martedì 24 maggio 2016
PREMESSA PER UN ADDIO
Un addio ha bisogno di una premessa?
Se così fosse, all'addio basterebbe una premessa?
L'addio da de se stessi, da altri o da altro?
In una geografia con coordinate precise, lo smarrirsi e il ritrovarsi.
Il romanzo di Gian Luca Favetto Premessa per un addio, edito da NN, è la risposta.
Premessa per un addio è una mappa personale. Quella di Tommaso, il protagonista, e quella un po' di ciascuno di noi.
Se così fosse, all'addio basterebbe una premessa?
L'addio da de se stessi, da altri o da altro?
In una geografia con coordinate precise, lo smarrirsi e il ritrovarsi.
Il romanzo di Gian Luca Favetto Premessa per un addio, edito da NN, è la risposta.
Premessa per un addio è una mappa personale. Quella di Tommaso, il protagonista, e quella un po' di ciascuno di noi.
mercoledì 11 maggio 2016
STEFANO BENNI e EDGAR ALLAN POE
Reduce da un tour in Austria, che l'ha visto proporre con grandissimo successo il suo reading L'abisso non ha comodi gradini a Vienna e Salisburgo, Stefano Benni la sera del 9 maggio è salito sul palco del Teatro Filarmonico per incontrare il pubblico veronese.
Per la data conclusiva della rassegna invernale di Idem, il poliedrico Benni ha interpretato tre racconti tratti dalla sua ultima raccolta Cari mostri e dalle antologie di Edgar Allan Poe, cui è dedicato il reading teatrale.
Nelle diverse occasioni in cui ha presentato il suo omaggio a Poe, l'autore bolognese ha offerto agli ascoltatori combinazioni sempre diverse di racconti, scegliendo nella vastissima produzione dello scrittore statunitense, mantenendo pur sempre un filo conduttore: la paura, o le paure, quelle piccole e quelle grandi.
“Diciamo che noi vediamo spesso cose che ci turbano e terrorizzano, e pensiamo che siano nate all'improvviso nella nostra mente... ma non è così... abbiamo paura perché le abbiamo viste prima, le conoscevamo già” (da Cari mostri)
Ad accompagnare ieri sera la suggestiva lettura di L'uomo dei quadri (Benni), Il barile di amontillado (Poe) e Cuore rivelatore (Poe) il violoncello di Riviera Lazeri e il pianoforte di Umberto Petrin.
Il prossimo appuntamento organizzato da Idem è con Francesco de Gregori, che il 3 giugno inaugurerà con il concerto “Amore e furto” il Festival della bellezza, giunto alla sua terza edizione, più ricco che mai.
Roberta Camerlengo
giovedì 24 marzo 2016
CASA DISMAPPA: accoglienza su misura
CASA
DISMAPPA
Immaginate
di essere un turista in visita a Verona. Immaginate che piova, oppure
che ci sia molto caldo, o ancora semplicemente di essere un po'
stanchi e di aver voglia di riposare un po' in un ambiente
accogliente, studiato apposta per voi. Una camera luminosa, un bagno
pulito dove rinfrescarvi e cambiarvi d'abito, una stanza aperta con
un tavolo dove appoggiare il computer per studiare l'itinerario della
visita in santa pace...
Immaginate
di essere su una sedia a rotelle.
Fino
a qualche giorno fa, sareste stati abbandonati a voi stessi e ai
pochi spazi di accoglienza senza barriere.
Da
lunedì 21 marzo, non a caso il primo giorno di primavera, invece
potete contare su Casa Dismappa, un progetto di accoglienza voluto e
ideato da Nicoletta Ferrari, presidente dell'Associazione Dismappa,
che dalla sua sedia a rotelle, ha pensato di aprire il proprio spazio
casa al turista disabile di passaggio a Verona.
Ecco
dunque una casa, ristrutturata e arredata tenendo in considerazione
le esigenze di chi è in carrozzina. Una casa in centro storico (la
collocazione è fondamentale per chi è obbligato alla corrozzina),
resa disponibile da Agec, con il contributo del Comune e di Agsm. Una
casa senza barriere, senza gradini, con il bagno adeguato, gli arredi
alle giuste altezze, gli spazi studiati. Una casa in cui l'ospitalità
è gratuita.
Funzionalità,
gusto estetico e la disponibilità ad ospitare fanno di Casa Dismappa
uno posto unico. Il primo esempio di accoglienza vera nei confronti
di chi si trova su una sedia a rotelle.
