<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045</id><updated>2012-02-04T11:35:16.591Z</updated><category term='Giappone'/><category term='maschera'/><category term='omosessuale'/><title type='text'>qui a pagina dodici</title><subtitle type='html'>eventi in libreria, incontri, suggerimenti di lettura: 
libreria pagina dodici - corte sgarzerie, 6/a (centro storico) 37121 verona vr</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>191</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-740552668628654167</id><published>2011-11-21T16:03:00.004Z</published><updated>2011-12-06T17:24:41.993Z</updated><title type='text'>I LIBRI DI NOVEMBRE</title><content type='html'>Che cosa leggere, quando il freddo arriva?&lt;br /&gt;Breve menu di letture appetitose (non in ordine di portata, anche se prima o poi le proporrò dall'aperitivo al dessert):&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Nero è bello&lt;/span&gt;, di Fuad Aziz (Acco editore): breve albo illustrato dall'artista curdo iracheno.&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Quando l'automobile uccise la cavalleria&lt;/span&gt;, di Giorgio Caponetti (Marcos y Marcos): grande esordio nella narrativa italiana, una scrittura meditata e incalzante come la corsa dei cavalli, protagonisti del romanzo accanto alle prime automibili (Fiat).&lt;br /&gt;- Defining Contemporary Art, Aa.Vv. (Phaidon):otto curatori internazionali per raccontare l'arte contemporanea attraverso 200 opere fondamentali che hanno orientato l'arte nella nostra epoca.&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L'espulsione di Gerta Schnirch&lt;/span&gt;, di Katerina Tuckova (Nikita): delle quattro novità pubblicate da Nikita, coraggioso editore che propone letteratura dell'Est, scelgo questo romanzo storico sul conflitto fra cechi e tedeschi durante la Seconda Guerra mondiale. A scriverlo, una donna, giovane, attenta, che ricostruisce la vicenda sia su ricerche storiche che su testimonianze.&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il vizio di parlare a me stessa&lt;/span&gt;, di Goliarda Sapienza (Einaudi): dai taccuini di Goliarda Sapienza, riflessioni sulla vita, sulla scrittura, sulla famiglia, con delicatezza, rabbia, poesia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-740552668628654167?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/740552668628654167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=740552668628654167&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/740552668628654167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/740552668628654167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/11/i-libri-di-novembre.html' title='I LIBRI DI NOVEMBRE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-469591544696296189</id><published>2011-11-08T17:12:00.002Z</published><updated>2011-11-08T18:22:15.218Z</updated><title type='text'>RAZZE E RAZZISMI</title><content type='html'>Sensibile all'argomento, trasmetto il comunicato di un'iniziativa che nasce con grandi presupposti e importanti contenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Società Letteraria di Verona e la Società Italiana di Psichiatria Democratica invitano alla prima edizione delle Giornate della Diversità, presso la sala Montanari della Società Letteraria nei giorni 11 e 12 Novembre 2011. L’iniziativa culturale è rivolta a tutta la cittadinanza e ha lo scopo di aprire uno spazio pubblico di discussione su un argomento che ha segnato profondamente l’evoluzione del pensiero moderno. Il tema della diversità investe la vita delle persone e delle società in ogni ambito ed è dunque fondamentale avviare un dibattito che promuova comportamenti pubblici informati, consapevoli e solidali. Questa prima edizione è dedicata al tema del razzismo, argomento che gli organizzatori ritengono prioritario per l’attuale incremento di leggi, normative, atteggiamenti pubblici e privati orientati in senso xenofobo. Il tema del razzismo verrà affrontato da studiosi di discipline biologiche, sociali, filosofiche e psicologiche. Interverranno tra gli altri i genetisti Guido Barbujani e Marcello Buiatti, nonché il filosofo Andrea Tagliapietra..&lt;br /&gt;L’iniziativa è collegata al Festival del Cinema Africano, promosso dal Centro missionario diocesano, Nigrizia multimedia e Progetto Mondo Mlal,  in calendario dal 10 al 21 Novembre, e si avvale del sostegno delle cooperative sociali Panta Rei e Azalea, da Cestim, Fondazione Nigrizia, Arci e Cooperativa Albergatori Veronesi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-469591544696296189?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/469591544696296189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=469591544696296189&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/469591544696296189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/469591544696296189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/11/razze-e-razzismi.html' title='RAZZE E RAZZISMI'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-791864182096433928</id><published>2011-11-01T16:29:00.004Z</published><updated>2011-11-01T17:32:51.097Z</updated><title type='text'>FEDERICO CAPRILLI : I CAVALLI, LA STORIA, LA PASSIONE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-AcUoA2jEPGQ/TrAnRlCsfhI/AAAAAAAAALU/sUWkKvJQ_jY/s1600/Caprilli.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 295px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-AcUoA2jEPGQ/TrAnRlCsfhI/AAAAAAAAALU/sUWkKvJQ_jY/s400/Caprilli.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670075113814130194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si cerca "Caprilli" in internet, si trovano tante indicazioni: la doma gentile, il Sistema naturale di equitazione da lui ideato, una voce di Wikipedia, un ippodromo (quello di Livorno), aziende varie, riviste di equitazione, un museo, vie a lui intitolate... Non si trova ancora il romanzo di Giorgio Caponetti, ora in uscita per Marcos y Marcos, &lt;em&gt;Quando l'automobile uccise la cavalleria&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Con Caponetti sono entrata in un mondo che mi era ancora in parte ignoto: di equitazione non so granché. Con Caponetti mi sono ritrovata a fine Ottocento, in sella ad un cavallo, al trotto o al galoppo nelle campagne di mezza Italia.&lt;br /&gt;Caponetti narra una storia, che sia vera in toto o solo in parte, poco importa. Per come racconta i fatti, dalla prima all'ultima pagina, tiene desta l'attenzione, affascinando il lettore con storie di cavalleria (vere), di nobiltà (pure vere), di amori (forse veri, forse no), di amicizie, e della più grande industria italiana di automobili (la Fiat). Proprio sulla Fiat, su come viene l'idea di pensare una macchina mobile in senso moderno, sulle persone coinvolte, sugli investimenti e sulla struttura aziendale, Caponetti insinua una serie di dubbi: una nota gialla prende spazio fra le pagine e segna indelebilmente la vita dei personaggi e forse la vita dell'Italia tutta. Il passaggio da cavallo e carrozza all'automobile, fra euforia e perplessità, nasconde pure qualcosa di torbido.&lt;br /&gt;Pagina dopo pagina, la storia si dipana senza quasi che il lettore si accorga degli anni che passano. E quando ormai si accorge che le pagine che mancano alla fine sono poche... è troppo tardi: si avrebbe voglia che la storia continuasse, che Caponetti la facesse durare ancora. Ce la si prende anche un po' con lui, proprio perchè smette di raccontare. Giorgio Caponetti conosce i cavalli, conosce la storia e, soprattutto, la sa scrivere dosando serietà ed ironia, ambienti di "lavoro" e scene familiari, tradimenti e amicizie profonde.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quando l'automobile uccise la cavalleria &lt;/em&gt;viene presentato dall'autore alla libreria Pagina dodici venerdì 4 novembre alle 17,00.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-791864182096433928?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/791864182096433928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=791864182096433928&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/791864182096433928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/791864182096433928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/11/federigo-caprilli-i-cavalli-la-storia.html' title='FEDERICO CAPRILLI : I CAVALLI, LA STORIA, LA PASSIONE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-AcUoA2jEPGQ/TrAnRlCsfhI/AAAAAAAAALU/sUWkKvJQ_jY/s72-c/Caprilli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-2633832674860162279</id><published>2011-10-21T19:02:00.002Z</published><updated>2011-10-21T19:11:30.939Z</updated><title type='text'>ANDREA ZANZOTTO DA UN ALTRO PAESAGGIO</title><content type='html'>Là sovente nell'alba&lt;br /&gt;dall'inferno mi destava&lt;br /&gt;il rombo lieve e il tremito&lt;br /&gt;degli azzurri vulcani.&lt;br /&gt;Tra i monti specchi eccelsi del primordio&lt;br /&gt;impigliava le gracili corna&lt;br /&gt;il cervo nato dalla neve;&lt;br /&gt;pullulavi alle finestre&lt;br /&gt;lava di primavera,&lt;br /&gt;vivente a me scendevi fra le spire&lt;br /&gt;degli evi deformi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O golfo della terra&lt;br /&gt;a me noto per sempre,&lt;br /&gt;dalle cui pighe antiche&lt;br /&gt;spogli d'ombre balzano eventi;&lt;br /&gt;freddo rifugio cui gl'insoliti&lt;br /&gt;fiumi cingono il grembo,&lt;br /&gt;i tuoi sparsi elementi sono&lt;br /&gt;la mia solitaria gloria&lt;br /&gt;i raggi del tuo sole&lt;br /&gt;non maturano che neve.&lt;br /&gt;Ma ancora negli abissi&lt;br /&gt;tuoi cercarti m'è caro,&lt;br /&gt;in ogni tua forma giaccio sepolto,&lt;br /&gt;del mio sangue ogni tua fonte esulta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu clemente ricorderai le immagini&lt;br /&gt;della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Là sovente nell'alba&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;Dietro il paesaggio&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Tutte le poesie&lt;/em&gt;, Andrea Zanzotto, a cura di stefano Dal Bianco, Mondadori 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-2633832674860162279?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/2633832674860162279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=2633832674860162279&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2633832674860162279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2633832674860162279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/10/andrea-zanzotto-da-un-altro-paesaggio.html' title='ANDREA ZANZOTTO DA UN ALTRO PAESAGGIO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5421246834563942606</id><published>2011-10-20T11:27:00.003Z</published><updated>2011-10-20T11:43:31.732Z</updated><title type='text'>CAPITALISMO TOSSICO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-OxZlEQcNikQ/TqAHbKHE1VI/AAAAAAAAALI/q_Mn5n1BCTQ/s1600/capitalismo%2Btossico.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 274px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-OxZlEQcNikQ/TqAHbKHE1VI/AAAAAAAAALI/q_Mn5n1BCTQ/s400/capitalismo%2Btossico.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665536494383977810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Capitalismo, crisi economica, crisi del sistema capitalistico.&lt;br /&gt;Oggi Marco Bertorello, autore di Capitalismo tossico insieme a Danilo Corradi, propone una "ristrutturazione" per reinventare o meglio inventare un sistema nuovo.&lt;br /&gt;Scrive a questo proposito, Vladimiro Giacché su Liberazione il 21/07/2011, recensendo il libro edito da Alegre: &lt;em&gt;Il problema è che a questa crisi, che ha posto in luce con straordinaria chiarezza l'incapacità di autoregolazione del capitalismo, non ha corrisposto un riequilibrio dei poteri dal privato verso il pubblico: lo Stato ha accettato di fare il maggiordomo. È stata così possibile quella che Slavoj Zizek chiama "la spoliticizzazione della crisi": le scelte di violenta ristrutturazione delle imprese, e adesso di drastica riduzione dei servizi offerti dallo Stato, vengono così presentate non come scelte di classe, ma come risposte tecniche e necessarie. Ma è proprio questo assunto che deve essere rovesciato praticamente. In che modo? Facendo emergere "nuove rigidità con cui quelle dominanti dovranno fare i conti", ricostruendo un pensiero e una volontà popolare radicalmente antagonistici. È un compito difficile. Ma - come ci ricorda Riccardo Bellofiore nella preziosa postfazione che chiude il volume - "o la sinistra recupera il senso dell'utopia, il senso della possibilità contro il senso della realtà, o è un morto che cammina".&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5421246834563942606?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5421246834563942606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5421246834563942606&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5421246834563942606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5421246834563942606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/10/capitalismo-crisi-economica-crisi-del.html' title='CAPITALISMO TOSSICO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-OxZlEQcNikQ/TqAHbKHE1VI/AAAAAAAAALI/q_Mn5n1BCTQ/s72-c/capitalismo%2Btossico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1465552014115305236</id><published>2011-10-13T09:12:00.006Z</published><updated>2011-10-21T19:01:09.506Z</updated><title type='text'>OTTOBRE FRA I LIBRI</title><content type='html'>Brevi suggerimenti di lettura per il mese di ottobre.&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;I piatti più piccanti della cucina tatara &lt;/em&gt;di Alina Bronsky (edizioni E/O): irriverente ed esilarante storia che ha origine in Russia e arriva in Germania (come la'utrice) e che vede protagoniste tre generazioni, tre donne della stessa famiglia.&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Concerto per alberi &lt;/em&gt;di Laetitia Devernay (Terre di mezzo): un albo illustrato, che si piega come una fisarmonica e lascia uscire dalle pagine la sinfonia degli alberi.&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;I funeracconti &lt;/em&gt;di Benedetta Palmieri (edizioni Feltrinelli): dieci racconti che iniziano quando tutto finisce, che mescolano la vita e la morte puntando l'attenzione su personaggi e situazioni tipicamente "da funerale".&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;La furia di Banshee&lt;/em&gt;, di Jean-François Chabas con illustrazioni di David Sala: un albo illustrato, pubblicato da Gallucci, in cui la fata protagonista si infuria e fa scatenare burrasche, uragani, tempeste.&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Saluti cosmopoliti &lt;/em&gt;di Allen Ginsberg (Il Saggiatore): torna in libreria dopo quindici anni dall'edizione originale (Il Saggiatore 1996) di &lt;em&gt;Cosmopolitan Greetings. Poems 1986-1992&lt;/em&gt;, l'ultima raccolta pubblicata in vita, che valse a Ginsberg la candidatura al Pulitzer. Bellissima la veste grafica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1465552014115305236?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1465552014115305236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1465552014115305236&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1465552014115305236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1465552014115305236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/10/brevi-suggerimenti-di-lettura-per-il.html' title='OTTOBRE FRA I LIBRI'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-7342277206093159072</id><published>2011-10-07T11:15:00.004Z</published><updated>2011-10-07T11:47:46.879Z</updated><title type='text'>IL DIVINO ENTUSIASMO DEI POETI... OGGI</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Qty4vH7Cgdc/To7m1ulngBI/AAAAAAAAALA/dG0EJkcj3yc/s1600/locandina%2Bnavidad%2BBruni%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Qty4vH7Cgdc/To7m1ulngBI/AAAAAAAAALA/dG0EJkcj3yc/s400/locandina%2Bnavidad%2BBruni%2B2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660715592364556306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'uomo si è interrogato fin dalla più remota antichità sul mistero della creazione poetica. Da dove proviene quella scintilla da cui nasce la poesia? Cosa accade nella mente di chi concepisce versi? L'ispirazione rappresenta tutt'oggi un enigma che è ben lontano dall'essere risolto. Nella cultura occidentale la configurazione più diffusa e canonica dell'ispirazione poetica è affidata alla parola greca &lt;em&gt;enthousiasmòs&lt;/em&gt;, che indica letteralmente la condizione di chi è posseduto da un dio...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così Raoul Bruni, autore del prezioso volumetto &lt;em&gt;Il divino entusiasmo dei poeti &lt;/em&gt; (edito da Aragno), si esprime nella premessa di questo appassionante saggio che vuole &lt;em&gt;ripercorrere la storia millenaria dell'entusiasmo poetico da Democrito a Platone fino alla cultura contemporanea, con un'attenzione particolare all'ambito della letteratura italiana&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-7342277206093159072?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/7342277206093159072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=7342277206093159072&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7342277206093159072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7342277206093159072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/10/il-divino-entusiasmo-dei-poeti-oggi.html' title='IL DIVINO ENTUSIASMO DEI POETI... OGGI'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Qty4vH7Cgdc/To7m1ulngBI/AAAAAAAAALA/dG0EJkcj3yc/s72-c/locandina%2Bnavidad%2BBruni%2B2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3993776983055033553</id><published>2011-09-25T14:45:00.003Z</published><updated>2011-09-25T15:33:42.003Z</updated><title type='text'>COMPLEANNO TRA LE NUVOLE...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-n99DHBbfKCM/Tn8-0YbfXoI/AAAAAAAAAK4/Lug2VLydKlU/s1600/coniglio%2Bcompleanno%2B2011.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-n99DHBbfKCM/Tn8-0YbfXoI/AAAAAAAAAK4/Lug2VLydKlU/s400/coniglio%2Bcompleanno%2B2011.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656308726632504962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Oggi vieni un attimo quassù? E' bello, sai?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una sua illustrazione mi arrivano gli auguri di Stefania Vianello: grazie!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3993776983055033553?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3993776983055033553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3993776983055033553&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3993776983055033553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3993776983055033553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/09/compleanno-tra-le-nuvole.html' title='COMPLEANNO TRA LE NUVOLE...'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-n99DHBbfKCM/Tn8-0YbfXoI/AAAAAAAAAK4/Lug2VLydKlU/s72-c/coniglio%2Bcompleanno%2B2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1973662781247249039</id><published>2011-09-16T14:56:00.004Z</published><updated>2011-09-25T15:36:36.293Z</updated><title type='text'>VOCE DEL VENTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-sutuXu5ji8o/TnNjzLwvQpI/AAAAAAAAAKw/flV9bp3Hafs/s1600/Locandina%2Bluca.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 282px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-sutuXu5ji8o/TnNjzLwvQpI/AAAAAAAAAKw/flV9bp3Hafs/s400/Locandina%2Bluca.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5652971688261796498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1973662781247249039?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1973662781247249039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1973662781247249039&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1973662781247249039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1973662781247249039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/09/blog-post.html' title='VOCE DEL VENTO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-sutuXu5ji8o/TnNjzLwvQpI/AAAAAAAAAKw/flV9bp3Hafs/s72-c/Locandina%2Bluca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-6342072943259175075</id><published>2011-09-12T16:29:00.005Z</published><updated>2011-09-30T16:58:43.406Z</updated><title type='text'>RACCONTI D'AUTUNNO</title><content type='html'>RACCONTI D’AUTUNNO. Tra poesia, critica e romanzo&lt;br /&gt;Una Rassegna letteraria a cura di Massimo Natale, Luca Bragaja e Roberta Camerlengo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo il programma degli incontri:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;16 settembre, ore 18&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;LUCA BRAGAJA, La strada che sale, ed. Puntoacapo, 2011&lt;br /&gt;Luca Bragaja è nato a Verona, dove vive e insegna lettere nel liceo classico. Ha curato con altri, redigendone la Nota al testo, il libro di poesie di Alda Merini Nel cerchio di un pensiero (Crocetti, Milano 2005). Ha conseguito un dottorato di ricerca sulla poesia di Vittorio Sereni, nell’ambito del quale ha pubblicato il saggio “Il colore del vuoto”. Sereni lettore di Virgilio nel volume collettivo&lt;br /&gt;Gli antichi dei moderni. Dodici letture da Leopardi a Zanzotto (Fiorini, Verona 2010). Un’ampia scelta delle sue poesie è stata edita per la prima volta in Due strade. Nel dominio, forse, dell’evanescenza (Cierre, Verona 2007), dove i testi fronteggiano le fotografie di Paolo Parma secondo l’unico tema del confronto aperto tra i due linguaggi, verbale e visivo.