sabato 5 maggio 2012

BIMBA LANDMANN E IL SUO MONDO


Il mondo di Bimba.
Situata in uno scorcio silenzioso di Verona, entro il perimetro di una corte medievale, la libreria Pagina Dodici ospita, dal 5 al 19 maggio, le magiche figure di Bimba Landmann, l’illustratrice milanese nel cui nome risuonano origini lettoni e ebraiche. Un rettangolo, quello di corte Sgarzerie, felicemente intonato con le antiche suggestioni che regalano le matite e le tempere dell’artista, perché è facile riconoscere, nel mondo poetico di Bimba, l’amore per la purezza della pittura medievale italiana: non è un caso se il primo successo internazionale lo colse nel 1998 con Un bambino di nome Giotto, un albo le cui illustrazioni stupirono per la loro dorata semplicità.Le tavole di Bimba, però, rivelano nello stesso tempo la presenza di un’altra fonte di ispirazione creativa: quella che ci riporta alla scuola di Štěpán Zavřel, l’artista boemo che più di ogni altro, forse, ha saputo imprimere alla storia dell’illustrazione italiana uno slancio vitale e innovatore. E se è vero che le immagini della fantasia di Zavřel rimandano a loro volta alla leggerezza pittorica di Marc Chagall, il filo fiabesco di Sarmede ci riporta infine a quell’ebraismo russo che riluce nelle atmosfere oniriche e nelle sobrie malinconie dei disegni di Bimba, che al pittore volante dedicò un altro memorabile libro, Come sono diventato Marc Chagall, illustrato con una raffinata tecnica mista di collage e pittura. La mostra di Verona propone tavole originali, dipinte a tempera, insieme a disegni a matita di libera creazione, alcuni dei quali hanno le dimensioni di una miniatura: francobolli quadrati che richiamano alla memoria la storia del nonno Julka Landmans, il noto filatelico lettone che per primo aprì un negozio di francobolli in centro a Milano, e che fu tra i pochi a fare ritorno da Auschwitz.Tra le opere esposte, anche alcune tavole appartenenti all’ultimo lavoro pubblicato, Raffaello, il pittore della dolcezza, su testi di Nicola Cinquetti, un viaggio nella vita del maestro rinascimentale a partire dai giorni azzurri della sua fanciullezza. Accomunati dallo stesso incantato stupore, gli angeli, le colombe, i musicanti, i bambini e le città invisibili che popolano le illustrazioni di Bimba narrano di un mondo interiore pervaso di una delicata nostalgia, che trova espressione grafica e pittorica grazie a una mano d’artista ricca di finezza femminile.

Il mondo di Bimba
Illustrazioni e disegni di Bimba Landmann
5 - 19 maggio 2012
Libreria Pagina DodiciCorte Sgarzerie 6/A - Verona, centro storico

