martedì 3 maggio 2022

HOME COOKING



Si comincia dalla casa per passare al pollo e alle uova strapazzate.

Cuochi cinesi, fidanzati improbabili, inviti a cene che sarebbe stato meglio evitare, stufati di manzo, zuppe e tortini.

Home cooking dell'americana Laurie Colwin non è un libro di ricette. Home cooking è un libro con ricette.

Preparazioni ce ne sono e pure spiegate nel dettaglio con tanto di ingredienti, quantità, procedimento, tempi di cottura. Ma il bello di Home cooking sta in quello che Laurie Colwin racconta di sè, del cucinare e del vivere. 

Quindi se avete voglia di servire per cena pollo al forno con aglio e mele, la ricetta è a pagina 161. Ma per arrivare al pollo passerete attraverso incontri curiosi, amori infelici, strumenti alternativi, consigli pratici.

E se un fidanzato o una fidanzata vi propongono uova strapazzate, non prendete la cosa con sufficienza: le uova strapazzate posso dire molto di chi le cucina e possono rivelare molto a che se le trova nel piatto.

Lettura divertente, rassicurante, propositiva: Home cooking di Laurie Colwin è un libro Sur, tradotto da Lorenza Pieri.


martedì 19 aprile 2022

LIBRI e ROSE


Per festeggiare il 23 aprile, giornata mondiale del libro e del dirotto d'autore, una kermesse letteraria di quattro giorni, organizzata da Comune di Verona, Società letteraria, Kasa dei libri.

Incontri con autrici e autori, mattina, pomeriggio e sera, per stringere amicizia con Ulisse, Orlando furioso, Claude Debussy, Coco Chanel, miti, eroi, padri e figli, misteri e intrighi, poesia e letteratura, storia e libertà.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero, senza prenotazione ma con mascherina ffp2 e green pass.

Gran Guardia, Sala Maffeiana e Società letteraria le sedi degli appuntamenti.

Il programma è disponibile in libreria o sul sito del Comune https://www.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=80967

sabato 2 aprile 2022

LETTERA A FP

Caro Francesco,

grazie per aver passato un po' del Suo tempo con me.

Grazie per aver condiviso le sue storie, che non di una ma di molte mi ha fatto partecipe con "Calabiani".

Grazie per aver tracciato con tanto garbo quel confine labile fra memoria e oblio.

Grazie per aver fatto riemergere ricordi di tempi lontani.

Grazie per le atmosfere di ombre, nebbie e paludi che il Polesine fanno apparire terra di suoni antichi, di gente che appare e scompare, di argini che contengono acque, trattengono vite, disegnano cicatrici.

Grazie per la poesia dei demoni infantili, che Lei ha tradotto da personali a collettivi.


Questa è una lettera scritta d'impulso a Francesco Permunian appena conclusa la lettura di Calabiani (pubblicato da Oligo). Un libro breve, che contiene un mondo senza confine, come l'acqua che si muove incurante di tutto avanti e indietro tracciando rughe leggere sulla sabbia. Pagine che scorrono legando sempre più stretto il lettore a quello che Ca' Labia è per ciascuno, indipendentemente dall'esserci nati, vissuti, passati. 

#francescopermunian #calabiani #oligo #polesine

sabato 5 marzo 2022

RIFRAZIONI DALL'EST

E' dall'inizio, dal 24 febbraio 2022, che ogni sera (o quasi) scrivo su facebook poche righe, senza esprimere giudizi e senza aggiungere foto.

Per i giudizi non si tratta di assenza, ma piuttosto di sospensione, per il prevalere di commozione, tristezza, paura, stupore che anticipano ogni altro pensiero. In parte anche per incapacità di leggere una tragedia per l'umanità, per altro non diversa da altre occorse e in corso, di così grandi proporzioni.

Per le immagini, la scelta di ometterle su un canale invaso di foto è proprio per non turbare le parole.

Si dice che le immagini parlano da sè ed è vero, figuriamoci le parole!

Tuttavia di immagini da aggiungere a questi brevi testi ne ho tante in mente e non voglio perderle. Le propongo qui, riprendendo come un diario (segui il consiglio che l'amico Andrei ha suggerito ai suoi colleghi e connazionali) gli scritti sintetici che ho scritto e che continuerò a scrivere, per dare e darmi margini di possibile bellezza salvifica.

