la cui vita trascorre come quella di una stupida giovenca" (pag. 88), sostiene sempre Munes.

"Le donne devono stare in società. Le mogli devono aiutare i mariti a progredire nella società, non passare tutto il tempo in un angolo della cucina. Fino a quando pensate che un lavoratore possa rimanere operaio semplice? Alla fine progredirà. le relazioni sociali sono importanti per gli esseri umani." (pag. 103) dice Fa'ize

Shahrnush Parsipur, più volte incarcerata in Iran, spesso senza accuse formali, riceve nel 1993 il  Premio Lillian Hellman/Dashiell Hammett, riconoscimento concesso a scrittori che hanno dimostrato coraggio di fronte alla repressione politica e alle violazioni dei diritti umani.

Da più di vent'anni Parsipur vive in esilio negli Stati Uniti.

Shahrnush Parsipur, Donne senza uomini, Tulemond 2026 (traduzione di Anna Vanzan)

sabato 14 febbraio 2026

Letture per tutti: i consigli del libraio

Per la nostra rubrica dedicata alla lettura le proposte di Roberta Camerlengo, Libreria Pagina 12, Verona

tre suggerimenti dalle libraie e dai librai delle tante librerie indipendenti del Veneto. Una rubrica della Tgr Veneto, curata da Paolo Colombatti, dedicata agli amanti della lettura.

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2026/02/letture-per-tutti-libri-libro-libreria-consigli-lettura-libreria-pagina-12-verona-c63552fe-2546-49b7-9c3b-cccb380a5706.html



SORGENTI di Maire-Hélène Lafon

"Per calmarsi e resistere, bisogna fare. Fare delle cose. Questo lo ha imparato; lavorare, ripetersi le sue liste, pensare ad altre persone, raccontarsi le storie degli altri al di fuori della famiglia e sfruttare le occasioni. Le chiama occasioni, le tregue..."



Era quello che le donne prima dei movimenti del '68 (ma anche ampiamente dopo) accettavano di fare per quieto vivere (ma era davvero quieto quel loro vivere?): resistere, nascondersi anche a se stesse per il bene dei figli e per la rispettabilità che la società richiedeva loro.

"Sorgenti" di Marie-Hélène Lafon (tradotto da Antonella Conti per Fazi) è un ritratto, senza consolazione, di una donna non libera.

venerdì 17 ottobre 2025

L'ANNIVERSARIO di ANDREA BAJANI

 "Lui voleva che lei fosse niente per potere, lui, essere qualcosa, e lei voleva essere niente perchè essere niente era almeno qualcosa" (pag. 57)



Forse è questa l'essenza del breve romanzo che Bajani dedica al tema del patriarcato, vincendo il Premio Strega: da un lato annientare per sentire di valere qualcosa e dall'altro aver permesso di essere nulla per di essere.

Una narrazione che si ripete come si ripetono i meccanismi di oppressione, sempre uguali sempre più numerosi. Un dissolvere il nucleo famigliare, scomponendo i suoi componenti.

L'anniversario, Andrea Bajani, Feltrinelli 2025

mercoledì 9 aprile 2025

LA SECONDA VENUTA DI HILDA BUSTAMANTE

Il primo romanzo di Salomé Esper tradotto in italiano (da Carlo Alberto Montaldo per le edizioni Sur) racconta di una seconda vita.



Con la magia, il sapiente mix di realtà e finzione, che contraddistingue la narrativa sudamericana, facendoci innamorare di storie fantasiose e personaggi in bilico fra concretezza e illusione, l'argentina Salomé Esper scrive con penna frizzante un romanzo breve e profondo che racconta seconde possibilità, attimi fuggenti, amori immortali, morte e vita, accoglienza e possibilità.

La seconda venuta di Hilda Bustamente è tutto questo e molto di più.

"Pochi metri ci separano da cose indicibili, da un'altra vita. Non rendiamo a dovere giustizia a ciò che ci separa dalle cose belle perché crediamo che il tratto da percorrere sia solo nostro, ma quelli cattivi, i metri cattivi, i metri carichi di sventura e di dolore fanno male e continuano a far male perché tracciano segni indelebili" (pag. 143)


martedì 8 aprile 2025

GENOVA

Consiglio di incominciare con un itinerario esplorativo, che conduca, vagabondando, dall'uno all'altro dei molti giardini, parchi, zone verdi che si aprono, vivacemente smeraldine e variopintamente fiorite, anche nel cuore pietroso della città, e offrono, di lontano, di norma, lo spettacolo di una porzione di suolo marino. Ogni viandante vada dunque alla ventura, e si fabbrichi una Genova vegetale e panoramica, dentro le intercapedini del tessuto urbano (pag. 7)



Sono sulla passeggiata di Nervi, che è luogo da non mancare, con il roseto, con i balletti, se l'epoca è propizia, e le rocce marine, e il museo, e gli scoiattoli... (pag.8)

Genova, come tutti sanno, e come i versificatori e i cantautori ci cantano e ricantano, è una città verticale, verticalissima (pag. 11)

Un'idea di mondo dove ci si deve labirinticamente smarrire, ma dove, sempre, da qualche parte, si può scoprire un luogo privilegiato, quasi magico, dove tutto si ordina e si compone (pag.13)

Così Edoardo Sanguineti in un libretto dedicato alla sua città natale, più di una ventina d'anni fa: "Genova per me" (Guida edizioni)

[nella foto il Teatro Carlo Felice, gravemente danneggiato dai bombardamenti durante la Seconda guerra Mondiale, oggetto di studi e progetti architettonici, è tornato a nuovo splendore solo nel 1991]

giovedì 31 ottobre 2024

PILLOLA 14: I JEANS DI BRUCE

I jeans di Bruce Springteen è il titolo di una raccolta di racconti "americani", in cui Silvia Pareschi, traduttrice di letteratura angloamericana, narra l'America che ha vissuto.

"In quei gironi mi riempivo i polmoni del profumo della California, un po' americano e un po' mediterraneo, in cui l'aroma del legno rosso si mescolava a quello della salvia, della resina e degli arbusti spinosi. Il puma era un animale mitologico, la comparsa di un film western..." (pag 13)

La wilderness era uscita dai libri, dai saggi di John Muir e dai racconti western, e mi aveva circondata" (pag 14)

"San Francisco era rimasta estrema e un po' selvaggia come ai tempi in cui era la frontiera della corsa all'oro. Dev'esserci qualcosa nell'aria, la polvere delle ossa dei cercatori d'oro che si mescola al vento dell'oceano e crea un'alchimia che rende tutto estremo, libertà, follia, genio, ricchezza, miseria. E tutti vengono qui attratti dall'estremo, ma dopo che hanno smesso di diventare beat, happy o predicatori folli sono tornati a cercare quello che cercavano i cercatori d'oro: la ricchezza." (pag 133)

I jeans di Bruce Springsteen, Silvia Pareschi, Giunti 2016