mercoledì 7 aprile 2010

ORIENTE ESTREMO



dopo il viaggio in India e dintorni, ci spostiamo ancora di più verso Est, attraverso le parole con gli occhi a mandorla: Giappone, Cina, Vietnam e Malesia i protagonisti di questo incontro letterario, che privilegia le donne nell’arte dello scrivere


GIAPPONE
• IL BUDDHA BIANCO
Hitonari Tsuji, traduzione di Francesco Bruno, Marco Tropea editore 2010, 17,50 euro
Giappone, estremità meridionale, isoletta di Ono, inizio del Novecento: da generazioni una famiglia si occupa della forgiatura delle spade. Anche l’ultimo discendente si dedica a quest’arte antica, che porta il lettore in un’atmosfera sospesa tra l’antico e la tradizione da un lato e Giappone che guarda verso il futuro sembra, tra il mondo rurale e lo sconvolgimento delle due guerre mondiali. Una saga familiare, per la quale Hitonari Tsuji prende spunto dalla storia della sua famiglia e dalla figura del nonno, con l’immagine del Buddha bianco che sorregge nei momenti bui della vita, quel Buddha bianco che il nonno ha raffigurato in una statua sull’isola di Ono.

• UN BEL GIORNO PER RIMANERE DA SOLA
Nanae Aoyama, traduzione di Marcella Mariotti, Salani 2010, 13,00 euro
Un romanzo breve, ambientato a Tokyo, dove si confrontano le esistenze di una giovane donna e di un’anziana amica di famiglia che le offre ospitalità. Rapporto generazionale e amore sono i temi della vicenda.
La scrittrice è giovane, ma ha già al suo attivo prestigiosi riconoscimenti di critica e pubblico (con Un bel giorno per rimanere da sola, pubblicato nel 2007 in Giappone, ha vinto il premio Akutagawa, in passato assegnato a Kenzaburo Oe e ad Haruki Murakami).
Scrittura puntuale e pulita, che alterna descrizioni e dialoghi, per porre sempre l’accento sulla psicologia del personaggi, in un continuo rovesciamento di sentimenti, in cui turbolenza e serenità sono inversamente proporzionali all’età anagrafica


• UN MATTINO OLTRE IL TEMPO
Yang Yi, traduzione di Gianluca Coci, Fazi 2010, 18.50 euro
Congiunzione tra Cina e Giappone, la scrittrice Yang Yi è nata in Cina, ma si è trasferita poco più che ventenne a Tokyo e del Giappone ha fatto la sua patria tanto che scrive in giapponese, e scrive talmente bene che vince nel 2008 con Un mattino oltre il tempo il Premio Akutagawa, per la prima volta conferito ad uno scrittore non di madrelingua.
Il romanzo è interamente ambientato in Cina, alla fine degli anni ’80 e racconta dell’amicizia di due adolescenti, del loro ingresso brusco e violento nel mondo adulto, sullo sfondo le manifestazioni e i sit-in di Pechino, piazza Tian’an men, l’illusione di una rivoluzione pacifica, soffocata nel sangue. Individui e collettività, vita quotidiana e politica, studenti e lavoratori.
Postfazione di Dacia Maraini e ricco glossario completano l’opera.


CINA
• CON IL BRACCIO PIEGATO A FAR DA CUSCINO
Bai Yuchan, cura di Alfredo Cadonna, Einaudi 2010, euro 15,50
Raccolta poetica di 88 quartine del grande maestro taoista Bai Yuchan: siamo fra il XII e il XII secolo, fra i monti del Wuyi, nella parte nord-occidentale dell’odierno Fujian, dove scorre il fiume dalle nove anse. Questa piccola descrizione è importante per contestualizzare l’opera di Yuchan, poeta, calligrafo e maestro itinerante, che attraverso le descrizioni del paesaggio ne fornisce motivi di interiorizzazione: al lettore offre non solo la descrizione della natura fine a se stessa (tema ricorrente nella poesia cinese), ma il compito ben più profondo di coglierne il significato più nascosto.
Le 88 quartine proposte da Cadonna provengono dall’Opera omnia pubblicata in Cina nel 1980: circa 1400 pagine di scritti vari, trattati, discorsi e liriche, che occupano poco meno della metà dell’opera.

VIETNAM
• LA SORGENTE DEGLI AMANTI
Duong Thu Huong, traduzione dall’inglese di Serena Lauzi, Garzanti 2010, 19,60 euro
Una storia d’amore, ambientata in un piccolo villaggio fra i monti della Asia orientale. Una storia appassionante come un viaggio.
Interessante l’autrice, per le sue esperienze di vita e le sue scelte ribelli: si impegna politicamente (brigata della gioventù comunista) durante la guerra del Vietnam, si sposa contro la sua volontà e prova a chiedere in divorzio (che le viene negato), lavora come sceneggiatrice e scrittrice, ma i suoi testi si scontrano continuamente con la censura, tanto che le viene ritirato il passaporto e proibito quindi di espatriare, passa 7/8 mesi in carcere, nonostante abbia chiesto l’esilio in Francia vive tutt’ora in Vietnam sotto sorveglianza, le sue opere non vengono pubblicate nel suo paese, ma i suoi manoscritti riescono a superare i confini del paese e ad essere pubblicati all’estero per poi arrivare clandestinamente in Vietnam (nel 2005, a testimonianza del fatto che i suoi scritti meritano riconoscimento per l’impegno sociale a favore della libertà di espressione, vince il Grinzane Cavour).
Ad oggi in italiano, quattro romanzi, tutti editi per Garzanti.

MALESIA
• TUTTO IL GIORNO E’ SERA
Preeta Samarasan, traduzione di Anna nadotti e Federica Oddera, Einaudi 2010, 21,00 euro
Grande saga familiare in terra malese, una casa che è stata testimone di tante storie nel corso del tempo e gli occhi di una bambina che sembra l’unica a domandarsi il perché degli avvenimenti, mentre tutto scorre in una apparenta indifferenza. Una trama gialla, che si confonde in uno sguardo innocente, personaggi che si sovrappongono, ma ognuno con un ruolo perfetto allì’interno dello schema narrativo. Le parole come i punti ricamati su una tela e attorno l’immaginario dei paradisi esotici.

venerdì 2 aprile 2010

CON IL BRACCIO PIEGATO A FAR DA CUSCINO

La primavera arriva, la primavera se ne va;
non m'intendo di stagioni.
Qui c'è solo un poeta
che si guarda attorno con occhio distaccato.
La pioggia notturna ha dato una bella ripulita,
a tutto vantaggio del paesaggio montano;
la brezza del mattino lusinga i rami,
quelli con i fiori ormai non più giovani.

( da Con il braccio piegato a far da ciscino, di Bai Yuchan, traduzione di Alfredo Cadonna, Einaudi 2010)

martedì 30 marzo 2010

INDIA E DINTORNI

Viaggio nel subcontinente indiano: nuovi autori si affacciano sulla scena internazionale, raccontando una civiltà antica in rapida evoluzione. Autori e autrici che spesso hanno avuto modo di confrontare la realtà del loro paese con quelle occidentali, avendo avuto la possibilità di studiare e/o lavorare in Europa o negli Stati Uniti. Si mostrano per la prima volta nel panorama editoriale italiano autori che hanno alle loro spalle successi di pubblico e critica sia in India che nei paesi anglofoni, nuovi autori che arricchiscono il folto gruppo di autori indiani che ormai da anni ci racconta la terra delle mille divinità. Una letteratura che mantiene viva la tradizione di Ghosh, di Narayan, della Divakaruni e della Desai, di Mehta, della Jhumpa Lahiri, di Seth…

• FRA DUE OMICIDI
Aravind Adiga, Einaudi 2010, traduzione dall’inglese di Norman Gobetti, 20,00 euro
Seconda prova narrativa per il giovane scrittore indiano Adiga, nato a Madras/Chennai da famiglia benestante, ha vissuto in Australia, studiato negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna per poi tornare a vivere in India a Bombay/Mumbai.
Si affaccia al mondo della scrittura come giornalista finanziario, pubblica qualche racconto sul Guardian, il Times, il New Yorker e arriva al primo romanzo, La tigre bianca, nel 2008 ottenendo subito gran successo di pubblico e di critica tanto da aggiudicarsi il Booker prize (per la quarta volta il premio è assegnato ad un cittadino indiano: Salman Rushdie, Arundhati Roy, Kiran Desai i primi tre: Naipaul, che pure ha vinto il premio, è di origini indiane ma non ha passaporto indiano).
La storia della Tigre bianca è una storia di riscatto: la Tigre bianca è un uomo, un imprenditore che si è fatto da sé, partendo da un villaggio povero dell’interno e arriva a New Delhi e trova lavoro presso un ricco imprenditore senza scrupoli, assumendone via via la mentalità, tanto da riuscire a fare carriera autonomamente. Dalla povertà alla ricchezza, dall’integrità morale alla corruzione, per poi pensare di investire il capitale in una scuola.
Il secondo romanzo Fra due omicidi, appena pubblicato in Italia da Einaudi, è sempre ambientato in India: Adiga inventa una città, la posiziona in Kerala, e compone il suo variegato patrimonio umano. Fra due omicidi è un affresco in 12 quadri, di diversa umanità: chi è stato in India, nell’India urbanizzata, e a guardato oltre gli occhi della gente incontrata per strada, ha ben presente quali siano le storie che Adiga racconta. Storie di uomini sfiniti, di malavita, di povertà, di bambini sfruttati, di destini sfortunati: India, oltre la spiritualità, oltre la cultura millenaria.

• LA PORTA DELLE LACRIME
Abraham Verghese, Mondadori 2010, traduzione dall’inglese di silvia Pareschi, 22,00 euro
Sempre in Kerala parte la storia della seconda proposta di lettura: l’autore è nato in Etiopia da genitori provenienti dall’India, dal Kerala appunto, ha studiato medicina e si è trasferito negli Stati Uniti. Oltre ad esercitare la professione medica, Verghese ha una grande passione, la scrittura: alle spalle diversi saggi e due opere autobiografiche in cui racconta le sue esperienze di medico negli anni in cui l’AIDS si diffonde poi arriva al romanzo, La porta delle lacrime. Al centro della narrazione, molteplici i riferimenti biografici, ma questa volta non solo legati all’esperienza medica: sono le vicende familiari, gli spazi geografici ad entrare nel racconto che si snoda da Addis Abeba agli Stati Uniti. Sono i personaggi ad interpretare di volta in volta pezzi dell’infanzia dell’autore, le sue esperienze professionali, i suoi incontri.
Nasce una scrittura limpida, a tratti romantica, a tratti esotica, dalla quale emergono i personaggi dalla psicologia complessa. Storia di gemelli, di adozione, di realtà sospese fra mondi e tempi diversi.

• FIUME DI FUOCO
Qurratulain Hyden, Neri Pozza 2009, traduzione di Vincenzo Mingiardi, 23,00 euro
Considerato uno dei romanzi più importanti della letteratura indiana del Novecento, Fiume di fuoco è un romanzo storico, che abbraccia la storia dell’India dal IV secolo a.C. all’Indipendenza e alla diaspora degli indiani verso Occidente.
La Hyder è una personalità in India: figlia d’arte (entrambi i genitori sono scrittori), giornalista, scrittrice fra i più importanti nomi della letteratura Urdu, vive per un periodo in Pakistan poi in Gran Bretagna, infine ritorna in India. Inizia a scrivere giovanissima e la sua produzione è di indubbio riguardo, racconti, romanzi e traduzioni.
La sua opera più nota è Fiume di fuoco, paragonabile a Cent’anni di solitudine di Garcia Marquez. Personaggi della mitologia indiana, principi e affascinanti fanciulle, gli antichi regni e i sultani musulmani medievali, i nababbi e i Raja dell’impero britannico. Un’opera di stupefacente bellezza, in cui la passione dell’autrice per le arti figurative e la musica trova ampio spazio. Romanzo mitologico, romanzo storico, romanzo di costume.
Nel 1989 la Hyder ha vinto la più importante onorificenza letteraria indiana, il Jnanpith Award: scorrendo i nomi degli autori indiani (per la maggior parte sconosciuti in Italia) che si sono aggiudicati il premio si ha un’idea di quello che è il continente indiano dal punto di vista culturale e linguistico. Dal 1965, anno in cui fu assegnato per la prima volta, la varietà delle lingue con cui sono scritte le opere letterarie è tale che l’Urdu (la lingua della Hyder) figura solo due volte, pur essendo l’Urdu la lingua nazionale pakistana, ma anche una delle lingue ufficiali dell’amministrazione indiana, insieme all’inglese e all’hindi ed essendo il numero di cittadini indiani di lingua urdu molto più consistente del numero dei pakistani.

