sabato 14 maggio 2011

OGNI TRENO HA IL SUO LIBRO


Non in tutti i treni si può leggere, e non tutto si può leggere in treno. Ogni libro ha la sua tipologia di vagone. Per evitare di infastidire qualche viaggiatore, e per non bruciarsi quello che in condizioni migliori potrebbe essere il più bel libro mai letto, bisogna essere accorti e scegliere con coscienza il cartaceo compagno di viaggio.
Prima di tutto, i Regionali. Su quei convogli delle volte hai così poco spazio che sei troppo impegnato a cercar aria respirabile per poter reggere qualsiasi sforzo intellettuale. In una situazione simile, il libro va tenuto in gabbia, e non bisogna farsi intenerire dai suoi mugolii, né dalle sue lusinghe. Se si è particolarmente tenaci e fisicamente robusti, si può tentare comunque. In questo caso, sono consigliabili volumetti agili, magari evitando le terribili edizioni tascabili in cui milioni di righe affollano una pagina. Ci si sentirebbe travolti da un mare di persone biascicanti piccole parole ingiallite, e non è una bella sensazione. Sui regionali, ciò che conta è la modestia.
Sugli Intercity, è tutta un'altra storia. Se valuti l'importanza del tuo spostamento quanto il prezzo del biglietto, significa che tutto sommato la modestia non è in cima alla tua scala di valori. Così se sfoderi dalla tua valigetta, comodamente seduto, un Meridiano della Mondadori, nessuno griderà allo scandalo o si sentirà in qualche modo offeso. Ognuno si sente al sicuro sulla poltrona di un Intercity, la propria incolumità non è in pericolo, e una generalizzata indifferenza coprirà anche la spudorata usura di un Newton & Compton acquistato al mercatino.
I vari Frecciarossa o Frecciabianca sono talmente veloci che non c'è neppure il tempo di leggere due paragrafi…
Poi ci sono gli Espressi notturni, una categoria in estinzione. Sono circhi itineranti e internazionali che si muovono col buio, lo spettacolo è sempre garantito. Gente di ogni provenienza diretta chissà dove si ritrova a dover condividere alcune ore in un'intima cabina da sei posti. Passati i primi minuti di imbarazzo, i personaggi all'interno della cabina iniziano a raccontarsi le rispettive esistenze, il più delle volte parlando il peggior inglese che si sia mai sentito, con una spontaneità che non ti aspetti. Se da un lato dunque risulta difficile leggere su un Espresso notturno, dall'altro hai la fortuna che quello seduto di fronte a te racconterà sicuramente una storia, e perdersela potrebbe essere davvero un peccato.

Luca Marchese è autore di questo articolo, pubblicato nella rubrica Pendolibri del sito Finzioni (www.finzionimagazine.it). Mi è piaciuto: adoro viaggiare in treno e leggere in treno e condivido l'idea che ogni treno e ogni viaggio abbia un libro che gli corrisponde... e forse anche viceversa.

martedì 3 maggio 2011

QUATTRO MESI

Mi piace leggere. Leggo di tutto. Quasi di tutto: non amo il fantasy, la fantascienza e i thriller sanguinolenti. Nemmeno i manuali di informatica sono la mia passione. Per il resto mi piace tutto, dalle istruzioni per gli elettrodomestici alle etichette dei cosmetici, dai giornali ai libri. Non tutto con la stessa passione. Delle etichette preferisco quelle con più lingue per impararare come si dice il tal ingrediente nelle varie parti del mondo: non si sa mai, potrebbe sempre essere utile nei miei viaggi.
Non ricordo tutto quello che leggo: se mi chiedete che cosa ho letto di recente il più delle volte vi sentirete rispondere con più di qualche secondo di silenzio. Sembra che all'improvviso la mia memoria vada in tilt e cerchi in un archivio polveroso e disordinato titoli e storie, che si sovrappongono senza un criterio.
Ho deciso di fare un "bilancio" delle mie letture dei primi quattro mesi dell'anno. Quelle letture che consiglio o consiglierei a chi avesse voglia di fidarsi delle passioni altrui (le mie).
Non seguo l'ordine di lettura: inutile. Seguo quanto detta la memoria, i titoli e le trame che riaffiorano come le bollicine del prosecco appena versato.
- La delicatezza di David Foenkinos, ed. E/O
- Filosofia del viaggio di Michel Onfray, ed. Ponte alle Grazie
- Elogio della letteratura e della finzione di Mario Vargas Llosa, ed. Einaudi
- Una mongolfiera per un archibugio di Bob Gill e Alistair Reid, ed. Phaidon
- Appartamento a Istanbul di esmahan Aykol, ed. Sellerio
- Pulire al naturale dell'associazione Uomini Casalinghi, ed. Terra Nuova
- Rebetiko di david Prudhomme, ed. Coconino
- Paridiso e inferno di Jon Kalman Stefansson, ed. Iperborea
- Indignatevi! di Stephane Hessel, ed. Add
- Non per profitto di Martha Nussbaum, ed. Il Mulino
- Settanta acrilico trenta lana di Viola di Grado, ed. E/O
- La grande casa di Nicole Krauss, ed. Guanda
- Yakitori di Motoko Okuno, ed. Guido Tommasi
- Bécon-les-Bruyères di Emmanuel Bove, ed. Il Melangolo
- Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare di Vincenzo Costantino, ed. Marcos y Marcos
Mi piacerebbe mettere anche qualche riga per ogni titolo per descriverlo. Lo farò, con calma.