&lt;br /&gt;La strada che sale è la sua prima, compiuta raccolta poetica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;7 ottobre, ore 18&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;RAOUL BRUNI, Il divino entusiasmo dei poeti, ed. Aragno, 2010&lt;br /&gt;Raoul Bruni è assegnista di ricerca presso l’Università di Padova ed è professore a contratto di Letteratura italiana all’Università di Firenze. Ha scritto su Leopardi, Rensi, Papini, privilegiando la prospettiva filosofica e la dimensione europea della tradizione letteraria italiana. Ha curato, insieme a Mario Andrea Rigoni, il volume La brevità felice – su teoria e storia della scrittura aforistica – pubblicato nel 2006 per l’editore Marsilio. Collabora con Alias, L’Indice dei libri del mese, Poesia&lt;br /&gt;e altre riviste.&lt;br /&gt;Il divino entusiasmo dei poeti è il suo primo saggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;13 ottobre, ore 18&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;ANDREA MALAGAMBA, ‘Quell’ombra io sono’. Io, tu, noi nella poesia di Eugenio Montale,&lt;br /&gt;ed. Perrone, 2011&lt;br /&gt;Andrea Malagamba collabora con la cattedra di Letteratura italiana della Sapienza di Roma, per cui è anche professore a contratto. Collabora con varie riviste letterarie e ha scritto inoltre numerosi saggi sulla poesia e sul pensiero di Leopardi, su questioni di ermeneutica e teoria letteraria, sulla cultura mediologica contemporanea (cinema, fiction, internet). Ha curato di recente un volume sulle&lt;br /&gt;serie TV, Eroi del quotidiano. Figure della serialità televisiva (Bevivino, 2010)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;28 ottobre, ore 18,00&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;GIOVANNI CARA, Viaggio per un altro viaggio, ed. Condaghes, 2010&lt;br /&gt;Giovanni Cara è nato a Cagliari e lavora a Padova dove insegna Letteratura spagnola. Ha pubblicato un libro di racconti (L'angelo armato, Foggia, Bastogi, 2000), un romanzo a quattro mani con suo fratello (Salto di specie, Genova, Frilli, 2003) e ha lavorato come sceneggiatore RAI per cartoni animati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;11 novembre, ore 18&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;MARCO BALZANO, Il figlio del figlio, ed. Avagliano, 2010&lt;br /&gt;Marco Balzano è anche poeta – sua opera prima Particolari in controsenso, ed. Lieto Colle, 2007 – e studioso di Leopardi, a proposito del quale ha pubblicato I confini del sole. Leopardi e il Nuovo Mondo per l’ed. Marsilio. Collabora con la cattedra di Letteratura italiana dell’Università di Milano.&lt;br /&gt;Il figlio del figlio è il suo primo romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;25 novembre, ore 18&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;SILVIA ZOICO, Famelica farfalla, ed. Puntoacapo, 2010&lt;br /&gt;Silvia Zoico è nata a Venezia, dove vive e lavora. Ha studiato a Padova con Pier Vincenzo Mengaldo e con Lorenzo Renzi, lavorando alle traduzioni poetiche di Vittorio Sereni e alle strutture metriche, retoriche, logiche e sintattiche dei proverbi italiani, pubblicando nel contempo due saggi sulle problematiche della traduzione letteraria. Per la sua attività poetica ha ricevuto premi, segnalazioni e riscontri critici significativi. Il suo primo libro è Testa e croce, ed. Valentina, 2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-6342072943259175075?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/6342072943259175075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=6342072943259175075&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6342072943259175075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6342072943259175075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/09/racconti-dautunno.html' title='RACCONTI D&apos;AUTUNNO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-635799984652386386</id><published>2011-09-02T15:45:00.003Z</published><updated>2011-09-02T16:34:43.567Z</updated><title type='text'>UNO SPLENDIDO SETTEMBRE</title><content type='html'>Settembre è appena iniziato e gli editori lanciano le loro proposte per l'autunno: se il buon giorno si vede dal mattino si annuncia una bellissima stagione... di letture. Dopo l'estate con i "grandi" bestseller, le copertine forti, il libri di moda arriva, non me ne vogliano editori ed autori, la qualità. &lt;br /&gt;Sono una persona curiosa e golosa: mi trovo davanti ad una tavola ben imbandita con prelibatezze di ogni genere, alle quali è difficile resistere. Comincio gli assaggi.&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Un'eredità d'avorio e di ambra &lt;/em&gt;di De Waal&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Zita&lt;/em&gt; di Deaglio&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Allmen e le libellule &lt;/em&gt;di Suter&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Voltando pagina &lt;/em&gt;di Virginia Woolf&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Rubare l'erba &lt;/em&gt;di Aime&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Che rivoluzione!&lt;/em&gt; di Masini - Piumini - Paolini&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Il sogno del Villaggio dei Ding &lt;/em&gt;di Lianke&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Zingari&lt;/em&gt; di Koudelka&lt;br /&gt;Impossibile trattenermi. Ho fame, ho tempo. Qualcosa merita di essere assaporato lentamente, altro in un sol boccone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-635799984652386386?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/635799984652386386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=635799984652386386&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/635799984652386386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/635799984652386386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/09/uno-splendido-settembre.html' title='UNO SPLENDIDO SETTEMBRE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-2817937535027859714</id><published>2011-09-02T13:54:00.004Z</published><updated>2011-09-02T14:00:41.834Z</updated><title type='text'>PAROLA ESPRESSIONE VERSO</title><content type='html'>&lt;em&gt;Non solo il nostro linguaggio&lt;br /&gt;Si perde&lt;br /&gt;Nella tomba verde&lt;br /&gt;Del mare selvaggio,&lt;br /&gt;Sprofondato nel mealstrom,&lt;br /&gt;Travolto dal maestro -&lt;br /&gt;Ma la nostra scrittura,&lt;br /&gt;Che alle lontane generazioni&lt;br /&gt;Sarà cifra oscura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non avremo saputo neppure&lt;br /&gt;Rendere in chiare note la figura&lt;br /&gt;Delle nostre passioni.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Non solo il nostro linguaggio&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;Viola di morte &lt;/em&gt;di Tommaso Landolfi, Adelphi 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-2817937535027859714?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/2817937535027859714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=2817937535027859714&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2817937535027859714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2817937535027859714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/09/settembre.html' title='PAROLA ESPRESSIONE VERSO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-2395055168764221247</id><published>2011-08-30T09:17:00.003Z</published><updated>2011-08-30T17:26:27.423Z</updated><title type='text'>LO STATO POETICO</title><content type='html'>Da Marco Nereo Rotelli, artista poliedrico sensibile all'espressione poetica, nasce un progetto con il quale si inaugura il padiglione italiano della Biennale di Venezia 2011. &lt;em&gt;Lo stato poetico&lt;/em&gt;, contaminazione feconda di materia luce parola suono. Ventisette poeti partecipano al progetto, i loro versi vengono incisi nella pietra e "animano" libri pietra, che diventano sacre testate d'angolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ho tolto molte forme dai miei verbi&lt;br /&gt;Ho tolto storia e utopia dai miei pensieri&lt;br /&gt;e quasi ogni altra cosa&lt;br /&gt;che appartenga alla notte&lt;br /&gt;e al bosco fitto&lt;br /&gt;delle mie fiabe interrotte&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gemma Bracco partecipa con questo inedito a Lo stato poetico. Parole di pietra per la Biennale di Venezia (antologia di versi pubblicata da Interlinea, 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-2395055168764221247?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/2395055168764221247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=2395055168764221247&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2395055168764221247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2395055168764221247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/08/lo-stato-poetico.html' title='LO STATO POETICO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5974831074710087783</id><published>2011-08-25T08:56:00.002Z</published><updated>2011-08-25T09:10:28.408Z</updated><title type='text'>RITORNO. RITORNO SEMPRE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-e8Ok43oJxQQ/TlYReuJF29I/AAAAAAAAAKo/hGO1IphQB50/s1600/Nile%2Bsource.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-e8Ok43oJxQQ/TlYReuJF29I/AAAAAAAAAKo/hGO1IphQB50/s400/Nile%2Bsource.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644718402435406802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pausa estiva è stata lunga. Pausa di scrittura, non di lettura di viaggi e di passioni.&lt;br /&gt;Sono andata lontano superando molti confini, timbri nuovi sul mio passaporto. Reali e virtuali.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5974831074710087783?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5974831074710087783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5974831074710087783&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5974831074710087783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5974831074710087783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/08/ritorno-ritorno-sempre.html' title='RITORNO. RITORNO SEMPRE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-e8Ok43oJxQQ/TlYReuJF29I/AAAAAAAAAKo/hGO1IphQB50/s72-c/Nile%2Bsource.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-2186189999288464347</id><published>2011-06-01T18:09:00.004+01:00</published><updated>2011-06-01T18:20:21.849+01:00</updated><title type='text'>LA STRADA CHE SALE: Utopia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vlsoQhH9mUU/TeZzoLQx-iI/AAAAAAAAAKc/uqxuhdS5FUE/s1600/luca%2BB.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 295px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-vlsoQhH9mUU/TeZzoLQx-iI/AAAAAAAAAKc/uqxuhdS5FUE/s400/luca%2BB.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613301119619037730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo cielo ricorda l'estate ma con quale colore&lt;br /&gt;sbiancando da dietro una bassa cortina&lt;br /&gt;nera di alberi schierate ombre molteplici&lt;br /&gt;sagome di vita in negativo contro&lt;br /&gt;l'abbagliante - e azzurra è solo la compensazione&lt;br /&gt;che la retina stampa in nessun dove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Utopia&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;La strada che sale&lt;/em&gt;, di Luca Bragaja, edizioni &lt;em&gt;punto&lt;/em&gt;a&lt;em&gt;capo&lt;/em&gt;, 2011)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una poesia per augurare un bel mese di giugno, al poeta, alla casa editrice di Novi Ligure che ha dato una veste degna alle immagini, ai suoni e al sentire di Luca Bragaja&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-2186189999288464347?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/2186189999288464347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=2186189999288464347&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2186189999288464347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2186189999288464347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/06/la-strada-che-sale-utopia.html' title='LA STRADA CHE SALE: Utopia'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-vlsoQhH9mUU/TeZzoLQx-iI/AAAAAAAAAKc/uqxuhdS5FUE/s72-c/luca%2BB.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-262659930987354184</id><published>2011-05-18T18:15:00.003+01:00</published><updated>2011-05-18T18:25:52.337+01:00</updated><title type='text'>DAL CAIRO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-AY4F7s3W8PA/TdP_AfhIE5I/AAAAAAAAAKU/2Zf0EbAqaa8/s1600/CAIRO%2B09052011124.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-AY4F7s3W8PA/TdP_AfhIE5I/AAAAAAAAAKU/2Zf0EbAqaa8/s400/CAIRO%2B09052011124.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608106344931922834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un amico mi scrive dal Cairo: L'altro giorno passavo in taxi nella zona delle ambasciate(ho richiesto ed ottenuto un visto per il Sudan dove mi piacerebbe andare per qualche giorno) e ho fatto fermare per far questa bella foto! &lt;br /&gt;Mi sembra giusto condividerla. Grazie Johannes!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-262659930987354184?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/262659930987354184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=262659930987354184&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/262659930987354184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/262659930987354184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/05/dal-cairo.html' title='DAL CAIRO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-AY4F7s3W8PA/TdP_AfhIE5I/AAAAAAAAAKU/2Zf0EbAqaa8/s72-c/CAIRO%2B09052011124.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-6769952381962267024</id><published>2011-05-18T09:40:00.007+01:00</published><updated>2011-06-01T18:26:28.250+01:00</updated><title type='text'>VOCE DELL'ARIA: KATHERINE MANSFIELD... quando ero uccello</title><content type='html'>Ma ecco che giunge quel raro momento&lt;br /&gt;in cui, senza ch'io sappia la causa,&lt;br /&gt;le lievi voci dell'aria &lt;br /&gt;risuonano sul mare e nel vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mare e il vento allora obbediscono,&lt;br /&gt;sospirando a lungo note doppie, &lt;br /&gt;come contrabbassi, lieti di suonare&lt;br /&gt;un accordo uniforme per quelle piccole gole -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le piccole gole che cantano e si levano&lt;br /&gt;in su, verso la luce, con adorabile naturalezza,&lt;br /&gt;prese come per incanto dal dolce stupore&lt;br /&gt;di ascoltarsi, riconoscersi in queste - &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in queste lievi voci: l'ape, la mosca,&lt;br /&gt;la foglia che picchietta, il guscio che si rompe,&lt;br /&gt;la brezza sopra ai ciuffi d'erba, chini,&lt;br /&gt;il suono stridulo e rapido dell'insetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Voci dell'aria&lt;/em&gt;, da &lt;em&gt;Quando ero uccello e altre poesie&lt;/em&gt;, di Katherine Mansfield, Passigli 2010, a cura di Federico Mazzocchi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-6769952381962267024?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/6769952381962267024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=6769952381962267024&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6769952381962267024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6769952381962267024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/05/voce-dellaria-katherine-mansfield.html' title='VOCE DELL&apos;ARIA: KATHERINE MANSFIELD... quando ero uccello'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1062523854529304709</id><published>2011-05-14T15:14:00.004+01:00</published><updated>2011-05-14T15:28:25.709+01:00</updated><title type='text'>OGNI TRENO HA IL SUO LIBRO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dI_rDjyAk-0/Tc6RaieXvoI/AAAAAAAAAKM/Bb_yXGUByOw/s1600/LIBRO%2BIN%2BTRENO.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-dI_rDjyAk-0/Tc6RaieXvoI/AAAAAAAAAKM/Bb_yXGUByOw/s400/LIBRO%2BIN%2BTRENO.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5606578471239663234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non in tutti i treni si può leggere, e non tutto si può leggere in treno. Ogni libro ha la sua tipologia di vagone. Per evitare di infastidire qualche viaggiatore, e per non bruciarsi quello che in condizioni migliori potrebbe essere il più bel libro mai letto, bisogna essere accorti e scegliere con coscienza il cartaceo compagno di viaggio.&lt;br /&gt;Prima di tutto, i Regionali. Su quei convogli delle volte hai così poco spazio che sei troppo impegnato a cercar aria respirabile per poter reggere qualsiasi sforzo intellettuale. In una situazione simile, il libro va tenuto in gabbia, e non bisogna farsi intenerire dai suoi mugolii, né dalle sue lusinghe. Se si è particolarmente tenaci e fisicamente robusti, si può tentare comunque. In questo caso, sono consigliabili volumetti agili, magari evitando le terribili edizioni tascabili in cui milioni di righe affollano una pagina. Ci si sentirebbe travolti da un mare di persone biascicanti piccole parole ingiallite, e non è una bella sensazione. Sui regionali, ciò che conta è la modestia.&lt;br /&gt;Sugli Intercity, è tutta un'altra storia. Se valuti l'importanza del tuo spostamento quanto il prezzo del biglietto, significa che tutto sommato la modestia non è in cima alla tua scala di valori. Così se sfoderi dalla tua valigetta, comodamente seduto, un Meridiano della Mondadori, nessuno griderà allo scandalo o si sentirà in qualche modo offeso. Ognuno si sente al sicuro sulla poltrona di un Intercity, la propria incolumità non è in pericolo, e una generalizzata indifferenza coprirà anche la spudorata usura di un Newton &amp; Compton acquistato al mercatino.&lt;br /&gt;I vari Frecciarossa o Frecciabianca sono talmente veloci che non c'è neppure il tempo di leggere due paragrafi…&lt;br /&gt;Poi ci sono gli Espressi notturni, una categoria in estinzione. Sono circhi itineranti e internazionali che si muovono col buio, lo spettacolo è sempre garantito. Gente di ogni provenienza diretta chissà dove si ritrova a dover condividere alcune ore in un'intima cabina da sei posti. Passati i primi minuti di imbarazzo, i personaggi all'interno della cabina iniziano a raccontarsi le rispettive esistenze, il più delle volte parlando il peggior inglese che si sia mai sentito, con una spontaneità che non ti aspetti. Se da un lato dunque risulta difficile leggere su un Espresso notturno, dall'altro hai la fortuna che quello seduto di fronte a te racconterà sicuramente una storia, e perdersela potrebbe essere davvero un peccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Marchese è autore di questo articolo, pubblicato nella rubrica Pendolibri del sito Finzioni (www.finzionimagazine.it). Mi è piaciuto: adoro viaggiare in treno e leggere in treno e condivido l'idea che ogni treno e ogni viaggio abbia un libro che gli corrisponde... e forse anche viceversa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1062523854529304709?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1062523854529304709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1062523854529304709&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1062523854529304709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1062523854529304709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/05/ogni-treno-ha-il-suo-libro.html' title='OGNI TRENO HA IL SUO LIBRO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-dI_rDjyAk-0/Tc6RaieXvoI/AAAAAAAAAKM/Bb_yXGUByOw/s72-c/LIBRO%2BIN%2BTRENO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3080556960982421296</id><published>2011-05-03T11:51:00.003+01:00</published><updated>2011-05-09T18:26:29.436+01:00</updated><title type='text'>QUATTRO MESI</title><content type='html'>Mi piace leggere. Leggo di tutto. Quasi di tutto: non amo il fantasy, la fantascienza e i thriller sanguinolenti. Nemmeno i manuali di informatica sono la mia passione. Per il resto mi piace tutto, dalle istruzioni per gli elettrodomestici alle etichette dei cosmetici, dai giornali ai libri. Non tutto con la stessa passione. Delle etichette preferisco quelle con più lingue per impararare come si dice il tal ingrediente nelle varie parti del mondo: non si sa mai, potrebbe sempre essere utile nei miei viaggi.&lt;br /&gt;Non ricordo tutto quello che leggo: se mi chiedete che cosa ho letto di recente il più delle volte vi sentirete rispondere con più di qualche secondo di silenzio. Sembra che all'improvviso la mia memoria vada in tilt e cerchi in un archivio polveroso e disordinato titoli e storie, che si sovrappongono senza un criterio.&lt;br /&gt;Ho deciso di fare un "bilancio" delle mie letture dei primi quattro mesi dell'anno. Quelle letture che consiglio o consiglierei a chi avesse voglia di fidarsi delle passioni altrui (le mie).&lt;br /&gt;Non seguo l'ordine di lettura: inutile. Seguo quanto detta la memoria, i titoli e le trame che riaffiorano come le bollicine del prosecco appena versato.