Nicoletta
Ferrari, giustamente fiera del suo progetto, si augura non solo che
Casa Dismappa sia la prima di una serie di strutture simili, anche in
altre città, ma addirittura che un giorno le varie Casa Dismappa,
nate sull'esempio di quella in Corso Portoni Borsari, possano
diventare inutili: quello sarà il giorno in cui le città saranno
senza barriere e pure l'ospitalità tradizionale sarà senza
barriere.
Casa
Dismappa si trova in Corso Portoni Borsari 17 e da lunedì 21 marzo
sono aperte le prenotazioni.
http://www.dismappa.it/
martedì 15 marzo 2016
ANTONELLA CILENTO a Pagina dodici
Il primo romanzo di Antonella Cilento che ho letto è stato Neronapoletano. Era in 2004.
Il 18 marzo alle 18,30 sarà ospite di Pagina dodici, per presentare La Madonna dei mandarini (NN editore)
Antonella Cilento, nata a Napoli nel 1970, inizia a scrivere giovanissima per “Il Mattino” di Napoli, con il quale tuttora collabora, dedicandosi pure giovanissima alla narrativa, ottenendo nel 1997 la segnalazione al Premio Calvino per gli esordienti.
I successi letterari si susseguono: nel 1998 è finalista al Premio Calvino, nel 1999 vince il Premio Pier Vittorio Tondelli, e via via di premio in premio arriva fra i finalisti del Premio Strega nel 2014 e nello stesso anno vince il Premio Boccaccio con Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori).
Del 2015 sono Bestiario napoletano, edito da Laterza (dove le categorie umane e animali che abitano Napoli, nel tempo e nello spazio, prendono forma in una girandola di tipologie, dove i riti antichissimi di una città eterna accompagnano il lettore dentro e oltre i tanti luoghi comuni della napoletanità e di quell’umanità speciale che da sempre la abita. ) e La madonna dei mandarini, edito dalla promettente NN editore (un romanzo breve, che racconta il mondo della solidarità e del volontariato, nei suoi aspetti caritatevoli e nei suoi lati oscuri, attraverso personaggi semplici, tragici, sfrontati, ironici).
I suoi libri sono tradotti in inglese, francese, spagnolo, tedesco.
Vanta diverse collaborazioni con numerose testate (L'indice dei libri, Corriere del Mezzogiorno, Corriere della sera, Grazia, Marie Claire, Il Sole 24ore, Il Riformista, Panorama Travel).
Scrive testi teatrali (sceneggiature da testi di A.M. Ortese, Elsa Morante, Ian McEwan, Jean Jenet...) e collabora a programmi di Radio Rai.
Si occupa di scrittura creativa, organizzando incontri, laboratori e corsi. Sull'argomento scrive, con Piedimonte nel 2000 Scrivere. Guida ai mondi della parola scritta.
Dal 1993 il suo progetto LALINEASCRITTA (www.lalineascritta.it) propone corsi di formazione alla scrittura, arricchendosi anche di laboratori on-line.
Da quattro anni ha ideato e organizza STRANE COPPIE, in collaborazione con Institut Français de Naples, Goethe Institut, Instituto Cervantes.
I suoi libri:
Il cielo capovolto (Avagliano 2000)
La lunga notte (Guanda 2002)
Non è il paradiso (Sironi 2003)
Neronapoletano (Guanda 2004)
L'amore quello vero (Guanda 2005)
Napoli, il mare luccica (Laterza 2006)
Isole senza mare (Guanda 2009)
Asino chi legge (Guanda 2010)
La pura della lince (Rogiosi 2012)
Lisario (Mondadori 2014)
Bestiario napoletano (Laterza, 2015)
La Madonna dei mandarini (NN editore 2015)
Il 18 marzo alle 18,30 sarà ospite di Pagina dodici, per presentare La Madonna dei mandarini (NN editore)
Antonella Cilento, nata a Napoli nel 1970, inizia a scrivere giovanissima per “Il Mattino” di Napoli, con il quale tuttora collabora, dedicandosi pure giovanissima alla narrativa, ottenendo nel 1997 la segnalazione al Premio Calvino per gli esordienti.
I successi letterari si susseguono: nel 1998 è finalista al Premio Calvino, nel 1999 vince il Premio Pier Vittorio Tondelli, e via via di premio in premio arriva fra i finalisti del Premio Strega nel 2014 e nello stesso anno vince il Premio Boccaccio con Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori).