• ALTRE STANZE, ALTRE MERAVIGLIE
Daniyal Mueenuddin, Mondadori 2010, traduzione di Manuela Faimali, 19,00 euro
Si è appena fatto un accenno alla lingua del Pakistan, e al Pakistan ritorniamo con questo nuova opera, scritta in inglese da un autore figlio di un pakistano e di un’americana, vissuto tra Lahore e gli Stati Uniti ed ora residente nel Punjab.
La famiglia di Mueenuddin è benestante, nel Punjab possiede una grande tenuta che gli viene affidata, suo malgrado: la sua vera passione è infatti la scrittura. Scrive racconti, storie brevi, ritagliandosi spazi preziosi nella giornata lavorativa e familiare. L’opera con la quale arriva al successo è proprio Altre stanze, altre meraviglie: 8 racconti (4 inediti e 4 pubblicati in precedenza sul New Yorker) in cui il Pakistan contemporaneo emerge con tutte le sue contraddizioni. Storie semplici, che arricchiscono la visione violenta proposta negli articoli di cronaca: una terra senza tempo, dove convivono regole ataviche e rare modernità. Continuo scontro fra ricchezza e povertà, opulenza e miseria. I colori dell’Oriente, l’arrivo del monsone, le figure femminili divise fra tradizione ed emancipazione.

• SUGGESTIONI INDIANE
Giuliano Boccali, Laterza 2009, 15,00 euro
Chiudo con un italiano, il professor Boccali, che racconta l’India: non un racconto di viaggio (il prof. Boccali è docente di Indologia all’Università di Milano, presidente dell’Associazione Italiana di studi sanscriti e collaboratore del Sole 24 ore per la cultura dell’India), ma un testo per accompagnare un viaggio nella storia e nella cultura indiana, nella tradizione mitologica e nella varietà religiosa. Un viaggio per immagini, in cui arte e filosofia hanno un ruolo dominante.
Un nota integrativa rispetto alle opere narrative degli autori indiani che oggi abbiamo raccontato.

giovedì 18 marzo 2010

LIBROS DE AMOR

Nuda, castamente sfumata in quell'ora
con la fronte inerte contro l'opaca finestra;
metà del tuo corpo ha il malva del crepuscolo,
l'altra metà ha il rosa della stanza illuminata...

E cadi sopra di me; e sorridi e piangi,
in una vaghezza di forme e di ansie;
e nel piacere indolente s'intrecciano i misteri
delle cose vicine e delle cose lontane.

(da Libros de amor di Juan Ramòn Jiménez, traduzione di Piero Menarini, Fausto Lupetti editore)

giovedì 11 marzo 2010

DONNA, DONNE

Senza addentrarmi nel terreno della letteratura femminista, accenno a qualche saggio recente, o meno recente ma di grande interesse, sull’argomento donna e a qualche testo di narrativa in cui si dia testimonianza di figure femminili contemporanee che hanno alzato la testa in un contesto ostile: donne di Iran e Afghanistan.

• MEMORIE DI UNA CHE C’ERA. UNA STORIA DELL’UDI
Marisa Rodano, Saggiatore 2010, 19.00 euro
L’Unione Donne Italiane nasce nel 1944 e celebra il suo primo congresso a Firenze nel 1945, coinvolgendo 400.000 donne distribuite in 78 province. Nasce da esperienze di resistenza civile e militare nel nord e dai partiti democratici del centro-sud. Inizialmente, attraverso commissioni apposite, si occupa dei problemi civili urgenti nell’Italia dell’immediato dopoguerra (mense popolari, alloggi, igiene, lotta al mercato nero), poi sposta l’interesse sull’emancipazione della donna, promuovendo vere e proprie battaglie civili (parità di salario, divieto di licenziamento per la donna che si sposa, divieto di doppio lavoro, pensione per le casalinghe). Dalla fine degli anni ’60 l’UDI si fa promotrice del cambiamento del diritto di famiglia che porta alla legge sull’aborto e sul divorzio per arrivare al progetto di legge di iniziativa popolare contro la violenza sulle donne. Oggi gli ambiti di lavoro dell’UDI sono cittadinanza, precarietà, assistenza, famiglia e maternità, adeguando gli internnventi al mutato tessuto sociale, che vede la presenza di un numero sempre più consistente di donne straniere/immigrate.
Marisa Rodano, autrice di questo saggio che racconta la storia dell’UDI, è stata una delle fondatrici e quindi a pieno titolo può raccontare la storia del movimento e può raccontarci le conquiste ottenute dalle donne in Italia, avendo ricoperto ruoli istituzionali in Italia e in Europa, e avendo sempre combattuto per il riconoscimento dei diritti delle donne.

• MA LE DONNE NO
Caterina Soffici, Feltrinelli 2010, 14,00 euro
Il sottotitolo: Come si vive nel paese più maschilista d’Europa.
Caterina Soffici è una giornalista e propone un bilancio delle lotte civili per l’emancipazione della donna: se l’idea iniziale era quella di essere libere, indipendenti e padrone del proprio destino, ora non ri può che constatare una sconfitta. O se non una sconfitta, almeno una mancanza di crescita, una situazione di stallo, una mancanza di progressi. E questa è una situazione prettamente italiana: all’estero ci si imbatte in donne vincenti, che reagiscono e si realizzano; in Italia per vari motivi le donne non riescono a conquistare terreno nei confronti dell’altro sesso, rimanendo il più delle volte relegate a ruoli meno prestigiosi, meno qualificati, meno pagati, in continua lotta con la vita familiare che sono quasi sempre da sole a gestire. Un mondo meno sessista sarebbe possibile e, conclude la Soffici, ne trarrebbero beneficio anche gli uomini.

• CINEMA: FEMMINILE, PLURALE
Paola Casella, Le mani 2010, 14,00 euro
La Casella, pure giornalista e critico cinematografico, guarda al primo decennio del nuovo secolo e guarda all’evoluzione della figura femminile, nelle immagini cinematografiche: sempre più donne nei film stanno diventando motori della storia e gli uomini che le accompagnano sono personaggi comprimari. Alla fine del ‘900 il femminile e il materno rappresentati esprimevano sofferenza e frustrazioni derivanti da competizioni impari con il panorama maschile. Poi la figura femminile sembra gradualmente emergere e si fa paladina di nuovi ideali, proiettandosi in un futuro in cui sia non solo compartecipe, ma addirittura fondamentale figura per rassicurare gli elementi maschili, che appaiono invece sempre più confusi e insicuri.


• DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA
Olympe de Gouges, Il Nuovo Melangolo , 9.00 euro
Risale al 1791 questo testo. La Rivoluzione francese è da poco alle spalle, la situazione politica è instabile e Olympe dopo aver dato alle stampe un paio di opuscoli politici, destando attenzione e discussione, propone la Dichiarazione dei diritti della donna, rivolgendosi a Maria Antonietta: sostiene che le donne sono capaci di assumere responsabilità tradizionalmente riservate agli uomini e chiede che le donne vengano ammesse ai dibattiti politici e sociali; afferma l'uguaglianza dei diritti civili e politici tra i due sessi, insistendo perché si restituiscano alla donna quei diritti naturali che la forza del pregiudizio le ha sottratto. La prima cosa che ottiene è che le donne siano ammesse a una cerimonia a carattere nazionale, « la festa della legge » del 3 giugno 1792 poi alla commemorazione della presa della Bastiglia il 14 luglio 1792.
Olympre chiede la possibilità di sciogliere un matrimonio e l'instaurazione del divorzio (ammesso all'indomani della Rivoluzione). Avanza l'idea di un contratto firmato tra concubini e milita per la libera ricerca della paternità e il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio. È anche tra i primi promotori di un sistema di welfare, formulando - a grandi linee - un sistema di protezione materna e infantile e raccomanda la creazione di seminari nazionali per combattere la disoccupazione. Analogamente propone la creazione di alloggi per i non abbienti e quella di ricoveri dignitosi per i mendicanti.
Viene ghigliottinata il 3 novembre 1793, lei che a sostegno della sua battaglia politica e civile aveva detto «La donna ha il diritto di salire sul patibolo; ella dovrà anche avere il diritto di salire sulla tribuna.»


• FINCHE’ AVRO’ VOCE
Malalai Joya, Piemme 2010, traduzione di Franca Genta Bonelli, 17.50 euro
Lo scenario è quello dell’afghanistan contemporaneo, dove l’autrice nasce nel 1977.
Lo scenario è quello di un paese arretrato a livello di conquiste civili, in cui la donna ha un ruolo limitato all’ambito familiare.
Malalai ha conosciuto subito la durezza della vita in Afghanistan: l’invasione dei Russi, la fuga della sua famiglia in Pakistan, il governo dei Talebani. E ha deciso di lottare per la libertà sua e di tutte le donne afghane, riuscendo a conquistare un incarico nel gran consiglio afghano, dopo il crollo del regime talebano. Ma quella Loya Jirga, quel gran consiglio che avrebbe dovuto dare vita al nuovo corso della politica e della vita civile, è ancora una volta una sfida difficile: il suo posto è in mezzo ad uomini, uomini che non hanno cambiato modo di pensare solo perché il regime talebano è crollato. Malalai non si rassegna, non rispetta la legge del silenzio che la convenzione vuole sia rispettata dalle donne, ed interviene in assemblea, generando nell’immediato insulti nei sui confronti e nei confronti di tutte le donne, poi minacce ed attentati. La sua battaglia non si ferma: nonostante tutto la sua voce continua a farsi sentire, denunciando le verità più scomode, le connivenze internazionali, il fondamentalismo di Karzai, i traffici illeciti e la violazione dei diritti umani. La sua voce, raccolta in questo libro in via di pubblicazione in 18 paesi.

• E’ SOLO LA VOCE CHE RESTA
Forugh Farrokhzad, Aliberti 2009, traduzione e cura di Faezeh MArdani, 15,00 euro
Ritorna la voce, questa volta nei Canti di una donna ribelle del Novecento iraniano.
La Farrokhzad è una donna iraniana, nata a Teheran nel 1935, che sin da giovanissima dimostra una grande passione per l’arte e la poesia, tanto da scegliere quest’ultima rispetto alla famiglia. Si sposa, ha un figlio ma non scende a compromessi: il ruolo di moglie e madre le sta troppo stretto, non riesce a rinunciare all’espressione poetica, a quei versi che raccontano esperienze intime di giovane donna, a quella voce ritenuta spregiudicata in un paese che, nonostante l’apparente occidentalizzazione, non è ancora pronto ad accogliere questo tipo di libertà.
In questa antologia curata dalla Mardani, docente di Lingua persiana e Storia contemporanea dell’Iran all’Università di Bologna, viene presentata Un’altra nascita, la più importante opera poetica della Farrokhzad, pubblicata nel 1963.

venerdì 5 marzo 2010

POESIA DALL'IRAN: FORUGH FARROKHZAD

Io parlo dall'estremità della notte

Dall'estremità della tenebra
dall'estremità della notte
io parlo

Se verrai a casa mia, oh mio caro
portami una luce
e una piccola finestra
per guardare
la stradine affollata e felice.

(Dono, tratto da E' solo la voce che resta, traduzione di Faezeh Mardani, Aliberti 2009)

mercoledì 24 febbraio 2010

VIAGGIO IN SUDAMERICA

Viaggio in sudamerica, nel sudamerica che scrive in spagnolo: una scelta di autori del ‘900.
Il Cile di Roberto Ampuero e Pedro Lemebel
L’Argentina di Ernesto Sabato e Julio Cortazar
La Colombia di Alvaro Mutis

• IL CASO NERUDA
Roberto Ampuero, Garzanti 2010, traduzione di Stefania Cherchi, 18,60 euro
Ampuero nasce nel 1953 in Cile da una famiglia del ceto medio e di destra, frequenta le scuole superiori in un collegio tedesco di Valparaiso e si trasferisce a Santiago per gli studi universitari nel 1972. Entra nella Gioventù Comunista Cilena, studia antropologia e letteratura: nel ’73 quando la situazione politica precipita, parte dal Cile, si trasferisce a Cuba (dove resta fino al 1979) e poi nel 1983 nella Germania Orientale per l’interessamento del Consolato della DDR. Si guadagna da vivere come giornalista, traduttore, docente universitario… fino al 1993 quando rientra in Cile e pubblica il suo primo romanzo Chi ha ucciso Cristian Kustermann?: un romanzo poliziesco il cui protagonista Cayetano Brulè (Brulé è il secondo cognome di suo padre) sarà protagonista di altri polizieschi Bolero all’Avana (1994), Il tedesco di Atacama (1996), Appuntamento al Blu profondo (2004) e Il caso Neruda (2008, appena pubblicato in italiano):
La breve nota biografica è importante per tutti gli scrittori, e per gli artisti in generale: Ampuero conferma la regola. Nei suoi romanzi si ritrovano le sue esperienze di vita (Cuba, il governo di Allende e la dittatura di Pinochet, la Germania), il suo amore per il Cile e soprattutto per Valparaiso, che rivive sempre nella sua meravigliosa decadenza, le conoscenze letterarie: l’ultimo caso del detective Brulè, Il caso Neruda, attraversa Cuba, gli Stati Uniti, il Messico, racconta la vita politica dalla fine di Allende ai giorni nostri, parla del grande poeta e dei suoi amori, il tutto in un piacevole giallo.
Il passato politico del Cile è un passato troppo recente e troppo pesante per lasciare indifferenti gli scrittori: il ritorno agli anni bui della dittatura è una necessità con la quale fare i conti: Ampuero lo fa in forma non violenta, inserendo l’aspetto storico nel romanzo poliziesco.