Piccole cose, per conoscere qualcosa di più di un Est multiforme.

4 marzo

Днепр Дняпро Дніпро 🇺🇦
2200 chilometri di acqua. Un lungo serpente azzurro con anse e contro anse, rive basse che si allargano a formare pozze e laghetti, restringimenti e divisioni in rami minori che poi si riuniscono in un'unica via che scende da nord a sud con una generosa deviazione a ovest.
Ecco il Dnepr, il Dnjapro, il Dnipro, il terzo fiume d'Europa che muta il nome ma rimane sempre lo stesso, che attraversa i confini ma non cambia: nasce nella regione di Novgorod, tra Pietroburgo e Mosca, scende lento per entrare in Bielorussia, arrivare infine in Ucraina e sfociare con un grande estuario nel Mar Nero poco lontano da Odessa.
E' sempre stato lì, il grande fiume, il terzo fiume d'Europa. Ha visto passare la Storia, dai tempi antichi a oggi.
Che il suo mormorio porti buoni consigli e consolazioni.
Per tutte le ragazze, i ragazzi, le madri e i padri. Per i figli.
Слава Україні 🇺🇦


3 marzo

Собор Святої Софії 🇺🇦
Sofia, o Sonia nella sua declinazione slava, è un nome di origine greca che significa sapienza, saggezza.
Sulle rive del Dnipro, tredici cupole, dodici verdi e una più alta dorata. Siamo a Kiev e le tredici cupole sono quelle della cattedrale di Santa Sofia, nel centro della città. Al suo interno affreschi e mosaici risalenti al XI secolo, rivestono tutte le pareti. Attorno alla chiesa, un enorme complesso di edifici monastici.
Quello di Santa Sofia è il primo sito ucraino che entra a far parte del patrimonio dell'Unesco (correva l'anno 1990).
Che Sofia con la sua saggezza e la sua bellezza vegli su tutte le ragazze, i ragazzi, le madri e i padri. Sui figli.
Слава Україні 🇺🇦




2 marzo

🇺🇦
Michele è un angelo. Anzi più di un angelo, è un arcangelo, un angelo capo.
Nelle tradizione dell'Ebraismo, del Cristianesimo, dell'Islam.
Non ha confini. Non è di nessuno perché è di tutti.
Spesso viene rappresentato con una bilancia in mano, segno di equilibrio, impugna una spada che simboleggia la capacità di distinguere il bene dal male.
C'è anche il drago, ai piedi di Michele, una bestia feroce incarnazione del male, che viene soggiogata ma non uccisa.
L'arcangelo Michele è il protettore della città di Kiev.
Per tutte le ragazze, i ragazzi, le madri e i padri. Per i figli.
Слава Україні 🇺🇦




1 marzo

🇺🇦
Oggi ho una canzone nella testa, ha il ritmo allegro di una marcia e parole piene di malinconia.
La cantano diversi popoli dell'Est Europa, ognuno nella sua lingua. Due sono le cose che animano il cavaliere e a cui vuole tornare: la terra verde in cui è nato e gli occhi della ragazza di cui è innamorato.
Per tutte le ragazze, i ragazzi, le madri e i padri. Per i figli.
Слава Україні 🇺🇦




28 febbraio

Слава Україні 🇺🇦
Ho letto un libro la scorsa primavera. Mi rendo conto quanto ne è cambiato il sapore, riprendendolo ora.
"Negli occhi di lei", un'antologia di racconti di scrittrici ucraine pubblicato da Besa editrice.
Per tutte le ragazze, i ragazzi, le madri e i padri. Per i figli.
Ho in cuore pesante in questi giorni e la testa piena di pensieri.
Слава Україні 🇺🇦



25 febbraio

MAJDAN NEZALEŽNOSTI 🇺🇦
"Chi vive una vita e un luogo in cui non succede mai nulla di eccezionale, ha di solito la sensazione che il tempo sia infinito e invariabile. Questa forma di esistenza... coincide in fondo con il concetto di stabilità. Chi invece vive vicino a un 'punto focale'... non ha mai la sensazione che il tempo sia infinito".
Così Andrei Kurkov nella prefazione dei suoi "Diari ucraini" nel 2014.
Andrei vive a Kiev, in centro, vicino al Majdan Nezaležnosti, la Piazza dell'Indipendenza...
In questi giorni penso... anche a lui 🇺🇦
[Diari ucraini, traduzione di Sybille Kirchbach, Keller Editore].