martedì 26 aprile 2011

25 APRILE



A volte capita di essere colpiti da un'immagine, un testo, una parola, un'espressione del viso. A me succede. E mi succede anche di avere il desiderio di condividere l'emozione. Subito. Se trascorre un po' di tempo (i motivi posso essere i più disparati) l'emozione resta, ma si affievolisce.
Ho ricevuto un video da un amico per il 25 aprile. Desidero immediatamente condividere il turbamento (sano turbamento) che ha generato, arrivandomi dritto al cuore e alla gola.
L'amico è Marco Paci, autore dell'illustrazione che apre il post e del video realizzato con la collaborazione dell'associazione culturale Murmure. L'occasione è il 25 aprile e la terza edizione della mostra collettiva A memoria d'arte, che si svolge a Verona in occasione dell'anniversario della Liberazione.

http://www.youtube.com/watch?v=gAkW3Wm3PEA

giovedì 14 aprile 2011

PICCOLO MANIFESTO DI ELSA MORANTE

Carlo Cecchi e Cesare Garboli trovano fra le carte di Elsa Morante il Piccolo Manifesto dei Comunisti (senza classe né partito) e lo fanno pubblicare a Goffredo Fofi per la Prima volta sul n. 30 della rivista letteraria Linea d'ombra nel settembre del 1988. La casa editrice Nottetempo lo pubblica nel 2004 nella collana dei Sassi.

Una folla consapevole che afferma la libertà dello spirito è uno spettacolo sublime. E una folla accecata che esalta il Potere è uno spettacolo osceno: chi si rende responsabile di una simile oscenità farebbe meglio a impiccarsi.

Con questa frase la Morante chiude il Piccolo Manifesto. Lo scritto è databile intorno al 1970.

mercoledì 23 marzo 2011

HAIKU

Non vorrei che il mio nome
si divulgasse senza scopo
per una mano come guanciale
offertami solo per il sogno
di una notte di primavera


Componimento poetico del XI secolo d.c. di Suwo-no-Naishi, raccolto da Teika Fujiwara nella sua antologia La centura poetica, edito da Studio editoriale con la cura di Marcello Muccioli

mercoledì 16 marzo 2011

17 MARZO


Non ho mai esposto bandiere. Ricordo che la mia nonna esponeva il tricolore: ero bambina e non ricordo nemmeno in che occasione lo facesse. L'anziano vicino di casa dei miei genitori esponeva la bandiera. Per la sfilata degli alpini o il giro d'Italia. E si emozionava: i suoi occhi dietro gli occhiali fumé diventavano acquosi e la voce, sembrava a me piccina, gli si frenava in gola.
Non ho mai esposto prima la bandiera. Lunedì ho bardato per la prima volta la mia finestra preferita, quella che guarda verso l'Adige e le colline, con il tricolore. Poi, visto che la mia vita è la mia libreria (almeno per metà, anzi forse per un po' di più di metà), ho vestito anche la vetrina di bianco-rosso-verde.
E sono contenta.
Gaber cantava Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono: ecco io mi sento proprio così. E soprattutto in questi giorni: mi vergogno di molto, ma sono orgogliosa di molto di più.