• HO PAURA TORERO
Pedro Lemebel, Marcos y Marcos 2004, traduzione di Cortaldo e Mainolfi, 10,00 euro
Siamo sempre in Cile, sempre negli stessi anni di Ampuero (Lemebel nasce a Santiago nel 1955), cambiano le esperienze di vita e cambiano le storie, le storie raccontate dai due autori, non la storia che rimane a far da sfondo ai romanzi, che purtroppo non cambia.
Lemebel non lascia il Cile negli anni di Pinochet, li vive tutti sulla sua pelle da maricon e da letterato e li descrive con uno stile originalissimo che incanta per l’innovazione e la musicalità. In Ho paura torero descrive l’amore di un travestito con una delicatezza rara, racconta le giornate del Dittatore e della moglie con un’ironia meravigliosa. Un romanzo piacevolissimo, del quale molti elementi sono ripresi nella raccolta di racconti uscita nel 2008, sempre per i tipi di Marcos y Marcos. La storia di questa antologia dal titolo Baciami ancora, forestiero è curiosa: i due editori, in viaggio in Cile, entrano in una libreria di Santiago, la cui vetrina proponeva anche i libri di Lemebel, e raccontano al libraio di essere gli editori italiani di Lemebel. Il libraio è il libraio di Lemebel, lo chiama per telefono e combina l’incontro: da qui nasce il viaggio dei due editori in Cile sulle tracce delle indicazioni di Lemebel e inizia la scelta dei racconti da tradurre e pubblicare. Alcuni più visionari, alcuni più politici, alcuni d’amore: la magia di Lemebel ritorna, soprattutto nella raccolta Tappeto volante sul campo dell’orrore, che mostra un Lemebel oppositore creativo e tenace del regime, testimone disincantato di un cambiamento epocale, narratore fantasioso e originale.

• SOPRA EROI E TOMBE
Ernesto Sabato, Einaudi 2009, traduzione di Jaime Riera Rehen, 26,00 euro
Parlare di Sabato è impegnativo: è uno dei maggiori esponenti del mondo culturale del XX secolo, non solo per l’Argentina.
Nato nel 1911 nella provincia di Buenos Aires, approda all’Università de La Plata nel 1929 iscrivendosi alla facoltà di Scienze matematiche e si appassiona alla politica, impegnandosi nel movimento per la riforma universitaria ed entrando nella Federazione giovanile comunista, pur mantenendo uno sguardo critico sul comunismo stalinista. Viaggia per lavoro, in qualità di fisico esperto in meccanica quantistica, in Francia, negli Stati Uniti rientrando periodicamente in Argentina. Nel 1939 ha inizio la sua crisi esistenziale, che lo porta dapprima ad abbandonare gli ambienti accademici, a ritirarsi dal mondo per vivere dell’essenziale e finalmente a dedicarsi alle sue passioni, la scrittura e la pittura.
Articoli e traduzioni sono i suoi primi lavori, poi la narrativa: Sopra eroi e tombe è pubblicato nel 1961 ed è considerato uno dei migliori romanzi argentini del XX secolo. La vicenda narrata, in poco meno di 600 pagine, è quella di una famiglia borghese in decadenza, materiale e psicologica, in cui i personaggi sono sia cellule singole che parti di una struttura: affascina la psicologia dei personaggi, nel loro continuo passaggio da sentimenti estremi e contraddittori. Non mancano ovviamente i riferimenti storici, la critica al perdonismo, l’accenno agli eroi dell’Indipendenza.Quella proposta da Einaudi è la prima traduzione integrale (la precedente uscì per Feltrinelli nel 1965).
Sabato merita un posto fra i grandi della letteratura argentina, accanto a Borges e Bioy Casares.

• BESTIARIO
Julio Cortàzar, Einaudi 1974, traduzioni di Nicoletti rossigni e Martinetto, 10,00 euro
Con Cortazar inizio dalla fine, dalla fine della sua vita (mentre Sabato è ancora in vita, Cortazar è morto nel 1984) e quindi da Parigi, da cimitero di Montparnasse dove la sua tomba, quasi al pari di quella di Simone de Beauvoir è meta di pellegrinaggio, segno evidente della fama raggiunta dallo scrittore argentino nel mondo.
Il legame con l’Europa è forte: la sua famiglia era in Svizzera e poi in Spagna allo scoppio della prima guerra mondiale (Cortazar nasce a Bruxelles). Dopo la guerra rientra in Argentina dove completa gli studi universitari e inizia a lavorare come traduttore e giornalista: uno dei suoi primi racconti raccolti nel Bestiario, Casa occupata, viene apprezzato e pubblicato da Borges: è il 1947. Inizia la sua carriera di scrittore e la sua amicizia con Borges.
Impegnato nelle cause civili, estimatore del Che Guevara e di Allende, devolveva gli introiti dei diritti sulla pubblicazione dei suoi libri alle cause per la difesa dei prigionieri politici, non solo in Argentina, ma in tutto il Sudamerica.
Bestiario è un’antologia di racconti, che danno un saggio della variegata scrittura di Cortazar, che non si può ascrivere a nessun modello, che sfugge a definizioni temporali, che propone personaggi di rara profondità

• L’ULTIMO SCALO DEL TRAMP STREAMER
Alvaro Mutis, Adelphi 1991, traduzione di Gabriella Bonetta, 8,00 euro
Dopo l’infanzia in Europa (il padre era diplomatico a Bruxelles), Mutis rientra in Colombia, a Bogotà, alla morte improvvisa del padre: finita l’università si dedica al giornalismo e quindi alla scrittura, pubblicando poesie e romanzi: il successo internazionale arriva negli anni ’80 con le edizioni de La neve dell’ammiraglio, Ilona arriva con la pioggia,e L’ultimo scalo del Tramp Streamer, in cui l’amore e l’amore per il mare diventa l’elemento fondamentale della narrazione, sentimento romantico e decadente che trascina l’immaginazione in sogni quasi realizzabili.

venerdì 19 febbraio 2010

STAMPARE AD ARTE



Un libro si guarda, si sfoglia, si legge dall’inizio. È la copertina che ci seduce, è il frontespizio ad annunciarci il testo che contiene, ad introdurci come una soglia – una delle tante soglie, per dirla con Genette – all’interno dell’opera che attende il suo lettore.
Il nostro dialogo con il libro, però, può cominciare anche dalla fine, dal colophon –
che, non a caso, in greco significa “cima”, “vertice” – perché, in quelle poche righe, poste sull’ultima pagina, è racchiusa la chiave per intendere come quel libro è stato concepito, qual è la segreta architettura della sua forma, quali gli elementi paratestuali che agiscono in modo discreto, quasi subliminale, sulla nostra percezione, quali la filosofia, l’idea, le scelte, che hanno informato la sua realizzazione. E non bisogna dimenticare che, storicamente, quello è il luogo dell’autocelebrazione del tipografo, dello stampatore che, uscendo dall’anonimato, rivendica l’insostituibilità del suo ruolo, la qualità del suo operato, la sua perizia. A saperlo leggere, un colophon è quasi una dichiarazione di poetica.
È nel colophon, infatti, che si rivelano i dati oggettuali – il tipo di carattere, la carta, le modalità di stampa, la legatura, la presenza di illustrazioni, la tiratura – ovvero tutte le componenti che possono riscattare il libro dalla banalità seriale, dal suo status di semplice veicolo di parole, trasformandolo in un oggetto estetico in sé, proiettandolo in una sfera di contemplazione visiva, oltre che concettuale.
Allora, è nella veste del libro – ed è bene tenere a mente il significato primario del termine che così bene si piega ad esprimere l’idea di coprire, avvolgere,ma anche ornare – che si misura lo scarto tra un prodotto dell’editoria di massa e un fine book, un libro di pregio, un libro in cui l’aspetto formale, il contenitore, ha lo stesso peso del suo contenuto. E naturalmente dovremmo chiederci quanto quella forma, costituita da molteplici elementi – non soltanto materiali – non sia anche sostanza, coerente scelta di stile. Di certo, l’aspetto fisico del libro, nella sua totalità, contribuisce (sempre) a creare un orizzonte di attese intorno al testo, di cui esalta e illumina tutte le potenzialità.
Non deve ingannare, del resto, l’apparente universalità della parola “libro” che, fingendo una concreta aderenza alla cosa rappresentata, suggerisce una familiarità di
esperienze, un significato certo, univoco, condiviso da tutti. Al contrario, i libri
appartengono a categorie e tipologie diversificate, abitano mondi spesso molto lontani tra loro e offrono molteplici punti di osservazione a seconda delle nostre passioni.
Siamo, prima di tutto, lettori, diversi per qualità e quantità delle letture, tempi e
modi del leggere, raffinatezza degli interessi, sottigliezza delle interpretazioni, gusto per la scrittura, o personalità individuale, ma sempre lettori. Siamo studiosi, bibliofili, collezionisti, amanti dell’arte o della tipografia,ma ci interessiamo sempre e solo di libri: la terminologia non segue il mutare dei nostri interessi. È sempre necessario, quindi, delimitare ambiti, aggiungere specificazioni, cercare linee di confine, per quanto incerte e riduttive, per cercare di definire l’oggetto del nostro parlare all’interno delle molteplici categorie di libri possibili.
In tal senso, il lavoro di Alessandro Zanella tipografo, stampatore, editore di libri a tiratura limitata, non risponde a un paradigma facilmente riconoscibile, non si può ridurre a una tipologia libraria precisa, né si può ridurre a un corpus unitario e omogeneo.
I suoi libri, noti agli intenditori per la qualità impeccabile della stampa e il
raffinato equilibrio delle scelte formali, non sono costruiti seguendo dei percorsi
obbligati, ingabbiando il testo in uno schema formale riconoscibile quanto definitivo, ma sono modulati secondo modalità e ritmi variabili, sempre, però, in un rapporto di assoluta sintonia con il testo che devono accogliere. Ogni libro costituisce una diversa avventura,ma il segno di Zanella, il suo inconfondibile marchio, si ritrova costante nella capacità di coniugare un sapere antico – l’arte della composizione e della stampa tipografica, coltivata con assoluta dedizione – con ardite, quanto ponderate, sperimentazioni...
(questo testo di Beatrice Peria è stato tratto dall'introduzione del catalogo stampato da Amperstand per la mostra alla Biblioteca Vallicelliana di Roma del novembre 2009; l'immagine è tratta dallo stesso catalogo: Ecce vedeo, otto poesie in italiano di Valerio Magrelli e una breve nota dello stampatore. Con otto incisioni
su linoleum di Lucio Passerini svolte su più pagine e due incisioni in copertina)

giovedì 18 febbraio 2010

RITSOS IN AMPERSAND


Persefone
Un lungo poema in neo greco di Ghiannis Ritsos, con la traduzione italiana a fronte di Nicola Crocetti. Accompagnato da due xilografie originali, motivi decorativi nel testo e due serigrafie a più colori di Joe Tilson in copertina.
Colophon: Questa edizione tipografica di Persefone composta con i caratteri Antigone e Lutetia presso la monotipia SchumacherGebler, è stata stampata da Alessandro Zanella con il torchio a mano Stanhope del 1854. Gli ottanta esemplari della tiratura sono contrassegnati con numeri arabi e firmati sul colophon dall’autore e dall’artista. La carta a tino, inumidita prima della stampa, proviene dalla cartiera Miliani di Fabriano. La serigrafia in copertina è stata eseguita presso la Stamperia
d’Arte Berardinelli. L’edizione è stata portata a compimento presso le Edizioni Ampersand in Verona, nella primavera 1990.
Nota: Questa è la prima edizione che reca la marca tipografica Ampersand. *Copyright © 1990 Edizioni Ampersand, Verona.

Persefone è la giovane e bella figlia di Zeus e di Demetra, che un giorno il re degli inferi, Ade, rapisce per farla sua sposa. La leggenda narra che la madre Demetra - dea della terra feconda, delle messi, della natura che si rigenera ogni anno - abbandona la sua identità per darsi alla ricerca della figlia e, mentre erra disperata, i frutti della terra muoiono e l'umanità intera rischia di estinguersi. Si giunge, fra gli dei, a un compromesso: Persefone dividerà il suo tempo tra la terra e l'oltretomba - principessa della primavera e regina dei morti. La dialettica tra vita e morte percorre la favola antica e Persefone è il filo sottile che collega due mondi inconciliabili.

