venerdì 21 novembre 2008

PER ALESSANDRO, CHE HA UN PO' FREDDO

Alessandro comincia ad avvertire i rigori dell'inverno. Non ha ancora fatto il cambio stagione, ma il freddo si fa sentire e quindi una bella sciarpa ci vuole proprio!
Giorgia, come per magia, in un attimo d'incanto, grazie alla sua bacchetta magica, tesse una trama calda calda solo per lui.... un pitturino e un po' di fantasia e Alessandro ha la sua bella sciarpa nuova al collo. Comincia già a sentire un po' di tepore: l'inverno può pure arrivare!

venerdì 24 ottobre 2008

PESCIOLINO NERO NEL MARE DELLA VITA

Una favola senza tempo, scritta da un maestro iraniano nel 1968. Una favola fra le tante che Samad Behrangi scrisse per i suoi alunni e che ancora oggi, a quarant'anni dalla morte dell'autore, è molto conosciuta in Iran.
Il pesciolino nero, il protagonista della storia, decide di abbandonare la famiglia e gli spazi noti per spingersi verso l'ignoto, per raggiungere il grande mare spinto dalla curiosità e desideroso di dimostrare le sue capacità e... la sua saggezza.
Una lettura per bimbi e non solo.
Arriva ora anche in Italia, con le raffinate illustrazioni di Farshid Mesqali, l'edizione Donzelli curata da Mario Casari.

giovedì 23 ottobre 2008

GOLOSE LETTURE IN GIRO PER IL MONDO

Periodo ricco di proposte librarie questo: i diversi editori, grandi e piccoli, mettono a disposizione di noi lettori una mastodontica quantità di pubblicazioni nell'arco dell'anno. Spesso è più la quantità che la qualità, ma il discorso diventerebbe lungo e forse anche un po' polemico. Il fatto è che ora, da fine settembre a novembre, è consuetudine esca un numero impressionante di titoli: gli editori pensano al libro-strenna, al libro-oggetto, al bene-rifugio. E un po' rifugio il libro lo è sempre, non solo a Natale e non solo per il valore che gli possono dare gli addetti dell'editoria.
In ogni caso, beneficiando dell'offerta, è più ricca la scelta: fra tanti libri, una buona percentuale si trova in sintonia con i miei gusti e i miei desideri. Tentazione allettante!
Spesso mi oriento verso titoli cosiddetti di catalogo, cioè non uscite recenti, non le novità proposte dalle classifiche che appaiono sui giornali. Leggo anche quelle, un po' per curiosità, un po' per confrontare il mio giudizio con quello dei critici letterari. Poi mi rivolgo a pubblicazioni che hanno una storia, che riescono a colmare lacune, che costituiscono tasselli di letterature senza confini e senza tempo. Da un libro ricado (felice caduta) in un altro, e in un altro ancora: un filo capace di collegare epoche, contenuti, stili, autori in una grande matassa.
Solo in questa settimana, fra le decine di novità, mi trovo di fronte almeno a dieci titoli con altrettanti autori ai quali non potrò rinunciare. Come un goloso davanti ad una tavola imbandita, nell'imbarazzo della scelta della prima "pietanza" che desidera assaggiare.
Come posso rinunciare a Claudio Magris con i suoi Alfabeti, a Carlos Riuz Zafon con il Gioco dell'angelo, a Franz Grillparzer con la Vienna de Il povero musicante, a Natalia Sazonova e al jazz di Eddie Rosner, a Samad Behrangi con la saggezza del Pesciolino nero, a Héléne Bessette con la Provenza di Lili...?