24 febbraio

LUPUS et AGNUS 🇺🇦
Quando ero piccola, il mio papà mi raccontava storie. Alcune volte leggeva, altre andava a memoria. Mi ricordo un'estate in cui ha cominciato la sua narrazione in una lingua musicale a me sconosciuta. Non capivo le parole, ma lui mimando i personaggi mi dava degli indizi: qualcuno di grosso e cattivo minacciava uno piccolo e quieto.
Poi ha tradotto la stessa favola di Fedro perché capissi bene il suo significato: Il lupo e l'agnello è il titolo.
Mi è venuta in mente questa mattina... 🇺🇦
Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi.
Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.
Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit:
"Cur - inquit - turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?"
Laniger contra timens :
"Qui possum - quaeso - facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor."
Repulsus ille veritatis viribus:
"Ante hos sex menses male - ait - dixisti mihi".
Respondit agnus:
"Equidem natus non eram!"
"Pater, hercle, tuus - ille inquit - male dixit mihi!"
Atque ita correptum lacerat iniusta
nece.
Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.





venerdì 31 dicembre 2021

TRE LETTURE


Tre consigli di lettura come li ho raccontati a Paolo Colombatti di TgR Veneto per chiudere un anno di libri ed aprirne uno nuovo altrettanto interessante.

https://www.facebook.com/100021973683174/videos/2978293962387908/

lunedì 8 novembre 2021

BIGLIETTI per MEGAN NOLAN

Mercoledì 17 novembre alle 19,00 Megan Nolan presenta Atti di sottomissione (NN editore) a Verona.



La sede dell'incontro è il Teatro Satiro Off, in vicolo Satiro 8 a Verona (quartiere Filippini).

Per partecipare è necessaria la preiscrizione inviando una mail a pagina.dodici@yahoo.it e una quota di adesione di 4,00 euro da versare anticipatamente. 

I posti, nel rispetto delle regole di sicurezza, sono limitati e distanziati.

Per accedere al teatro serve green pass e mascherina, come da disposizioni ministeriali.

mercoledì 8 settembre 2021

BIGLIETTI per LIZ MOORE

Lunedì 20 settembre alle 19,00 Liz Moore presenta Il mondo invisibile (NN editore) a Verona.


La sede dell'incontro è il Teatro Satiro Off, in vicolo Satiro 8 a Verona (quartiere Filippini).

Per partecipare è necessaria la preiscrizione inviando una mail a pagina.dodici@yahoo.it e una quota di adesione di 4,00 euro da versare anticipatamente. 

I posti, nel rispetto delle regole di sicurezza, sono limitati e distanziati.

Per accedere al teatro serve green pass e mascherina, come da disposizioni ministeriali.

martedì 3 agosto 2021

PILLOLA n. 6: TELEFONO di PERCIVAL EVERETT


 "Sogniamo, semplicemente, in modo da sapere di non essere morti. Il vuoto assoluto, la profonda, immobile oscurità sarebbe così spaventosa, così paralizzante che non ci risveglieremmo mai.


I miei sogni non erano una sorta di intrattenimento, bensì di faro..."

Da Telefono di Percival Everett è tratta questa pillola. 

(traduzione di Andrea Silvestri per La nave di Teseo)

sabato 24 luglio 2021

PILLOLA n. 5: HRABAL il cèco voyeur

"Io in fondo sono un po' un voyeur. io semplicemente osservo, e rimango sempre sbalordito da ciò che vedo".


Il pensiero va a Georges Perec, a Sait Faik Abasiyanik, ma forse uno sguardo attento e una sensibilità all'osservazione sono qualità imprescindibili per chi scrive.