Piccola bibliografia "patriottica":
- LA NOSTRA STORIA. CRONOLOGIA DELL'ITALIA UNITA. Volume 1 (1861-1945) e volume 2 (1946-2011), Simone Calofranceschi, Bompiani 2011
- TI RACCONTO L'ITALIA. Gli uomini, le battaglie, le prigioni: il risorgimento visto dai suoi protagonisti, a cura di Riccardo Reim, Castelvecchi 2011
- W LE FESTE. Le feste nazionali spiegate ai bambini, di Mario sala Gallini, Mondadori 2010
- ITALIANITA', a cura di Giulio Iachetti, Corraini 2008
- SALVIAMO L'ITALIA, di paul Ginsborg, Einaudi 2010
- ATLANTE CULTURALE DEL RINASCIMENTO. Lessico del linguaggio politico dal Settecento all'Unità, a cura di Banti - chiavistelli - Mannori - Meriggi, Laterza 2011
- STORIA LINGUISTICA DELL'ITALIA UNITA, di Tullio De Mauro, Laterza 2011 (prima edizione del 1963)
- GARIBALDI. Battaglie, amori, ideali di un contadino del mondo, di Alfonso Scirocco, Laterza 2007
- GARIBALDI. L'illusione italiana, di Nicola Fano, B.C.Dalai 2010
- GARIBALDI FU FERITO. Il mito, le favole, di Mario Isnenghi, Donzelli 2010
- GARIBALDI, di Andrea Possieri, Il Mulino 2010
- GARIBALDI, di Tuono pettinato, Rizzoli-Lizard 2011
- FIGLIE D'ITALIA. Poetesse patriote nel Risorgimento, di Maria teresa Mori, Carocci 2011
- NOI CREDEVAMO, di Anna Banti, Mondadori 2010
- LETTERATURA ITALIANA DEL RISORGIMENTO, di Gianfranco Contini, Rizzoli 2011
- LE FRASI CELEBRI NELLA STORIA D'ITALIA, di Antonello Capurso, Mondadori 2011
- LE CONFESSIONI DI UN ITALIANO, di Ippolito Nievo, Rizzoli 2011
- LE MIE PRIGIONI, di Silvio Pellico, Rizzoli 2011
- I VICERE', di Federico de Roberto, rizzoli 2011
- MEMORIE, di Giuseppe Garibaldi, Rizzoli 2008
- IL RISORGIMENTO ITALIANO, di Denis Mack Smith, Laterza 2010
- CAVOUR. L'uomo, l'opera, di italo De Feo, Mondadori 2011
- CAVOUR, di Luciano Cafagna, Il Mulino 2010
- CAVOUR E BISMARCK, di Gian enrico Rusconi, Il Mulino 2011
- GLI ULTIMI GIORNI DI GAETA. L'assedio che condannò l'Italia all'unità, Rizzoli 2010
- CONTROSTORIA DELL'UNITA' D'ITALIA, fatti e misfatti del Risorgimento, di Gigi di Fiore, Rizzoli 2007
- VIVA L'ITALIA, di Aldo Cazzullo, Mondadori 2010
- LA PATRIA BENE O MALE, di Fruttero - Gramellini, Mondadori 2010
- PATRIA, di Patrizia Cavalli
- GABER. L'ILLOGICA UTOPIA, a cura di Gaber - Harari, Chiarelettere 2010
- SAGGIO SULL'ARTE DI STRISCIARE, di Paul d'Holbach, Il Melangolo 2009

DAL SOL LEVANTE

Scelta di romanzi del ‘900 con uno sconfinamento nella narrativa contemporanea, rispettando un criterio cronologico. Escludendo volutamente autori arcinoti come Banana Yoshimoto e Haruki Murakami, Yukio Mishima, Kenzaburo Oe, che meriterebbero bibliografie a sé stanti.
Letteratura che alterna temi classici (l’amore in tutte le sue sfaccettature, la natura e la storia) all’impegno sociale e allo studio dell’io.