« La poésie n’a jamais le dernier mot
Le premier, toujours »
(Yánnis Rítsos)

mercoledì 17 febbraio 2010

STAMPA E POESIA



Quattordici poesie di Maria Luisa Spaziani e una breve nota dello stampatore.
* Con sette immagini incise a rilievo su matrice sintetica diMarina Bindella svolte su più pagine e una incisione in copertina.
* [32] pagine stampate solo recto; [4·4]; privo di paginazione.
* 32,5 x 21 cm; 80 esemplari numerati a penna e firmati sul colophon dall’autrice e dall’artista.
*Ampersand, 2009.
Colophon: Alessandro Zanella ha ideato, disegnato e impresso al torchio questa edizione di ottanta esemplari numerati e firmati dalla poetessa e dall’artista sotto l’insegna dell’Ampersand. Santa Lucia ai Monti, 1 gennaio 2009.
Nota: Le liriche Sfilano i paladini e Con la mia voce sono inedite; le altre poesie sono apparse in precedenti raccolte pubblicate da Arnoldo Mondadori Editore.

Un vento più forte della memoria
mi porta favole del paradiso perduto.
Non ne sappiamo niente. Essi vivevano
beati e ignari anche dell'alfabeto.

Ma quel vento inventato pure spira,
fiato fresco sulle nostre ferite.
Paradisi passati, paradisi futuri:
la cerniera, impalpabile ragnatela.

(La luna è già alta, Maria luisa Spaziani, Mondadori 2006)

martedì 16 febbraio 2010

POEMI LIRICI



Sei liriche di Riccardo Bacchelli seguite da una nota al testo di Sandro Bortone.
* Accompagnato da diciotto xilografie e collages nel testo e una xilografia in piena copertina di Tommaso Cascella.
* 52 [2] pagine; [2·].
* 31 x 21 cm; 100 esemplari numerati a penna e firmati sul colophon dall’artista.
* Ampersand 2002.
Composizione dei testi con carattere digitale Rialto df di Giovanni de Faccio e del frontespizio e i titoli con carattere Kabel di Rudolf Koch nella versione digitale.
* Carta a tino Magnani velata avorio impressa con matrici di fotopolimero in torchio Vandercook da Alessandro Zanella in nero, grigio e rosso.
* Xilografie in nero e colore e collages eseguiti presso l’officina.
* Brossura cucita in carta Hahnemühle colorata amano in rosso e arancione con una xilografia e il titolo xilografico stampati in piena copertina; sguardie in carta del testo; sovracoperta rigida rivestita in carta blu scuro,marca tipografica sul primo quadrante e riccardo bacchelli poemi lirici sul dorso impressi a stampa in argento; astuccio quadro ricoperto in cartamarrone chiaro.
Colophon: Quest’undicesima “carta del cielo” che nella sua veste tipografica differisce dalle precedenti, prosegue la proposta di testi di autori del Novecento riprendendo sei sezioni dei Poemi lirici di Riccardo Bacchelli. La composizione delle poesie è stata eseguita con il carattere Rialto df e i titoli con Kabel che nel frontespizio è stato adattato e modificato per l’occasione. Di Tommaso Cascella
sono le xilografie e i collages che illustrano i testi e di Sandro Bortone è la nota che li segue. La tiratura,costituita da cento esemplari numerati e firmati dall’artista, è stata eseguita con il torchio a mano da Alessandro Zanella su carta a tino di Magnani, la stampa è stata ultimata in Santa Lucia ai Monti, Verona, nel settembre del duemiladue.
Nota: Poemi lirici si presenta come libro a sé solo nell’edizione originale pubblicata 1914 da Zanichelli. In questa edizione Ampersand sono state scelte sei sezioni, riproposte nella loro integrità.
* Questo undicesimo volume della collana “Le carte del cielo” è l’ultimo titolo della serie e differisce profondamente da quelli che lo precedono.

lunedì 15 febbraio 2010

ARTE DELLA STAMPA


Verona, crocevia tipografico di un’arte, quella della stampa, che dal Quattrocento all’arrivo, negli anni Venti del secolo scorso, di Giovanni Mardersteig, ha segnato anche la vita di Alessandro Zanella, cresciuto proprio a Valdonega, «sentendo – come ricorda lui stesso – girare le macchine» dello stampatore tedesco.
Poi, l’incontro con l’editore Richard-Gabriel Rummonds che gli chiede di seguirlo in America in un viaggio itinerante di studio e lavoro. Infine, il ritorno prima in città e quindi il trasloco nella cascina con torchio tra le colline di Valeggio sul Mincio, dove stampa libri eccellenti firmati Ampersand, all’insegna di un’e commerciale, trasfigurata in “sacro cuore”, educato e ardente.
Il 19 febbraio, alle 18, nella libreria paginadodici www.paginadodici.it in corte Sgarzerie, Alessandro Zanella insieme a Nicola Dal Falco presentano alcuni dei libri, realizzati durante i corsi di tipografia, aperti a chi nulla conosce di caratteri mobili, carte e inchiostri, e quattro degli ultimi titoli in catalogo.
«È proprio il lavoro di gruppo – commenta Zanella – preparato e guidato dal sottoscritto a rendere unica l’esperienza di stampa, uno sforzo, anche fisico, per dare forma e spessore alle idee, rendendole, se possibile, meno volatili».
Ma non si tratta solo di divulgare, lo scopo del buon stampatore è soprattutto quello di affidare all’occhio del lettore una pagina in cui la bellezza del carattare, della carta, della rilegatura siano pari al messaggio di chi scrive.

Due mostre
Mentre si è appena conclusa la mostra romana alla Biblioteca Vallicelliana, a cura di Marina Bindella, dove sono stati esposte le opere di Zanella, riunite nel catalogo generale Stampare ad Arte che ha il sapore e lo stile di un libro curatissimo, capace di evocare non solo a parole e immagini i sogni di un tipografo, è ancora in corso e durerà fino al 5 marzo la mostra alla Biblioteca Arturo Frinzi di Verona .
I libri esposti danno conto del lavoro svolto insieme agli studenti della Facolta di Lingue e Letterature dal 2003 al 2009. In tutto, 126 studenti per un totale di 21 corsi ed altrettanti progetti editoriali, con una tiratura da 24 a 30 copie.

Perché Ampersand?
&: questa è l’ampersand o e commerciale, simbolo per la congiunzione “e”, nata sullo scrittoio di Tirone, il segretario di Cicerone, abituato a stenografarne la prosa. Nasce dalla legatura delle due lettere et, ristrette in uno spazio comune come la vite attorno al palo che la sostiene.
Quella simbiosi assumerà, poi, una forma serpentina, sarà quasi un nodo prima di librarsi in spirale. Sembra che il nome ampersand sia la corruzione della frase and per se and con cui in Gran Bretagna (XIX secolo) si indicava l’ultima lettera dell’alfabeto: e di per sé e.
Tante evocazioni in un unico segno grafico non potevano che sedurre l’editore d’arte e corrispondere al carattere di Alessandro Zanella.
Collegare e rilegare, è, infatti, l’attività somma di chi spedisce in forma utile e bella i pensieri sul mondo al mondo intero.

Lo scaffale di paginadodici
Durante l’incontro in libreria del 19 febbraio, verranno presentati i libri nati durante i corsi di tipografia, tra questi:

• AA VV, Cronos Kairos, frammenti sul tema del tempo, ottobre 2000;
• Gaspare Gozzi, Libri autori & lettori, frammenti da “L’Osservatore veneto”, 1761, aprile 2004;
• Anton Francesco Doni, A coloro che non leggono, introduzione a La seconda libraria, 1551, febbraio 2005;
• Italo Calvino, In una rete di linee che s’allacciano, tratto da Se una notte d’inverno un viaggiatore, autunno 2005;
• Italo Calvino, Lo scrittore tormentato & lo scrittore produttivo, tratto da Se una notte d’inverno un viaggiatore, primavera 2006;
• Italo Calvino, Octavia Ersilia Baucis, tratto da Invisibile Cities, nella traduzione inglese di William Weaver, illustrazioni di Alessandro Zanella, agosto 2006;
• Italo Calvino, Su una sedia a sdraio, tratto da Se una notte d’inverno un viaggiatore, maggio 2007;
• Max Aub, Confessioni, tratto da Delitti esemplari, nella traduzione italiana di Lucrezia Pannunzio Cipriani, illustrazioni dei partecipanti al workshop, settembre 2007;
• Rainer Maria Rilke, Orpheus. Eurydike. Hermes, con la traduzione italiana di Giaime Pintor, illustrazione in copertina di Marina Bindella, settembre 2007;
• Primo Levi, Zoo poesie scelte, con la traduzione inglese di Ruth Feldman, maggio 2008;
• Franco Marcoaldi, Parola di cane, tratto da Animali in versi, illustrazioni dei partecipanti al workshop, agosto 2008;
• Dana Gioia, Homenage to Valerio Magrelli, sei poesie di Valerio Magrelli tradotte in inglese da Dana Gioia, luglio 2009;

e inoltre:
• Poemi lirici, sei liriche di Riccardo bacchelli e diciotto xilografie e collage di Tommaso Cascella, 2002;
• Ecce Video, otto poesie di Valerio Magrelli e otto incisioni su linoleum di Lucio Passerini, 2006;
• Poesie verticali, quattordici poesie di Maria Luisa Spaziani e sette immagini incise di Marina Bindella, 2009;
• L’ombra e la piega, due poesie di Nicola Dal Falco e una meridiana di Alessandro Zanella, 2009.

Nicola Dal Falco

venerdì 12 febbraio 2010

1951: NON SOLO IL GIOVANE HOLDEN



Con la morte di Jerome Salinger, autore appunto del Giovane Holden, è nato il desiderio di rileggere il suo capolavoro, ma anche di guardare a cosa succedesse nello stesso periodo in Europa dal punto di vista letterario. Se fossero stati pubblicate opere altrettanto degne di immortalità. Ebbene, limitando l’indagine allo stesso anno del Giovane Holden, al 1951, anche al di qua dell’oceano ci sono dei capolavori, soprattutto in Italia e in Francia

In Italia escono:
• QUADERNI DAL CARCERE di Antonio Gramsci
Einaudi 2007, 60,00 euro
La storia di Gramsci è nota. Giornalista dal 1910 (classe 1891), impegnato attivamente nel Partito comunista, parlamentare dal 1924 , Gramsci viene arrestato, in violazione dell’immunità parlamentare, l’8 ottobre del 1926 a Roma per attività in contrasto con la politica fascista.
Inizia a scrivere i Quaderni, non destinandoli alla pubblicazione, nel febbraio del 1929: scrive 2848 pagine di pensieri e riflessioni fino all’agosto del 1935, quando per gravi motivi di salute è costretto ad interrompere la stesura. E’ la cognata, la moglie del fratello, a raccogliere questi scritti, sottraendoli al controllo della polizia carceraria, e a fare in modo che giungano a Mosca nelle mani di Togliatti.
Senza tener conto della cronologia, i quaderni vengono numerati in 32 raccolte e solo dopo la guerra, nel 1951 appunto vengono pubblicati insieme alle Lettere dal carcere ai familiari: l’editore Einaudi, per la cura di Felice Platone (dirigente del partito comunista) li organizza per argomenti omogenei in 6 volumi:
- Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce, nel 1948
- Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura, nel 1949
- Il Risorgimento, nel 1949
- Note sul Machiavelli, sulla politica e sullo Stato moderno, nel 1949
- Letteratura e vita nazionale, nel 1950
- Passato e presente, nel 1951
Gramsci non vede l’uscita dei suoi quaderni: liberato in 21 aprile del 1937 muore 6 giorni più tardi per emorragia celebrale.

• IL CONFORMISTA di Alberto Moravia
Bompiani 1998/2002, 10,00 euro
La produzione letteraria di Moravia è ricchissima, è uno dei più importanti scrittori del XX secolo, pubblica più di 30 romanzi in cui i temi centrali sono l’aridità morale, l’ipocrisia, la sostanziale incapacità degli esseri umani di raggiungere la felicità
Salì alla ribalta nel 1929 con il romanzo Gli indifferenti, un’opera esistenzialista che racconta le vicende di una famiglia i cui componenti sono dei vinti, vinti in quanto incapaci di reazione, vinti dalla loro stessa apatia, vinti dalla loro bassezza e dalla loro mediocrità: Agli Indifferenti segue La ciociara nel 1943 (quest’opera contrariamente alla precedente non viene pubblicata a sue spese: ormai Moravia non è più alle prime armi, non ha più 22 anni, è uno scrittore di una certa fama), La romana nel 1947 e Il conformista nel 1951, un romanzo che si dipana dagli anni Venti all’epoca fascista: ancora una volta una famiglia e un’assenza di omogeneità nei legami sentimentali che legano i suoi tre componenti: il protagonista cresce nel desiderio di essere normale, e coltiva questo desiderio maniacalmente al punto da sgranarlo nelle sue diverse componenti e da generare comunque anormalità.
La carriera di Moravia prosegue con grandi riconoscimenti e grandi onori, divisa fra l’attività di giornalista, la passione per il cinema e il teatro, la scrittura e le grandi donne della sua vita, Elsa Morante prima, Dacia Maraini poi.
La sua scrittura è rinomata per lo stile semplice e austero, caratterizzato dall'uso di un vocabolario comune inserito in una costruzione ricercata.