&lt;br /&gt;- La delicatezza di David Foenkinos, ed. E/O&lt;br /&gt;- Filosofia del viaggio di Michel Onfray, ed. Ponte alle Grazie&lt;br /&gt;- Elogio della letteratura e della finzione di Mario Vargas Llosa, ed. Einaudi&lt;br /&gt;- Una mongolfiera per un archibugio di Bob Gill e Alistair Reid, ed. Phaidon&lt;br /&gt;- Appartamento a Istanbul di esmahan Aykol, ed. Sellerio&lt;br /&gt;- Pulire al naturale dell'associazione Uomini Casalinghi, ed. Terra Nuova&lt;br /&gt;- Rebetiko di david Prudhomme, ed. Coconino&lt;br /&gt;- Paridiso e inferno di Jon Kalman Stefansson, ed. Iperborea&lt;br /&gt;- Indignatevi! di Stephane Hessel, ed. Add&lt;br /&gt;- Non per profitto di Martha Nussbaum, ed. Il Mulino&lt;br /&gt;- Settanta acrilico trenta lana di Viola di Grado, ed. E/O&lt;br /&gt;- La grande casa di Nicole Krauss, ed. Guanda&lt;br /&gt;- Yakitori di Motoko Okuno, ed. Guido Tommasi&lt;br /&gt;- Bécon-les-Bruyères di Emmanuel Bove, ed. Il Melangolo&lt;br /&gt;- Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare di Vincenzo Costantino, ed. Marcos y Marcos&lt;br /&gt;Mi piacerebbe mettere anche qualche riga per ogni titolo per descriverlo. Lo farò, con calma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3080556960982421296?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3080556960982421296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3080556960982421296&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3080556960982421296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3080556960982421296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/05/quattro-mesi.html' title='QUATTRO MESI'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5160771859978518303</id><published>2011-04-26T15:33:00.004+01:00</published><updated>2011-04-26T15:51:14.700+01:00</updated><title type='text'>25 APRILE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-O0KcU4Hj5nc/TbbaghyhMBI/AAAAAAAAAKE/OnxRG2Rar30/s1600/marco%2Bpaci.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 303px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-O0KcU4Hj5nc/TbbaghyhMBI/AAAAAAAAAKE/OnxRG2Rar30/s400/marco%2Bpaci.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599903439042719762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte capita di essere colpiti da un'immagine, un testo, una parola, un'espressione del viso. A me succede. E mi succede anche di avere il desiderio di condividere l'emozione. Subito. Se trascorre un po' di tempo (i motivi posso essere i più disparati) l'emozione resta, ma si affievolisce.&lt;br /&gt;Ho ricevuto un video da un amico per il 25 aprile. Desidero immediatamente condividere il turbamento (sano turbamento) che ha generato, arrivandomi dritto al cuore e alla gola.&lt;br /&gt;L'amico è Marco Paci, autore dell'illustrazione che apre il post e del video realizzato con la collaborazione dell'associazione culturale Murmure. L'occasione è il 25 aprile e la terza edizione della mostra collettiva &lt;em&gt;A memoria d'arte&lt;/em&gt;, che si svolge a Verona in occasione dell'anniversario della Liberazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=gAkW3Wm3PEA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5160771859978518303?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5160771859978518303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5160771859978518303&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5160771859978518303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5160771859978518303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/04/25-aprile.html' title='25 APRILE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-O0KcU4Hj5nc/TbbaghyhMBI/AAAAAAAAAKE/OnxRG2Rar30/s72-c/marco%2Bpaci.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5324220156090293811</id><published>2011-04-14T14:19:00.004+01:00</published><updated>2011-04-14T14:55:03.613+01:00</updated><title type='text'>PICCOLO MANIFESTO DI ELSA MORANTE</title><content type='html'>Carlo Cecchi e Cesare Garboli trovano fra le carte di Elsa Morante il &lt;em&gt;Piccolo Manifesto dei Comunisti (senza classe né partito)&lt;/em&gt; e lo fanno pubblicare a Goffredo Fofi per la Prima volta sul n. 30 della rivista letteraria &lt;em&gt;Linea d'ombra &lt;/em&gt;nel settembre del 1988. La casa editrice Nottetempo lo pubblica nel 2004 nella collana dei Sassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Una folla consapevole che afferma la libertà dello spirito è uno spettacolo sublime. E una folla accecata che esalta il Potere è uno spettacolo osceno: chi si rende responsabile di una simile oscenità farebbe meglio a impiccarsi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa frase la Morante chiude il Piccolo Manifesto. Lo scritto è databile intorno al 1970.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5324220156090293811?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5324220156090293811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5324220156090293811&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5324220156090293811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5324220156090293811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/04/piccolo-manifesto-di-elsa-morante.html' title='PICCOLO MANIFESTO DI ELSA MORANTE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-714336296097292866</id><published>2011-03-23T19:03:00.002Z</published><updated>2011-03-23T19:09:06.343Z</updated><title type='text'>HAIKU</title><content type='html'>&lt;em&gt;Non vorrei che il mio nome&lt;br /&gt;si divulgasse senza scopo&lt;br /&gt;per una mano come guanciale&lt;br /&gt;offertami solo per il sogno&lt;br /&gt;di una notte di primavera&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Componimento poetico del XI secolo d.c. di Suwo-no-Naishi, raccolto da Teika Fujiwara nella sua antologia &lt;em&gt;La centura poetica&lt;/em&gt;, edito da Studio editoriale con la cura di Marcello Muccioli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-714336296097292866?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/714336296097292866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=714336296097292866&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/714336296097292866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/714336296097292866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/03/haiku.html' title='HAIKU'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1849461985166406070</id><published>2011-03-16T15:21:00.006Z</published><updated>2011-03-17T15:37:59.131Z</updated><title type='text'>17 MARZO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-31rL2Hh4ufQ/TYIqiw-aJ_I/AAAAAAAAAJ8/u3C8MnGlTxQ/s1600/bandiera_italiana2-300x195.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 195px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-31rL2Hh4ufQ/TYIqiw-aJ_I/AAAAAAAAAJ8/u3C8MnGlTxQ/s400/bandiera_italiana2-300x195.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585073264643418098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non ho mai esposto bandiere. Ricordo che la mia nonna esponeva il tricolore: ero bambina e non ricordo nemmeno in che occasione lo facesse. L'anziano vicino di casa dei miei genitori esponeva la bandiera. Per la sfilata degli alpini o il giro d'Italia. E si emozionava: i suoi occhi dietro gli occhiali fumé diventavano acquosi e la voce, sembrava a me piccina, gli si frenava in gola.&lt;br /&gt;Non ho mai esposto &lt;em&gt;prima &lt;/em&gt;la bandiera. Lunedì ho bardato per la prima volta la mia finestra preferita, quella che guarda verso l'Adige e le colline, con il tricolore. Poi, visto che la mia vita è la mia libreria (almeno per metà, anzi forse per un po' di più di metà), ho vestito anche la vetrina di bianco-rosso-verde.&lt;br /&gt;E sono contenta.&lt;br /&gt;Gaber cantava &lt;em&gt;Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono&lt;/em&gt;: ecco io mi sento proprio così. E soprattutto in questi giorni: mi vergogno di molto, ma sono orgogliosa di molto di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccola bibliografia "patriottica":&lt;br /&gt;- LA NOSTRA STORIA. CRONOLOGIA DELL'ITALIA UNITA. Volume 1 (1861-1945) e volume 2 (1946-2011), Simone Calofranceschi, Bompiani 2011&lt;br /&gt;- TI RACCONTO L'ITALIA. Gli uomini, le battaglie, le prigioni: il risorgimento visto dai suoi protagonisti, a cura di Riccardo Reim, Castelvecchi 2011&lt;br /&gt;- W LE FESTE. Le feste nazionali spiegate ai bambini, di Mario sala Gallini, Mondadori 2010&lt;br /&gt;- ITALIANITA', a cura di Giulio Iachetti, Corraini 2008&lt;br /&gt;- SALVIAMO L'ITALIA, di paul Ginsborg, Einaudi 2010&lt;br /&gt;- ATLANTE CULTURALE DEL RINASCIMENTO. Lessico del linguaggio politico dal Settecento all'Unità, a cura di Banti - chiavistelli - Mannori - Meriggi, Laterza 2011&lt;br /&gt;- STORIA LINGUISTICA DELL'ITALIA UNITA, di Tullio De Mauro, Laterza 2011 (prima edizione del 1963)&lt;br /&gt;- GARIBALDI. Battaglie, amori, ideali di un contadino del mondo, di Alfonso Scirocco, Laterza 2007&lt;br /&gt;- GARIBALDI. L'illusione italiana, di Nicola Fano, B.C.Dalai 2010&lt;br /&gt;- GARIBALDI FU FERITO. Il mito, le favole, di Mario Isnenghi, Donzelli 2010&lt;br /&gt;- GARIBALDI, di Andrea Possieri, Il Mulino 2010&lt;br /&gt;- GARIBALDI, di Tuono pettinato, Rizzoli-Lizard 2011&lt;br /&gt;- FIGLIE D'ITALIA. Poetesse patriote nel Risorgimento, di Maria teresa Mori, Carocci 2011&lt;br /&gt;- NOI CREDEVAMO, di Anna Banti, Mondadori 2010&lt;br /&gt;- LETTERATURA ITALIANA DEL RISORGIMENTO, di Gianfranco Contini, Rizzoli 2011&lt;br /&gt;- LE FRASI CELEBRI NELLA STORIA D'ITALIA, di Antonello Capurso, Mondadori 2011&lt;br /&gt;- LE CONFESSIONI DI UN ITALIANO, di Ippolito Nievo, Rizzoli 2011&lt;br /&gt;- LE MIE PRIGIONI, di Silvio Pellico, Rizzoli 2011&lt;br /&gt;- I VICERE', di Federico de Roberto, rizzoli 2011&lt;br /&gt;- MEMORIE, di Giuseppe Garibaldi, Rizzoli 2008&lt;br /&gt;- IL RISORGIMENTO ITALIANO, di Denis Mack Smith, Laterza 2010&lt;br /&gt;- CAVOUR. L'uomo, l'opera, di italo De Feo, Mondadori 2011&lt;br /&gt;- CAVOUR, di Luciano Cafagna, Il Mulino 2010&lt;br /&gt;- CAVOUR E BISMARCK, di Gian enrico Rusconi, Il Mulino 2011&lt;br /&gt;- GLI ULTIMI GIORNI DI GAETA. L'assedio che condannò l'Italia all'unità, Rizzoli 2010&lt;br /&gt;- CONTROSTORIA DELL'UNITA' D'ITALIA, fatti e misfatti del Risorgimento, di Gigi di Fiore, Rizzoli 2007&lt;br /&gt;- VIVA L'ITALIA, di Aldo Cazzullo, Mondadori 2010&lt;br /&gt;- LA PATRIA BENE O MALE, di Fruttero - Gramellini, Mondadori 2010&lt;br /&gt;- PATRIA, di Patrizia Cavalli&lt;br /&gt;- GABER. L'ILLOGICA UTOPIA, a cura di Gaber - Harari, Chiarelettere 2010&lt;br /&gt;- SAGGIO SULL'ARTE DI STRISCIARE, di Paul d'Holbach, Il Melangolo 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1849461985166406070?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1849461985166406070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1849461985166406070&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1849461985166406070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1849461985166406070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/03/17-marzo.html' title='17 MARZO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-31rL2Hh4ufQ/TYIqiw-aJ_I/AAAAAAAAAJ8/u3C8MnGlTxQ/s72-c/bandiera_italiana2-300x195.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5799374110784219335</id><published>2011-03-16T15:18:00.001Z</published><updated>2011-03-16T15:21:03.700Z</updated><title type='text'>DAL SOL LEVANTE</title><content type='html'>Scelta di romanzi del ‘900 con uno sconfinamento nella narrativa contemporanea, rispettando un criterio cronologico. Escludendo volutamente autori arcinoti come Banana Yoshimoto e Haruki Murakami, Yukio Mishima, Kenzaburo Oe, che meriterebbero bibliografie a sé stanti.&lt;br /&gt;Letteratura che alterna temi classici (l’amore in tutte le sue sfaccettature, la natura e la storia) all’impegno sociale e allo studio dell’io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• VITA SEGRETA DEL SIGNORE BUSHU&lt;br /&gt;Junichiro Tanizaki, Bompiani 2010 (edizione più recente), traduzione dal giapponese di Atsuko Ricca Suga,  pagine 145, euro 8,50&lt;br /&gt;Il Giappone del ‘500, percosso da battaglie e lotte intestine, eserciti, assedi, castelli e samurai da un lato e fantasie erotiche del protagonista, prima ragazzo e poi adulto, dall’altro. Temi ricorrenti nella narrativa del secolo scorso (il romanzo è del 1924), descritti con eleganza ed intensità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• L’AMORE DI UNO SCIOCCO&lt;br /&gt;Junichiro Tanizaki, Bompiani  2010 (edizione più recente), traduzione dal giapponese di Carlo De Dominicis, pagine 262, euro 9,00, introduzione di Alberto Moravia.&lt;br /&gt;Un Giappone contemporaneo (scritto nel 1925), in cui oltre alla descrizione ambientale, si ritrovano altri due argomenti narrativi cari a Tanizaki: la scomparsa delle tradizioni e l’avvicinamento all’idea di Occidente vissuto come qualcosa di superiore. Il tutto attraverso una storia di amore e sesso, nella quale la psicologia dei personaggi supporta un’analisi sociologica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL SOLE SI SPEGNE&lt;br /&gt;Osamu Dazai, Feltrinelli 1959 (prima edizione italiana), traduzione Luciano Bianciardi dall’edizione americana, pagine 139, euro 7,50&lt;br /&gt;Proveniente da una famiglia di ricchi proprietari terrieri, Dazai è uno dei più rappresentativi e tormentati scrittori della prima metà del ‘900.&lt;br /&gt;In questo breve romanzo, pubblicato nel 1947, ritorna il tema già proposto da Tanizaki dello scontro fra tradizione ed evoluzione dei tempi, accentuato oltremodo dall’irrompere della seconda guerra mondiale: il mondo aristocratico che degenera nella nuova civiltà industriale, la disillusione di fronte ad un radicale cambiamento che in realtà non si verifica (e che Dazai, morto suicida nel 1948, non vedrà), i turbamenti personali e la sensazione di inadeguatezza danno struttura all’opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LO SQUALIFICATO&lt;br /&gt;Osamu Dazai, Feltrinelli 1962 (prima edizione italiana), traduzione di Marcella Bonsanti dalla versione americana, pagine 150, euro 7,50&lt;br /&gt;Qui è ancora più evidente rispetto al romanzo precedente, nonostante sia passato solo un anno tra le due pubblicazioni, il senso di smarrimento, di inadeguatezza dell’individuo, ed in particolari di molti scrittori giapponesi del dopoguerra: esclusione e autoesclusione dalla società, che prostrano il protagonista. Interessante la trovata di Dazai di chiudere il romanzo, che si puo definire esistenzialista, spostando la visione narrativa all’esterno del personaggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL PAESE DELLE NEVI&lt;br /&gt;Yasunari Kawabata, Einaudi 2002, traduzione di Luca Lamberti dalla versione in inglese, pagine 145, euro 9,50&lt;br /&gt;Un piccolo capolavoro della letteratura giapponese, scritto nel 1947, descrive un mondo incantato, dai suoni ovattati e i colori tenui. Nel teatro di una località termale, la tradizione delle geishe e il gioco amoroso, fatto di passione e fantasie evanescenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL FUCILE DA CACCIA&lt;br /&gt;Inoue Yasushi, Adelphi 2004, traduzione dalla versione inglese di Giorgio Amitrano, pagine 101, euro 9,00&lt;br /&gt;Pubblicato nel 1949, è l’opera forse migliore di Yasushi, la più breve ma quella tecnicamente perfetta. Il tema centrale è quello delle relazioni sentimentali, che si mantengono in equilibrio armonico dalla prima all’ultima pagina, in una costante tensione che non altera tuttavia la tranquillità della vita dei quattro personaggi, un uomo e tre donne, coinvolti nel gioco amoroso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• QUARTIERI LONTANI&lt;br /&gt;Jiro Taniguchi, Coconino 2010, traduzione di Maria Chiara Migliore, pagine 411, euro 19,50.&lt;br /&gt;Quella di Taniguchi è narrativa disegnata: Taniguchi è un autore di fumetti e attraverso il disegno racconta storie dei generi più vari (fantascienza, sport, western, storico). Spesso è anche autore dei testi, come nel caso di Quartieri lontani in cui descrive il passaggio dall’adolescenza all’età adulta del protagonista, che viene catapultato nel suo passato.&lt;br /&gt;Allontanandosi dalla tradizione nipponica per avvicinarsi a quella europea, Taniguchi sembra congiungere i due estremi del mondo, come tecnica come contenuti come psicologia dei personaggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5799374110784219335?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5799374110784219335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5799374110784219335&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5799374110784219335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5799374110784219335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/03/dal-sol-levante.html' title='DAL SOL LEVANTE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-8541866324715799610</id><published>2011-03-02T17:50:00.002Z</published><updated>2011-03-02T17:53:54.853Z</updated><title type='text'>POESIA CHE VIENE DALL'EST</title><content type='html'>Dammi la tua ombra&lt;br /&gt;per la mia ombra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che sente freddo&lt;br /&gt;nel suo nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insegnami il tuo silenzio,&lt;br /&gt;la mia follia ne ha bisogno&lt;br /&gt;per inventare un Dio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fammi conoscere la neve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio nascondere,&lt;br /&gt;sotto la sua pelle,&lt;br /&gt;le parole mai dette&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da Corpo presente, di Gezim Hajdari, Besa 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-8541866324715799610?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/8541866324715799610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=8541866324715799610&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8541866324715799610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8541866324715799610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/03/poesia-che-viene-dallest.html' title='POESIA CHE VIENE DALL&apos;EST'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3959295619142949223</id><published>2011-03-01T17:26:00.004Z</published><updated>2011-03-01T19:02:48.718Z</updated><title type='text'>ALBANIA: STORIE PER CONOSCERE L'AL DI LA' DEL MARE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ySNVg_iEPBM/TW0tmeAN8VI/AAAAAAAAAJs/rqgt8sID67I/s1600/albania1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 265px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-ySNVg_iEPBM/TW0tmeAN8VI/AAAAAAAAAJs/rqgt8sID67I/s400/albania1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579165652294168914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se è vero, come penso sia, che conoscere un paese non sia soltanto vederne le architetture, goderne il mare e le montagne, assaporarne la cucina,ma sia anche incontrarne la storia, le storie di chi in quel paese ci vive o ci ha vissuto… l’arte, la musica e la letteratura sono fondamentali per capire e amare.&lt;br /&gt;Qui di seguito alcuni suggerimenti di lettura, una brevissima bibliografia di letteratura contemporanea albanese. Non tutti i titoli in commercio, solo alcuni, quelli che hanno aiutato me ad imparare qualcosa in più su questo piccolo paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• VERGINE GIURATA&lt;br /&gt;di Elvira Dones, Feltrinelli 2007, euro 7,50&lt;br /&gt;Un intenso romanzo, che affronta un fenomeno sociale circoscritto alle montagne dell’Albania settentrionale e del Kosovo e sancito dal diritto tradizionale, attraverso il quale le donne, per sfuggire ad un matrimonio combinato senza infangare il nome del clan di appartenenza possono fare giuramento di castità e perdere tutto quello che di femminile c’è in loro indossando abiti maschili, adottando comportamenti maschili e assumono un nome maschile. La Dones racconta la storia di Hana, che dopo quattordici anni di vita violenta fra le montagne non riesce più a sopprimere la sua vera identità, si ribella al giuramento e fugge negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• BEVETE CACAO VAN HOUTEN!&lt;br /&gt;di Ornella Vorpsi, Einaudi 2010, euro 12,50&lt;br /&gt;Quattordici racconti in cui i protagonisti hanno lo sguardo oltre il mare, in cui l’Albania sembra la terra da cui partire per un mondo migliore, in cui il tempo sembra solo attesa di un qualcosa d’altro possibile in un altrove. Sono le nuove generazioni che si scontrano con chi ormai ha una vita alle spalle e lo sguardo rassegnato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• ROSSO COME UNA SPOSA&lt;br /&gt;Di Anilda Ibrahimi, Einaudi 2008, euro 12,00&lt;br /&gt;Circa un secolo di storia, dalla monarchia di re Zog al comunismo e all’Albania contemporanea attraverso gli occhi delle donne e le vicende di una numerosa famiglia. Un romanzo storico particolare in cui le tradizioni si stemperano con l’evoluzione della società, ma rimangono ancorate alla vita degli emigrati come desiderio di mantenere una prorpia identità nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A firmare questi libri sono tre donne, giovani donne albanesi che descrivono il paese dove non vivono più e lo descrivono in italiano, la lingua di adozione.