• VITA SEGRETA DEL SIGNORE BUSHU
Junichiro Tanizaki, Bompiani 2010 (edizione più recente), traduzione dal giapponese di Atsuko Ricca Suga, pagine 145, euro 8,50
Il Giappone del ‘500, percosso da battaglie e lotte intestine, eserciti, assedi, castelli e samurai da un lato e fantasie erotiche del protagonista, prima ragazzo e poi adulto, dall’altro. Temi ricorrenti nella narrativa del secolo scorso (il romanzo è del 1924), descritti con eleganza ed intensità.

• L’AMORE DI UNO SCIOCCO
Junichiro Tanizaki, Bompiani 2010 (edizione più recente), traduzione dal giapponese di Carlo De Dominicis, pagine 262, euro 9,00, introduzione di Alberto Moravia.
Un Giappone contemporaneo (scritto nel 1925), in cui oltre alla descrizione ambientale, si ritrovano altri due argomenti narrativi cari a Tanizaki: la scomparsa delle tradizioni e l’avvicinamento all’idea di Occidente vissuto come qualcosa di superiore. Il tutto attraverso una storia di amore e sesso, nella quale la psicologia dei personaggi supporta un’analisi sociologica.

• IL SOLE SI SPEGNE
Osamu Dazai, Feltrinelli 1959 (prima edizione italiana), traduzione Luciano Bianciardi dall’edizione americana, pagine 139, euro 7,50
Proveniente da una famiglia di ricchi proprietari terrieri, Dazai è uno dei più rappresentativi e tormentati scrittori della prima metà del ‘900.
In questo breve romanzo, pubblicato nel 1947, ritorna il tema già proposto da Tanizaki dello scontro fra tradizione ed evoluzione dei tempi, accentuato oltremodo dall’irrompere della seconda guerra mondiale: il mondo aristocratico che degenera nella nuova civiltà industriale, la disillusione di fronte ad un radicale cambiamento che in realtà non si verifica (e che Dazai, morto suicida nel 1948, non vedrà), i turbamenti personali e la sensazione di inadeguatezza danno struttura all’opera.

• LO SQUALIFICATO
Osamu Dazai, Feltrinelli 1962 (prima edizione italiana), traduzione di Marcella Bonsanti dalla versione americana, pagine 150, euro 7,50
Qui è ancora più evidente rispetto al romanzo precedente, nonostante sia passato solo un anno tra le due pubblicazioni, il senso di smarrimento, di inadeguatezza dell’individuo, ed in particolari di molti scrittori giapponesi del dopoguerra: esclusione e autoesclusione dalla società, che prostrano il protagonista. Interessante la trovata di Dazai di chiudere il romanzo, che si puo definire esistenzialista, spostando la visione narrativa all’esterno del personaggio.

• IL PAESE DELLE NEVI
Yasunari Kawabata, Einaudi 2002, traduzione di Luca Lamberti dalla versione in inglese, pagine 145, euro 9,50
Un piccolo capolavoro della letteratura giapponese, scritto nel 1947, descrive un mondo incantato, dai suoni ovattati e i colori tenui. Nel teatro di una località termale, la tradizione delle geishe e il gioco amoroso, fatto di passione e fantasie evanescenti.

• IL FUCILE DA CACCIA
Inoue Yasushi, Adelphi 2004, traduzione dalla versione inglese di Giorgio Amitrano, pagine 101, euro 9,00
Pubblicato nel 1949, è l’opera forse migliore di Yasushi, la più breve ma quella tecnicamente perfetta. Il tema centrale è quello delle relazioni sentimentali, che si mantengono in equilibrio armonico dalla prima all’ultima pagina, in una costante tensione che non altera tuttavia la tranquillità della vita dei quattro personaggi, un uomo e tre donne, coinvolti nel gioco amoroso.

• QUARTIERI LONTANI
Jiro Taniguchi, Coconino 2010, traduzione di Maria Chiara Migliore, pagine 411, euro 19,50.
Quella di Taniguchi è narrativa disegnata: Taniguchi è un autore di fumetti e attraverso il disegno racconta storie dei generi più vari (fantascienza, sport, western, storico). Spesso è anche autore dei testi, come nel caso di Quartieri lontani in cui descrive il passaggio dall’adolescenza all’età adulta del protagonista, che viene catapultato nel suo passato.
Allontanandosi dalla tradizione nipponica per avvicinarsi a quella europea, Taniguchi sembra congiungere i due estremi del mondo, come tecnica come contenuti come psicologia dei personaggi.

mercoledì 2 marzo 2011

POESIA CHE VIENE DALL'EST

Dammi la tua ombra
per la mia ombra

che sente freddo
nel suo nome.