E Bohumil Hrabal, autore cèco di questa pillola tratta da Io e i miei gatti (tradotto da Giuseppe Dierma per Guanda) non può che essere un voyeur.

martedì 1 giugno 2021

PILLOLA n. 4

 "Tiene i romanzi poggiati addosso, non bisogna disturbarla. Quando chiude gli occhi, ho l'impressione che si addormentino insieme, carne contro carne, che i libri siano vivi".


La pillola n. 4 riprende le parole di Nina Bouraoui, francese, padre algerino e madre bretone: "Tutti gli uomini aspirano per natura al sapere", pag.44, pubblicato da Edizioni e/o, con la traduzione di Silvia Turato

sabato 8 maggio 2021

PILLOLA n. 3

 "In altre parole, mi ero abituato a vivere nel rispetto della regola anche oggi abbiamo perso. Come un sommozzatore si abitua lentamente alla pressione dell'acqua. Già, anche nella vita a volte capita di vincere, ma molto più spesso si perde. Ed è imparando a perdere, più che a trovare il modo di battere l'avversario, che si acquisisce la vera saggezza."



La pillola n. 3 è scelta da Prima persona singolare di Haruki Murakami, pag. 77, Einaudi 2021

giovedì 6 maggio 2021

PILLOLA n. 2

 "Pensare e misurare significa confrontare, e per confrontare devono esserci delle differenze"


Questa pillola n. 2 è stata scelta da "Una vita su misura" di H.M. van den Brink, pag. 38, pubblicato da Marsilio

#amsterdam #pesiemisure #vandelbrink #unavitasumisura #marsilio




mercoledì 5 maggio 2021

PILLOLA n. 1

 "Ero venuta qui a cercare proprio questo, lo zero originario. Stanca di inventare ogni volta un curriculum, di dover dire e comportarmi come se la vita fosse una narrazione, come se un fil di ferro inchiodato dentro di me mi mantenesse dritta e stabile. La rotta uccide il viaggio..."


Questa pillola n. 1 è tratta da Boulder della catalana Eva Baltasar, pagg. 12-13, pubblicato da Nottetempo

#boulder #evabaltasar #nottetempo #terradelfuoco #islanda #pillola

lunedì 15 febbraio 2021

ANNE-MARIE la Beltà di Yasmina Reza

Era il marzo 2020 quando al Théâtre national La Colline di Parigi andava in scena la prima rappresentazione di "Anne-Marie la Beauté" di Yasmina Reza.


Un delizioso monologo, il primo firmato da Yasmina Reza, con protagonista un'attrice, non più giovane, con qualche acciacco ma con mente lucida e grande verve, che si racconta in una sorta di intervista immaginaria (a volte si rivolge ad una donna, signorina o signora, a volte ad un uomo): la sua passione per il teatro, sbocciata quando è giovanissima e nel villaggio di Saint-Sourd dov'è nata ci sono solo due cose degne di nota, le miniere di carbone e la compagnia teatrale di Prosper Ginot. Poi la carriera sul palcoscenico fra alti e bassi, l'ammirazione per Giselle, attrice di fama con la quale condivide rari palcoscenici e un legame di amicizia non equilibrato ma duraturo. La sua vita familiare, ormai ostaggio di un figlio dal cuore arido e tiranno. I suoi sogni di poter ottenere ancora qualche piccola parte.

Il tutto condito con ironia e malinconia insieme.

Il testo è dedicato ad André Marcon, l'attore che porta in scena "Anne-Marie la Beauté", indossando abiti femminili, come a dire che il teatro non ha genere.


Nel marzo 2020 il pubblico francese ha potuto assistere solo a sei repliche, poi il mondo si è fermato e i teatri sono rimasti chiusi. Le rappresentazioni stanno ora lentamente riprendendosi i loro spazi e la pièce di Yasmina Reza con André Marcon è nei cartelloni di molte stagioni teatrali in Francia e in Svizzera.   

Viva il teatro!