BIMBA LANDMANN vive e lavora a Milano. Dal 1988 si occupa di illustrazione riscuotendo grande successo anche all’estero, dove i suoi libri sono stati tradotti in più di venti lingue. I suoi lavori sono stati esposti alla National Gallery di Londra, all’Itabashi Art Museum di Tokio e in numerose città in Inghilterra, Francia, Finlandia, Germania, Svizzera, Turchia, Giappone, Stati Uniti, Italia, e sono presenti nella collezione permanente del Chihiro Art Museum in Giappone.Con i suoi lavori sono stati inoltre realizzati documentari per la televisione, cd-rom, spettacoli teatrali e diversi laboratori nelle scuole, dove i suoi libri sono stati inseriti nel programma didattico. Organizza anche laboratori per bambini all’interno delle scuole, nei musei e nelle biblioteche, e laboratori di pittura all’interno del carcere. Realizza murales, quadri e incisioni.
BIBLIOGRAFIA- Miriam sucht Weihnachten, Edizioni Patmos, Dusseldorf 1994.- Il Viaggio di Abar e Babir, di Chiara Lossani, Edizioni Arka, Milano, 1995.- Viaggio nella notte blu, di Bimba Landmann, Edizioni Arka, Milano 1997. Tradotto in francese e coreano.- Un bambino di nome Giotto, di Paolo Guarnieri, Edizioni Arka, Milano 1998. Tradotto in giapponese, portoghese, inglese (distribuito in America, Inghilterra e Canada), ceco, ladino, friulano, messicano, finlandese, tedesco (distribuito in Germania e Svizzera), danese, francese, (distribuito in Francia, Belgio, Svizzera Francese e Quebec), cinese, castigliano, catalano, coreano.- Quel genio di Leonardo, di Guido Visconti, Edizioni Arka, Milano, 2000. Tradotto in francese (distribuito in Francia, Belgio, Svizzera Francese e Quebec), giapponese, messicano, portoghese, danese, cinese, coreano, brasiliano, castigliano e inglese (distribuito in America, Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda).- L’unicorno dal corno d’oro, di Sylvaine Nahas, Edizioni Arka, Milano 2001. Tradotto in coreano, greco, finlandese, inglese.- Chiara e Francesco, di Guido Visconti, Edizioni Arka, Milano, 2003. Tradotto in tedesco, portoghese, norvegese, castigliano, catalano, olandese, francese (distribuito in Francia, Belgio, Svizzera Francese), inglese (distribuito in USA, Inghilterra, Canada), brasiliano, finlandese.- Il guerriero e il saggio, Edizioni Carthusia, Milano 2005. - Come sono diventato Marc Chagall, di Bimba Landmann, Edizioni Arka, Milano, 2005. Tradotto in portoghese, francese, giapponese, inglese (distribuito in USA, Inghilterra).- L’incredibile viaggio di Ulisse, di Bimba Landmann, Edizioni Arka, Milano, 2007. Tradotto in portoghese, francese, spagnolo, giapponese.- Aforismi di Alberto Casiraghy, Edizioni Pulcino Elefante, 2006. - Aforismi di Cesare Vergati, Edizioni Pulcino Elefante, 2006.- Ragazzo a pendolo, romanzo di Cesare Vergati, Edizione ExCogita, Milano 2007.- Faust o l’inconverso, romanzo di Cesare Vergati, Edizione ExCogita, Milano 2009.- Il destino di Achille, di Bimba Landmann, Edizioni Arka, Milano. 2009. Tradotto in portoghese e romeno.- Maria e Giuseppe, di Nicola Cinquetti, Edizioni Arka, Milano. 2010. - Solo per Oggi, di Papa Giovanni XXIII, Edizioni San Paolo, Milano 2011.- Per voce di donna, di Marina Marcolini, Edizioni San Paolo, Milano 2011.- Raffaello il pittore della dolcezza, di Nicola Cinquetti, Edizioni Arka, Milano 2012.
PREMI E RICONOSCIMENTI1996 - Menzione speciale al “Premio Castello” di Verona con il libro Abar e Babir.1997 - 1° “Premio Nazionale Val Vibrata Città di Martinsicuro” con il libro Viaggio nella notte blu.1998 - Menzione al Premio “Espace Infants” con il libro Un bambino di nome Giotto.1999 - 1° Premio “Il Paese di Giotto Bambino” a Vicchio (FI) con il libro Un bambino di nome Giotto.1999 - Menzione al Premio “The White Ravens” con il libro Un bambino di nome Giotto.1999 - Menzione nella Lista d’onore al Premio Europeo di Letteratura Giovanile “Pier Paolo Vergerio” di Padova con il libro Viaggio nella notte blu.2000 - Premio “Miglior album dell’anno” a Taiwan con il libro Quel genio di Leonardo. 2000 - Selezione del “National Council for the Social Studies” e del “Children’s Book Council” come “Notable Social Studies Trade Book for young People 2000” per Un bambino di nome Giotto.2001 - 1° Premio “Japan Picture Book Award” con il libro Un bambino di nome Giotto.2001 - Menzione al Premio “The White Ravens” del Giappone con il libro Quel genio di Leonardo. 2006 - Menzione “The Sydney Taylor Honor Award winners” da “Ajl, the Association of Jewish Libraries” con il libro Come sono diventato Marc Chagall.ESPOSIZIONI1995 - “Le immagini della fantasia”, Palazzo Municipale, Sarmede (TV).1996 - “Le immagini della fantasia”, Palazzo Municipale, Sarmede (TV). Mìmar Sìnan Ùniversitesi, Istambul. Kunst Haus, Vienna. Arengario, Monza (Milano). Casa dei Carraresi, Treviso. “Fiabesca” Cinema Teatro Boiardo Scandiano. “Libriamoci” Palazzo Ricci, Macerata. “Immaginario” Sala Leonardo, Venezia. Fiera degli Illustratori, Bologna. Itabashi Art Museum, Tokio. 1997 - Biennale d’Illustrazione Bratislava, Bratislava. Grad Fuzine, Lubiana. Arengario, Monza (Milano). Galerija Mak, Sarajevo. “Le immagini della fantasia”, Palazzo Municipale, Sarmede (TV). “Fiabesca”, Cinema Teatro Boiardo, Scandiano (RE).1998 - Casa dei Carraresi, Treviso. Castelgrande, Bellinzona. Chiostro delle Clarisse, Napoli. Palazzo Crepadona, Belluno. Sala Foglia, Giffoni. Neue Aula der Folkwang-Hochshule, Essen. “Le immagini della fantasia” Galleria Civica, Monza.1999 - Biennale d’Illustrazione Bratislava, Bratislava. “Fiabesca” Cinema Teatro Boiardo, Scandiano (RE). “Un bambino di nome Giotto” Mulino Colombo, Monza (MI).2000 - “Le matite italiane” Fiera di Bologna, Bologna. “Fiabe e immagini” Chiostro di Farfa, (RI). “La città invisibile”, Biblioteca Comunale Passerini Landi, Piacenza. “Fiabesca”, Cinema Teatro Boiardo, Scandiano (RE). “Fiabesca”, Biblioteca di Carmignano, Carmignano di Brenta (PD). 2001 - “The Italy picture book”, Daimaru Museum and Umeda, Japan. 2002 - “The Italy picture book”, Kakogawa Cultural Centre, Japan.2004 - “I colori del Sacro”, Museo Diocesano, Padova. Le immagini della fantasia”, Palazzo Municipale, Sarmede (TV)2005 - “I colori del Sacro”, Museo Diocesano, Padova. “Sirenette di carta e soldatini di inchiostro” Roma. Palazzo Pubblico Magazzini del Sale, Siena. Arengario, Monza. Sala Ciani, Lugano.2006 - “Farfaville”, Palazzo Foppoli, Tirano (SO), Foggia e Vigevano. 2007 - Mediatheque Croix-Rouge, Cormontroeuil Reims. «Poika nimelta Giotto», Annantalo Ars Centre, Helsinki. “I colori del Sacro”, Museo Diocesano, Padova. “Le immagini della fantasia”, Palazzo Municipale, Sarmede (TV). Salao do Livro, Belo Horizonte.2008 - “I colori del Sacro”, Museo Diocesano, Padova. “Fuochetto, fuochino…fuoco!” Castello dei ragazzi, Riccione. Le immagini della fantasia”, Sarmede (TV). Galleria Spazio Prospettive, Milano. 2009 - “L’incredibile viaggio di Ulisse” Libreria Paoline, Milano. “Le immagini della fantasia”, Palazzo Municipale, Sarmede (TV).