&lt;br /&gt;- Elvira Dones, è di Durazzo (1960), ha vissuto prima in Svizzera ed ora negli Stati Uniti. E’ autrice della lettera pubblicata su Repubblica ed indirizzata al Presidente del Consiglio per esprimere indignazione alle sue battute sulle belle ragazze albanesi e gli scafisti.&lt;br /&gt;- Ornella Vorpsi, è nata a Tirana nel 1968, e dal 1991 vive in Italia.&lt;br /&gt;- Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972, si è trasferita in Svizzera e poi in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiuderei i suggerimenti di lettura con due nomi fra i più famosi del panorama letterario del ‘900: Ismail Kadaré e Gezim Hajdari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• CORPO PRESENTE&lt;br /&gt;di Gezim Hajdari, Besa 2011, testo bilingue, 15,00 euro&lt;br /&gt;Personaggio eclettico nel panorama culturale albanese, Hajdari ha scritto poesie, libri di viaggio, saggi. Vive da esule in Italia da quando è diventato scomodo per i regimi albanesi avendo denunciato crimini ed abusi imputabili al periodo comunista che ai governi successivi.&lt;br /&gt;L’editore Besa edita le opere di Hajdari da più di dieci anni e adesso offre questa raccolta, pubblicata per la prima volta a Tirana nel 1999.&lt;br /&gt;I temi della lontananza, dell’esilio, l’amore sono centrali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• GENERALE DELL’ARMATA MORTA&lt;br /&gt;di Ismail Kadaré, Longanesi 2009, euro 16,00&lt;br /&gt;Pubblicato nel 1963 è uno dei romanzi di Kadaré che preferisco: la seconda guerra mondiale è finita e il generale deve riportare i corpi dei caduti italiani in patria (l’armata morta), ma la missione viene turbata dall’incontro con le popolazioni locali, che in quell’orrore porta l’uomo al desiderio di conoscere, di approfondire, di vedere. Una ricerca anche dentro se stesso, un guardare quello che non è più ma è ancora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3959295619142949223?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3959295619142949223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3959295619142949223&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3959295619142949223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3959295619142949223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/03/albania-storie-per-conoscere.html' title='ALBANIA: STORIE PER CONOSCERE L&apos;AL DI LA&apos; DEL MARE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ySNVg_iEPBM/TW0tmeAN8VI/AAAAAAAAAJs/rqgt8sID67I/s72-c/albania1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-8448339850720206775</id><published>2011-02-08T18:47:00.006Z</published><updated>2011-02-08T18:55:43.260Z</updated><title type='text'>IN ATTESA DI MARIANGELA GUALTIERI</title><content type='html'>Io guardo spesso il cielo. Lo guardo di mattino nelle&lt;br /&gt;ore di luce e tutto il cielo s'attacca agli occhi e viene a&lt;br /&gt;bere, e io a lui mi attacco, come un vegetale&lt;br /&gt;che si mangia la luce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da &lt;em&gt;Fuoco centrale e altre poesie per il teatro&lt;/em&gt;, Mariangela Gualtieri, Einaudi 2003)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mariangela Gualtieri il 26 febbraio è a Verona (chiesetta di San Domenico, in via del Pontiere) per leggere &lt;em&gt;Bestia di gioia&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Che meraviglia, come sempre, incontrare lei e la sua voce!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-8448339850720206775?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/8448339850720206775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=8448339850720206775&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8448339850720206775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8448339850720206775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/02/in-attesa-di-mariangela-gualtieri.html' title='IN ATTESA DI MARIANGELA GUALTIERI'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-7283774164833610913</id><published>2011-01-28T18:37:00.003Z</published><updated>2011-01-28T18:50:37.814Z</updated><title type='text'>GIORNO DELLA MEMORIA n.11</title><content type='html'>Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo dell'articolo 1 della legge:&lt;br /&gt; « La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono domandata come dare un contributo, come strutturare un intervento breve ma significativo sul 27 gennaio. L’idea iniziale era di parlare di memoria come non-ricordo, cioè pensare a tante situazioni di conflitto che ancora oggi provocano morti e sofferenza, ma che restano lontane dalle nostre vite e dai nostri pensieri. Una mappa mondiale dei conflitti in atto fa paura, fanno paura il numero dei morti, dei feriti, dei profughi, degli interventi militari, degli interventi umanitari, fanno paura i capitali investiti, fanno paura i discorsi dei Grandi (fonte attendibile di dati è l'&lt;em&gt;Atlante&lt;/em&gt; &lt;em&gt;delle guerre e dei conflitti del mondo&lt;/em&gt;, edito da 46° Parallelo - Terra nuova). E sono quotidianità, sono drammi di cui non si ha memoria, quasi possano divenire oggetto di memoria solo a distanza di tempo, solo una volta che si possono dichiarare (spesso mentendo e sapendo di mentire) conclusi. C’è uno scollamento fra realtà contemporanee. Non c’è una testimonianza costante di quello che accade, ovunque nel mondo, lontano, in universi diversi che con il nostro non hanno nulla a che fare. &lt;br /&gt;Fatta questa riflessione, il 27 gennaio è per ricordare la shoah, per ricordare attraverso gli occhi e la memoria di chi è stato testimone. Quindi senza dimenticare nessuno dei conflitti in atto, è giusto dare spazio alle ultime generazioni di testimoni, è giusto farci raccontare il loro vissuto, è giusto raccogliere la loro memoria per farla diventare anche nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• GRATITUDINE&lt;br /&gt;Joseph Kertes, traduzione dall’inglese (l’edizione originare è canadese) di Cosetta Cavallante, Elliot 2011 editore, 19,50 euro&lt;br /&gt;Tanto è stato scritto sulla seconda guerra mondiale e sulla persecuzione degli ebrei, che all’apparire di ogni nuova opera può sembrare di sapere già tutto, di conoscere ogni evento o personaggio passato alla storia, carnefice o vittima.&lt;br /&gt;Kertes è ungherese, classe 1951, dal 1956 vive in Canada, scrive un romanzo storico perché si conosca la storia di un diplomatico svedese che, come Schindler e Perlasca, ma meno famoso di loro, fa parte dei Giusti tra le nazioni, per aver salvato più di centomila ebrei ungheresi fornendo passaporti falsi, rifugi e assistenza a chi ne avesse bisogno.&lt;br /&gt;Un romanzo meraviglioso nei suoi tratti tragici e a volte leggeri, che fornisce un nuovo ritratto dell’epoca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• UN EBREO COME ESEMPIO&lt;br /&gt;Jacques Chessex, traduzione dal francese di Maurizio Ferrara, Fazi 2011, 14,00 euro&lt;br /&gt;Un romanzo durissimo: Chessex racconta un episodio avvenuto nel 1942 nel suo paese natale, nella Svizzera francese. &lt;br /&gt;L’immagine della Svizzera neutrale, attraverso la quale le aberrazioni della seconda guerra mondiale passano senza lasciare traccia, sparisce in 75 pagine di racconto crudo e vero. Uomini travolti dall’ideologia nazista, capaci di architettare un delitto esemplare, un crimine senza pentimento, una violenza che diventa ancora più brutale nell’assenza del rimpianto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• QUI NON CI SONO BAMBINI. UN’INFANZIA AD AUSCHWITZ&lt;br /&gt;Thomas Geve, traduzione dal francese di Margherita Botto, Einaudi 2011, 24,00euro.&lt;br /&gt;Testimonianza unica nella storia documentaria dell’Olocausto. Testimonianza fatta attraverso 79 disegni di un ragazzino tedesco, sopravvissuto ai campi e liberato a Buchenwald dagli alleati l’11 aprile del 1945. Disegni semplici e crudeli, che Geve, troppo debole per essere trasferito altrove, comincia a fare ancora nella baracca 29 del campo, usando il retro dei formulari delle SS come carta da disegno, formato 15 x 10 cm. 79 immagini per raccontare al padre, che si era unito alle Forze Alleate in Inghilterra, la sua vita nei campi di concentramento. &lt;br /&gt;Documento prezioso, donato dall’autore al museo d’arte dello Yad Vashem di Gerusalemme. Documento che l’autore accompagna con conferenze in giro per il mondo con la preghiere di sostenere “i nostri sforzi intesi a preservare la verità della storia contemporanea”.&lt;br /&gt;I disegni sono accompagnati da una breve introduzione, in cui Geve racconta la sua storia: poche pagine, poche parole, scarne didascalie (utili per lo più a chi non conoscendo il tedesco avrebbe difficoltà a comprendere le scritte riportate nelle immagini), perché tutta la sua vita è racchiusa in quei 79 disegni, come se il prima e il dopo quasi non esistesse.&lt;br /&gt;Sono nato nel 1933 a Stettino, sulle rive del Baltico. Avevo poco più di tre anni quando Hitler salì al potere, nel gennaio del 1933.L’unico universo di cui avessi memoria fu quello della repressione e della persecuzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• VISITARE AUSCHWITZ. Guida all’ex campo di concentramento e al sito memoriale.&lt;br /&gt;Carlo Saletti e Frediano Sessi, Marsilio 2011, 18.00 euro&lt;br /&gt;Una guida per capire, una guida per essere preparati a quello che si può vedere e si può vivere ad Auschwitz, il campo nel quale dal 1940 al 1945 sono morti milioni di ebrei e che è simbolo del martirio cui l’Europa è stata sotto posta durante il nazismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• GLI EBREI SOTTO LA PERSECUZIONE IN ITALIA. Diari e lettere 1938-1945.&lt;br /&gt;Mario Avagliano e Marco Palmieri, con prefazione di Michele Sarfatti, Einaudi 2011, 15,00 euro&lt;br /&gt;Una scelta di testimonianze coeve, curata da due storici, suddivise tematicamente e cronologicamente per ripercorrere l’intera storia della persecuzione antiebraica in Italia dal 1938 al 1945, dalla campagna di propaganda antisemita all’emanazione delle leggi razziali, dall’internamento sotto il fascismo alle razzie e agli arresti sotto la repubblica di Salò, dalla fuga in clandestinità al concentramento nei campi italiani, dalla deportazione nei campi di sterminio al ritorno dei sopravvissuti. &lt;br /&gt;Una cronaca della persecuzione, così come fu registrata giorno per giorno dagli stessi ebrei, cioè coloro che subirono le leggi razziali, gli arresti, le deportazioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-7283774164833610913?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/7283774164833610913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=7283774164833610913&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7283774164833610913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7283774164833610913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/01/giorno-della-memoria-n11.html' title='GIORNO DELLA MEMORIA n.11'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-7465711348486853799</id><published>2011-01-07T16:14:00.005Z</published><updated>2011-01-07T17:24:42.232Z</updated><title type='text'>UN NUOVO ANNO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TSdH9PcUc7I/AAAAAAAAAJg/-wxbY-GEPVE/s1600/b%25C3%25A9con-les-bruyeres.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 257px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TSdH9PcUc7I/AAAAAAAAAJg/-wxbY-GEPVE/s400/b%25C3%25A9con-les-bruyeres.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5559491382455071666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte mi capita di avere un'idea, banale o complessa che sia, avere in mente come realizzarla... ma non riuscirci per mancanza di tempo. Rimane lì, abbozzata in un angolino della testa e del cuore, ogni tanto si fa sentire, generando non poca frustrazione nella sottoscritta. Poi finalmente arriva il momento. L'idea non è più la stessa, si è modificata come avviene nella preparazione dei cibi: forse mi manca un ingrediente, oppure non ho più voglia di quel sapore, ma gli amici vengono a cena e quel piatto che avevo pensato diventa un altro, altrettanto appetitoso.&lt;br /&gt;Avrei voluto proporre libri per l'arrivo dell'inverno, scrivere delle mie letture di fine/inizio anno (la convinzione che il libro con cui inizio l'anno è quello che determina la qualità delle letture dei 12 mesi che seguono, è ahimé ancora viva),  suggerire qualche ricetta...&lt;br /&gt;Arrivo adesso proponendo una confortante zuppa di cipolle con crostoni di pane rustico. Non ho cambiato rotta, la mia nave solca sempre il grande mare della letteratura, ma oltre ad ancorare la lettura ad un luogo, ad un momento, in qualche occasione ad una musica... perchè non associarla ad un sapore? Quindi se il collegamento è con la zuppa di cipolle, le mie divagazioni letterarie mi hanno certamente portato in Francia: in un mondo senza tempo, ad incontrare Patrick Modiano ed Emmanuel Bove. Il vento delle loro parole mi ha cullato in questi giorni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-7465711348486853799?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/7465711348486853799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=7465711348486853799&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7465711348486853799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7465711348486853799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2011/01/un-nuovo-anno.html' title='UN NUOVO ANNO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TSdH9PcUc7I/AAAAAAAAAJg/-wxbY-GEPVE/s72-c/b%25C3%25A9con-les-bruyeres.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-4990774422881079624</id><published>2010-11-03T18:29:00.000Z</published><updated>2010-11-03T18:30:23.659Z</updated><title type='text'>FORSE L'AMORE CAPITA COSI'</title><content type='html'>Abbiamo cuori per tutte le stagioni,&lt;br /&gt;ma pure non è semplice&lt;br /&gt;il cambio alle scadenze,&lt;br /&gt;dirsi un addio,&lt;br /&gt;non indossare più certe cravatte.&lt;br /&gt;Io tiro avanti,&lt;br /&gt;alzo la mia saracinesca&lt;br /&gt;(non ho mai tolto quel pittura fresca&lt;br /&gt;a salvaguardia dalle biciclette),&lt;br /&gt;mi siedo al tavolino e aspetto gente.&lt;br /&gt;Forse l’amore capita così,&lt;br /&gt;guardando la maniglia che si abbassa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Alessandro Trasciatti)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-4990774422881079624?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/4990774422881079624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=4990774422881079624&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4990774422881079624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4990774422881079624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/11/forse-lamore-capita-cosi.html' title='FORSE L&apos;AMORE CAPITA COSI&apos;'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-6643227651242503017</id><published>2010-10-30T09:12:00.002Z</published><updated>2010-10-30T09:17:14.072Z</updated><title type='text'>ETERNAMENTE VIVO</title><content type='html'>Ho avuto tante case&lt;br /&gt;e non ne ho abitata neanche una,&lt;br /&gt;ma la poesia, la fata m igliore,&lt;br /&gt;mi fece una casa tutta per me,&lt;br /&gt;tutta per me&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Tratto da &lt;em&gt;Eternamente vivo&lt;/em&gt;, di Alda Merini, Frassinelli 2010)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-6643227651242503017?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/6643227651242503017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=6643227651242503017&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6643227651242503017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6643227651242503017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/10/eternamente-vivo.html' title='ETERNAMENTE VIVO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-829478862173505888</id><published>2010-10-30T08:28:00.001Z</published><updated>2010-10-30T08:47:28.058Z</updated><title type='text'>ALDA MERINI: UN ANNO DOPO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TMvblQFjd4I/AAAAAAAAAJU/Ano0s_3H8ZQ/s1600/merini+2010.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 305px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TMvblQFjd4I/AAAAAAAAAJU/Ano0s_3H8ZQ/s400/merini+2010.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5533758000174692226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-829478862173505888?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/829478862173505888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=829478862173505888&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/829478862173505888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/829478862173505888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/10/alda-merini-un-anno-dopo.html' title='ALDA MERINI: UN ANNO DOPO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TMvblQFjd4I/AAAAAAAAAJU/Ano0s_3H8ZQ/s72-c/merini+2010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-113188972105235582</id><published>2010-10-15T10:23:00.002Z</published><updated>2010-10-15T10:30:44.993Z</updated><title type='text'>CANZONE D'AMORE</title><content type='html'>Tutto, la mia vita, il mondo, gli uomini,&lt;br /&gt;tutto quello che non è lei non è nulla.&lt;br /&gt;Tutto quello che non è lei te lo regalo,&lt;br /&gt;viandante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei non lo sa, quanto tempo e fatica&lt;br /&gt;per apparire bella, per pettinarmi,&lt;br /&gt;per truccarmi vestirmi e profumarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma girerei senza sosta anche la mola,&lt;br /&gt;affonderei nel mare il remo o zapperei&lt;br /&gt;la terra, se fosse il prezzo per tenerla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fate però che non lo sappia mai,&lt;br /&gt;o dee che su di me vegliate. Il giono in cui&lt;br /&gt;saprà quanto l'amo cercherà un'altra donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;I belletti&lt;/em&gt;, tratto da &lt;em&gt;Le canzoni di Belitis &lt;/em&gt;di Pierre Louys nella traduzione di Eva Cantarella, Feltrinelli 2010)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-113188972105235582?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/113188972105235582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=113188972105235582&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/113188972105235582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/113188972105235582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/10/canzone-damore.html' title='CANZONE D&apos;AMORE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-6579689981056702650</id><published>2010-10-12T14:25:00.004Z</published><updated>2010-10-12T14:33:53.511Z</updated><title type='text'>VIAGGIO IN GIAPPONE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TLRwFVe6GsI/AAAAAAAAAJM/goNJclWaVWg/s1600/viaggio+in+giappone.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 269px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TLRwFVe6GsI/AAAAAAAAAJM/goNJclWaVWg/s400/viaggio+in+giappone.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527165879658879682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I segni del Giappone offrono qualcosa di più profondo della comprensione. &lt;br /&gt;La mancanza di chiarezza non dipende da quello che vediamo, ma da come lo vediamo: &lt;br /&gt;il viaggiatore deve purificare il suo sguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il racconto e le immagini di Laura Sebastio e Micaela Sgrò&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-6579689981056702650?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/6579689981056702650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=6579689981056702650&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6579689981056702650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6579689981056702650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/10/viaggio-in-giappone.html' title='VIAGGIO IN GIAPPONE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TLRwFVe6GsI/AAAAAAAAAJM/goNJclWaVWg/s72-c/viaggio+in+giappone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-4277612919596328583</id><published>2010-09-27T15:55:00.001Z</published><updated>2010-09-27T15:58:59.409Z</updated><title type='text'>LIBRO, LIBRI</title><content type='html'>Con l'autunno, riprendo le mie scritture e propongo i risultati delle letture e delle ricerche estive.&lt;br /&gt;Chi vuole, dia un'occhiata al video di cui allego il link:  http://www.youtube.com/watch?v=ool3vdgLYdI&amp;feature=player_embedded#!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-4277612919596328583?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/4277612919596328583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=4277612919596328583&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4277612919596328583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4277612919596328583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/09/libro-libri.html' title='LIBRO, LIBRI'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3502568833952953240</id><published>2010-07-09T10:15:00.002+01:00</published><updated>2010-07-09T10:23:45.415+01:00</updated><title type='text'>SARAMAGO: POESIA A BOCCA CHIUSA</title><content type='html'>Non dirò:&lt;br /&gt;che il silenzio mi soffoca e imbavaglia.