Insegnami il tuo silenzio,
la mia follia ne ha bisogno
per inventare un Dio...

Fammi conoscere la neve.

Voglio nascondere,
sotto la sua pelle,
le parole mai dette

(da Corpo presente, di Gezim Hajdari, Besa 2011)

martedì 1 marzo 2011

ALBANIA: STORIE PER CONOSCERE L'AL DI LA' DEL MARE


Se è vero, come penso sia, che conoscere un paese non sia soltanto vederne le architetture, goderne il mare e le montagne, assaporarne la cucina,ma sia anche incontrarne la storia, le storie di chi in quel paese ci vive o ci ha vissuto… l’arte, la musica e la letteratura sono fondamentali per capire e amare.
Qui di seguito alcuni suggerimenti di lettura, una brevissima bibliografia di letteratura contemporanea albanese. Non tutti i titoli in commercio, solo alcuni, quelli che hanno aiutato me ad imparare qualcosa in più su questo piccolo paese.

• VERGINE GIURATA
di Elvira Dones, Feltrinelli 2007, euro 7,50
Un intenso romanzo, che affronta un fenomeno sociale circoscritto alle montagne dell’Albania settentrionale e del Kosovo e sancito dal diritto tradizionale, attraverso il quale le donne, per sfuggire ad un matrimonio combinato senza infangare il nome del clan di appartenenza possono fare giuramento di castità e perdere tutto quello che di femminile c’è in loro indossando abiti maschili, adottando comportamenti maschili e assumono un nome maschile. La Dones racconta la storia di Hana, che dopo quattordici anni di vita violenta fra le montagne non riesce più a sopprimere la sua vera identità, si ribella al giuramento e fugge negli Stati Uniti.

• BEVETE CACAO VAN HOUTEN!
di Ornella Vorpsi, Einaudi 2010, euro 12,50
Quattordici racconti in cui i protagonisti hanno lo sguardo oltre il mare, in cui l’Albania sembra la terra da cui partire per un mondo migliore, in cui il tempo sembra solo attesa di un qualcosa d’altro possibile in un altrove. Sono le nuove generazioni che si scontrano con chi ormai ha una vita alle spalle e lo sguardo rassegnato

• ROSSO COME UNA SPOSA
Di Anilda Ibrahimi, Einaudi 2008, euro 12,00
Circa un secolo di storia, dalla monarchia di re Zog al comunismo e all’Albania contemporanea attraverso gli occhi delle donne e le vicende di una numerosa famiglia. Un romanzo storico particolare in cui le tradizioni si stemperano con l’evoluzione della società, ma rimangono ancorate alla vita degli emigrati come desiderio di mantenere una prorpia identità nazionale.

A firmare questi libri sono tre donne, giovani donne albanesi che descrivono il paese dove non vivono più e lo descrivono in italiano, la lingua di adozione.
- Elvira Dones, è di Durazzo (1960), ha vissuto prima in Svizzera ed ora negli Stati Uniti. E’ autrice della lettera pubblicata su Repubblica ed indirizzata al Presidente del Consiglio per esprimere indignazione alle sue battute sulle belle ragazze albanesi e gli scafisti.
- Ornella Vorpsi, è nata a Tirana nel 1968, e dal 1991 vive in Italia.
- Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972, si è trasferita in Svizzera e poi in Italia.

Chiuderei i suggerimenti di lettura con due nomi fra i più famosi del panorama letterario del ‘900: Ismail Kadaré e Gezim Hajdari.

• CORPO PRESENTE
di Gezim Hajdari, Besa 2011, testo bilingue, 15,00 euro
Personaggio eclettico nel panorama culturale albanese, Hajdari ha scritto poesie, libri di viaggio, saggi. Vive da esule in Italia da quando è diventato scomodo per i regimi albanesi avendo denunciato crimini ed abusi imputabili al periodo comunista che ai governi successivi.
L’editore Besa edita le opere di Hajdari da più di dieci anni e adesso offre questa raccolta, pubblicata per la prima volta a Tirana nel 1999.
I temi della lontananza, dell’esilio, l’amore sono centrali.

