mercoledì 12 marzo 2008

LA PARTITA A SCACCHI DI CAPABLANCA

Ancora oggi per le strade di L'Avana non è raro vedere gruppetti di persone, per lo più uomini, seduti attorno ad un tavolo oppure su un muretto, intenti a fare qualcosa di molto interessante, tali sono i gesti, i discorsi concitati che si levano. La curiosità prende il sopravvento: ci si avvicina e si scopre che, nelle calde e lente giornate cubane, per passare il tempo si gioca: domino, dama e scacchi sono l'intrattenimento nazionale.
Anche negli anni '20, e prima ancora, era così. Erano diffusi i circoli scacchistici ed era consuetudine trovarsi per strada per fare una partita.
José Raul Capablanca era nato nel 1888 e sin da bambino aveva dimostrato una gran passione per gli scacchi, guardando giocare il padre e facendosi affascinare dal campione russo Cigorin e dal ceco Steinitz di passaggio nella capitale cubana nel 1892.
Nel 1902, a soli quattordici anni, sfida il campione nazionale cubano Juan Corzo, vincendo il match.
Negli Stati Uniti, dove lo mandano i genitori per imparare la lingua e procedere agli studi universitari, continua a coltivare la sua passione, trionfando anche su Marshall, grande campione americano. Poi è la volta dei tornei europei e quindi la pausa dovuta allo scoppio della prima guerra mondiale.
Il 1921 è un anno molto importante nella sua carriera: dopo lunghe trattative riesce a combinare il torneo contro Lasker, campione del mondo indiscusso da 27 anni. La sede è L'Avana, l'ingaggio è di 11.000 dollari, in palio c'è il titolo mondiale. Dopo 14 partite, Lasker abbandona il torneo e Capablanca diventa campione del mondo di scacchi.
Seguono anni di incontri con tutti i migliori giocatori del mondo. Non sempre Capablanca vince: il suo gioco, semplice e cauto, ha perso un po' di vivacità, manca la concentrazione, trascura la preparazione fisica e tecnica. Aveva vinto il più grande giocatore di tutti i tempi: chiunque altro ha perduto importanza ai suoi occhi.
Ma un nuovo grande avversario irrompe nella sua vita e nella sua carriera, il russo Alekhine, al quale una sconfitta subita nel '21 non dà pace: nel 1927 viene organizzato dallo stesso Alekhine un torneo a Buenos Aires. Due giganti a confronto. Capablanca crolla, estenuato alla 35° partita!
Il campione cubano riprende ad allenarsi seriamente, a studiare nuove aperture, per lanciare un'altra sfida al russo, ma questi non la coglie.
Seguono altri tornei in giro per il mondo: Capablanca non è più quello di un tempo. Sembra che nemmeno gli interessino gli "altri" avversari: vuole solo Alekhine, vuole sfidarlo e vincerlo. Capablanca vuole la rivincita!
Fabio Stassi rielabora questa storia in La rivincita di Capablanca, descrivendo il personaggio leggendario e la storia della sua rivalità con Alekhine come una metafora di passioni, rancori e sogni infranti, aspettative e delusioni di una vita intera.
(La rivincita di Capablanca, di Fabio Stassi, edizioni Minimum fax 2008)
aggiungo alcuni riferimenti bibliografici recenti per gli appassionati di scacchi:
- Re in fuga. La leggenda di Bobby Fischer, di Vittorio Giacopini, Mondadori (biografia)
- Gli scacchi, la vita, di Garry Kasparov, Mondadori (autobiografia)
- Zugzwang mossa obbligata, di Ronan Bennett, Ponte alle grazie (romanzo, candidato al premio Bancarella 2008)
- La psicologia del giocatore di scacchi, di Ruben Fine, Adelphi (saggio)

2 commenti:

rook ha detto...

Deve essere interessante il libro che suggerisci. Ma sai qualcosa di Capablanca?

Ciao
P.s. Comunque era un grande!

Roberta ha detto...

E' la vicenda raccontata ad essere bella! E Stassi la sa ben raccontare. Su Capablanca non è stato scritto granché in passato, ma ci sono filmati originali su internet, anche delle televisioni sovietiche. Sugli scacchi, ad esclusione dei manuali di gioco e strategia, sono usciti recentemente altri libri molto interessanti, che aggiungo ora come "bibliografia" in calce al post.