&lt;br /&gt;Zitto io sto e zitto me ne resto:&lt;br /&gt;la lingua che io parlo è di altra razza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ammucchiano parole logorate,&lt;br /&gt;ristagnano, cisterna d' acque morte,&lt;br /&gt;amare pene in limo trasformate,&lt;br /&gt;melma fangosa con radici torte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dirò:&lt;br /&gt;che proprio non son degne neppur d' esser dette,&lt;br /&gt;parole inette a dire quanto so&lt;br /&gt;qui nel rifugio in cui non mi conoscono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo limo o melma si trascinano,&lt;br /&gt;non solo bestie, morti, ansie galleggiano,&lt;br /&gt;turgidi frutti in grappoli s'intrecciano&lt;br /&gt;nel nero pozzo dove dita affiorano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dirò solo,&lt;br /&gt;arcignamente solitario e muto,&lt;br /&gt;che chi ha taciuto quanto io ho taciuto&lt;br /&gt;non può morire senza dire tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Poesia a bocca chiusa&lt;/em&gt;, da &lt;em&gt;Le poesie possibili &lt;/em&gt;nella raccolta &lt;em&gt;Le poesie&lt;/em&gt;, di José Saramago, traduzione di Fernanda Toriello, Einaudi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3502568833952953240?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3502568833952953240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3502568833952953240&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3502568833952953240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3502568833952953240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/07/saramago-poesia-bocca-chiusa.html' title='SARAMAGO: POESIA A BOCCA CHIUSA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-8203858242830503692</id><published>2010-07-02T18:34:00.002+01:00</published><updated>2010-07-02T18:38:25.709+01:00</updated><title type='text'>POESIA, ANCORA UNA</title><content type='html'>Inesplicabile o esemplare&lt;br /&gt;generosa e trita ti concedi qualche piccolo&lt;br /&gt;ritorno alle abitudini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lingua scuote nella tua bocca, uno sbatter d'ale&lt;br /&gt;che è linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentì bisogno allora di inalzare, piramidi alla&lt;br /&gt;verità (o il suo mettersi in moto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da &lt;em&gt;La libellula e altri scritti&lt;/em&gt;, di Amelia Rosselli, Studio editoriale)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-8203858242830503692?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/8203858242830503692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=8203858242830503692&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8203858242830503692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8203858242830503692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/07/poesia-ancora-una.html' title='POESIA, ANCORA UNA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5057157796790423857</id><published>2010-06-26T10:23:00.002+01:00</published><updated>2010-06-26T10:29:17.267+01:00</updated><title type='text'>LA MERAVIGLIA DEL MERAVIGLIOSO</title><content type='html'>Chiamali a raccolta&lt;br /&gt;i sensi infantili, digli&lt;br /&gt;sonda i tremori, osserva&lt;br /&gt;la tenue natura imbarazzata&lt;br /&gt;rosso soffusa e ciglia&lt;br /&gt;come falene, osserva&lt;br /&gt;la meraviglia del meraviglioso&lt;br /&gt;mondo delle innocenze&lt;br /&gt;dove crepita sorda la cucitura &lt;br /&gt;dei libri e dei taccuini&lt;br /&gt;il bordo,&lt;br /&gt;dove gli unici bambini illesi&lt;br /&gt;sono i nostri ricordi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da &lt;em&gt;Microfiabe&lt;/em&gt;, di Claudio Recalcati, collezione Lo Specchio, Mondadori)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5057157796790423857?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5057157796790423857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5057157796790423857&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5057157796790423857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5057157796790423857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/06/la-meraviglia-del-meraviglioso.html' title='LA MERAVIGLIA DEL MERAVIGLIOSO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-8714976616182651932</id><published>2010-06-25T18:33:00.003+01:00</published><updated>2010-06-25T18:46:17.500+01:00</updated><title type='text'>PAUL CELAN</title><content type='html'>NON SCRIVERTI&lt;br /&gt;tra i mondi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;imponiti alla&lt;br /&gt;varietà dei significati,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confida nella scia di lacrime&lt;br /&gt;e impara a vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da &lt;em&gt;Oscurato&lt;/em&gt;, di Paul Celan, traduzione di Dario Borso, Einaudi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POSTI SELVAGGI, inserti con i giorni attorno a noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In volo solitario &lt;br /&gt;continuamente frulla,&lt;br /&gt;oltre le torri di avvistamento,&lt;br /&gt;l'ala destra di un grande&lt;br /&gt;uccello bianco &lt;br /&gt;verso qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da &lt;em&gt;Oscurato&lt;/em&gt;, di Paul Celan, traduzione di Dario Borso, Einaudi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-8714976616182651932?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/8714976616182651932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=8714976616182651932&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8714976616182651932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8714976616182651932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/06/paul-celan.html' title='PAUL CELAN'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3743617939900662487</id><published>2010-06-15T18:58:00.000+01:00</published><updated>2010-06-15T18:59:15.471+01:00</updated><title type='text'>SUD AFRICA</title><content type='html'>Il Sud Africa, con la sua letteratura contemporanea, con la sua storia e con le sue tradizioni. Il Sud africa non solo di Nadine Gordimer (Nobel per la letteratura nel 1991) e John Maxwell Coetzee (Nobel per la letteratura nel 2003). In sottofondo la voce di Miriam Makeba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• UN ARCOBALENO NELLA NOTTE&lt;br /&gt;Dominique Lapierre, Saggiatore 2009, traduzione di Klersy Imbercidori, euro 12,00&lt;br /&gt;Una storia del Sud Africa, raccontata dal grande Lapierre, che dopo l’India de La città della gioia e Mezzanotte e cinque a Bhopal, dopo Israele di Gerusalemme Gerusalemme, si cimenta con un’altra realtà territoriale per descrivere come sia nato uno dei più grandi e più importanti stati d’Africa.&lt;br /&gt;L’inizio della storia è il 1652, quando un piccolo gruppo di coloni olandesi sbarca sulla costa sud del continente africano per coltivare verdura (insalata) destinata a rifornire le cucine degli equipaggi delle navi della Compagnia delle Indie, flagellati dallo scorbuto. Da qui alla progressiva penetrazione nell’entroterra, lo scontro con le tribù locali, la durezza della natura, la promessa di grandi ricchezze, la diffusione del calvinismo. Olandesi inglesi zulu. Fino alle grandi tragedie del ‘900, al razzismo, all’apartheid, e finalmente a Mandela.&lt;br /&gt;Una sorta di romanzo storico, appassionante come un’opera di fantasia, affascinante come una storia vera, per mostrare gli aspetti meno noti della nascita dello stato sudafricano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LUNGO CAMMINO VERSO LA LIBERTA’&lt;br /&gt;Nelson Mandela, Feltrinelli 1996, 13,00 euro&lt;br /&gt;Primo presidente nero del Sudafrica dopo la fine dell’apartheid (1994-1999), Mandela racconta con la sobrietà che gli è propria la storia della sua vita divisa fra dimensione personale ed impegno politico, impegno che lo coinvolge da giovanissimo rivendicando i diritti dei neri, lo porta alla segregazione e al carcere per ventisette anni, al premio Nobel per la pace nel 1993 e ad essere una delle figure più importanti del XX secolo.&lt;br /&gt;Un libro importante per capire, dal racconto in prima persona, chi sia stato Nelson Mandela e cosa abbia significato per il Sudafrica, per l’Africa e per il mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IN PIENA LUCE&lt;br /&gt;Zoe Wicomb, Tartaruga 2009, traduzione di Francesca Romana Paci e Angela Tiziana Tarantini, 18,00 euro&lt;br /&gt;Una storia legata alla razza, la storia di una donna, giovane sudafricana bianca, benestante, che si è sempre tenuta fuori dai dibattiti e dalle lotte legate alla divisione fra bianchi e neri e che improvvisamente si trova catapultata in quel conflitto. La scoperta che i genitori in realtà si spacciavano per bianchi in virtù del colore della pelle, che li faceva apparire come tali, ma che era coloured mette in crisi la sua esistenza e le sue certezze.&lt;br /&gt;E’ un aspetto della realtà sudafricana non trascurabile: proprio in conseguenza della storia del paese, come si è potuto capire dal libro di Lapierre, il colore della pelle non è discriminante, non pone da una parte o dall’altra della barricata. La convivenza in parità di diritti e doveri è precedente all’introduzione e all’abolizione dell’apartheid: troppe le sovrapposizioni razziali, troppe le realtà umane, troppe le ferite e troppe le lotte per sancire l’uguaglianza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• MHUDI&lt;br /&gt;Solomon Tshekisho Plaatje, Baldini&amp;Castoldi 2010, traduzione di Michela Canepari, 20,00 euro&lt;br /&gt;La storia del libro risale agli inizi del secolo scorso.&lt;br /&gt;Solomon è nato nel 1876 da una famiglia Barolong, tribù originaria localizzabile tra il Botwana e la regione nord-occidentale dell’attuale Sudafrica, ha studiato da missionari anglicani e si è presto impegnato contro il razzismo e la discriminazione promuovendo la solidarietà dei popoli oppressi e sostenendo i leader neri che ai tempi lottavano negli Stati Uniti. E’ stato giornalista, linguista, politico, traduttore (Shakespeare in lingua tswana) e uno dei più influenti scrittori sudafricani, scrivendo nel 1913 una protesta contro gli inglesi che avevano decretato che ai nativi spettasse solo l’8% delle terre, e raccontando anche l’assedio di Mafeking (città barolong in territorio sudafricano) durante la guerra anglo-boera.&lt;br /&gt;Mhudi è stato scritto fra il 1917 e il 1920, ma ha visto le stampe solo nel 1930 a causa dei pregiudizi sugli scrittori di colore. E’ il primo libro scritto in inglese (e in qualsiasi lingua europea) scritto da un sudafricano di colore.&lt;br /&gt;E’ un romanzo storico, ambientato all’inizio dell’800 e racconta di guerra, d’amore, di scontri fra tribù, di alleanze effimere fra tribù e boeri, di lotte fra inglesi e boeri, e di amicizie possibili nonostante le diversità.&lt;br /&gt;Solomon sembra fotografare la realtà, lasciando uno spiraglio per un futuro migliore in cui sia possibile la conciliazione e la convivenza pacifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• BAFANA BAFANA&lt;br /&gt;Troy Blacklaws, Donzelli 2010, traduzione di Nello Giuliano, illustrazioni di Andrew Stooke 13,00 euro&lt;br /&gt;Un libretto, una favola per bambini e non solo, che racconta la storia del piccolo calciatore che al villaggio chiamavano Pelé e che ha come massimo desiderio quello di essere allo stadio la notte dei mondiali. Bafana Bafana è anche la storia della nazionale di calcio sudafricana ( Bafana bafana in lingua zulu significa “i nostri ragazzi”) dalla prima apparizione sulla scena internazionale nel 1924 contro la nazionale olandese, ai tempi recenti attraverso tutta una serie di vicissitudini che ripropongono in campo sportivo/calcistico gli eventi che hanno martoriato la storia del Sudafrica: squadra solo di bianchi, squadra solo di neri, sospensione dai campionati, esclusione dalla coppa d’Africa (1957), gli anni dell’apartheid, la sospensione da parte della FIFA nel 1976 dopo i fatti tragici di Soweto (la popolazione del ghetto nero si era sollevata contro la decisione del governo di sostituire l’afrikaans all’inglese nelle scuole dei neri: la manifestazione pacifica di studenti e docenti era stata soffocata nel sangue) la nuova squadra rinata dopo la fine dell’apartheid formata da bianchi e neri, la prima partita con la nuova formazione nel 1992 e l’arrivo ai mondiali del 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• I DIAVOLI DI ZONDERWATER&lt;br /&gt;Carlo Annese, Sperling &amp; Kupfer 2010, 18,50 euro&lt;br /&gt;Racconto di emigrazione, di internamento, di guerra e di sport quello che Annese, giornalista sportivo, riporta una storia poco nota, quella degli italiani in Sudafrica nel corso della seconda guerra mondiale.&lt;br /&gt;A parte alcuni missionari cattolici, nel Sudafrica l'emigrazione italiana fu molto limitata fino alla fine dell'Ottocento. ma solo ai primi del ‘900 gli Italiani costituirono una piccola comunità di alcune migliaia di persone, concentrate nelle maggiori città dell'Unione Sudafricana. Nel 1900 vi erano 200 Italiani nella colonia del Capo e prima del 1910 circa 1.200 nel Transvaal. Molti erano minatori (cercatori di oro), commercianti e costruttori. Ma già nel 1915 vi erano quasi 4.000 Italiani in tutto il Sudafrica, e tra di loro molti erano professionisti (specialmente ingegneri, medici ed avvocati). Durante il Fascismo quasi non vi fu emigrazione italiana verso il Sudafrica ed allo scoppio della seconda guerra mondiale circa ottocento Italo-sudafricani furono internati per ragioni di sicurezza.&lt;br /&gt;Annese, dopo attenta analisi di fonti documentarie, racconta del campo di Zonderwater, dove un capo illuminato, il colonnello H. Frederik Prinsloo pensa di restituire dignità ai prigionieri attraverso lo sport, creando un gruppo coeso e pronto al lavoro , che in 6 anni trasforma la landa desolata in cui era costruita la prigione a cielo aperto in una vera e propria città in muratura con scuole e ospedali, strade e teatri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3743617939900662487?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3743617939900662487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3743617939900662487&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3743617939900662487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3743617939900662487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/06/sud-africa.html' title='SUD AFRICA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1478871493045926895</id><published>2010-06-12T14:41:00.003+01:00</published><updated>2010-06-12T15:01:36.466+01:00</updated><title type='text'>BRODSKIJ: VENEZIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TBOTJvf2ZBI/AAAAAAAAAI8/hHufr_0zXWw/s1600/brodsky.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 334px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TBOTJvf2ZBI/AAAAAAAAAI8/hHufr_0zXWw/s400/brodsky.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481886967018185746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se capiti d'un tratto fra erbe di pietra,&lt;br /&gt;più splendenti nel marmo che nel verde,&lt;br /&gt;e se vedi una ninfa inseguita da un fauno,&lt;br /&gt;felici entrambi più nel bronzo che nel sogno,&lt;br /&gt;posson lasciare il bordone le affrante dita:&lt;br /&gt;         sei nell'Impero, amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aria, acqua , fiamma, leoni, naiadi,&lt;br /&gt;copie dal vero o corpi immaginari,&lt;br /&gt;ciò che ha inventato Dio e che il cervello&lt;br /&gt;s'è stancato di continuare, s'è fatto pietra, metallo.&lt;br /&gt;Questa la fine delle cose, questo alla fine della strada&lt;br /&gt;         lo specchio per entrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettiti in una nicchia vuota e, rovesciando&lt;br /&gt;gli occhi, guarda svanire dietro l'angolo&lt;br /&gt;i secoli, e il muschio ricoprire il ventre &lt;br /&gt;e le spalle la polvere, tinta del tempo.&lt;br /&gt;Qualcuno spezza un braccio, e con un tonfo rotola&lt;br /&gt;        la testa giù dal collo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E resta un torso, anonima somma di muscoli.&lt;br /&gt;Mille anni dopo abiterà qui un topo, ma,&lt;br /&gt;l'unghia rotta sul granito, uscirà una sera,&lt;br /&gt;squittendo, zampettando oltre la strada,&lt;br /&gt;per non tornare a mezzanotte in tana.&lt;br /&gt;        E neppure al mattino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Torso&lt;/em&gt;, da &lt;em&gt;Poesie&lt;/em&gt;, Iosif Brodskij, Adelphi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1478871493045926895?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1478871493045926895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1478871493045926895&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1478871493045926895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1478871493045926895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/06/brodskij-venezia.html' title='BRODSKIJ: VENEZIA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/TBOTJvf2ZBI/AAAAAAAAAI8/hHufr_0zXWw/s72-c/brodsky.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5638542907473638293</id><published>2010-05-22T09:48:00.001+01:00</published><updated>2010-05-22T09:51:58.516+01:00</updated><title type='text'>CAMMINA CAMMINA...</title><content type='html'>sul camminare: la bellezza di girovagare a piedi come mezzo per estraniarsi dalla realtà, come fonte di energia, come momento di riflessione, come forma di libertà, come presa di coscienza. Non un’attività legata alla bella stagione e forse nemmeno semplicemente un’attività, ma un modo di essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• CAMMINARE&lt;br /&gt;Henry David Thoreau, Mondadori 2009, traduzione di Massimo Jevolella, 7,50 euro&lt;br /&gt;Poco più di cinquanta pagine, ma sono serviti quasi dieci anni per raggiungere la stampa definitiva.&lt;br /&gt;Thoreau, americano dell’Ottocento, è diventato famoso per due opere &lt;em&gt;Walden, ovvero la vita nei boschi&lt;/em&gt; (pubblicato negli USA nel 1854) e &lt;em&gt;Disobbedienza civile&lt;/em&gt; (pubblicato nel 1849). Il primo nasce dall’esperienza dell’autore nella foresta che circonda il lago Walden (Massachusetts) poco distante dalla sua casa: un giorno, il 4 luglio 1845, Thoreau esce da Concord e si dirige verso l’immensa foresta che circonda il lago, abbracciando per due anni una vita da eremita, una completa immersione in quella natura definita selvaggia, che possiede però un equilibrio e un’armonia salvatrice e guaritrice. Thoreau non traduce nell’immediato questa esperienza in forma scritta: forse le leggi della natura gli hanno trasmesso capacità meditative e di elaborazione, che lo portano a far decantare i pensieri. Nel frattempo, mentre lui si dedicava a peregrinare nei boschi, lontano da ogni forma di contaminazione umana, gli Stati uniti dichiarano guerra al Messico: questo fatto storico entra con violenza nella sua vita pacifica e lo porta a reagire non pagando le tasse per protestare contro il governo che aveva promosso una guerra ingiusta. L’esperienza del carcere che ne consegue si trasforma nel breve saggio &lt;em&gt;Disobbedienza civile&lt;/em&gt;, che prende la forma di una sorta di manuale di resistenza. Ecco dunque che le prime due opere si sovrappongono: da un lato l’aspetto più bucolico, dall’altro la reazione dura contro gli eventi che vanno contro le leggi della natura, di per sé pacifica.