Il testo di Yasmina Reza è pubblicato in francese da Flammarion e in italiano da Adelphi, con la traduzione di Ena Marchi e Donatella Punturo.

martedì 10 novembre 2020

AFRICA: sguardi cinematografici e non solo

Il Festival del cinema africano quest'anno avrebbe dovuto svolgersi con una grande manifestazione per festeggiare i suoi 40 anni. 
La situazione ha imposto di sospendere gli incontri e le celebrazioni, rimandandoli all'anno prossimo, quando si spera saranno possibili feste in grande stile con ospiti stranieri.
Ma il Festival non si è fermato: pur in forma ridotta, pur in streaming (gratuito) dal 6 al 15 novembre si può godere di un pezzo di Africa attraverso l'occhio dei suoi registi: ogni giorno un link permette di collegarsi alla sala virtuale del Festival e di vedere un film.
L'edizione di quest'anno è quindi un'edizione di mezzo, la 39°1/2, rimandando al 2021 il vero compleanno.
Come sempre, Pagina dodici propone una breve bibliografia per accompagnare gli spettatori con qualche libro "africano".  
https://www.cinemafricano.it/


 

giovedì 1 ottobre 2020

POSTI CHE DIVENTANO CASA

 A metà degli anni '80 la famiglia di Anita lascia il Sud per seguire il trasferimento del padre nella pianura Padana. Anita è una ragazzina e lascia a malincuore la sua vita in riva al madre, il nonno e le sue sicurezze d'infanzia.

Vivere al Nord non le risulta facile, finché non stringe amicizia con Tina ed Elena e la sua vita si rimpie di nuove esperienze, di avventure e di sogni.

Seguo i passi di Anita e le sue corse in bicicletta in campagna. Arrivo quasi fino alla fine di Qui c'è tutto il mondo di Cristiana Alicata (testo) e Filippo Paris (illustrazioni), appena pubblicato da Tunué, e trovo una pagina di poesia (pag. 195)

"quell'estate, la più bella della mia vita...

... imparai che non esistono luoghi da cui scappare...

... che i posti, senza volerlo, diventano casa...

... abitudini di cui avere nostalgia"


Qui c'è tutto il mondo è un graphic novel struggente, che racconta lo sradicamento, l'amicizia e la ribellione.

Età di lettura? Dall'adolescenza...

Mi domando quanti posti ciascuno di noi h adatto diventare casa.

mercoledì 8 luglio 2020

VENEZIA

Amo Venezia, questo si sa.
Mi piace scoprire cosa si nasconde dietro le facciate dei palazzi, fra i canali e nei campielli.
Questo video, scoperto per caso, è molto istruttivo: https://www.facebook.com/ronaldmentiarte/videos/5030704503586367/



le foto, contrariamente al video, sono mie, giugno 2020

#venezia #comefunzionavenezia

martedì 10 marzo 2020

MI BASTA UN NIENTE

E' stato un personaggio eclettico Leonardo Sinisgalli, nato in provincia di Potenza nel 1908: poeta, saggista, narratore, traduttore, documentarista, autore di programmi radiofonici, critico d'arte.
Due lauree, la prima in matematica e fisica, la seconda in ingegneria industriale, viene chiamato da Adriano Olivetti con l'incarico di responsabile dell'Ufficio tecnico di Pubblicità: è il 1938, Sinisgalli al suo attivo ha diverse collaborazioni con riviste letterarie e ha già pubblicato alcune raccolte poetiche. Due vite, due passioni: il mondo scientifico e quello umanistico convivono disinvoltamente in lui.

Dopo gli anni della guerra, riprende la sua attività di poeta, scrittore, sceneggiatore.
"Mi basta un niente" è un breve componimento, all'interno della raccolta I nuovi Campi Elisi (1942-1946), che Mondadori ha ora riunito nell'antologia "Tutte le poesie".

"Mi basta un niente, uno sterpo
per sorreggermi. I galli
cantano di là tra i sassi
di Gannàno. Come sembra lontano,
se mi stendo nel viottolo,
il frutto di ieri, il fiore di domani!"

