sabato 24 luglio 2021

PILLOLA n. 5: HRABAL il cèco voyeur

"Io in fondo sono un po' un voyeur. io semplicemente osservo, e rimango sempre sbalordito da ciò che vedo".


Il pensiero va a Georges Perec, a Sait Faik Abasiyanik, ma forse uno sguardo attento e una sensibilità all'osservazione sono qualità imprescindibili per chi scrive.

E Bohumil Hrabal, autore cèco di questa pillola tratta da Io e i miei gatti (tradotto da Giuseppe Dierma per Guanda) non può che essere un voyeur.

martedì 1 giugno 2021

PILLOLA n. 4

 "Tiene i romanzi poggiati addosso, non bisogna disturbarla. Quando chiude gli occhi, ho l'impressione che si addormentino insieme, carne contro carne, che i libri siano vivi".


La pillola n. 4 riprende le parole di Nina Bouraoui, francese, padre algerino e madre bretone: "Tutti gli uomini aspirano per natura al sapere", pag.44, pubblicato da Edizioni e/o, con la traduzione di Silvia Turato

sabato 8 maggio 2021

PILLOLA n. 3

 "In altre parole, mi ero abituato a vivere nel rispetto della regola anche oggi abbiamo perso. Come un sommozzatore si abitua lentamente alla pressione dell'acqua. Già, anche nella vita a volte capita di vincere, ma molto più spesso si perde. Ed è imparando a perdere, più che a trovare il modo di battere l'avversario, che si acquisisce la vera saggezza."



La pillola n. 3 è scelta da Prima persona singolare di Haruki Murakami, pag. 77, Einaudi 2021

giovedì 6 maggio 2021

PILLOLA n. 2

 "Pensare e misurare significa confrontare, e per confrontare devono esserci delle differenze"


Questa pillola n. 2 è stata scelta da "Una vita su misura" di H.M. van den Brink, pag. 38, pubblicato da Marsilio

#amsterdam #pesiemisure #vandelbrink #unavitasumisura #marsilio




mercoledì 5 maggio 2021

PILLOLA n. 1

 "Ero venuta qui a cercare proprio questo, lo zero originario. Stanca di inventare ogni volta un curriculum, di dover dire e comportarmi come se la vita fosse una narrazione, come se un fil di ferro inchiodato dentro di me mi mantenesse dritta e stabile. La rotta uccide il viaggio..."


Questa pillola n. 1 è tratta da Boulder della catalana Eva Baltasar, pagg. 12-13, pubblicato da Nottetempo

#boulder #evabaltasar #nottetempo #terradelfuoco #islanda #pillola

lunedì 15 febbraio 2021

ANNE-MARIE la Beltà di Yasmina Reza

Era il marzo 2020 quando al Théâtre national La Colline di Parigi andava in scena la prima rappresentazione di "Anne-Marie la Beauté" di Yasmina Reza.


Un delizioso monologo, il primo firmato da Yasmina Reza, con protagonista un'attrice, non più giovane, con qualche acciacco ma con mente lucida e grande verve, che si racconta in una sorta di intervista immaginaria (a volte si rivolge ad una donna, signorina o signora, a volte ad un uomo): la sua passione per il teatro, sbocciata quando è giovanissima e nel villaggio di Saint-Sourd dov'è nata ci sono solo due cose degne di nota, le miniere di carbone e la compagnia teatrale di Prosper Ginot. Poi la carriera sul palcoscenico fra alti e bassi, l'ammirazione per Giselle, attrice di fama con la quale condivide rari palcoscenici e un legame di amicizia non equilibrato ma duraturo. La sua vita familiare, ormai ostaggio di un figlio dal cuore arido e tiranno. I suoi sogni di poter ottenere ancora qualche piccola parte.

Il tutto condito con ironia e malinconia insieme.

Il testo è dedicato ad André Marcon, l'attore che porta in scena "Anne-Marie la Beauté", indossando abiti femminili, come a dire che il teatro non ha genere.


Nel marzo 2020 il pubblico francese ha potuto assistere solo a sei repliche, poi il mondo si è fermato e i teatri sono rimasti chiusi. Le rappresentazioni stanno ora lentamente riprendendosi i loro spazi e la pièce di Yasmina Reza con André Marcon è nei cartelloni di molte stagioni teatrali in Francia e in Svizzera.   

Viva il teatro!

Il testo di Yasmina Reza è pubblicato in francese da Flammarion e in italiano da Adelphi, con la traduzione di Ena Marchi e Donatella Punturo.

martedì 10 novembre 2020

AFRICA: sguardi cinematografici e non solo

Il Festival del cinema africano quest'anno avrebbe dovuto svolgersi con una grande manifestazione per festeggiare i suoi 40 anni. 
La situazione ha imposto di sospendere gli incontri e le celebrazioni, rimandandoli all'anno prossimo, quando si spera saranno possibili feste in grande stile con ospiti stranieri.
Ma il Festival non si è fermato: pur in forma ridotta, pur in streaming (gratuito) dal 6 al 15 novembre si può godere di un pezzo di Africa attraverso l'occhio dei suoi registi: ogni giorno un link permette di collegarsi alla sala virtuale del Festival e di vedere un film.
L'edizione di quest'anno è quindi un'edizione di mezzo, la 39°1/2, rimandando al 2021 il vero compleanno.
Come sempre, Pagina dodici propone una breve bibliografia per accompagnare gli spettatori con qualche libro "africano".  
https://www.cinemafricano.it/