• GENERALE DELL’ARMATA MORTA
di Ismail Kadaré, Longanesi 2009, euro 16,00
Pubblicato nel 1963 è uno dei romanzi di Kadaré che preferisco: la seconda guerra mondiale è finita e il generale deve riportare i corpi dei caduti italiani in patria (l’armata morta), ma la missione viene turbata dall’incontro con le popolazioni locali, che in quell’orrore porta l’uomo al desiderio di conoscere, di approfondire, di vedere. Una ricerca anche dentro se stesso, un guardare quello che non è più ma è ancora.

martedì 8 febbraio 2011

IN ATTESA DI MARIANGELA GUALTIERI

Io guardo spesso il cielo. Lo guardo di mattino nelle
ore di luce e tutto il cielo s'attacca agli occhi e viene a
bere, e io a lui mi attacco, come un vegetale
che si mangia la luce

(da Fuoco centrale e altre poesie per il teatro, Mariangela Gualtieri, Einaudi 2003)

Mariangela Gualtieri il 26 febbraio è a Verona (chiesetta di San Domenico, in via del Pontiere) per leggere Bestia di gioia.
Che meraviglia, come sempre, incontrare lei e la sua voce!

venerdì 28 gennaio 2011

GIORNO DELLA MEMORIA n.11

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Il testo dell'articolo 1 della legge:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati»

Mi sono domandata come dare un contributo, come strutturare un intervento breve ma significativo sul 27 gennaio. L’idea iniziale era di parlare di memoria come non-ricordo, cioè pensare a tante situazioni di conflitto che ancora oggi provocano morti e sofferenza, ma che restano lontane dalle nostre vite e dai nostri pensieri. Una mappa mondiale dei conflitti in atto fa paura, fanno paura il numero dei morti, dei feriti, dei profughi, degli interventi militari, degli interventi umanitari, fanno paura i capitali investiti, fanno paura i discorsi dei Grandi (fonte attendibile di dati è l'Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, edito da 46° Parallelo - Terra nuova). E sono quotidianità, sono drammi di cui non si ha memoria, quasi possano divenire oggetto di memoria solo a distanza di tempo, solo una volta che si possono dichiarare (spesso mentendo e sapendo di mentire) conclusi. C’è uno scollamento fra realtà contemporanee. Non c’è una testimonianza costante di quello che accade, ovunque nel mondo, lontano, in universi diversi che con il nostro non hanno nulla a che fare.
Fatta questa riflessione, il 27 gennaio è per ricordare la shoah, per ricordare attraverso gli occhi e la memoria di chi è stato testimone. Quindi senza dimenticare nessuno dei conflitti in atto, è giusto dare spazio alle ultime generazioni di testimoni, è giusto farci raccontare il loro vissuto, è giusto raccogliere la loro memoria per farla diventare anche nostra.

• GRATITUDINE
Joseph Kertes, traduzione dall’inglese (l’edizione originare è canadese) di Cosetta Cavallante, Elliot 2011 editore, 19,50 euro
Tanto è stato scritto sulla seconda guerra mondiale e sulla persecuzione degli ebrei, che all’apparire di ogni nuova opera può sembrare di sapere già tutto, di conoscere ogni evento o personaggio passato alla storia, carnefice o vittima.
Kertes è ungherese, classe 1951, dal 1956 vive in Canada, scrive un romanzo storico perché si conosca la storia di un diplomatico svedese che, come Schindler e Perlasca, ma meno famoso di loro, fa parte dei Giusti tra le nazioni, per aver salvato più di centomila ebrei ungheresi fornendo passaporti falsi, rifugi e assistenza a chi ne avesse bisogno.
Un romanzo meraviglioso nei suoi tratti tragici e a volte leggeri, che fornisce un nuovo ritratto dell’epoca.

• UN EBREO COME ESEMPIO
Jacques Chessex, traduzione dal francese di Maurizio Ferrara, Fazi 2011, 14,00 euro
Un romanzo durissimo: Chessex racconta un episodio avvenuto nel 1942 nel suo paese natale, nella Svizzera francese.
L’immagine della Svizzera neutrale, attraverso la quale le aberrazioni della seconda guerra mondiale passano senza lasciare traccia, sparisce in 75 pagine di racconto crudo e vero. Uomini travolti dall’ideologia nazista, capaci di architettare un delitto esemplare, un crimine senza pentimento, una violenza che diventa ancora più brutale nell’assenza del rimpianto.