martedì 3 marzo 2020

SEPARAZIONE




Noi con la nostra lingua vagabonda
noi con i nostri incorreggibili accenti
e un’altra parola per dire latte
noi che veniamo in treno
e ci abbracciamo sulle banchine
noi e i nostri carri merci
noi la cui voce in nostra assenza
è incorniciata sulla parete di una camera da letto
noi che dividiamo tutto
e nulla –
questo nulla che spezziamo in due
e mandiamo giù con un sorso
dall'unica bottiglia,
noi a cui cuculo
ha insegnato a contare,
in quale valuta
hanno cambiato il nostro canto?
Nei nostri letti solitari
che ne sappiamo noi di poesia?
Siamo esperti in doni
preparati in confezione regalo
o lasciati furtivamente.
Prima di partire nascondiamo occhi piedi dorso.
Quel che prendiamo è per la reticella portabagagli.
Lasciamo gli occhi dietro di noi
in telai di finestre e specchi
i piedi dietro di noi
sul tappeto accanto al letto
il dorso
nella calcina delle pareti
e alle porte appese ai cardini.
La porta si è chiusa dietro di noi
e al rumore delle ruote del carro.
Siamo anche esperti nel portare.
Portiamo con noi anniversari
la forma di un’unghia
il silenzio di un bambino che dorme
il gusto del tuo sedano
e la parola per dire latte.
Nei nostri letti solitari
che ne sappiamo noi di poesia?
Binario unico, incrocio e
scali di smistamento
leggono ad alta voce per noi.
Nessuna poesia ha versi più lunghi
di quelli che abbiamo portato.
Come i mercanti di cavalli sappiamo
guardare in bocca una distanza
e giudicarne il dolore dai denti.
A dorso di mulo, a piedi
su aerei e camion
nei nostri cuori
trasportiamo ogni cosa,
raccolti, bare, acqua,
olio, idrogeno, strade,
lillà in fiore e la terra 
gettata dentro la fossa comune.
Noi con le nostre cattive notizie dal mondo
e una parola diversa per dire latte
nei nostri letti solitari
che ne sappiamo noi di poesia?
Sappiamo bene quanto le levatrici
in che modo le donne portano in grembo i figli
e partoriscono,
sappiamo bene quanto gli eruditi
cos’è che fa vibrare una lingua.
Il nostro carico.
Riunire ciò che è stato diviso
fa vibrare una lingua.
Attraverso i millenni e la strada del villaggio
attraverso tundre e foreste
per mezzo di ponti e adii
verso la città di nostro figlio
tutto va trasportato.
Portiamo in noi la poesia
come i carri bestiame del mondo
trasportano gli animali.
Presto sui binari morti
li faranno defluire.
I versi di John Berger, tradotti da Maria Nadotti per "E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto" (Il Saggiatore 2020): Separazione

giovedì 9 gennaio 2020

A SUD DELL'ALAMEDA

Ci sono notti in cui per qualche motivo non riesco a prendere sonno.
Ci sono notti in cui, nonostante la stanchezza, il libro che ho scelto di leggere diventa irresistibile e mi fa compagnia fino alle 3 di mattina: A sud dell'Alameda. Diario di un'occupazione, testo di Lola Larra e disegni di Vicente Reinamontes, Edicola edizioni.


Un romanzo grafico stupendo, che ha vinto meritatamente il Premio Andersen 2019 come miglior libro oltre i 15 anni.
La vicenda si svolge a Santiago del Cile. L'anno è il 2011: gli studenti si organizzano, occupano le scuole e formano cortei di protesta, chiedono la democratizzazione dell'educazione, sussidi alimentari, tessera per i trasporti pubblici, iscrizione gratuita alla prova di ammissione per i corsi universitari. Ragazzi delle superiori e delle università, insieme reclamano il diritto allo studio.
Fatti e protagonisti sono ispirati dalla Rivoluzione dei Pinguini (il nome deriva dalla divisa indossata dagli studenti cileni), il movimento studentesco nato nel 2006 per sollecitare il governo ad interventi a favore dell'istruzione pubblica.
Il mondo è quello dei ragazzi che si confrontano con le lotte che hanno fatto i loro genitori, con gli innamoramenti e le amicizie e soprattutto con le speranze per un mondo migliore.
A sud dell'Alameda, che prende il titolo dal viale che attraversa Santiago del Cile e sul quale si affacciano il palazzo de La Moneda e quello dell'Università, è pubblicato da Edicola, casa editrice nata in Cile nel 2013 su iniziativa di Paolo Primavera e di Alice Rifelli, con una sede in Italia dal 2015 a Ortona, in provincia di Chieti.