Del 2015 sono Bestiario napoletano, edito da Laterza (dove le categorie umane e animali che abitano Napoli, nel tempo e nello spazio, prendono forma in una girandola di tipologie, dove i riti antichissimi di una città eterna accompagnano il lettore dentro e oltre i tanti luoghi comuni della napoletanità e di quell’umanità speciale che da sempre la abita. ) e La madonna dei mandarini, edito dalla promettente NN editore (un romanzo breve, che racconta il mondo della solidarità e del volontariato, nei suoi aspetti caritatevoli e nei suoi lati oscuri, attraverso personaggi semplici, tragici, sfrontati, ironici).
I suoi libri sono tradotti in inglese, francese, spagnolo, tedesco.
Vanta diverse collaborazioni con numerose testate (L'indice dei libri, Corriere del Mezzogiorno, Corriere della sera, Grazia, Marie Claire, Il Sole 24ore, Il Riformista, Panorama Travel).
Scrive testi teatrali (sceneggiature da testi di A.M. Ortese, Elsa Morante, Ian McEwan, Jean Jenet...) e collabora a programmi di Radio Rai.
Si occupa di scrittura creativa, organizzando incontri, laboratori e corsi. Sull'argomento scrive, con Piedimonte nel 2000 Scrivere. Guida ai mondi della parola scritta.
Dal 1993 il suo progetto LALINEASCRITTA (www.lalineascritta.it) propone corsi di formazione alla scrittura, arricchendosi anche di laboratori on-line.
Da quattro anni ha ideato e organizza STRANE COPPIE, in collaborazione con Institut Français de Naples, Goethe Institut, Instituto Cervantes.
I suoi libri:
Il cielo capovolto (Avagliano 2000)
La lunga notte (Guanda 2002)
Non è il paradiso (Sironi 2003)
Neronapoletano (Guanda 2004)
L'amore quello vero (Guanda 2005)
Napoli, il mare luccica (Laterza 2006)
Isole senza mare (Guanda 2009)
Asino chi legge (Guanda 2010)
La pura della lince (Rogiosi 2012)
Lisario (Mondadori 2014)
Bestiario napoletano (Laterza, 2015)
La Madonna dei mandarini (NN editore 2015)
mercoledì 9 marzo 2016
ARE WE HUMAN con LA STRADA COLLETTIVA
All'interno della ricca rassegna ARE WE HUMAN 2015-2016:
LA STRADA COLLETTIVA
di Francesca Proia, Anastasia Mostacci, Adele Cacciagrano.
di Francesca Proia, Anastasia Mostacci, Adele Cacciagrano.
Il Vicolo Editore, collana: “Le Ricordanze”. Introduzione di Hshewa Sinbeauti, Luigi De Angelis. Postfazione di Marisa Zattini. Anno di pubblicazione: maggio 2015
Incontro in compagnia delle autrici e della prof.ssa Chiara Zamboni venerdì 11 marzo alle 18,30 in libreria.
«La strada collettiva è un progetto per il quale ho coinvolto undici artisti, provenienti da ambiti eterogenei, nella formazione di una micro comunità del sogno guidato, per sette giorni. (...) Sono stati predisposti due ambienti. Il primo, dedicato alla sperimentazione del sogno lucido, è stato preparato con una trapunta bianca che copriva l’intera superficie del pavimento. In un cerchio avevo disposto dodici lettini neri, di stoffa imbottita. Ogni lettino aveva un piccolo cuscino nero e uno grande cilindrico. (...) Al centro del cerchio, un giovane ulivo, cui ho attribuito un potere riverberante delle energie che si sarebbero addensate attraverso il lungo sostare insieme in forma di cerchio. Infine un grande cartello con la scritta DO NOT SLEEP. Attiguo a questo spazio, un secondo luogo predisposto per il riposo, il dialogo, la scrittura. Qui la scritta in grande, YOU ARE DREAMING invita a riconsiderare costantemente i confini tra realtà e sogno.» Francesca Proia
Francesca Proia danzatrice, coreografa, autrice. Laureata in Conservazione dei Beni Musicali. Inizia lo studio dello yoga nel 1992. Nel 2000 si diploma insegnante presso EFOA International, dove apprende la metodologia di André Van Lysebeth. Dal 2003 al 2007 è stata danzatrice e assistente alle coreografie per il progetto “Tragedia Endogonidia” di Socìetas Raffaello Sanzio. http://francescaproia.tumblr.com/
Anastasia Mostacci è laureata in filosofia del linguaggio con una ricerca sul corpo nel teatro di Grotowski, seguita da un master nell’ambito della performance, un tirocinio e un lavoro di tesi sul corpo sottile nel lavoro di Francesca Proia.