&lt;br /&gt;Negli stessi anni viene alla luce &lt;em&gt;Camminar&lt;/em&gt;e (1851-1862), prima nella forma di conferenze pubbliche, poi come raccolta scritta: un saggio breve, ma intenso, in una qualche misura profetico, che guarda con sospetto alla civiltà industriale e individua nella natura e nel vagabondare la salvezza dello spirito. Itinerario a piedi, senza meta, che permette di pensare e di fondersi nella natura per assorbirne l’equilibrio e la purezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LA PASSEGGIATA&lt;br /&gt;Robert Walser, Adelphi 1976, traduzione di Emilio Castellani, 9,00 euro&lt;br /&gt;Un racconto, composto dallo scrittore svizzero nel 1919: un desiderio di vagabondare che arriva quasi improvviso un bel mattino e lo porta a prendere il cappello e ad uscire di casa. Walser si lascia alle spalle i pensieri cupi, indossa un’aria serena e predispone il suo animo a nuovi incontri, una galleria di immagini e di incontri, ognuno dei quali trasmette motivo di riflessione. Riflessione serena, che trasforma il vagabondare in un itinerario spirituale, che confonde l’immaginario/immaginato in reale: perché non c’è differenza di percezione. La passeggiata è una sorte di metafora della vita dello scrittore, della scrittura errabonda: in entrambe gli incontri sono casuali e sorprendenti, fonti di riflessione e estraneamento dal mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• VAGABONDING&lt;br /&gt;Rolf Potts, Ponte alle Grazie 2008, traduzione di Stefano Beretta, 12 euro&lt;br /&gt;Potts è un viaggiatore, uno di quelli che girano con lo zaino in spalla. Potts ha fatto del viaggio una filosofia, considerandolo non semplicemente una valvola di sfogo ma un vero progetto di vita: non interrompe la normale routine lavorativa, ma la imbeve costantemente diventando uno stato d’animo permanente. Libertà, fantasia, curiosità e desiderio di crescita personale diventano i valori da perseguire. E partire diventa un viaggio con se stessi, un mettersi in cerca di se stessi, un essere in movimento ancora prima di aver scelto un percorso, psicologicamente ed emotivamente ancora prima dello spostamento fisico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL MONDO A PIEDI. ELOGIO DELLA MARCIA&lt;br /&gt;David Le Breton, Feltrinelli 208 (prima ed. 2001), traduzione di Ester Dornetti, 7,00 euro&lt;br /&gt;Un nuovo modo di viaggiare, un modo quasi sovversivo e trasgressivo: viaggiare apiedi, per godere del tempo e dei luoghi, per prendere le distanze dalla realtà frenetica e affinare i sensi. Un incrocia fra racconto e saggio, in cui il dialogo e le sensazioni si scambiano fra l’autore e personaggi storici (Stevenson, Sansot, Basho) sul senso di percorrere il mondo e la vita a piedi. Le Breton celebra l’andare che induce al piacere, che stimola l’incontro, la conversazione, l’impiego del tempo per procedere e per sostare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• CAMMINANDO&lt;br /&gt;Pino Cacucci, Feltrinelli 2009 (prima ed. 1996), 6,50 euro&lt;br /&gt;Il viaggio di Cacucci è un viaggio lento, che ha come fine e fonte di ricchezza l’incontro. Cacucci ama fermarsi per ascoltare chi abbia un qualcosa da raccontare: sembrano storie senza patria, storie di cittadini del mondo, vicende che incontrano persone qualunque, scrittori, musicisti, giornalisti in racconti tragici e comici, semplici e assurdi, che scoprono un po’ di mondo anche nelle realtà più vicine al nostro quotidiano. Una contaminazione continua e proficua, che trasporta spesso il lettore in spazi mitologici mascherati da realtà e viceversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• CAMMINARE. DAPPERTUTTO (ANCHE IN CITTA’)&lt;br /&gt;Tomas Espedal, Ponte alle Grazie 2009, traduzione di Lucia Barni, 15,00 euro&lt;br /&gt;Ancora un elogio del camminare, che questa volta arriva dalla Norvegia, patria di Espedal. Camminare, pensare, scrivere, creare fanno parte di un'unica realtà. Non importa quale sia il luogo, quale sia il tempo, quale sia la distanza percorsa: è l’approccio che conta, è il dare un ritmo all’esistenza. Il ritmo del passo, che scandisce la passeggiata, la giornata e la vita. Il ritmo del passo, che dà la consapevolezza dell’esistenza, che supera la necessità del trasferimento da un luogo all’altro e diventa necessità interiore&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5638542907473638293?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5638542907473638293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5638542907473638293&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5638542907473638293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5638542907473638293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/05/cammina-cammina.html' title='CAMMINA CAMMINA...'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-2403308727366967340</id><published>2010-05-20T18:56:00.002+01:00</published><updated>2010-05-20T19:01:22.635+01:00</updated><title type='text'>LOCANDA</title><content type='html'>dove la notte ha il passo leggero&lt;br /&gt;delle foglie sui rami e il silenzio&lt;br /&gt;addolcisce i muri,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dove, di tanto in tanto, riaccosti le labbra&lt;br /&gt;all'orecchio, mimando un discorso,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dove s'apre in mare una riva, bella,&lt;br /&gt;incudine al sole e alla luna che gira,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lì, proprio lì, darai sonno ai pensieri&lt;br /&gt;ricurvi, alle facili brezze: tutto ciò&lt;br /&gt;che tira e s'impiglia, arrogante primizia,&lt;br /&gt;superfluo fraseggio d'onde&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Locanda&lt;/em&gt;, tratto da &lt;em&gt;L'occhio destro del tonno&lt;/em&gt;, Nicola Dal Falco, CappaZeta edizioni 2010)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-2403308727366967340?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/2403308727366967340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=2403308727366967340&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2403308727366967340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2403308727366967340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/05/locanda.html' title='LOCANDA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-8191381868117379018</id><published>2010-05-18T18:45:00.002+01:00</published><updated>2010-05-18T18:57:51.188+01:00</updated><title type='text'>GRECIA NARRATA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S_LUzw6277I/AAAAAAAAAI0/9xGNMlUD4Sw/s1600/280px-Hera_Prometheus_Cdm_Paris_542.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 291px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S_LUzw6277I/AAAAAAAAAI0/9xGNMlUD4Sw/s400/280px-Hera_Prometheus_Cdm_Paris_542.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472670482978762674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce degli ultimi avvenimenti in Grecia mi è venuta l’idea di proporre letture legate alla Grecia. Non sono saggi economici né opere che spieghino che cosa sia successo e stia succedendo, non sono previsioni su quello che sarà. Sono opere che raccontano una terra di miti e di eroi, che degli antichi possiedono ancora i nomi e i luoghi e che si muovono, annaspano, vivono esistenze poco divine e molto umane.&lt;br /&gt;Pensando alla narrativa greca, i collegamenti immediati per me sono due: il primo è l’editore Crocetti che dal 1981 pubblica poesia e letteratura (dal 1998) soprattutto di autori greci; il secondo è il commissario Kostas Charitos, personaggio dei gialli del greco Petros Markaris&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• THODOROS KALLIFATIDIS&lt;br /&gt;Sette ore di Paradiso, Crocetti 2009, traduzione di Valentina Gilardi, 13,00 euro&lt;br /&gt;L’ultimo opera di Kallifatidis parla d’amore. Come i due romanzi precedenti. Un amore intenso, travolgente, un amore che nasce e si sovrappone ad equilibri preesistenti e li scardina. &lt;br /&gt;Kallifatidis è nato nel 1938 in Laconia, a sud del Peloponneso, si è trasferito ad Atene dove ha compiuto gli studi e poi è emigrato in Svezia, dove si è affermato come scrittore e dove vive tutt’ora. La Grecia, come spesso accade per chi si allontana dalla terra dov’è nato, lo accompagna sempre: scrive in greco Kallifatidis, spesso i suoi personaggi hanno radici greche e portano nomi greci, ascoltano musica greca e hanno in bocca il sapore dell’uzo. Una vena di malinconia, un ricordo lontano ma ancorato nell’intimo, nostalgico e consolatorio, anche quando dalla finestra si vede il mare del Nord e non l’Egeo, quando la luce e il tepore del giorno sono scandinavi e non certo mediterranei. Anche gli amori, alla fine, tanto mediterranei all’inizio, si raffreddano gradualmente e si sfumano in una fine senza resurrezione.&lt;br /&gt;Il primo romanzo, &lt;em&gt;Timandra&lt;/em&gt; (pubblicato in Grecia nel 1988 e in Italia per Crocetti nel 2002) descriveva l’età di Pericle, Atene, la guerra del Peloponneso e l’amore intenso di Alcibiade e Timandra. Timandra racconta e nel raccontare supera i confini della storia e resta donna che parla d’amore.&lt;br /&gt;Nel secondo romanzo, &lt;em&gt;Amore &lt;/em&gt;(1988 in Grecia, 2008 in Italia), il panorama è diverso ma il sentimento e l’emozione è lo stesso. A raccontarlo questa volta è un uomo, in uno spazio altrettanto spoglio rispetto alla casetta che ospita Alcibiade e Timandra, un uomo solo che ha provocato il destino e ne è rimasto schiacciato.&lt;br /&gt;Con &lt;em&gt;Sette ore in Paradiso &lt;/em&gt;(1998 in Grecia, 2009 in Italia) la passione travolge i personaggi: per un tempo breve, Amore si insinua nella mente dei personaggi e li induce ad intervenire nelle loro esistenze, provocando sconvolgimento profondo.&lt;br /&gt;C’è sempre un ragionamento, un tentativo di mediare le azioni, un arrovellarsi sulle ipotetiche conseguenze: ma non c’è possibilità di scampo, i nostri uomini e le nostre donne sono intrappolati in una rete che hanno contribuito a tessere solo in parte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• PETROS MARKARIS&lt;br /&gt;Io e Kostas Charitos, Bompiani 2010, traduzione di Andrea Di Gregorio, 14,00&lt;br /&gt;E’ l’ultimo nato di Markaris, anomalo nella sua produzione di sceneggiatore e scrittore di romanzi gialli. &lt;em&gt;Io e Kostas Charitos&lt;/em&gt;, racconta la storia del personaggio, di questo insolito commissario greco, che quasi all’improvviso un giorno si affaccia alla fantasia di Markaris e con insistenza lo obbliga a scrivere le sue avventure poliziesche. E racconta la storia di Markaris, i suoi incontri, i suoi film, il suo teatro, la sua attività di romanziere, iniziata alla bella età di 58 anni.&lt;br /&gt;Charitos appare per la prima volta in Italia (sempre per Bompiani) nel 2007, con  Ultime della notte, seguono altri cinque gialli, che portano il nostro in giro per Atene, l’Egeo e la Turchia.&lt;br /&gt;Sempre un po’ annoiato, non giovane, non bello, ma con una simpatia che lo può accostare al Carvalho di Vazquez Montalban o al Montalbano di Camilleri, Charitos legge solo dizionari, lotta ogni giorno con i bancomat, ha una moglie che ormai non gli dà più emozioni, vive e lavora ad Atene inciampando, quasi suo malgrado, in traffici e omicidi sanguinosi.&lt;br /&gt;Sin dalla sua prima apparizione nelle &lt;em&gt;Ultime della notte &lt;/em&gt;(GR 1995), risulta affascinante. Gli ambienti ambigui, siano i locali notturni, le zone frequentate dalla malavita, le dimore della buona società (che più che buona, è solo ricca) ritornano in &lt;em&gt;Difesa a zona &lt;/em&gt;(GR 1998). Con &lt;em&gt;Si è suicidato il Che &lt;/em&gt;(Gr 2003), Markaris introduce un elemento nuovo: Charitos durante lo svolgimento di un’indagine fa l’eroe e per coprire una donna si becca una pallottola in petto. Questo lo costringe a casa (la dimensione casalinga è l’elemento nuovo) accudito dalla moglie, addomesticato, mansueto, privo di quelle poche reazioni di stizza che ogni tanto si lasciava sfuggire nei confronti della donna.&lt;br /&gt;Con &lt;em&gt;La lunga estate del commissario Charitos &lt;/em&gt;entra in scena anche sua figlia: fino al 2007, di lei si conosceva solo l’esistenza e il fatto che se n’era andata di casa. Ora il cuore arido di Charitos è coinvolto nella risoluzione di un caso di terroristi di estrema destra che per combattere il lassismo dei costumi e far ritornare il rigore, sequestrano un traghetto sul quale la giovane donna viaggia.&lt;br /&gt;Con &lt;em&gt;La balia &lt;/em&gt;(GR 2008) troviamo Charitos in vacanza in Turchia: un greco residente a Istanbul lo coinvolge nella ricerca della vecchia balia scomparsa. Cambiano ancora una volta gli scenari, ma il nostro Maigret greco è sempre impacciato, astuto, svogliato ed efficace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• ERI RITSOU&lt;br /&gt;Segreti e rivelazioni, Crocetti 2008, traduzione di Valentina Gilardi, 15,00 euro&lt;br /&gt;Un’altra Grecia è quella descritta da Eri Ritsou, figlia del grande poeta Ghiannis Ritsos. Nata a Samo, la Ritsou in &lt;em&gt;Segreti e rivelazioni &lt;/em&gt;intreccia la storia dell’isola nel corso del ‘900 con quella di una famiglia benestante dell’isola. La storia è raccontata ai tempi nostri, ricostruita attraverso l’aiuto di quattro diari e le parole dell’anziana Marigula, che un tempo era stata a servizio nella casa della famiglia Aghisilau. Amore, e amori si sovrappongono alle vicende economiche e alla storia della famiglia e di Samo, all’epoca esempio di floridezza e civiltà.&lt;br /&gt;La scrittura affascina e trascina nel i destini dei personaggi, che si muovono nel romanzo a volte senza una meta a volte verso porti sicuri dove ancorarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• NOI ABBIAMO NOI&lt;br /&gt;Ismini Kapandai, Crocetti 2008, traduzione di Valentina Gilardi, 14,00 euro&lt;br /&gt;Ancora un romanzo storico, che ci porta nel ‘500. Siamo nell’Eptaneso, nelle Isole Ionie, nei Balcani e nell’Epiro. Un’epoca storica, rara nella narrativa greca contemporanea, che colma il passaggio dal mondo classico alla realtà contemporanea, mostrando un Medioevo e un postmedioevale che ha coinvolto anche, ovviamente, queste terre vicine e in qualche modo lontane, in un mitologia antica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(l'immagine: Hera e Prometeo - Decorazione di un kylix a figure rosse - V secolo a.C.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-8191381868117379018?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/8191381868117379018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=8191381868117379018&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8191381868117379018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8191381868117379018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/05/grecia-narrata.html' title='GRECIA NARRATA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S_LUzw6277I/AAAAAAAAAI0/9xGNMlUD4Sw/s72-c/280px-Hera_Prometheus_Cdm_Paris_542.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-469509821651025356</id><published>2010-05-11T16:26:00.002+01:00</published><updated>2010-05-11T16:29:32.286+01:00</updated><title type='text'>EDITORI PER BUON TEMPO</title><content type='html'>&lt;em&gt;Il Buon Tempo stampa libri in proprio&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucio Passerini è incisore, scultore e soprattutto editore. In una mano il bulino e lo scalpello, nell’altra i caratteri di piombo per un’operazione, quella del levare (riccioli di rame o di zinco dalla lastra, schegge dal legno, eleganti porzioni di bianco dalla pagina) che come si augura il nome delle sue Edizioni premia il Buon Tempo. &lt;br /&gt;Un tempo ben impiegato e ancora più onestamente buttato per dei libri fatti a mano.&lt;br /&gt;A Verona, alla libreria Pagina dodici, in corte Sgarzerie 6/a, il 13 maggio, a partire dalle 18, Lucio Passerini presenta tre opere, legate alla medesima intenzione, quella di fare un libro che sia a misura delle cose dette. &lt;br /&gt;Proprio, perché abituato a togliere il giusto, Passerini trovo il suo incanto nel sistemare i vuoti e i pieni. &lt;br /&gt;La passeggiata, illustra il surreale elenco di insegne e frasi, catturate e fuse in un famoso testo di Aldo Palazzeschi. Già l’occasione – una camminata in città – serve a descrivere spazi e segni quotidiani, ma la resa tipografica trasforma le pagine di grande formato in una sorta di mappa, di concretissimo itinerario.&lt;br /&gt;Per questo omaggio al poeta, l’editore ha attinto ai banconi della Tipoteca Italiana di Cornuda, in provincia di Treviso, dove affiorano le miniere tipografiche del Novecento. Vecchi caratteri oubliés che ci fanno, visivamente, traslocare su i marciapiedi urbani degli anni Venti e Trenta.&lt;br /&gt;In Trova la notte, indossa le vesti di incisore e commenta la piccola silloge che “rifà il verso” alla poetica giapponese dell’ombra, disegnando piante labirintiche che aprono e chiudono vani, seguendo, quasi fossero dei circuiti elettrici, gli andirivieni di un’archeologia lunare. &lt;br /&gt;Per il terzo titolo, The Jumblies, Passerini affida invece l’illustrazione alla mano nervosa ed elegante di Fabian Negrin. &lt;br /&gt;I versi della poesia di Edward Lear (1812-1888) cammeo di nonsense secondo una tradizione molto inglese, racconta la sfida di tre compari che salparono a bordo di un setaccio «nonostante i consigli degli amici/un freddo mattino tempestoso, felici» per avvistare «remote ed esigue, remote esigue/le terre che ai Jumblies piacciono».&lt;br /&gt;Razza coriacea e aperta di naviganti, forse perché «hanno la testa verde, le mani ambigue».&lt;br /&gt;Setaccio che per l’occasione si trasforma, attualizzandosi, in carrello della spesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche qui, chiave di tutto è l’impaginazione, l’ordine tipografico e mentale che rende un libro, qualunque esso sia, più o meno tattile per l’occhio stesso: cinematografico in La Passeggiata, verticale in  Trova la notte, debordante in The Jumblies.&lt;br /&gt;Lucio Passerini, oltre ad essere amico di Alessandro Zanella, editore a sua volta nella cascina con tipografia di Santa Lucia ai Monti, non lontano da Valeggio sul Mincio, collabora ad uno dei quattro corsi per imparare a stampare libri che Ampersand propone quest’estate. Quello che li vede insieme ( Passerini nel ruolo di maestro xilografo) si tiene dal 26 al 29 agosto.&lt;br /&gt;La stampa del testo e della xilografia avviene con torchi a mano Stanhope del 1854 e 1862. Ognuno dei sette partecipanti previsti riceverà, alla fine, una copia numerata e firmata del libro. Il corso si tiene dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. La quota è di 550 euro e comprende tutti gli strumenti e i materiali necessari. Ultima data di iscrizione: 15 agosto. Per ulteriori informazioni: tel. 045.6303698, fax 045.6337055; cell. 346.4769532;  Alessandrozanella@tele2.it &lt;br /&gt;(il testo è di Nicola Dal Falco)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I libri presentati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Passeggiata &lt;/em&gt;di Aldo Palazzeschi,&lt;br /&gt;Composto a mano con una selezione di caratteri italiani del Novecento della Tipoteca Italiana Fondazione di Cornuda. Cinquanta esemplari su carta Hahnemühle. &lt;br /&gt;Rilegatura giapponese, cm 19 × 16, 2006. Euro 350.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Trova la notte &lt;/em&gt;di Nicola Dal Falco, sei poesie, con alcune incisioni di Lucio Passerini. Cinquanta esemplari su carta Magnani Pescia, cm 19 × 16, 2006. Euro 100. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;The Jumblies &lt;/em&gt;di Edward Lear, sedici pagine, 7 illustrazioni a due colori di Fabian Negrin. Centocinquanta esemplari. Rilegatura a piatti mobili in carta Japan Obonai, cm 19 × 16, 2004. Euro 130&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-469509821651025356?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/469509821651025356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=469509821651025356&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/469509821651025356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/469509821651025356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/05/editori-per-buon-tempo.html' title='EDITORI PER BUON TEMPO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1637175474218406271</id><published>2010-05-11T16:21:00.004+01:00</published><updated>2010-05-11T16:26:29.719+01:00</updated><title type='text'>PURA LUCE DEL MATTINO</title><content type='html'>Saziami gli occhi d'amore&lt;br /&gt;guariscimi, salvami&lt;br /&gt;fatti vedere guardandomi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando ho per barca&lt;br /&gt;una foglia adagiata&lt;br /&gt;sulla corrente impetuosa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non temo la notte&lt;br /&gt;se nel buio mi guidi&lt;br /&gt;la tua voce è velluto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Epilogo&lt;/em&gt;, da &lt;em&gt;Pura luce del mattino&lt;/em&gt;, di Gigi Zoppello, Quaderni di poesia di CappaZeta edizioni)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1637175474218406271?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1637175474218406271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1637175474218406271&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1637175474218406271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1637175474218406271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/05/pura-luce-del-mattino.html' title='PURA LUCE DEL MATTINO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-4330830484076423693</id><published>2010-05-06T18:58:00.001+01:00</published><updated>2010-05-06T19:01:12.837+01:00</updated><title type='text'>ALI DI CARTA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S-MDjWKVb4I/AAAAAAAAAIs/Of5nW7f6yAY/s1600/Ali+di+carta.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 330px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S-MDjWKVb4I/AAAAAAAAAIs/Of5nW7f6yAY/s400/Ali+di+carta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468218278337146754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Solo l'immagine fa sognare: &lt;em&gt;Ali di carta &lt;/em&gt;è un'opera uscita dal cuore di Cappazeta, editore d'arte&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-4330830484076423693?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/4330830484076423693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=4330830484076423693&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4330830484076423693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4330830484076423693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/05/ali-di-carta.html' title='ALI DI CARTA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S-MDjWKVb4I/AAAAAAAAAIs/Of5nW7f6yAY/s72-c/Ali+di+carta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-6520178742298185373</id><published>2010-05-05T15:44:00.004+01:00</published><updated>2010-05-05T16:17:57.420+01:00</updated><title type='text'>PENELOPE STAMPA E CUCE: STAMPA AD ARTE IN FRIULI</title><content type='html'>Verona - Qui, come in una cantina o in un’alcova, con scaffali di libri distesi sopra la testa e accanto, a Pagina dodici, in corte Sgarzerie 6/a, da Roberta, si presenta CappaZeta. &lt;br /&gt;Una libraia veronese ospita il 7 maggio, alle 18, un’editrice friulana che stampa e cuce libri a Udine.