• IL RAGAZZO MORTO E LE COMETE di Goffredo Parise
Adelphi 2006, euro 17,00
Il ragazzo morto e le comete nasce a Venezia, dove il giovane Parise (21 anni) si era da poco trasferito: le collaborazioni con i giornali (Alto Adige, L’Arena, Corriere della sera) avevano solo alimentato il suo desiderio di dedicarsi alla narrativa, quindi il ritiro letterario in Laguna e il primo romanzo, che viene proposto a Neri Pozza: l’editore propone alcuni cambiamenti, Parise li rifiuta, Neri Pozza forse colpito dalla determinazione del giovane scrittore decide di pubblicare comunque il romanzo in una tiratura di mille copie: non è un successo, ma segna l’inizio della sua carriera di narratore. Dil Parise si parla, e se ne parla negli ambienti che contano. Due anni dopo con l’uscita de La grande vacanza e il trasferimento a Milano, Parise si merita i riconoscimenti di Eugenio Montale e di Carlo Bo, inizia a lavorare per Garzanti, frequenta Leo Longanesi, Nico NAldini, Carlo Comisso, e poi Piovene, Gadda…
La sua scrittura non è paragonabile a nessuna: leggere un suo romanzo dà l’impressione di trovarsi di fronte ad uno scrigno dal quale escono meraviglie.

• AUT AUT di Enzo Paci
E’ una delle più prestigiose riviste internazionali di argomento filosofico, viene fondata appunto nel 1951 a Milano e cambiano vari editori e superando le indubbie difficoltà economiche è arrivata fino ad oggi, con scadenza trimestrale: l’ultimo numero (344) da poco in libreria, è dedicato a Judith Butler e a violenza e non-violenza.

In Francia escono:
• MEMORIE DI ADRIANO di Margherite Yourcenar
Einaudi 1963/2002, traduzione di Lidia Storoni Mazzolani, 12,50 euro
Anche qui siamo davanti ad un mostro sacro della letteratura mondiale.
La Yourcenar scrive giovanissima Il giardino delle chimere (il romanzo viene pubblicato a spese della sua famiglia nel 1924), poi l’Alexis (1929), La moneta del sogno (1934) e viaggia molto in Europa: Nel 1939, quando la situazione in Francia ed in Europa si sta deteriorando, forte della conoscenza con un’americana che diventerà la sua compagna, si trasferisce negli Stati Uniti: Continua a scrivere, in francese. Inizia un periodo difficile, con scarse soddisfazioni professionali e problemi economici. Alla fine della guerra molti degli intellettuali francesi e nonche aveva trovato rifugio in Americano tornano in patria: la Yourcenar decide di non tornare, di rimanere accanto alla sua compagna e di chiedere la cittadianza americana (ottenendola nel 1947). Pi un fatto singolare cambia la sua vita, e la nostra di lettori: all’inizio del 1949 arrivano dalla Francia tre bauli provenienti da Losanna, ultima residenza ufficiale della sua famiglia, o meglio di suo padre che lì era morto vent’anni prima. All’interno di questi bauli, ci sono dei fogli sparsi, delle lettere il cui incipit e “Mio caro Marco”: sono le bozze delle Memorie di Adriano, la cui idea iniziale era nata nel ’27 ed era stata abbandonata nel ’37. La Yourcenar decide di dedicarsi interamente alla stesura del libro: viene pubblicato in Francia nel dicembre del 1951 ed è un successo clamoroso, molto al di là delle sue stesse aspettative. Non è che una tappa della sua carriera di scrittrice, i suoi successi si moltiplicano e nel 1980 diventa, prima donna della storia, membro dell’Accademie française.
Le Memorie di Adriano (l’edizione Einaudi comprende anche i Taccuini di appunti) sono un vero capolavoro, dove accanto ad una attentissima ricostruzione storica c’è un uomo, un grand’uomo, il suo pensiero, la sua ricchezza intellettuale, le sue grandi intuizioni che lo rendono un uomo senza tempo.


• L’UOMO IN RIVOLTA di Albert Camus
Bompiani 1957/2008, traduzione di Liliana Magrini, 10,00 euro
Cinque anni di lavoro, dal 1945 al 1950, studi e documentazione, per raggiungere la stesura definitiva. L’uomo in rivolta viene pubblicato nel novembre del 1951 ed è subito polemica accesa: si sollevano gli esistenzialisti, i surrealisti, i comunisti e anche i cattolici. L’uomo in rivolta, che si interroga sulla violenza, propone un’analisi critica di alcune forme di spirito rivoluzionario e giunge alla conclusione che esistono dei limiti: l’uomo che si ribella deve saper prendere le misure della sua ribellione. Clamorosa è la reazione di Sartre: i due intellettuali si conoscono da quasi un decennio, si stimano reciprocamente, attraverso i rispettivi giornali si é instaurata fra loro anche una relazione professionale. La pubblicazione dell’uomo in rivolta incrina definitivamente il loro rapporto: Les temps modernes, di cui Sartre è direttore, pubblica un articolo firmato che si scaglia pesantemente contro Camus e contro la sua opera. Camus risponde con una lettera al direttore (Sartre appunto), insinuando che dietro la firma del giornalista che ha siglato l’articolo, si celi lo stesso Sartre. Quest’ultimo pubblica la lettera di Camus e la sua risposta sul giornale, chiedendo dove mai siano finiti i protagonisti dei suoi romanzi precedenti (Lo straniero e Il mito di Sisifo), dove siano finiti quei trotskisti che professavano la rivoluzione permanente. Assassinati? In esilio? Ingiunge a Camus di scendere dal piedestallo, di non chiamare in causa i gulag per urtare il pensiero della sinistra francese e conclude affermando che una dittatura violenta si è insinuata nei suoi pensieri, che si basa su una burocrazia astratta e pretende di far regnare la legge morale.
Camus sapeva che quello che aveva scritto era un libro polemico, che avrebbe suscitato reazioni, ma non ne immaginava l’entità. La pubblicazione diventa un “avvenimento”, francese in primo luogo ma non solo: L’uomo in rivolta spacca l’opinione pubblica, e soprattutto gli intellettuali francesi, coloro che si erano nutriti di esistenzialismo, di marxismo, di tradurre attivamente il pensiero in fatti, la letteratura in politica. Lo scontro avveniva tra due futuri premi Nobel, fra due intellettuali liberi che appartenevano dichiaratamente all’ala sinistra dello schieramento.
La vita de L’uomo in rivolta è strana: appena pubblicato il libro diventa come si è visto subito famoso, è sulla bocca di tutti; poi, l’anno dopo muore Stalin e come fosse un avvenimento politico anch’esso, il libro viene superato dagli avvenimenti e la sua fortuna sfuma. A sessant’anni di distanza assume un significato ancora diverso, più filosofico che politico, in cui la differenza fra rivoltoso e rivoluzionario è essenziale.

E questa panoramica è frutto di una scelta, comprende cioè solo alcuni dei titoli pubblicati nel 1951.
(La foto è uno scatto del 1951 di Henri Cartier-Bresson)

mercoledì 3 febbraio 2010

VIAGGIO NEL MEDITERRANEO

Con il nuovo sole, riprendo il giro del Mediterraneo in un viaggio di carta e parole scritte:

• INVITO AL VIAGGIO
A cura di Renata Discacciati, Archinto 2010, 12,00 euro
Un’antologia di racconti dedicati ai viaggi. Gli a autori sono i più diversi, famosi e meno famosi, uomini e donne (interessante e consistente la rappresentanza femminile), portano il lettore intono al Mediterraneo, nell’Oriente più remoto, ma anche in Giamaica. L’antologia è divisa per temi, sotto ogni voce vengono raccolti 2/3/4 brevi racconti:
la partenza
le prime impressioni
l’architettura
la natura
gli incontri
usi e costumi
l’abbigliamento
le avversità
l’euforia
il ritorno
già dai titoli dei capitoli si intuisce un’esposizione narrativa che segue lo svolgimento del viaggio. Nel leggere questo libretto, almeno per me, è stato come partire per un viaggio immaginario composto da tanti paesi, tanti facce, tante tradizioni che come per incanto riescono a convivere.

• VENEZIA DEGLI AMANTI. L’EPOPEA DELL’AMORE IN 11 CELEBRI STORIE VENEZIANE
Alessandro Marzo Magno, Troppa 2010, 16,00 euro.
Marzo Magno è giornalista e uno scrittore veneziano, che ormai da tempo indaga fra il Veneto e l’Istria per raccontare storie in cui memorie storiche ed itinerari di viaggio si fondono. Quest’ultimo libro, dedicato a Venezia, racconta i grandi amori del passato e dei tempi recenti che hanno avuto per teatro la città lagunare in cui le tradizioni europee si confondono con quelle mediterranee. Un chiaro esempio di appartenenza al Mediterraneo la relazione travolgente tra una giovane marrana e l’amante segreto alla corte di Costantinopoli che sembra gettare le basi della battaglia di Lepanto del 1571.
Non manca ovviamente Casanova, ma appaiono anche Ugo Foscolo, George Sande, Alfred de Musset, lord Byron, Eleonaro Duse , Hemingway in un viaggio affascinante tra calli e campielli. Quasi una guida per percorsi non consueti.

• DESERTO DELLA LIBIA (Libia)
Mario Tobino, Mondatori 2001, 7,80 euro
Pubblicato nel 1973, raccoglie una serie di racconti, testimonianza dell’esperienza dell’autore durante la Seconda Guerra Mondiale. Oltre al ritratto di una generazione di soldati mandati allo sbaraglio in una terra sconosciuta ed ostile, ci sono i paesaggi, gli incontri, le avventure e soprattutto il deserto che fa da protagonista fisico e metaforico della narrazione. Il fascino esotico del deserto e delle sue oasi avvolte di mistero si scontra con la durezza dell’esperienza militare.

• LE QUARANTA PORTE
Elif Shafak, Rizzoli 2009, traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini, 19.50 euro.
Terzo libro della Shafak tradotto in italiano: il primo, La bastarda di Istanbul (Rizzoli 2007) portò la scrittrice turca al successo raccontando Istanbul e la Turchia multietnica, in cui l’incontro fra due donne, una americana di origine armena e una ragazza turca di una famiglia molto particolare stringono amicizia e danno la speranza che l’antica ferita fra i due popoli si possa risanare; il secondo libro, Il palazzo delle pulci racconta ancora Istanbul attraverso le parole di un professore e del palazzo in cui vive: una molteplicità di personaggi, descritti piano per piano appartamento per appartamento, completano il palazzo fatiscente di un’umanità stravagante e affascinante. Con Le quaranta porte la Shafik fa un salto nel passato. La protagonista lavora per un’agenzia letteraria e ha il compito di leggere manoscritti e di formulare un giudizio: così le capita di dover leggere Dolce eresia di uno sconosciuto autore che invia il manoscritto da Amsterdam. La sua vita cambia: improvvisamente Ella si trova catapultata nella Turchia del XIII secolo e nella poesia di Rumi, fra i dervisci e i versi d’amore del grande mistico persiano.

• MURALE
Mahmud Darwish, Epoche 2005, traduzione di Fawzi Al Delmi, 15.00 euro.
Darwish, palestinese nato in Galilea nel 1941, è considerato uno dei maggiori poeti di lingua araba. Si è impegnato attivamente a favore di uno Stato Palestinese, ricoprendo ruoli di rilievo sia in Palestina che all’estero come rappresentante del suo paese e come promotore di pace.
In italiano, nonostante la ricchezza della sua produzione poetica soprattutto ,ma anche narrativa, non sono molte le opere disponibili. Oltre alle poesie sparse, di cui si trova traduzione su internet, due sono le raccolte principali: Il letto della straniera, un poema che canta in versi l’amore fra un poeta e la sua amata, e Murale, dialogo privato ed intimo con la morte e il suo mistero, l’inevitabile deperimento e il desiderio di eternità.

• LA STORIA DEL MONDO ARABO
A cura di Ulrich Haarmann, traduzione di Francesco Leccese, Einaudi 2010, 110,00 euro.
Non un libro di lettura, né romanzo né saggio, ma libro di consultazione che vuole spiegare la complessità e la ricchezza del mondo arabo. Le conquiste che nel corso dei secoli VII e VIII hanno interessato il Mediterraneo e il vicino Oriente per spingersi fino all’Indo ed ai confini cinesi. Il dominio dei califfi che si è conservato nei secoli. La civiltà islamica, che pur essendosi sviluppata in una delle regioni più arretrate del mondo antico, compete ed è superiore a quella europea. Le grandi tensioni all’interno del mondo arabo che hanno portato a grandi migrazioni culturali dal centro del potere della Penisola arabica, al Medio Oriente, al Nord Africa, all’Asia. Le grandi sfide che il mondo arabo ha dovuto affrontare: l’invasione mongola che nel XIII secolo ha arginato l’avanzata dell’Islam e ne ha invaso i territori, e in secondo luogo in tempi moderni il contrasto con l’Occidente.
Un’opera importante (ed imponente nelle sue quasi 900 pagine) per comprendere il mondo arabo dal punto di vista storico, geografico e culturale. Il curatore Ulrich Haarmann (morto a 56 anni nel 1999) è stato uno dei più grandi studiosi del mondo arabo, lavorando in Germania (università di Berlino e Friburgo), negli Stati Uniti, nella ex Unione Sovietica ed in Libano in progetti di ricerca e di studio sulla cultura araba.