martedì 14 ottobre 2008

CON ZELDA FITZGERALD IN LAGUNA

Giornata radiosa, domenica. Meta: Venezia. Scopo: visitare il Museo Fortuny con l'esposizione dei bozzetti di George Barbier e gli abiti di Isabelle de Borchgrave. Dilemma: che libro mi può accompagnare in laguna?
Sembra cosa da poco, ma la mia lettura deve essere assolutamente in sintonia con il momento che sto vivendo.
Avevo pensato alla rilettura di Morte a Venezia, ma qualcosa mi fermava: non avevo voglia di Mann. Fra le varie sollecitazioni che può offrire la mia biblioteca, avevo preso in mano una serie di libri... Finché l'occhio, o meglio la mano, non è caduto su Alabama song, una novità libraria di un certo Gilles Leroy sulla vita di Zelda Fitzgerald. Perfetto. Il legame con Venezia è un po' una forzatura, ma il fatto che Scott e Zelda abbiano frequentato l'Italia e personaggi come Hemingway mi ha portato a pensare che in qualche loro conversazione la città lagunare avesse fatto capolino e fosse stata oggetto di descrizioni e sogni. Inoltre il decò di Barbier con i suoi bozzetti mi avrebbe fatto meglio immaginare gli abiti dei personaggi della storia.
Zelda racconta, attraverso le pagine di un diario inventato da Leroy, la sua vita accanto a Scott. Vita di donna controcorrente, vita di moglie spesso insoddisfatta e sempre all'ombra del famoso marito, vita di coppia ostentata e perennemente infranta.
Lettura scorrevole ed appassionante, che porta ad una verità diversa dall'icona dell'Età del jazz, così come si legge sui risguardi delle copertine dei libri del marito Scott.
Il giornalista francese che la racconta, da un'intervista ascoltata via internet, dichiara che gli è venuto facile calarsi nel ruolo di Zelda, spontaneo. E l'idea del diario è stata immediata: per narrare la storia non poteva che vestire i panni di Zelda e scrivere un diario. Come aggiunge nella nota in fondo al romanzo: molto si basa su documenti e ricerche, molto è opera di fantasia, fantasia plausibile, ma sempre fantasia. Non una biografia quindi, ma un opera di narrativa.
Così andando per campielli assolati, mi faceva compagnia la storia triste di Zelda. E nasceva timidamente la curiosità di saperne di più sulla sua vita, sul suo rapporto con Scott, sulla vita di Scott, sulla malattia di Zelda, sui suoi quadri...
Forse lo scopo della lettura è questo, o se non lo scopo è uno degli aspetti più affascinanti: da un libro nasce la spinta verso un altro e poi un altro ancora, in una catena infinita che mi dà la garanzia di non potermi annoiare mai.
Bravo Leroy a cimentarsi nel romanzo biografico, bravo nell'esperimento "al femminile".
(Alabama song, di Gilles Leroy, Baldini Castoldi Dalai, traduzione di Margherita Botto)
Alcune note bibliografiche sull'argomento:
- La morte della farfalla, di Piero Citati (Mondadori)
- Caro Scott, carissima Zelda, a cura di Bryer - Barks (La Tartaruga)
- Lasciami l'ultimo valzer, di Zelda Fitzgerald (in uscita per Bollati Boringhieri)
- Zelda, di Jacques Tournier (uscito in Francia per Grasset lo scorso maggio): biografia di Zelda, basata su lettere, documenti, testimonianze raccolte dal traduttore francese di Scott Fitzgerald

domenica 28 settembre 2008

PARLA PER ME, SILENZIO

Vorrei raccontarvi le mie ultime letture, le mie scoperte, i miei incanti chiusi fra le pagine dei libri. Vorrei riprendere il mio ultimo viaggio per ripercorrerlo ancora in vostra compagnia.
Lascio a Saramago l'incombenza di intrattenervi:

Oggi non era un giorno di parole,
con mire di poesie e di discorsi,
né c'è strada che fosse la nostra.
A definirci bastava solo un atto,
e visto che a parole non mi salvo,
parla per me, silenzio, ch'io non posso.

(José Saramago, Le poesie, edizione Einaudi, a cura di Fernanda Toriello)

martedì 29 luglio 2008

MONGOLIA. IL FASCINO DEL SILENZIO

Rientrata alla base. Dopo un viaggio meraviglioso.
Una pausa di silenzio stampa, pur con il desiderio di condividere le mie emozioni, per trovare il modo per farlo. Sembra strano, ma non mi è facile proporrne la descrizione.
I ritorni sono sempre difficili: perchè si ritrova la normalità. In realtà ho la fortuna di fare un lavoro bellissimo e di avere pure molta fantasia...
Ma il punto è che ogni ritorno è diverso e l'ultimo soprattutto. Grande malinconia per gli spazi sconfinati, ma anche grande tranquillità, profonda serenità.
Nell'immaginario comune la Mongolia è una landa desolata, semidesertica.
Nella realtà è esattamente così: spazi senza fine, orizzonti lontani, vallate interminabili, colori e silenzi inaspettati. E' natura allo stato primordiale. Incontaminata.
Ma questa terra, chiusa fra la Russia e la Cina, non mi ha dato solo bei panorami, incontri, greggi e mandrie, albe e tramonti indescrivibili. Sono le sensazioni generate dalle immagini ad assumere una valenza che supera le immagini stesse.

Itaca è sempre lontana, per fortuna. Il viaggio continua verso l'isola che non c'è.

mercoledì 23 luglio 2008

ITACA

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente, e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta, più profumi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

(Itaca, in Settantacinque poesie, Costantinos Kavafis, Einaudi, traduzione di Nelo Risi)