&lt;br /&gt;Quando lo fa non si limita a cucire insieme le pagine - gesto normale per un piccolo editore d’arte - ma anche a “scriverci” sopra con ago e filo, sostituendo la carta con ritagli di lenzuola di lino, su cui sono state serigrafate le forme dei imparaticci, i compiti con cui le ragazze, riga dopo riga, imparavano l’ortografia del ricamo: il punto erba, a nido d’ape, come si fa un’asola…&lt;br /&gt;In &lt;em&gt;Di mano in mano&lt;/em&gt;, libro di stoffa edito in tre copie, il racconto indugia tra ghiribizzi, pittogrammi, pause tonali, frammenti che rifluiscono a metà dell’opera in un doppio ritratto: due bambine, una più grandicella dell’altra che si tengono per mano: silouhette di filo rosso, senza visi, fuori dal tempo.&lt;br /&gt;È curioso come, aprendolo, il lettore si ritrovi ad ascoltare il silenzio, una certa qualità del silenzio, interrotta - proviamo ad immaginare - da un brusio di voci, forse addirittura da delle risate appena trattenute. &lt;br /&gt;Una stanza che la finestra illumina, verso sera, di luce naturale, dove donne più e meno giovani si passano un sapere senza libri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Requiem per un cementificio&lt;br /&gt;Il bisogno di testimoniare riguarda da vicino anche un'altra opera di Loretta Cappanera, artefice con Andrea Zuccolo del catalogo CappaZeta.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tabogan&lt;/em&gt; è una cosa sola eppure pregna di significati trasversali. Innanzitutto, il nome colloquiale con cui si indicava un cementificio che ha segnato la storia del lavoro a Cividale, la città in cui Loretta Cappanera è nata.&lt;br /&gt;Nel 2002, l’imponente struttura dei Cementi Friuli è stata cancellata dalla topografia sentimentale della città grazie all’interessamento di una banca. Una fetta di paesaggio industriale, abbastanza antico da confondersi con le radici del posto, è svanito, chiedendo compassione.&lt;br /&gt;Sono nate allora le xilografie che formano l’album del Tabogan. Parola russa, importata dai lavoratori friulani e veneti, andati e tornati dalla Russia per la costruzione della Transiberiana. Usata là per indicare una slitta a mano e qui, nel cementificio, per dei carrellini su ruote, mossi sempre a forza di braccia. &lt;br /&gt;In più, a Cividale, la familiarità di quelle ciminiere in funzione faceva dire che: «quello fuma come un tabogan». Oggi, niente più cementifici né tabagisti (o quasi), ma un libro in sette copie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche &lt;em&gt;La terra incisa &lt;/em&gt;segue la stessa linea della memoria, un titolo dedicato a Sem terra del Brasile a chi, in un frase che rischia di suonare come un epitaffio, denuncia il prossimo, tragico, finale di partita: «noi non abbiamo ricevuto la terra dai nostri padri, l’abbiamo ereditata dai nostri figli».&lt;br /&gt;Di nuovo la terra e il tempo, viste attraverso il conflitto tra cambiamenti e identità. Non a caso, il libro, numerato da uno a dieci, è stato pensato in forma quadrata con pagine che si aprono, allungandosi come orizzonti e affidando la narrazione alle istantanee polarizzate di Danilo De Marco. &lt;br /&gt;In più, l’idea di avere o non avere la terra sotto i piedi per lavorarla e accarezzarla è resa con le due xilografie a secco. Quasi un orma che si fa paesaggio o il contrario, dove l’abilità di Cappanera sta nella visione asimmetrica. &lt;br /&gt;Il vuoto di segni al centro sembra, addirittura, suggerire, il “rischio” implicito di ogni passo in avanti, quando spostiamo il peso da uan gamba all’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serata di poesia&lt;br /&gt;Oltre ai libri d’artista, questa piccola casa editrice di Udine stampa una collana di Quaderni di poesie. Spazio a parte, coltivato con la stessa attenzione riservata ai fratelli maggiori. &lt;br /&gt;In questo caso, i versi corrono senza immagini e l’intervento si limita alla copertina, ancora un’incisione di Cappanera che occhieggia nella direzione del canto.&lt;br /&gt;E proprio per onorare il posto, la buona grazia della libraria, la presentazione dei libri sarà, volontariamente, interrotta, dalla lettura dei versi per bocca di alcuni poeti presenti tra cui Antonella Bragagna, Andrea Zuccolo e Gigi Zoppello.  &lt;br /&gt;(il testo è di Nicola Dal Falco)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I libri presentati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da i Libri d’artista di Loretta Cappanera:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Di mano in mano&lt;/em&gt;, 3 esemplari  numerati, 25,5x18,5 cm, serigrafie e ricami a mano, copertina di feltro serigrafata; prende spunto da una fotografia che ritrae due bambine e da un ricamo di Erminia Tomat, zia dell’artista, 2008;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tabogan&lt;/em&gt;, 7 copie numerate in carta Fabriano Rosaspina, 26x35 cm, stampate in xilografia e serigrafia, copertina in cartone cuoio, serigrafata con interventi di pittura; ispirato alla chiusura e abbattimento dello storico cementificio Vittoria di Cividale, 2009;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La terra incisa&lt;/em&gt;, 10 esemplari numerati in carta Fabriano Rosaspina, 20,5x20,5 cm, copertina in cartone, custodia in plexiglass, xilografie a secco e serigrafie che riproducono scatti fotografici; ispirato al reportage di Danilo De Marco per i Sem terra del Brasile, 2007;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ali di carta&lt;/em&gt;, 2 esemplari numerati in carta giapponese, 24x36 cm, con base di cartone intessuto di filo di cotone, dorso in garza, legatura orientale; ispirato al tema dell’angelo e alle varie sfumature del bianco, 1998;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sussurri&lt;/em&gt;, 9 esemplari numerati in carta a mano, 27x20 cm, copertina in cartone, xilografia e punta a secco su plexiglass, poesia di Agneta Falk, tradotta da Raffaella Marzano; carte recuperate da una tipografia dello Yorkshire; ispirato ad un viaggio e alla lettura dell’opera della Falk, 2001;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quando il vento ci coglie&lt;/em&gt;, 5 esemplari numerati in carta giapponese, 32x34cm, xilografie e ttimbri in gomma, interventi con macchina da cucire, copertina fatta a mano, frammento di testo, tratto da La canzone di Zima di Roberto Vecchioni, 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da i Quaderni di poesia CappaZeta: &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tina Modotti &lt;/em&gt;di Jack Hirschman; Didone a una kamikaze di Anna Lombardo; &lt;em&gt;Neppure le rondini &lt;/em&gt;di Andrea Zuccolo; &lt;em&gt;Majakovskij&lt;/em&gt; di Etel Adnan; &lt;em&gt;E fra le ciglia corte e segrete&lt;/em&gt; di Antonella Bragagna; &lt;em&gt;La via della seta &lt;/em&gt;di Antonio De Biasio; &lt;em&gt;Il viaggio&lt;/em&gt; di Luciano Morandini; &lt;em&gt;Pura luce del mattino&lt;/em&gt; di Gigi Zoppello; &lt;em&gt;Corale per oche e voce sola &lt;/em&gt;di Andrea Zuccolo; &lt;em&gt;L'occhio destro del tonno &lt;/em&gt;di Nicola Dal Falco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-6520178742298185373?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/6520178742298185373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=6520178742298185373&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6520178742298185373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6520178742298185373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/05/penelope-stampa-e-cuce-stampa-ad-arte.html' title='PENELOPE STAMPA E CUCE: STAMPA AD ARTE IN FRIULI'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3501196890820830418</id><published>2010-04-30T17:58:00.001Z</published><updated>2010-04-30T18:00:34.747Z</updated><title type='text'>PRIMO MAGGIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S9sauWh5UpI/AAAAAAAAAIk/N4YbFTAzyUE/s1600/poppy.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 370px; height: 278px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S9sauWh5UpI/AAAAAAAAAIk/N4YbFTAzyUE/s400/poppy.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465991956368282258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Festa del lavoro: partendo dal presupposto che qualsiasi lavoro, purché onesto, sia prezioso, per chi lo fa e per chi ne beneficia (non tanto come datore di lavoro, ma come comunità), sia rispettabile, degno di ringraziamento e di tutela. Quindi le proposte di oggi hanno per tema il lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• PRIMO MAGGIO NELLA STORIA DELLA CLASSE OPERAIA&lt;br /&gt;AA.VV., edizioni Lotta comunista (riedizione del 2005), 10,00 euro&lt;br /&gt;Quattro capitoli per raccontare il significato di questa data, data simbolo in tutto il mondo, nata nel 1886 a Chicago e assunta nel 1889 dalla Seconda Internazionale come giornata internazionale di mobilitazione per la riduzione dell’orario di lavoro : 1) La storica lotta per la riduzione della giornata lavorativa (dagli albori in Inghilterra alle lotte negli Stati Uniti per la rivendicazione della giornata lavorativa di otto ore e poi il passaggio della lotta in Europa); 2) La giornata del Primo maggio (le rivendicazioni si allargano al Sud America, all’Australia, al Giappone) ; 3) Primo maggio fra guerra e rivoluzione (dalla Rivoluzione di Ottobre alla fine degli anni ’20, la Prima Guerra Mondiale e la ripresa post bellica) ; 4) Primo maggio nei tempi lunghi della controrivoluzione e dell’ineguale sviluppo capitalistico (gli anni centrali del ‘900, la Seconda guerra  mondiale e la “conquista” di nuove adesioni nel mondo). &lt;br /&gt;Il volume, corredato di un ricco apparato iconografico, vuole sottolineare non solo le conquiste e il significato di questa data storica, ma la necessità che sia una data internazionale.&lt;br /&gt;Nota personale, che pecca certo di demagogia, legata polemiche degli ultimi giorni: non dovrebbe essere necessario introdurre regolamenti locali per regolare il lavoro il Primo maggio, per permettere orari straordinari: il Primo maggio deve essere la Festa dei lavoratori, di tutti, e tutti devo essere rispettati nel loro “non lavorare” in questo Primo maggio. Non si muore se non si lavora il Primo maggio, si muore se lo si fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LOTTE OPERAIE NEGLI STATI UNITI D’AMERICA 1890-1910&lt;br /&gt;AA.VV., Panta Rei editore 2008, 20,00 euro&lt;br /&gt;Si tratta di un’antologia volta a descrivere il ruolo dei Sindacati e del movimento operaio negli Stati Uniti nel momento di maggior espansione economica, all’inizio dell’ascesa degli USA a grande potenza industriale.&lt;br /&gt;Dall’analisi dei componenti che stanno alla base del fenomeno, quindi agricoltura, industria, ferrovia, tecnologia da un lato, urbanizzazione e immigrazione dall’altro si passa alla nascita dei sindacati di categoria e alle lotte contro i trust industriali. Il tutto in un periodo storico di grandissima espansione economica e in un territorio nuovo, vergine per quello che riguarda l’industria e il lavoro.&lt;br /&gt;Un libro valido non solo per gli addetti al lavoro, ma per chi si interessa ai movimenti economici internazionali e alla storia dell’economia. Un saggio che si legge come un romanzo, in cui date e dati non appesantiscono la lettura, e in cui accanto a descrizioni più generali sono riportati casi specifici che rendono la stessa ancora più interessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL LAVORO NON E’ UNA MERCE&lt;br /&gt;Luciano Gallino, Laterza 2007, seconda edizione 2009, 6,90 euro&lt;br /&gt;Gallino è professore emerito di Sociologia all’Università di Torino e si è sempre occupato anche di lavoro e di impresa.&lt;br /&gt;Nel 2001 Gallino aveva pubblicato un altro lavoro sulla flessibilità: Il costo umano della flessibilità, un lavoro importante in cui in una qualche misura proponeva delle ragioni sulla sostenibilità della flessibilità.  A distanza di sei anni le cose sono cambiate: in primis per la direttiva della Commissione europea del 2003 che riforma il mercato del lavoro, in secondo luogo perché allora Gallino ammette di non aver più di tanto considerato le cause, cosa che invece diventa ora fondamentale ed importante metterle al centro di una politica globale del lavoro. Nella discussione in corso sulla flessibilità del lavoro, Gallino interviene come sociologo e paragona il dibattito ad una barca in una tempesta, il cui equipaggio si dedichi a decidere il logo da porre sulle vele e non a  predisporre le misure per reggere alla forza delle onde. In campo lavorativo la tempesta deriva dall’aver messo in discussione quello che i lavoratori hanno conquistato nei decenni in termini di salari/stipendi e qualità del lavoro, perché messi in competizione con una massa enorme di nuovi salariati che lavorano con remunerazione miserabile ed in condizioni orrende.&lt;br /&gt;La politica nazionale ed internazionale dovrebbe occuparsi di questo, di fare in modo che il confronto/scontro fra i due fronti non sia verso il basso, ma verso l’alto della scala dei diritti/doveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• L’IMPRESA IRRESPONSABILE&lt;br /&gt;Luciano Gallino, Einaudi 2005 seconda edizione 2009, 12,50 euro&lt;br /&gt;Ancora Gallino interviene in ambito economico, definendo irresponsabile un’impresa che al di là degli obblighi elementari di legge suppone di non dover rispondere ad alcuna autorità pubblica e privata, né all’opinione pubblica, in merito alle conseguenze in campo economico, sociale e ambientale delle sue attività.&lt;br /&gt;Il dibattito internazionale è vivo da tempo, ma teoria e pratica di “responsabilità sociale dell’impresa” sono cose diverse! Ma tutte le decisioni  su condizioni di lavoro, prezzi, trasporti, media, ambiente, tempo libero, alimentazione, risparmio, rischi, organizzazione della famiglia dipendono dal governo delle aziende. Le decisioni delle aziende devono tener conto delle conseguenze delle loro attività sulle nostre vite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LAVORO DA MORIRE&lt;br /&gt;AA.VV., Einaudi 2009, 14,50 euro&lt;br /&gt;Un’antologia di racconti di un’Italia sfruttata, come recita il sottotitolo. 11 autori, fra i quali figurano Dacia Maraini, Michela Murgia, Andrea Bajani, Tullio Avoledo, che si impegnano a raccontare il lavoro, facendosi spazio in una letteratura che nel nostro paese ne parla poco e, se ne parla, lo fa in maniera marginale. Questi racconti nascono della necessità di farci sentire le voci di lavoratori e lavoratrici per i quali lavoro nero, disoccupazione, precarietà, morti bianche sono realtà e non cose della quali hanno sentito parlare. Vicende piccole di fatica quotidiana, di sopruso quotidiano, di difesa quotidiana dei diritti del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SERVI&lt;br /&gt;Marco Rovelli, Feltrinelli 2009, 15,00 euro&lt;br /&gt;Una ricerca sui clandestini, sulla realtà italiana di paese sommerso dei clandestini al lavoro. &lt;br /&gt;Un’indagine condotta da sud a nord, dai cantieri edilizi ai mercati ortofrutticoli che dà un’immagine crudele e orrenda del nostro paese e del nostro capitalismo, che sembra riproporre strumenti di sfruttamento ottocenteschi. Situazioni drammatiche di sfruttamento, di violenze e soprusi, attuabili grazie alla ricattabilità della forza lavoro clandestina. &lt;br /&gt;Rovelli non si è presentato come giornalista, cosa che gli avrebbe impedito di raccogliere dati e testimonianze e avrebbe forse metto in pericolo la sua incolumità, ma si è mischiato ai clandestini, prestando orecchio alle loro storie sempre inascoltate e facendosi voce delle loro vite maltrattate.&lt;br /&gt;Racconta storie, Rovelli, storie vere e tragiche. E sta attento alle parole, per ridare loro il vero significato, per rifare ordine anche dal punto di vista lessicale: confondere le parole, confonde i concetti e crea confusione. C’è chi volutamente sceglie di confondere, c’è chi, come Rovelli, vuole denunciare e far capire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3501196890820830418?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3501196890820830418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3501196890820830418&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3501196890820830418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3501196890820830418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/04/primo-maggio.html' title='PRIMO MAGGIO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S9sauWh5UpI/AAAAAAAAAIk/N4YbFTAzyUE/s72-c/poppy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-4199920876527792425</id><published>2010-04-26T18:28:00.001Z</published><updated>2010-04-26T18:31:52.913Z</updated><title type='text'>25 APRILE</title><content type='html'>Resistenza e liberazione dal nazi-fascismo: pubblicazioni recenti che ritraggono l’epilogo di una guerra, che ormai per pochi è memoria viva, per molti storia. Italia, italiani e lingua italiana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• TRIESTE ‘45&lt;br /&gt;Raoul Pupo, Laterza 2010, 22,00 euro&lt;br /&gt;Trieste, terra di confine, in cui si sovrappongono due guerre e due occupazioni: guerra che viene da est e guerra da ovest, occupazione jugoslava e occupazione alleata angloamericana. Terra anche di due movimenti di resistenza, quello jugoslavo e quello italiano. Un caso a sé, che rappresenta la prima crisi internazionale del dopoguerra. Quasi un laboratorio, Trieste, per la politica internazionale ma anche per i diversi movimenti di liberazione che vengono a contatto e scontro, per il PCI italiano e il partito comunista jugoslavo. Trieste luogo delle foibe, Trieste insanguinata da vinti e vincitori. &lt;br /&gt;Raoul Pupo è voce autorevole per fare chiarezza sugli accadimenti triestini: docente di Storia contemporanea alla facoltà di Scienze politiche di Trieste, si occupa di storia della politica estera italiana, del confine orientale, delle occupazioni italiane dei Balcani e degli spostamenti forzati delle popolazioni in Europa nel ‘900.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• MIEI SETTE FIGLI&lt;br /&gt;Alcide Cervi, Einaudi 2010, 11,00 euro&lt;br /&gt;Un centinaio di pagine raccolgono le memorie di un padre, che ha visto morire i suoi sette figli davanti ad un plotone di esecuzione nel dicembre del 1943. &lt;br /&gt;Le pubblicazioni relative alla famiglia Cervi e all’evento tragico sono numerose: quella del padre Alcide, si aggiunge ai tanti scritti locali e agli altrettanti saggi che si sono susseguiti nel corso degli anni. Ma aggiunge l’emozione di un racconto fatto in prima persona, da un testimone, da un padre, che ripercorre la vita familiare, contadina e partigiana e con la lucidità e la saggezza di un uomo anziano guarda ancora al futuro.&lt;br /&gt;Io vorrei farvi sentire che cos’è la avere ottanta anni, aspettarsi la morte da un momento all’altro, e pensare che forse tanto sacrificio non è valso a niente, se ancora odio viene acceso tra gli italiani.&lt;br /&gt;Che il cielo si schiarisca, che sull’Italia torni la pace e la concordia, che i nostri morti ispirino i vivi, che il loro sacrificio scavi profondo nel cuore della terra e degli uomini.&lt;br /&gt;Allora sì, mi sarò guadagnato la mia morte, e potrò dire alla madre dolce e affettuosa, alla sposa mia adorata: la terra non è più come quando tu c’eri, sulla terra si può vivere, e non solo morire di crepacuore. E ai figli, dirò: l’Italia vostra è salva, riposate in pace, figli miei. Questa la conclusione del vecchio Alcide.&lt;br /&gt;L’introduzione di Luciano Casali contestualizza l’opera e racconta le vicende legate alla nascita del libro, stampato per la prima volta nel 1955 in migliaia di copie, ristampato nel 1971 ed ora nel 2010 in una nuova veste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• GLI ALLEATI E LA RESISTENZA ITALIANA&lt;br /&gt;Tommaso Piffer, Il Mulino 2010, 28,00 euro&lt;br /&gt;Ordinario di Storia politica dell’età contemporanea all’Università di Bologna, Piffer ha al suo attivo numerosi contributi sulla Resistenza italiana.&lt;br /&gt;I contatti con i movimenti partigiani europei, l’organizzarli o contribuire alla loro organizzazione anche dal punto di vista economico, il coordinamento delle azioni contro le forze naziste hanno contraddistinto l’operato degli alleati nel corso della seconda guerra mondiale in tutta Europa. Nel volume appena arrivato in libreria, Piffer ricostruisce la politica che gli Alleati adottarono nei confronti della Resistenza italiana e l’attività degli agenti segreti inviati dietro le linee nemiche per stabilire i collegamenti con le formazioni partigiane. Importante l’attenzione sulle difficoltà di coordinamento, sugli aspetti controversi e sulla competizione che si stabilì all’interno degli Alleati fra le diverse “fazioni” nazionali: prima un panorama europeo, che spazia dall’Unione Sovietica al Mediterraneo, poi il panorama italiano. Ogni caso è a sé e l’Italia non smentisce quanto accaduto altrove: problemi tecnici, l’invio delle prime missioni, il coordinamento, i partigiani e il partito comunista, le varie fasi della liberazione, i tentativi di smobilizzazione. Problemi che nella realtà italiana sono più evidenti che altrove.