• LA CUCINA MORESCA
Clarck Sam e Sam, traduzione di Donatella Nicolò, Ponte alle Grazie 2010, 18,00 euro.
Per concludere il viaggio, quale miglior idea per unire le sponde del Mediterraneo se non la cucina?
Nella collana diretta da Allan Bay (divenuto famoso per i libri della serie Cuochi si diventa), l’ultima novità raccoglie le ricette moresche, i sapori, le spezie e i profumi del Mediterraneo del famoso ristorante Moro di Londra. Menu che coniugano gli stili forti della cucina spagnola ai più esotici e leggeri della tradizione musulmana, assicurando equilibrio e varietà. Una cucina ricca, che mescola tradizioni berbere, arabe, ebraiche, spagnole con tocchi d’origine francese e italiana.
Un libro che oltre ad alimentare l’appetito con le sue ricette, porta a rivalutare i sapori, la genuinità, le tradizioni.

sabato 30 gennaio 2010

PER IL GIOVANE HOLDEN, CHE RIMARRA' SEMPRE

Quelli che mi lasciano proprio senza fiato
sono i libri che quando li hai finiti di leggere
e tutto quel che segue vorresti che l'autore
fosse un tuo amico per la pelle e poterlo
chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.

(da Il giovane Holden, di Jerome D. Salinger, traduzione di A. Motti, Einaudi)

mercoledì 27 gennaio 2010

MEMORIA


Dedicato al giorno della memoria, nel suo decimo anniversario: per non rimuovere, non dimenticare, perché dimenticare è sininimo di negare, e per costruire una speranza, perché le vittime e gli ultimi testimoni oculari non siano lasciati soli e perché noi non rimaniamo soli, privi di un pezzo del nostro passato

• SEI MILIONI DI ACCUSATORI, LA RELAZIONE INTRODUTTIVA DEL PROCURATORE GENERALE AL PROCESSO EICHMANN
Gideon Hausner, traduzione dal francese di Laura Gonsalez, Einaudi 2010, 11,50 euro.
I processi ai criminali nazisti si tennero a Norimberga tra il novembre del 1945 e l’ottobre del 1946: 24 gli imputati coinvolti nella prima fase del processo (a cui seguì la seconda fase in cui il grado di coinvolgimento nei crimini fu ritenuto meno grave). Fra gli imputati Adolf Eichmann non figurava, di lui si erano perse le tracce. Pur essendo responsabile dei trasporti ferroviari dei prigionieri e pur avendo quindi parte attiva nella soluzione finale (responsabile della morte di centinaia di migliaia di persone), non era un personaggio di spicco: nascostosi nelle campagne tedesche per 5 anni, con passaporto falso (rilasciato dalla Croce Rossa di Ginevra in base alla testimonianza di un padre francescano) e col nome falso di Riccardo Klement nel giugno del 1950 salpò dall’Italia alla volta dell’Argentina dove trovò rifugio a Buenos Aires, prevedendo di ritornare in Germania in tempi non sospetti. Nel 1957 venne scoperto il suo indirizzo e nel 1960 il Mossad lo rapì per portarlo in Israele a subire il processo per crimini di guerra.
Il processo contro Eichmann inizia nell’aprile del 1961 e si conclude quattro mesi più tardi con una sentenza di condanna a morte. Il testo del discorso è stato pubblicato per la prima volta in italiano da Einaudi il 15 dicembre del 1961. Eichmann viene impiccato il 31 maggio del 1962.
E’ il primo processo ad un criminale nazista che si svolge in Israele. Un processo che ha segnato la storia del XX secolo, coinvolgendo non solo carnefici e vittime, ma (svolgendosi a distanza di quindici anni dalla fine della guerra) le coscienze, connotando la soluzione finale e quindi dando fondamento alla prima vera presa di coscienza di quello che la soluzione finale aveva significato.

• IL VOLONTARIO
Marco Patricelli, Laterza 2010, 20,00 euro.
Patricelli, docente di Storia dell’Europa contemporanea e consulente storico per la Rai, è autore di diversi libri pubblicati per Laterza, Utet, Mondatori: la resistenza l’argomento privilegiato nelle sue ricerche.
Questo suo ultimo libro racconta una storia di resistenza e come il precedente Le lance di cartone (Utet 2004) si svolge in Polonia: la vicenda tragica di Witold Pilecki, polacco, tenente di cavalleria classe 1901. Membro attivo della resistenza polacca al nazismo, d’accordo con i suoi superiori, nel 1940 nel corso di una retata della Gestapo si fa arrestare allo scopo di organizzare la resistenza all’interno del campo dove l’avrebbero deportato. Il campo è Auschwitz dove Pilecki resta fino al 1943, quando riesce ad evadere. Partecipa all’insurrezione di Varsavia del 1944, viene nuovamente fatto prigioniero fino alla fine della guerra.
Per conto del governo polacco in esilio a Londra nell'autunno 1945, gli viene affidata un’ultima missione: tornare in Polonia occupata dalla truppe sovietiche per ottenere informazioni sull'occupazione. Ma il suo non è il destino di un eroe (o forse sì): il nuovo regime sovietico lo ritiene un testimone scomodo, un traditore. Viene scoperto, catturato, processato, condannato a morte: l’esecuzione nel maggio del 1948. Il suo nome non è nemmeno degno di memoria, non va pronunciato, i suoi familiari non sanno dove sia sepolta la salma, fino al 1989 tutto quello che riguarda la sua attività è sottoposto a censura.
Questa di Patricelli è la prima pubblicazione italiana su Pilecki.

• PERCHE’ L’OLOCAUSTO NON FU FERMATO. EUROPA E AMERICA DI FRONTE ALL’ORRORE NAZISTA
Thoedore S. Hamerow, Feltrinelli 2010, traduzione di Ulisse Mangialaio, 28,00 euro.
Hamerow, professore di storia all’Università del Wisconsin, dopo una lunga ricerca documentaria e un vastissimo lavoro d’archivio, formula una tesi sconcertante.
Essendo nota già nel 1942 sia in Europa che negli Stati Uniti la notizia dello sterminio sistematico degli ebrei per mano dei nazisti, Hamerow si domanda perché ci vollero tre anni di inerzia, tre anni in cui nessuna azione militare fu specificamente finalizzata a sabotare la macchina nazista, nessuna azione diplomatica. Tre anni in cui l’accoglienza dei rifugiati ebrei in fuga dalla Germania fu resa difficile. La risposta, espressa appunto dopo lunghe ed approfondite ricerche (la ricca bibliografia ne è testimone) è terribile. L’Olocausto non fu fermato 1) perché le democrazie occidentali erano pure percorse da un profondo antisemitismo, derivante dalla Grande Depressione economica per la quale la proverbiale avidità ebraica poteva fungere da capro espiatorio, e quindi non presero misure concrete in soccorso degli ebrei (negli Stati Uniti, ma anche in Europa si tentò di far passare lo sterminio come semplice propaganda e la questione ebraica come un problema locale. 2) perché, questo era il pensiero delle democrazie occidentali, se si fosse provveduto a favore degli ebrei, non si sarebbe stati in grado di affrontare il problema delle altre minoranze coinvolte nello sterminio (prostitute, mendicanti, malati di mente, zingari, omosessuali, disabili, prigionieri politici, immigrati..).
Storia docet: la tesi di Hamerow sembra calzare perfettamente anche alla nostra storia/e contemporanea/e. Crisi economica, capro espiatorio gli altri (i non-noi), non soluzione ma interventi palliativi di propaganda, attesa che il “problema locale” si risolva.
NOTA: Hamerow usa la parola olocausto. Il termine è stato impiegato, fino a qualche tempo fa, per indicare la tragedia del xx secolo. Definizione impropria: olocausto in termini biblici significa sacrificio (volontario) a Dio, cosa che sicuramente non è stata. Da qualche tempo si è sostituito olocausto con il più appropriato Shoah, che si traduce con desolazione, distruzione, catastrofe, tempesta che tutto distrugge.

• COSTRUIRE LA RAZZA NEMICA. LA FORMAZIONE DELL’IMMAGINARIO ANTISEMITA TRA LA FINE DELL’OTTOCENTO E GLI INIZI DEL NOVECENTO
Francesco Germinarlo, Utet 2010, 18,00 euro
Per Germinarlo ci si sposta nell’Ottocento per trovare una ideologia antisemita. Considerando che le vicende storiche sono state caratterizzate dagli stermini degli ebrei, dai pogrom alla Shoah, si è supposto che l’antisemitismo non avesse un proprio apparato ideologico, volto a dare una propria lettura della società e della storia. Ma è nella seconda metà dell’Ottocento (affare Dreyfus) che l’antisemitismo elabora un proprio apparato culturale teorico e politico, che avrebbe poi alimentato l’antisemitismo europeo del secolo successivo. Responsabili della cultura politica antisemita Edouard Drumont, direttore del quotidiano antisemita La Libre Parole ed una nutrita schiera di intellettuali, pubblicisti, scrittori: 1) l’antisemitismo si presenta come una teoria politica rivoluzionaria, ostile alla società borghese liberale, 2) ha per obiettivo dichiarato quello di far saltare questa borghesia, giudicata “affermazione di un progetto di tirannide ebraica che percorre tutte le epoche della storia”, 3) la sua azione si svolge contro la società borghese, nella sua componente ariana, in quanto gli ariani hanno ebreizzato comportamenti e cultura, 4) di qui la vocazione totalitaria e l’abilità nell’orientare i regimi totalitari del novecento.
La razza nemica è stata costruita.

• LA STRADA DI LEVI. DA AUSCHWITZ AL POSTCOMUNISMO, VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI UN’EUROPA SCONOSCIUTA
ChiareLettere 2010, euro 24,00 con dvd
Davide Ferrario e Marco Belpoliti firmano il film La strada di Levi, contenuto nel dvd, ripercorrendo il viaggio interminabile di Primo Levi, da quando lascia Auschwitz nel 1945 all’arrivo a Torino, attraversando per mesi le rovine dell’Europa post bellica.
Marco Belpoliti e Andrea Cortellessa, nel libro allegato dal titolo Da una tregua all’altra, raccolgono le testimonianze di Primo Levi e di Mario Rigoni Stern per mettere a fuoco i sentimenti, i problemi, la storia di quel viaggio sconvolgente per recuperare la vita.

• PER VIOLINO SOLO. LA MIA INFANZIA NELL’ALDIQUA (1938-1945)
Aldo Zargani, Il Mulino 2010, 12,00 euro
Dopo i saggi una testimonianza, quella di Zargani che racconta la sua infanzia, ebreo italiano nato nel 1933, dal varo delle leggi razziali nel 1938 alla fine della guerra. Un racconto tragico, perché sono gli anni bui del terrore, e allo stesso tempo grottesco ed ironico, perché sono anche gli anni magici dell’infanzia. Racconta la storia della sua famiglia, del padre violista che perde il lavoro con la promulgazione delle leggi razziali, la sua esclusione dalla scuola, il tentativo di espatrio, l’arresto dei genitori, la deportazione dei parenti. Ma attraverso i ricordi emergono anche personaggi e situazioni che nell’immaginario di bambino sembrano alleggerire la tragicità degli avvenimenti. Una specie di favola, magica e paurosa.