Adele Cacciagrano è dottore di ricerca in Studi Teatrali e Cinematografici presso Università degli Studi di Bologna. Con Piersandra Di Matteo ha curato per il biennio 2010- 2011 la redazione di “Visioni”, piattaforma critica online legata al Festival Natura Dèi Teatri. Ha ideato e co-curato con Laura Severini la prima edizione del festival Funzione Guerriera (Reggio Emilia, 28 febbraio-2 marzo 2014).https://adelecacciagrano.wordpress.com/
Chiara Zamboni insegna Filosofia del linguaggio all'Università di Verona e collabora con la comunità di filosofia femminile Diotima. Tra le sue ultime pubblicazioni: "Parole non consumate. Donne e uomini nel linguaggio" (Liguori, Napoli 2001), "Pensare in presenza. Conversazioni, luoghi, improvvisazioni" (Liguori, Napoli 2009). Ha inoltre curato: "Maria Zambrano. In fedeltà alla parola vivente" (Alinea ed., Firenze 2002) e "Il cuore sacro della lingua" (Il Poligrafo, Padova 2006).
martedì 16 febbraio 2016
AFRODITE
« ποικιλόθρον' ἀθανάτ' Αφρόδιτα, παῖ Δίος δολόπλοκε, λίσσομαί σε, μή μ' ἄσαισι μηδ' ὀνίαισι δάμνα, πότνια, θῦμον »
« Afrodite, immortale che siedi
sopra il trono intarsiato,
figlia di Zeus, tessitrice di inganni
ti supplico: non domare il mio cuore
con ansie, tormenti, o divina. »
Così Saffo invoca la dea
https://www.facebook.com/events/1002156269857800/
« Afrodite, immortale che siedi
sopra il trono intarsiato,
figlia di Zeus, tessitrice di inganni
ti supplico: non domare il mio cuore
con ansie, tormenti, o divina. »
Così Saffo invoca la dea
https://www.facebook.com/events/1002156269857800/
martedì 9 febbraio 2016
DANILO DOLCI oggi
Ho
incontrato Danilo Dolci per caso, nella libreria di casa, più di
qualche anno fa, fra i libri di mia mamma. Quel libro è rimasto con
me. Il titolo era “Non esiste il silenzio”, in una vecchia edizione Einaudi.
E'
passato del tempo, ma ancora adesso gli scritti di Danilo Dolci mi
sembrano di una potenza e un'attualità straordinarie.
La
sua storia inizia negli anni '20 (Danilo nasce nel 1924 s Sesana, in
territorio allora triestino), come quella di Loris Malaguzzi, di
Gianni Rodari, di Mario Lodi, di don Lorenzo Milani, di Bruno Ciari,
di rocco Scodellaro, di Alberto Manzi.
Si
incrocia con quella di Piero Calamandrei, Aldo Capitini, Maria
Montessori, Carlo Levi, Norberto Bobbio.
Sono
nomi importanti, allora come adesso. Fanno parte del tessuto
culturale italiano (e non solo). Le loro idee riguardano noi e il
nostro quotidiano, ci hanno fatto crescere e faranno crescere le
generazioni future. Sono principi indiscutibili della società
civile, perchè parlano di educazione, cultura, non violenza,
partecipazione, progettualità, cambiamento, lavoro, rispetto.
Parlano di sprechi e di investimenti sul patrimonio umano.
Parlano
di vivere in un contesto di relazione e pace.
A
raccontare la storia di Danilo Dolci sono oggi sono Alessio Surian,
Diego Di Masi, Emiliano e Lorenzo Martino. Lo fanno nel graphic novel
Danilo Dolci. Verso un mondo nuovo, mediterraneo (Beccogiallo
edizioni). La forma grafica è un esperimento stupendamente riuscito:
le tappe della vita di Dolci, il suo coinvolgimento in un grande
progetto corale per lo sviluppo della società tradotti in questa
nuova veste diventano così appetibili anche ai lettori più giovani.
A
trent'anni dalla prima trasmissione di Radio Partinico libera, la
radio della nuova resistenza da cui ha trasmesso nel marzo 1970 “ai
siciliani, agli italiani, agli uomini di tutto il mondo”, le parole
di Danilo Dolci si possono ancora sentire vicine e mettere in
pratica.
Il libro viene presentato con gli autori venerdì 12 febbraio alle 18,30 in libreria.
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