• QUI NON CI SONO BAMBINI. UN’INFANZIA AD AUSCHWITZ
Thomas Geve, traduzione dal francese di Margherita Botto, Einaudi 2011, 24,00euro.
Testimonianza unica nella storia documentaria dell’Olocausto. Testimonianza fatta attraverso 79 disegni di un ragazzino tedesco, sopravvissuto ai campi e liberato a Buchenwald dagli alleati l’11 aprile del 1945. Disegni semplici e crudeli, che Geve, troppo debole per essere trasferito altrove, comincia a fare ancora nella baracca 29 del campo, usando il retro dei formulari delle SS come carta da disegno, formato 15 x 10 cm. 79 immagini per raccontare al padre, che si era unito alle Forze Alleate in Inghilterra, la sua vita nei campi di concentramento.
Documento prezioso, donato dall’autore al museo d’arte dello Yad Vashem di Gerusalemme. Documento che l’autore accompagna con conferenze in giro per il mondo con la preghiere di sostenere “i nostri sforzi intesi a preservare la verità della storia contemporanea”.
I disegni sono accompagnati da una breve introduzione, in cui Geve racconta la sua storia: poche pagine, poche parole, scarne didascalie (utili per lo più a chi non conoscendo il tedesco avrebbe difficoltà a comprendere le scritte riportate nelle immagini), perché tutta la sua vita è racchiusa in quei 79 disegni, come se il prima e il dopo quasi non esistesse.
Sono nato nel 1933 a Stettino, sulle rive del Baltico. Avevo poco più di tre anni quando Hitler salì al potere, nel gennaio del 1933.L’unico universo di cui avessi memoria fu quello della repressione e della persecuzione.

• VISITARE AUSCHWITZ. Guida all’ex campo di concentramento e al sito memoriale.
Carlo Saletti e Frediano Sessi, Marsilio 2011, 18.00 euro
Una guida per capire, una guida per essere preparati a quello che si può vedere e si può vivere ad Auschwitz, il campo nel quale dal 1940 al 1945 sono morti milioni di ebrei e che è simbolo del martirio cui l’Europa è stata sotto posta durante il nazismo.

• GLI EBREI SOTTO LA PERSECUZIONE IN ITALIA. Diari e lettere 1938-1945.
Mario Avagliano e Marco Palmieri, con prefazione di Michele Sarfatti, Einaudi 2011, 15,00 euro
Una scelta di testimonianze coeve, curata da due storici, suddivise tematicamente e cronologicamente per ripercorrere l’intera storia della persecuzione antiebraica in Italia dal 1938 al 1945, dalla campagna di propaganda antisemita all’emanazione delle leggi razziali, dall’internamento sotto il fascismo alle razzie e agli arresti sotto la repubblica di Salò, dalla fuga in clandestinità al concentramento nei campi italiani, dalla deportazione nei campi di sterminio al ritorno dei sopravvissuti.
Una cronaca della persecuzione, così come fu registrata giorno per giorno dagli stessi ebrei, cioè coloro che subirono le leggi razziali, gli arresti, le deportazioni.

venerdì 7 gennaio 2011

UN NUOVO ANNO



A volte mi capita di avere un'idea, banale o complessa che sia, avere in mente come realizzarla... ma non riuscirci per mancanza di tempo. Rimane lì, abbozzata in un angolino della testa e del cuore, ogni tanto si fa sentire, generando non poca frustrazione nella sottoscritta. Poi finalmente arriva il momento. L'idea non è più la stessa, si è modificata come avviene nella preparazione dei cibi: forse mi manca un ingrediente, oppure non ho più voglia di quel sapore, ma gli amici vengono a cena e quel piatto che avevo pensato diventa un altro, altrettanto appetitoso.
Avrei voluto proporre libri per l'arrivo dell'inverno, scrivere delle mie letture di fine/inizio anno (la convinzione che il libro con cui inizio l'anno è quello che determina la qualità delle letture dei 12 mesi che seguono, è ahimé ancora viva), suggerire qualche ricetta...
Arrivo adesso proponendo una confortante zuppa di cipolle con crostoni di pane rustico. Non ho cambiato rotta, la mia nave solca sempre il grande mare della letteratura, ma oltre ad ancorare la lettura ad un luogo, ad un momento, in qualche occasione ad una musica... perchè non associarla ad un sapore? Quindi se il collegamento è con la zuppa di cipolle, le mie divagazioni letterarie mi hanno certamente portato in Francia: in un mondo senza tempo, ad incontrare Patrick Modiano ed Emmanuel Bove. Il vento delle loro parole mi ha cullato in questi giorni.