• L’ALBERO DI ANNE
Irene Cohen-Janca e Maurizio Quadrello, Orecchio acerbo 2010, traduzione dal francese di Paolo Cesari, 14.00 euro
E’ un ippocastano il protagonista dell’albo illustrato da Maurizio Quarello, un vecchio albero (dichiara di avere più di 150 anni), residente in un giardino di Amsterdam, ormai stanco e malato, che decide di raccontare quanto è accaduto proprio al numero 263 di Prinsengracht. Ricorda le leggi razziali del 1940, descrive la difficile vita quotidiana di chi viveva nella casa di fronte a lui e racconta della ragazzina che grazie ai suoi rami alti riesce a vedere e consolare dal lucernario della soffitta.
Illustrazioni e testo di grande impatto, originale l’idea di raccontare la storia di Anne Frank attraverso gli occhi di un testimone muto, bello il messaggio sull’importanza di ricordare e di passare il testimone, anche dei ricordi storici alle nuove generazioni (se l’albero vecchio e ammalato viene abbattuto, un altro giovane viene piantato al suo posto)

domenica 24 gennaio 2010

LIBRI PER "NAVIGARE A VISTA"

Gennaio: voglia di partire anche solo con letture che portano al caldo, in paesi lontani ma non troppo, dove siamo già stati o dove forse un giorno andremo (anche incuriositi da chi li ha raccontati). Algeria, Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Turchia

• LA ROSA DI BLIDA
Yasmina Khadra, Nottetempo 2009, traduzione di Laura Barile, 6,00 euro
Di Yasmina Khadra sono state tradotte in italiano diverse opere a partire dagli anni ’90: suoi sono Doppio bianco (1997 in Francia, 1999 in Italia per E/O) , Morituri (1997 in Francia, 1998 in Italia per E/O). Nella nota biografica delle prime edizioni si legge che Yasmina Khadra è uno pseudonimo, ma si legge anche che dietro questo pseudonimo si cela una donna. In tempi recenti, precisamente nel 2001 quando ha potuto lasciare il suo paese, si è saputo che Yasmina Khadra in realtà è un uomo, algerino, nato nel 1955 nel Sahara algerino, il cui vero nome è Mohammed Moulessehoul (la scelta di un nome femminile è una sorta di omaggio alle donne ed in particolare alla moglie).
La scelta dello pseudonimo deriva dalla necessità di mantenere la clandestinità per scrivere la realtà algerina, avendo un passato di ex-ufficiale dell’esercito, essendo stato testimone della violenza della guerra d’indipendenza. La stessa clandestinità è mantenuta scrivendo innanzitutto libri gialli, dove ci si aggira per le via di Algeri come in un labirinto di storie, dove la sfida con la morte è una ragione di vita.
Quella che Khadra descrive è una realtà che non si desidera vivere, ma che è bene conoscere, è una realtà fatta di ribellione, ribellione di carta, ribellione attraverso le parole e i racconti per evadere dalla realtà quotidiana, quella che opprime, che censura, che zittisce, che mette in pericolo di morte.
In Gli agnelli del signore (1998 in Francia, in Italia nel 2009 per Mondatori) Khadra descrive la vita in un villaggio sperduto, diviso fra antiche tradizioni e nuovi rancori generati dalla dominazione francese prima, dalla guerra d’indipendenza poi ed infine dai conflitti interni.
Con Che cosa sognano i lupi (1999 in Francia, in Italia nel 2001 per Feltrinelli, ora in Mondatori) ci si cala negli anni ‘80 in Algeria, con la sempre maggior differenza fra nuovi ricchi e ancora e sempre poveri e la nascita del fondamentalismo.
Con Le rondini di Kabul (2001 in Francia, in Italia 2003 per Mondadori) e L’attentatrice (2005 in Francia, 2006 in Italia sempre per Mondatori) lo scrittore si allontana dall’Algeria, ma non rinuncia ai suoi temi, al descrivere gli effetti dell’integralismo e le risposte che l’integralismo suscita.
La rosa di Blida (2006 in Francia, 2009 in Italia per Nottetempo) non è un noir, ne un romanzo come gli altri finora proposti: è un racconto d’amore, che allontana il protagonista, dalla scuola militare dove è confinato a vivere, verso fantasie d’evasione.

• L’HAREM
Gerard de Nerval, Passigli 2004, traduzione di Maurizio Ferrara, 7,50 euro
Dopo un viaggio in Egitto nel 1843-1844 Nerval scrive Viaggio in Oriente, che raggiunge la sua forma definitiva nel 1851 con il titolo Scene della vita orientale. Questa lettura non è solo un viaggio nella caotica e favolosa città del Cairo, ma anche nel tempo, considerando che si fa un passo indietro di più di un secolo e mezzo.
La descrizione della città è meravigliosa, le impressione del viaggiatore sono le stesse che si possono vivere oggi, se solo si ha la voglia e il tempo di “uscire” dai percorsi turistici. I commenti sulla società islamica sono altrettanto curiosi: si parla non solo dell’harem (che dà il titolo all’estratto), ma di donne, di schiave, di copti, di governatori inglesi… Davvero affascinante, viene voglia di partire.

• LA CINTURA
Ahmed Abodehman, Epoche 2009, traduzione dal francese degli allievi della Scuola di specializzazione in traduzione di Torino, 14.00 euro
Abodehman è uno scrittore arabo, nato nel 1949 in un paesino di montagna nel sud dell’Arabia Saudita. Studia prima a Riad, poi a Parigi dove si trasferisce nel 1981 e dove lavora per il quotidiano saudita Al Riyadh.
La cintura è la prima opera di uno scrittore della penisola arabica scritta in francese (2000 per Gallimar): curiosamente la traduzione in arabo è dello stesso Abodehman. In Italia dobbiamo alla Epoche la pubblicazione di questo memoire che lo scrittore dedica alla figlia per raccontargli il suo villaggio. Il linguaggio è semplice, le immagini sanno di una terra lontana, con una cultura lontana, con cui lo stesso scrittore sembra voler fare i conti combattuto fra l’attaccamento alle proprie radici e il desiderio di nuove culture.

• A CHI PORTI LA ROSA?
Islam Samhan, Interlinea 2009, traduzione di Valentina Colombo, 10,00 euro
Samhan vive in Giordania, fa il giornalista ed è appassionato di poesia: è dalla poesia, da questa passione che derivano le sventure di Samhan. Nel settembre del 2008 sul sito di Amman News viene giudicata “un insulto a Dio” la sua raccolta di poesie Leggiadra come un’ombra e viene chiesto alle autorità giordane di sospendere la pubblicazione del libro e alle autorità religiose di giudicarlo. Comincia per lui il travaglio: riesce a lavorare con fatica per un quotidiano giordano indipendente, ma i suoi articoli vengono pubblicati senza la sua firma. Nel giugno del 2009 Samhan viene processato ed incarcerato perché nelle sue poesie sono citati versi del Corano: 1 anno di prigione e un’ammenda pecuniaria corrispondente a circa 10.000 euro.
La Giordania è uno stato recente, la densità della popolazione è bassa, gli scrittori sono pochi, pochissimi quelli che vengono tradotti all’estero. L’editore Interlinea merita un encomio per aver pubblicato questa breve raccolta di uno dei più promettenti poeti contemporanei del mondo arabo (testo arabo a fronte). Merito anche alla curatrice e traduttrice Valentina Colombo, che spiega la storia del libro e di Samhan, per il quale non c’era nessuna intenzione di insultare l’Islam, ma l’idea di usare i versi del Corano in senso metaforico. Nel testo originale (riportato a fronte) e nella sua traduzione, l’editore riportai versi incriminati con carattere differente.


• QUARANTAQUATTRO FIABE TURCHE
Raccolte da Ignacz Kùnos e illustrate da Willy Pogàny, Donzelli 2009, traduzione di Fulvia De Luca e Giorgio Salvi, 42,00 euro
Si tratta di un volume prezioso, e il riferimento non solo al prezzo, ma piuttosto al contenuto e agli autori: questi ultimi sono entrambi ungheresi, vissuti a cavallo fra l’800 e il ‘900, ed entrambi firme di prestigio. Kunos, di origini ebraiche ungheresi, è stato uno dei massimi esperti di narrativa turca e balcanica; Pogany è un artista, famoso per le illustrazioni di fiabe e libri per adulti e per le prestigiose illustrazioni in stile art nouveau che impreziosiscono le edizioni di Coleridge e di Wagner dei primi decenni del secolo scorso.
Per questa antologia di 44 fiabe, Kunos si avvale non di testi già scritti, ma della tradizione orale: sono infatti le storie e storielle che si possono udire ogni giorno nei cortile e nelle strade di Costantinopoli, sono il verbo dei cantastorie e delle donne intorno al focolare. Sono alcune delle fiabe che Kunos ha sentito raccontare nei suoi numerosi viaggi in Anatolia e che ha deciso di mettere per iscritto, per consegnare questo ricco patrimonio ai posteri.
Le illustrazioni di Pogany, il formato del testo, la bicromia delle immagini, i dettagli dei fregi riportano fedelmente all’edizione originale, pubblicata a Londra nel 1913. Una curiosità: il titolo di ogni fiaba è proposto in lingua turca, ma scritto ancora con i caratteri arabi, essendo l’edizione antecedente al 1928, anno in cui la riforma impone l’adozione dei caratteri latini. Un’altra curiosità: l’edizione del 1913 pare si trovi ancora e nel mercato del libro di antiquariato ha una valutazione di circa 900-1000 dollari.

giovedì 17 dicembre 2009

ARIA DI NEVE

Nevica!
... e allora libri legati alle basse temperature, in senso fisico o metaforico, in cui il gelo non sempre si scioglie nel calore del focolare come avviene nelle fiabe, ma alla cui suggestione non si può rinunciare.

• PETER CONIGLIO. RACCONTO D’INVERNO
Basato sulle storie di Beatrix Potter, Sperling & Kupfer, 22,00 euro
Il racconto della Potter è basato su una delle sue opere meno note, ma non meno affascinanti: la scrittrice ammise di aver scritto una storia diversa, in cui non ci fossero solo persone per bene, ma due personaggi antipatici, Tommy Tasso e il signor Tod. Un pomeriggio d’inverno, un’avventura a lieto fine per Peter coniglio e il cugino Benjanim, che riescono ad evitare i pericoli della foresta e a fare una buona azione in pieno clima natalizio.
Libro illustrato, con una sorpresa all’ultima pagina: un meraviglioso albero innevato pop-up.

• IL PIANETA DEGLI ALBERI DI NATALE
Gianni Rodari, Einaudi ragazzi 2008, 15,50 euro
L’edizione riprende fedelmente l’originale del 1962 con le illustrazioni del grande Bruno Munari: due uomini d’ingegno e fantasia.
Il Pianeta degli alberi di Natale, la cui esistenza è stata anticipata nel libro Filastrocche in cielo e in terra, trova ora definizione: lo scopre Marco, un bambino di Roma (del Testaccio), che come un naufrago galleggia in groppa al suo cavallo a dondolo e viene recuperato dalla Via Lattea dall’equipaggio di un’astronave proveniente proprio dal misterioso Pianeta.
Un romanzo talmente bello, da meritare la lettura non solo dei bambini.

• ALTRI GIORNI, ALTRI ALBERI
Paolo Caredda, ISBN 2009, 16,00 euro.
Scrittore genovese, Caredda è prima regista e documentarista poi anche scrittore: quella appena uscita per ISBN (Milano) è una favola rivolta ad un pubblico adulto, una fantasia per giorni non chiari, come si legge nel sottotitolo. Siamo a Genova, ma in una Genova fuori dal tempo e dallo spazio, in cui si scatena una guerra fra gli alberi di natale che rappresentano i diversi quartieri. Surreale, ma con un’anima gentile, ricco di riferimenti e citazioni tratte dal cinema e dalla letteratura.
Le illustrazioni in b/n sono di Alvise Renzini, artista bolognese, che si esprime con videoclip, animazione, grafica televisiva e… disegno. Dal 1997 espone in collettive e personali e firma produzioni per televisione e cinema.


• PROFUMO DI GHIACCIO
Yoko Ogawa, Il Saggiatore 2009, traduzione di Paola Scrolavezza, 16,00 euro
E’ un giallo che arriva dal Giappone. A scriverlo una scrittrice contemporanea fra le più famose, in Giappone come all’estero (traduzione delle sue opere in francese, spagnolo, tedesco, inglese, cinese), laureata all’università di Tokyo con il professore che traduce Paul Auster in giapponese e traduce ora le opera della stessa Ogawa in inglese.
Una storia che parte dall’estremo Oriente per arrivare nel cuore dell’Europa, a Praga, sulle tracce di un amore e di un enigma. Una storia dove si incontrano profumi conturbanti e calcoli matematici e in cui il destino delle persone, come nella migliore tradizione Giapponese, è scritto nei loro nomi: il significato di Ryoko, la protagonista che ripercorre la storia dell’amato, è “colei che cerca destini”.
Dopo il sorprendente e delicato romanzo La formula del professore (2003, in italiano 2008 per Il saggiatore), un’altra opera legata alla matematica.
Per citare altri titoli della Ogawa tradotti in italiano: L’anulare (1994, in Italia Adelphi 2007), breve romanzo in cui si racconta di uno speciale laboratorio dove vengono conservati “esemplari” (esemplari di vario genere, dai funghi a…..; e la raccolta di racconti Una perfetta stanza d’ospedale (1989, in Italia per Adelphi 2009).

• PRIMA DI DOMANI
Jorn Riel, Iperborea 2009, traduzione di José Maria Ferrer, 13,50 euro
Danese, esploratore ed etnologo, inviato dell’ONU in medio oriente ed in estremo oriente, Riel a vent’anni (siamo negli anni ‘50, Riel nasce nel 1031 a Odense) si unisce ad una spedizione di esploratori e si stabilisce in Groenlandia, dove trascorre diversi anni, allo scopo di registrare le modifiche dello spessore del ghiaccio ed inviarne i dati per radio in Danimarca: la vocazione di scrittore forse nasce proprio là nel silenzio bianco (delle quaranta opere scritte circa venti sono ambientate in Groenlandia).
La sua misura di narrazione è il racconto, lo skroner, tipicamente nordico, in cui alla realtà si aggiunge un po’ di ironia, un po’ di immaginazione, un po’ di esagerazione.
Le prime raccolte di racconti risalgono al 1974, quando viene pubblicato La vergine fredda (in Italia con Iperborea nel 2002) e da allora Riel non ha mai smesso di scrivere: il legame con la natura, il timore ed il rispetto per essa sono sempre evidenti, sia nei racconti “nordici” che in quelli di ambientazione più calda che Riel ha conosciuto girando il mondo come inviato ONU. Come pure è sempre presente l’utopia di una società senza confini.
Dei panorami nordici si raccontano il ghiaccio, il candore e le lunghissime notti, le tempeste di neve, i rumori sordi della banchisa, gli iceberg vaganti. E poi la vita dei cacciatori (è inevitabile il collegamento con Hans Ruesch e il suo Paese dalle lunghe ombre ormai introvabile) e , il tocco originale di Riel in tutti i racconti (si prenda ad esempio quelli della raccolta Una storia marittima del 1986, tradotta in Italia sempre per Iperborea nel 2004), l’ingresso di personaggi buffi e di situazioni improbabili a sorprendere il lettore.
Prima di domani, è invece un romanzo che vuole raccogliere la memoria storica del popolo Inuit e vuole richiamare l’attenzione sulla tragedia del loro massacro. Tradizione, avventura e realtà storica si fondono in una delle opere più intense del grande scrittore danese, premiato nel 1994 dai Librai danesi come migliore scrittore dell’anno.