Ho cominciato a disegnare da bambina, e disegnare era la cosa che preferivo al mondo. Mi andava bene perfino ammalarmi, pur di rimanere a casa nel mio letto con un’asse di legno appoggiata sulle gambe e fogli e colori e tempo a non finire. Ora penso che sia stato il mio rifugio, da sempre, una specie di bosco personale dove nascondermi quando nel mondo le cose si facevano troppo complicate e difficili.Mi capitava di andare spesso a visitare i musei, soprattutto a Firenze, dove avevo uno zio. Ricordo perfettamente le emozioni nel vedere certe pitture, ricordo che acquistavo le cartoline dei quadri e poi, a casa, non finivo mai di guardarle e di ricopiarle. E ricordo anche i colorifici, nei quali trascinavo mio padre per comperare un carboncino, un blocco da disegno…Dopo la terza media ho deciso di non studiare più e sono andata a lavorare da mio padre, che vendeva i francobolli. Ma in quell’ufficio ero triste. Ho cercato per due anni che cosa fare, tentando varie strade: corsi di inglese, di tedesco e perfino di oreficeria, finché un’amica di mio padre, che faceva la pittrice, mi ha detto: vieni nel mio studio a imparare. Lei mi ha spronata tanto e mi ha dato il coraggio di ricominciare a studiare: volevo fare il liceo artistico, ma ormai avevo 16 anni e mi vergognavo ad andare al liceo con i ragazzi di 14, così mi sono iscritta a un liceo privato e ho fatto un biennio. Poi un altro. E in tre anni ho finito tutto. Mi sono iscritta all’Accademia di Belle Arti di Brera, e la sera frequentavo invece un corso di illustrazione al Castello Sforzesco. Luciano Fabro, il mio maestro all’Accademia, mi ha insegnato l’amore per l’Arte. E mi ha insegnato a guardare. Gli devo moltissimo. A quell’epoca studiavo Marcel Duchamp, l’arte contemporanea, ma anche i classici, visti però attraverso l’ampio sguardo del mio maestro, che mi faceva scoprire tutte le profondità dell’arte. Mentre frequentavo queste due scuole, avevo già chiaro in mente che cosa avrei voluto fare: diventare illustratrice e fare libri per bambini. Così ho preparato tanto lavoro e ho cominciato a proporlo agli editori. Andavo alla fiera del libro di Bologna. È lì che ho incontrato Stepan Zavrel, l’altro mio grandissimo maestro. Posso dire che lui mi ha completamente cambiato la vita. Non è stato solo un maestro di illustrazione, ma un maestro di vita. Nella sua casa nel bosco di Rugolo, nei pressi di Sarmede, ho incontrato tanti altri illustratori come me, con i quali sono ancora legata. Devo dire grazie a Stepan se nei momenti difficili, di crisi con il lavoro, ho trovato la forza per andare avanti, perché lui ha sempre creduto tanto in me. Per anni, però, non sono riuscita a trovare un editore per i miei disegni. Tutti mi dicevano: bellissimi, ma non pubblicabili. Troppo difficili. Troppo raffinati. Troppo poco commerciali. Intanto facevo altri lavori: in un laboratorio di vetri, e perfino le pulizie in un condominio. Finché ho incontrato Ginevra delle Edizioni Arka. Con lei i miei libri sono stati venduti e tradotti in oltre venti lingue.Bimba Landmann

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