mercoledì 3 novembre 2010

FORSE L'AMORE CAPITA COSI'

Abbiamo cuori per tutte le stagioni,
ma pure non è semplice
il cambio alle scadenze,
dirsi un addio,
non indossare più certe cravatte.
Io tiro avanti,
alzo la mia saracinesca
(non ho mai tolto quel pittura fresca
a salvaguardia dalle biciclette),
mi siedo al tavolino e aspetto gente.
Forse l’amore capita così,
guardando la maniglia che si abbassa.

(Alessandro Trasciatti)

sabato 30 ottobre 2010

ETERNAMENTE VIVO

Ho avuto tante case
e non ne ho abitata neanche una,
ma la poesia, la fata m igliore,
mi fece una casa tutta per me,
tutta per me

(Tratto da Eternamente vivo, di Alda Merini, Frassinelli 2010)

ALDA MERINI: UN ANNO DOPO

venerdì 15 ottobre 2010

CANZONE D'AMORE

Tutto, la mia vita, il mondo, gli uomini,
tutto quello che non è lei non è nulla.
Tutto quello che non è lei te lo regalo,
viandante.

Lei non lo sa, quanto tempo e fatica
per apparire bella, per pettinarmi,
per truccarmi vestirmi e profumarmi.

Ma girerei senza sosta anche la mola,
affonderei nel mare il remo o zapperei
la terra, se fosse il prezzo per tenerla.

Fate però che non lo sappia mai,
o dee che su di me vegliate. Il giono in cui
saprà quanto l'amo cercherà un'altra donna.

(I belletti, tratto da Le canzoni di Belitis di Pierre Louys nella traduzione di Eva Cantarella, Feltrinelli 2010)

martedì 12 ottobre 2010

VIAGGIO IN GIAPPONE


I segni del Giappone offrono qualcosa di più profondo della comprensione.
La mancanza di chiarezza non dipende da quello che vediamo, ma da come lo vediamo:
il viaggiatore deve purificare il suo sguardo.

Il racconto e le immagini di Laura Sebastio e Micaela Sgrò

lunedì 27 settembre 2010

LIBRO, LIBRI

Con l'autunno, riprendo le mie scritture e propongo i risultati delle letture e delle ricerche estive.
Chi vuole, dia un'occhiata al video di cui allego il link: http://www.youtube.com/watch?v=ool3vdgLYdI&feature=player_embedded#!

venerdì 9 luglio 2010

SARAMAGO: POESIA A BOCCA CHIUSA

Non dirò:
che il silenzio mi soffoca e imbavaglia.
Zitto io sto e zitto me ne resto:
la lingua che io parlo è di altra razza.

Si ammucchiano parole logorate,
ristagnano, cisterna d' acque morte,
amare pene in limo trasformate,
melma fangosa con radici torte.

Non dirò:
che proprio non son degne neppur d' esser dette,
parole inette a dire quanto so
qui nel rifugio in cui non mi conoscono.

Non solo limo o melma si trascinano,
non solo bestie, morti, ansie galleggiano,
turgidi frutti in grappoli s'intrecciano
nel nero pozzo dove dita affiorano.

Dirò solo,
arcignamente solitario e muto,
che chi ha taciuto quanto io ho taciuto
non può morire senza dire tutto.

(Poesia a bocca chiusa, da Le poesie possibili nella raccolta Le poesie, di José Saramago, traduzione di Fernanda Toriello, Einaudi)

venerdì 2 luglio 2010

POESIA, ANCORA UNA

Inesplicabile o esemplare
generosa e trita ti concedi qualche piccolo
ritorno alle abitudini.

La lingua scuote nella tua bocca, uno sbatter d'ale
che è linguaggio.

Sentì bisogno allora di inalzare, piramidi alla
verità (o il suo mettersi in moto)

(da La libellula e altri scritti, di Amelia Rosselli, Studio editoriale)