• NEVICA E HO LE PROVE. CRONACHE DAL PAESE DELLA CICUTA
Franco Arminio, Laterza 2009, 9,50 euro
E’ un diario quello di Arminio, in cui la neve non manca, provenendo lo scrittore dall’Irpinia: già dall’introduzione si immagina il Paese, di cui si parla, un paese teatro con un attore e poi tanti attori, un “luogo dove dio, la morte e la poesia si danno convegno perché altrove non li vuole nessuno”. Un paese che , a vederlo da fuori, con gli occhi del lettore, suscita curiosità, fa sorridere e infastidisce negli incontri con i diversi personaggi, ciascuno dei quali racconta una storia, una parte della storia, quella che già è più vicina e conosciuta.

• SOTTO LA NEVE
Antje Ravic Strubel, Barbés 2009, traduzione di Elisabetta Terigi e Franziska Peltenburg-brechneff, 12,00 euro
Narrativa tedesca contemporanea: la Strudel è nata di Postdam nel 1974. Ha grande successo in Germania dove ha già pubblicato tre romanzi. Sotto la neve (traduzione letterale del titolo originale, pubblicazione in Germania nel 2001) è la prima opera tradotta in italiano. Un romanzo ad episodi, una storia d’amore omosessuale fra due ragazze, raccontata in modo originale, con un continuo cambio di punti di vista che spiazzano il lettore e poi lo riconducono sulla strada maestra. Forti nevicate e ambienti caldi, vetri ghiacciati e letti sfatti ancora caldi per il corpo che li ha appena lasciati: un continuo contrasto, non solo legato alla temperatura, ma anche ai personaggi, ai loro caratteri e alle situazioni. Una bella prova narrativa.

• FARSI UN FUOCO
Christophe Chabouté, da una novella di Jack London, edizioni BD 2009, 10,00 euro
Da Jack London non ci si aspetta che il Klondike, le foreste gelate e i cercatori d’oro. E questo si trova nel volume appena pubblicato in Italia per BD (originale pubblicato nel 2007 per le Editions Vents d’Ouest): l’originalità è che si tratta di un albo a fumetti, in cui il testo non è ovviamente la parte predominante della narrazione. Sono le immagini che portano nel gelo del nord, a conoscere la vita di un cercatore, sono i disegni dai quali esce un freddo vero: si sentono il vento, il silenzio, i passi nella neve, la solitudine, e il freddo che entra sotto la giacca di pelliccia e gela, gela, gela

mercoledì 16 dicembre 2009

CON IL FREDDO FUORI DALLA FINESTRA: LIBRI IN CUCINA E PIETANZE IN LIBRERIA

Mi sto divertendo a costruire liste di libri a tema: questa volta propongo libri che abbiano a che vedere con la cucina. Non solo ricettari, ma libri illustrati, brevi saggi, romanzi, memorie legati alla preparazione dei cibi.

• GUARDA E CUCINA. UN LIBRO DI RICETTE ANCHE PER BAMBINI
Tina Davis, Corraini 2006, traduzione dall’inglese di Francesca valente, 20,00 euro
La grafica del libro attinge ad illustrazioni della fine degli anni ’20, anni ’30 e ’40 (ampiamente documentata nella nota in conclusione del libro)
Gli argomenti trattati: utensili da cucina, misurini e dosatori, la preparazione della tavola (posizione corretta dei bicchieri, delle posate e di tutto ciò che sta sul tavolo apparecchiato). Poi ricette, semplici e gustose per bambini (sotto la supervisione degli adulti) e per chi si avvicina al piacere della cucina. Completano il volume pagine destinate alla scrittura delle proprie ricette.

• INDOVINA CHI VIENE A MERENDA
AnnaLaura Cantone e Giacomo Gazzola, Leonerdo publishing 2009, 16,90 euro
Albo illustrato, con testo in rima: una bimba per i personaggi delle sue fiabe preferite prepara deliziose merende. Focaccia farcita, cialdine dell’orco, torta soffice del porcellino, pan di fata, torta sacher-ronf (per addormentare 6 principesse golose), frappè di ciliegie e lamponi(per 2 lupi vegetariani)

• FIABE IN CUCINA
Aa.Vv. (più autori cooperano con testi, foto e illustrazioni), La coccinella 2009, 19,90
Per bimbi un po’ più piccoli, sia per l’illustrazione che per le pagine cartonate con cartoncini scorrevoli, che illustrano le diverse fasi di preparazione: tortini di Biancaneve, biscotti di Hansel e Gretel, panini Bibbidi Bobbidi, Aladino Cous cous, Ghiacciolini del bosco di Cappuccetto rosso, Perle della Sirenetta, zuppa di Pollicino.

• IL RIPOSO DELLA POLPETTA E ALTRE STORIE INTORNO AL CIBO
Massimo Montanari, Laterza 2009, 15.00 euro
Storico, docente di Storia medievale e di Storia dell’alimentazione, giornalista e scrittore, Montanari dalla fine degli anni ’70 ci parla di alimentazione e gastronomia: suoi L’Atlante dell’alimentazione e della gastronomia, il pentolino magico, il Cibo come cultura, La fame e l’abbondanza, Il formaggio con le pere.
Il riposo delle polpette, quel tempo necessario perché l’impasto si rassodi e si amalgami, secondo Montanari è un po’ come il tempo dei pensieri, che vanno fatti decantare per elaborare le idee. La cucina non è solo il luogo dove si producono cibi per la sopravvivenza e il piacere, ma anche uno spazio del pensiero, uno spazio per allenare la mente. Un libro curioso, intelligente, piacevole, che svela segreti e racconta le storie nascoste dietro cibi e alimenti.

• SPRECHI
Tristram Stuart, Bruno Mondatori 2009, tradotto dall’inglese da Pier luigi Micalizzi, 22,00 euro.
Una specie di atlante di un mondo povero e di un mondo sprecone, due mondi non separati, che si sovrappongono: il nostro mondo è povero e nonostante questo spreca. Come recita il sottotitolo Il cibo che buttiamo, che distruggiamo, che potremmo utilizzare. Stuart raccoglie informazioni, interviste dati in giro per il mondo e configura un presente tutt’altro che roseo. Si occupa di produttori, di distribuzione, di consumo di energie per produrre derrati e prodotti alimentari. Spazia nei campi dell’agricoltura, della pesca, del mercato della carne. Considera i consumatori, distinguendo chi produce solo da chi consuma solo. Ma sottolinea anche nuove proposte, idee e progetti per uscire da un meccanismo destinato all’autodistruzione.
Non solo un libro ecologista, nel senso stretto, ma anche un libro per un vivere ed un consumare responsabile.

• AVANZI POPOLO. L’ARTE DI RICICLARE TUTTO QUELLO CHE SI AVANZA IN CUCINA
Letizia Nucciolotti, Stampa alternativa 2009, 20,00 euro
Questo libro propone una cucina che diventa modo di essere e di vivere, una scelta di qualità, di cura e di economia, il tutto tra ricette consigli e racconti. Una cucina in cui l’avanzo non è uno scarto, ma un alimento, atto a preparazioni culinarie di tutto rispetto, che gratificano il palato e al contempo coniugano l’equilibrio della spesa con il rispetto dell’ambiente e il contenimento degli sprechi.
L’autrice indica innanzitutto i criteri per fare una buona spesa, poi una serie di ricette divise in categorie che seguono l’andamento del pasto. Brevi racconti chiudono i singoli capitoli.
Un valido “ricettario”, di facile consultazione e con proposte appetitose.

• LA PASTA FRESCA E RIPIENA
Roberta Schira, Ponte alle Grazie 2009, 16,80 euro
Ultimo volume della collana Il lettore goloso, diretta da Allan Bay (giornalista enogastronomico diventato famoso sei anni fa con Cuochi si diventa, in cui proponeva un metodo per cucinare basato su ricette semplici, che implicassero anche contaminazioni di tradizioni, arricchite con aneddoti e consigli).
Ingredienti, utensili, impasti, ripieni, cottura, salse e condimenti, trucchi e suggerimenti: un viaggio attraverso le tradizioni regionali italiane alla scoperta di tecniche, ricette e storia di un’arte antica.

• MISTICANZE. PAROLE DEL GUASTO, LINGUAGGI DEL CIBO
Gian Luigi Beccarla, Garzanti 2009, 15,00 euro
Storico della lingua e critico letterario, Beccaria si addentra nel mondo della cucina, mettendo in tavola le parole del cibo e intorno al cibo; viaggiando fra banchetti sontuosi, cucina futurista e spuntini frugali; guardando anche all’estetica delle ghiottonerie che ha ispirato letterati e filologi; parlando di eccessi e smoderatezze in contrasto con sobrietà; riti del cibo e sue valenze simboliche, di cibi ricchi e cibi poveri.

• FRITTATE D’AUTORE
Maria Grazia Accorsi, Sellerio 2007, 16.00 euro
Dopo Personaggi letterari a tavola e in cucina, l’autrice ritorna sul connubio letteratura – cibo, ipotizzando che ciascun scrittore abbia una sua cucina, così come una sua lingua personale. Come le case e gli abitanti/personaggi, così il cibo descrive e colloca: Come tanti sono i pranzi letterari, tante sono le cucine letterarie, dove si cucinano i cibi, dove li si mangia, dove li si vive. Nel tempo, nello spazio, psicologiacamente, antropologicamente. E la corrispondenza fra personaggi/individui cucina/cibo è reciproca e reversibile.
Con la Accorsi si viaggia nel tempo e nello spazio sulle tracce di Jane Austen, di Kipling, Saba Sartre, Fitzgerald, Dostoevskij, fra pietanze e tavole imbandite.

• IL CROCCANTE E I PINOLI
Antonella Ottai, Sellerio 2009, 10,00 euro
Per concludere la carrellata di libri che hanno in qualche misura legame con il cibo e la cucina, questo piccolo gioiello della Ottai: L’idea nasce da una semplice richiesta della figlia, novella sposa, di avere insieme a qualche mobile o oggetto di casa anche le ricette gustate in famiglia. Ed ecco un quadernetto dove le poche, semplici ricette, raccontano molto più di famiglia che non di cucina. O meglio servono come spunto per raccontare le storie di famiglia, la sua origine, la sua fisionomia, i suoi spostamenti. Con ascendenze ungheresi, e abruzzesi, residenza romana, discendenza in parte ebrea: cibi contaminati dagli avvenimenti, dai luoghi e dai ricordi. Sapori ed odori che fanno casa sempre e comunque: come la torta di mele, che nella casa nuova dove si è appena traslocato dopo una separazione, dà un sentore di famiglia. O come il Tokany, portato dalla tradizione magiara, ma rivisto e corretto nella nuova realtà.
Una lettura piacevole davvero.

mercoledì 9 dicembre 2009

NASCITA E MORTE DI UN FUOCO


Una raccolta di liriche dedicate ad Achille, eroe e uomo, guerriero e figlio, divino e mortale. Componimenti che toccano il cuore: è difficile sceglierne uno, condividendo il pianto e l'ira di Teti, la stanchezza e il dolore di Achille, il desiderio di Elena.

MORTE DI PATROCLO
il suo corpo tra le cose che si spezzano
legna da bruciare le gambe e le braccia

ombre sulla sua pelle
come tracce calpestate
buio agli angoli chiusi degli occhi
polvere nera nelle trecce intatte

vuota la tenda e il mondo
perduta la sua voce

muoia tutto quello
che vive e respira

solo morte intorno
al suo corpo morto

vivano ancora le mani di Achille
solo per stroncare vita

vivano gli occhi di Achille
solo per vedere vendetta

vivano queste gambe veloci
ancora soltanto
per raggiungerlo con un balzo
sulla sponda nera
che me lo beve.


Chi parla è Achille, chi lo racconta è Chiara Poltronieri nel delicato volumetto Nascita e morte di un fuoco, pubblicato con cura da Scripta edizioni.

venerdì 4 dicembre 2009

A' PARIS


quanto è bella Simone!