&lt;br /&gt;Una ricca bibliografia conclude il volume, rimandando a documenti e pubblicazioni italiane e straniere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• RACCONTI DELLA RESISTENZA&lt;br /&gt;Autori vari, Einaudi 2006, 12,50 euro&lt;br /&gt;Un’antologia di racconti di scrittori-partigiani, i cui scritti sulla Resistenza si collocano a partire dal 1946 (Calvino, Caproni, Fortini i più vecchi), ma si concentrano soprattutto tra gli anni ’50 e la prima metà degli anni ’60 (Fenoglio, Pavese, Zanzotto, Venturi, Pratolini). Un arco cronologico di quasi cinquant’anni: qualcuno scrive a caldo, immediatamente dopo la fine della guerra, quando la memoria è ancora viva e forse si pone la necessità di scegliere quali ricordi trascrivere, quali meritano di essere raccontati; qualcuno li lascia invece decantare e nella massa indistinta iniziale, permette solo ad alcuni di emergere a distanza di tempo, di rimanere impressi, di diventare memoria, prima memoria personale, poi memoria collettiva.&lt;br /&gt;Il nord della penisola, dalla Liguria al Veneto, poi l’Emilia Romagna, la Toscana, Roma.&lt;br /&gt;Racconti nati come tali, oppure per essere pubblicati sui giornali: troviamo la pedagogia di Meneghello, il fiabesco di Calvino, il romanticismo rivoluzionario di Vittorini, l’epica di Fenoglio. L’esperienza comune della lotta antifascista non permette di riportare i diversi autori ad un’unica formula: ognuno propone una resistenza diversa. Sempre Italia è, ma uomini e realtà cambiano di regione in regione, e di volta in volta anche il narrare è diverso.&lt;br /&gt;Gabriele Pedullà è curatore dell’antologia e nella corposa introduzione descrive i criteri di scelta per la realizzazione di questo pregevole volume edito per la prima volta da Einaudi nel 2005.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LE RONDINI DI MONTECASSINO&lt;br /&gt;Helena Janeczek, Guanda 2010, 18,00 euro&lt;br /&gt;Mantecassino gennaio – maggio 1944, area di 20 km quadrati sulla linea Gustav, quella linea fortificata con cui i tedeschi in ritirata avevano tagliato in due l’Italia dal Tirreno all’Adriatico per frenare gli Alleati.&lt;br /&gt;Quattro battaglie, durissime che radono al suolo l’abbazia e fanno decine di migliaia di morti: morti che stanno a cuore alla Janeczek, nata in Germania da una famiglia ebreo polacca, sopravvissuta grazie ad un falso nome alle epurazioni della seconda guerra mondiale. Morti sepolti ai piedi di quello che fu il primo monastero benedettino dell’Occidente. Morti polacchi, come i suoi avi, ma ci sono anche indiani, nepalesi, magrebini, neozelandesi, tutti sotto il nome di angloamericani, tutti morti come carne da macello. E ci sono italiani, civili, che il fuoco incrociato di tedeschi e alleati non ha risparmiato e che, se a questo sono sopravvissuti, sono poi caduti sotto la violenza di quei soldati cui era stato garantito un premio vincitori.&lt;br /&gt;Accadimenti a persone, che se anche non hanno fatto parte della nostra vita, hanno fatto parte della nostra storia ed ora della nostra memoria.&lt;br /&gt;La Janeczek raccoglie informazioni, studia, scava nel vissuto personale, scioglie gli avvenimenti storici in una dolorosa narrazione. Sembra di essere di fronte a chi ha vissuto quella tragedia, sembra ci racconti a viva voce la propria storia, il proprio vissuto.&lt;br /&gt;Racconto vero e invenzione narrativa senza confini, reale e plausibile, vero e immaginato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-4199920876527792425?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/4199920876527792425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=4199920876527792425&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4199920876527792425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4199920876527792425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/04/25-aprile.html' title='25 APRILE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3876628818768863529</id><published>2010-04-24T07:58:00.005Z</published><updated>2010-04-26T18:28:21.953Z</updated><title type='text'>PABLO NERUDA EN EL DIA INTERNACIONAL DEL LIBRO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S9KkpkCk5FI/AAAAAAAAAIc/ypxPpT3yYVY/s1600/Cartel_Feria_del_Libro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 261px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S9KkpkCk5FI/AAAAAAAAAIc/ypxPpT3yYVY/s400/Cartel_Feria_del_Libro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463610331909907538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ricevuto da Carmen, una cara amica galiziana e da Antonio di Gran Canaria. Mi sembra un abbraccio talmente bello, da essere condiviso: godiamocelo insieme.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3876628818768863529?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3876628818768863529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3876628818768863529&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3876628818768863529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3876628818768863529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/04/pablo-neruda-en-el-dia-internacional.html' title='PABLO NERUDA EN EL DIA INTERNACIONAL DEL LIBRO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S9KkpkCk5FI/AAAAAAAAAIc/ypxPpT3yYVY/s72-c/Cartel_Feria_del_Libro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-4521084723852444490</id><published>2010-04-17T10:32:00.002Z</published><updated>2010-04-17T10:40:08.356Z</updated><title type='text'>FALCE E MARTELLO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S8mP_4mKcaI/AAAAAAAAAIU/lnxkv-VjJKE/s1600/falce+e+martello.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 269px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S8mP_4mKcaI/AAAAAAAAAIU/lnxkv-VjJKE/s400/falce+e+martello.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461054350850421154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Area sovietica: territorio vastissimo, molto eterogeneo dal punto di vista etnico e culturale. Unico fattore comune il comunismo, elemento che identifica le proposte dell’incursione letteraria di oggi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• STORIA DELLA LETTERATURA RUSSA&lt;br /&gt;Guido Carpi, Carocci 2010, 48.00 euro&lt;br /&gt;Un volume è consistente in tutti i sensi: più di 700 pagine (comprese bibliografia e indici) per raccontare la storia letteraria della Russia dalla seconda metà del ‘600 ai primi anni del ‘900, da Pietro il Grande alla Rivoluzione d’Ottobre. Una delle civiltà letterarie più grande di tutti i tempi ricostruita in un’opera organica, un’opera destinata non solo a chi già conosce la letteratura russa attraverso i suoi più grandi autori, ma anche ai neofiti, che riescono così ad avere un quadro storico completo.&lt;br /&gt;Si parla di letteratura russa moderna, di quella letteratura che si struttura in un sistema culturale integrato, fondato su una lingua letteraria unitaria, organizzato secondo le norme di retorica e stile (senza rinnegare il precedente, tutto lo scritto che, non rispondendo a questi requisiti, ha comunque costituito la base necessaria per il fiorire della letteratura moderna, quella che dagli anni Trenta del XVIII secolo arriva al ‘900). Il criterio fondamentale è il sistematico confronto fra panorama letterario e panorama storico, nell’intento di contestualizzare le opere di espressione intellettuale nel tessuto degli eventi storici.&lt;br /&gt;Dalle origini, descritte nel prologo, agli autori meno noti del ‘700, poi ai grandi dell’’800 e ai minori dell’‘800, ai realisti e neorealisti, ai moderni, alle avanguardie.&lt;br /&gt;Un volume prezioso, che Guido Carpi, docente di Letteratura russa all’Università di Pisa, offre come un manuale di consultazione e di studio o più semplicemente come uno scrigno dal quale estrarre spunti per dedicarsi alla lettura dei tesori della narrativa e della poesia russa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LO STRANO PAESE DELLA FALCE E MARTELLO &lt;br /&gt;Jawaharlal Nehru, Guida 2010, traduzione di Maurizio Griffo, 10,00 euro&lt;br /&gt;L’autore è un indiano, quel Nehru che fu il primo Primo ministro nella storia dell’india indipendente, quel Nehru che dopo aver studiato a Cambridge in Gran Bretagna torna in India e lotta per l’indipendenza del suo paese, quel Nehru che lo stesso Gandhi aveva indicato come suo successore, quel Nehru che ha generato Indira Gandhi (a sua volta primo ministro dell’India), quel Nehru che ha sempre professato la pace con i musulmani e si è speso per programmi pluriennali per risollevare economicamente il suo paese, per dargli sicurezza e stabilità. &lt;br /&gt;Cominciare a raccontare la Russia con un autore indiano può stupire. Cosa c’entra Nehru con l’URSS, il paese della falce e martello? Nel 1928 questo giovane, brillante intellettuale indiano fa un viaggio in URSS: sono circa dieci anni che quel paese sta provando la formula della società dell’utopia dove tutti sono uguali e che Nehru, ispirato da idee socialiste, vuole studiare per adattarle al suo paese. Ma accanto e frammisto all’entusiasmo per il grandioso progetto di emancipazione umana, avendo studiato in Inghilterra, Nehru pone anche il liberismo inglese e quindi le sue impressioni sono mutevoli e contrastanti. Un’esperienza di viaggio straordinaria, allora come oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• STORIA DEL COMUNISMO&lt;br /&gt;Luigi Cortesi, Manifestolibri 2010, 65.00 euro&lt;br /&gt;Una ricostruzione storica, che ricostruisce la mappa dell’ “assalto al cielo” dalle più antiche utopie all’esperienza bolscevica e alla sua crisi: questo il fine del volume di Cortesi, per far luce sui problemi complessi del comunismo, per riproporre una riflessione in un momento storico in cui la discussione sulla sua morte si scontra con l’avanzata del capitalismo e della complessità problematiche anche ad esso connesse.&lt;br /&gt;La constatazione che non si possa ridurre il comunismo alla sola Unione Sovietica e al suo sistema geopolitico, che non si possa concentrarlo cronologicamente al secolo breve è la base del ragionamento. Si allargano quindi i limiti geografici e temporali. Che il comunismo sia l’ombra del capitalismo, l’alternativa, il conflitto sociale, il movimento generato dalla diseguaglianza tra classi e gruppi umani è l’altro argomento di confronto: la sua storia non può lasciare nessuno indifferente, perché nessuno in questi termini ne è rimasto/rimane fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• ALCUNE MIE VITE&lt;br /&gt;Varlam Salamov, Mondadori 2009, a cura di Bigazzi, Rapetti, Sirotinskaja, 25,00 euro&lt;br /&gt;La vita di Salamov è nota ai più: scrittore e poeta russo, arrestato una prima volta nel 1929 e condannato a tre anni di lavori forzati, arrestato nuovamente nel 1937 come  controrivoluzionario viene mandato in Siberia, in un Gulag dove resiste vent’anni. La memoria di questi vent’anni è scritta nei Racconti della Kolyma, completati nel 1973, pubblicati a Londra e solo nel 1987, postumi (Salamov muore nel 1982) in Russia.&lt;br /&gt;Alcune mie vite, da poco pubblicato da Mondadori, raccoglie degli inediti: documenti soprattutto, per la prima volta possiamo leggere i verbali dei tre processi (1929, 1937, 1943), i rapporti informativi legati alla vicenda, rilasciati alla polizia politica da spie e delatori, i racconti dello stesso Salamov a testimonianza dell’accaduto.&lt;br /&gt;Uno spaccato non solo delle sue vicende personali, ma della realtà quotidiana dell’URSS. Il racconto L’assalto al cielo, per esempio, in pochissime pagine descrive il ruolo dell’università, la necessità post rivoluzione di trovare quadri dirigenti, la costituzione dello stato… Questioni ancora oggi interessanti, non solo per il blocco sovietico o quel che di esso resta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SIBERIA&lt;br /&gt;Nikolai Maslov, Alet 2007, traduzione dal francese di Stefano Andrea Cresti, 15,00 euro&lt;br /&gt;Siberia ha una storia importante alle spalle: è Emmanuel Carrère (scrittore francese pubblicato in Italia da Einaudi) ha descriverne la genesi nella prefazione.&lt;br /&gt;E’ in Russia, a Mosca nel 2000, per girare un documentario. Incontra un intellettuale francese, Emmanuel Durand che ha sposato una russa e vive a Mosca da tempo, dove ha fondato una libreria/casa editrice, la Pangloss, e che ha creato attorno a sé un folto gruppo di intellettuali, che frequentano la sua casa e la sua libreria (prima clandestinamente, poi dagli anni ’90 liberamente). Durand, durante una cena, racconta a Carrere l’incontro con Maslov, l’autore di Siberia, avvenuto quattro anni prima, quando quest’uomo timido e dimesso gli si presenta mostrandogli delle tavole illustrate. A Durand piacciono ed è disposto a sovvenzionare Maslov: 200 dollari al mese per tre anni (lo stipendio che percepiva allora Maslov per il suo lavoro di guardiano notturno in un magazzino). Maslov si mette al lavoro, disegna e racconta la sua storia. A partire dal 1971, dal servizio militare, dalle bevute di vodka che stordiscono e fanno dimenticare la durezza delle giornate siberiane, a brevi scorci di vita familiare, alla propaganda che denigrava tutto ciò che aveva parvenza di occidentale. &lt;br /&gt;Maslov non ha una una scuola alle spalle (a parte un anno a dipingere nature morte), non ha studiato tecniche di disegno, né corsi di fumetto. Non ha nemmeno letto fumetti, ma i suoi disegni in b/n sono precisi, affascinati, le inquadrature originali, la capacità descrittiva esauriente.&lt;br /&gt;Ancora una curiosità: quando Maslov presenta il suo lavoro a Durand, in Russia i fumetti sono rari (nel 2000 la Pangloss aveva appena pubblicato la prima traduzione russa di Asterix) e sono pochissimi i disegnatori, per lo più molto giovani e che si cimentano nei manga. Maslov aveva 45 anni, una famiglia da mantenere, un grande talento, che Durand ha avuto la lungimiranza di intuire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• CADUTA LIBERA&lt;br /&gt;Nicolai Lilin, Einaudi 2010, 21,00 euro&lt;br /&gt;Lilin è originario della Transnistria, regione fino al 1990 parte dell’URSS, poi diventata parte della Repubblica di Moldavia, de facto stato indipendente, non riconosciuto ufficialmente. Lilin scrive in italiano.&lt;br /&gt;L’esordio è stato l’anno scorso, con Einaudi, e la sua Educazione siberiana, un libro, che a me è piaciuto molto (per quanto violento) e che ritengo interessante soprattutto per la memoria culturale che racchiude: Lilin infatti ha raccontato la storia della sua gente, del suo popolo che dalla Siberia è stato trasferito forzatamente al sud per quell’idea del divide et impera che l’URSS aveva fatto sua. Lilin nel momento in cui si rende conto, per quanto molto giovane, che la cultura siberiana, il codice dell’associazione criminale che costituisce la società, si sta sgretolando e la morale criminale si sta corrompendo decide di abbandonare fisicamente la Transnistria e di dare forma scritta a tutto quello che ha assorbito dagli anziani della sua gente, decide che prima che scompaia anche la memoria dei sui antenati è suo dovere raccontarla. Educazione siberiana nasce da questo desiderio.&lt;br /&gt;Caduta libera è il seguito, Lilin inizia il racconto là dove l’aveva interrotto. La sua vita di giovane, libero, criminale ma con un’etica, la vita in mezzo alla sua gente si interrompe con la chiamata dell’esercito sovietico. Il suo sguardo si sposta dalle attività della sua cittadina all’orizzonte ceceno, orizzonte senza orizzonte, dove Lilin è costretto a svolgere il servizio militare, dove il conflitto è uguale e peggiore di tutti i conflitti. Dove la guerra è sopravvivenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-4521084723852444490?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/4521084723852444490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=4521084723852444490&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4521084723852444490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4521084723852444490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/04/falce-e-martello.html' title='FALCE E MARTELLO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S8mP_4mKcaI/AAAAAAAAAIU/lnxkv-VjJKE/s72-c/falce+e+martello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1095460375646950896</id><published>2010-04-15T17:53:00.004Z</published><updated>2010-04-17T09:11:02.715Z</updated><title type='text'>PAROLE D'AMORE E LIBERTA'</title><content type='html'>&lt;em&gt;Une orange sul la table&lt;br /&gt;Ta robe sur le tapis&lt;br /&gt;Et toi dans mon lit&lt;br /&gt;Doux présent du présent&lt;br /&gt;fraicheur de la nuit&lt;br /&gt;Chaleur de ma vie&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'arancia sulla tavola&lt;br /&gt;Il tuo vestito sul tappeto&lt;br /&gt;E nel mio letto tu&lt;br /&gt;Dolce presente del presente&lt;br /&gt;Freschezza della notte &lt;br /&gt;Calore della mia vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Alicante&lt;/em&gt;, da &lt;em&gt;Parole&lt;/em&gt;, di Jacques Prévert, traduzione di Cucchi e Raboni, Guanda)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1095460375646950896?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1095460375646950896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1095460375646950896&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1095460375646950896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1095460375646950896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/04/parole-damore-e-liberta.html' title='PAROLE D&apos;AMORE E LIBERTA&apos;'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-6598562833639350776</id><published>2010-04-07T16:50:00.003Z</published><updated>2010-04-07T16:55:59.345Z</updated><title type='text'>ORIENTE ESTREMO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S7y4JCk0TTI/AAAAAAAAAIM/tEoBktLC91Y/s1600/giappone.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 269px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S7y4JCk0TTI/AAAAAAAAAIM/tEoBktLC91Y/s400/giappone.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457439313915825458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dopo il viaggio in India e dintorni, ci spostiamo ancora di più verso Est, attraverso le parole con gli occhi a mandorla: Giappone, Cina, Vietnam e Malesia i protagonisti di questo incontro letterario, che privilegia le donne nell’arte dello scrivere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GIAPPONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;• IL BUDDHA BIANCO&lt;br /&gt;Hitonari Tsuji, traduzione di Francesco Bruno, Marco Tropea editore 2010, 17,50 euro&lt;br /&gt;Giappone, estremità meridionale, isoletta di Ono, inizio del Novecento: da generazioni una famiglia si occupa della forgiatura delle spade. Anche l’ultimo discendente si dedica a quest’arte antica, che porta il lettore in un’atmosfera sospesa tra l’antico e la tradizione da un lato e Giappone che guarda verso il futuro sembra, tra il mondo rurale e lo sconvolgimento delle due guerre mondiali. Una saga familiare, per la quale Hitonari Tsuji prende spunto dalla storia della sua famiglia e dalla figura del nonno, con l’immagine del Buddha bianco che sorregge nei momenti bui della vita, quel Buddha bianco che il nonno ha raffigurato in una statua sull’isola di Ono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• UN BEL GIORNO PER RIMANERE DA SOLA&lt;br /&gt;Nanae Aoyama, traduzione di Marcella Mariotti, Salani 2010, 13,00 euro&lt;br /&gt;Un romanzo breve, ambientato a Tokyo, dove si confrontano le esistenze di una giovane donna e di un’anziana amica di famiglia che le offre ospitalità. Rapporto generazionale e amore sono i temi della vicenda. &lt;br /&gt;La scrittrice è giovane, ma ha già al suo attivo prestigiosi riconoscimenti di critica e pubblico (con Un bel giorno per rimanere da sola, pubblicato nel 2007 in Giappone, ha vinto il premio Akutagawa, in passato assegnato a Kenzaburo Oe e ad Haruki Murakami).&lt;br /&gt;Scrittura puntuale e pulita, che alterna descrizioni e dialoghi, per porre sempre l’accento sulla psicologia del personaggi, in un continuo rovesciamento di sentimenti, in cui turbolenza e serenità sono inversamente proporzionali all’età anagrafica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• UN MATTINO OLTRE IL TEMPO&lt;br /&gt;Yang Yi, traduzione di Gianluca Coci, Fazi 2010, 18.50 euro&lt;br /&gt;Congiunzione tra Cina e Giappone, la scrittrice Yang Yi è nata in Cina, ma si è trasferita poco più che ventenne a Tokyo e del Giappone ha fatto la sua patria tanto che scrive in giapponese, e scrive talmente bene che vince nel 2008 con Un mattino oltre il tempo il Premio Akutagawa, per la prima volta conferito ad uno scrittore non di madrelingua.&lt;br /&gt;Il romanzo è interamente ambientato in Cina, alla fine degli anni ’80 e racconta dell’amicizia di due adolescenti, del loro ingresso brusco e violento nel mondo adulto, sullo sfondo le manifestazioni e i sit-in di Pechino, piazza Tian’an men, l’illusione di una rivoluzione pacifica, soffocata nel sangue. Individui e collettività, vita quotidiana e politica, studenti e lavoratori. &lt;br /&gt;Postfazione di Dacia Maraini e ricco glossario completano l’opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CINA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;• CON IL BRACCIO PIEGATO A FAR DA CUSCINO&lt;br /&gt;Bai Yuchan, cura di Alfredo Cadonna, Einaudi 2010, euro 15,50&lt;br /&gt;Raccolta poetica di 88 quartine del grande maestro taoista Bai Yuchan: siamo fra il XII e il XII secolo, fra i monti del Wuyi, nella parte nord-occidentale dell’odierno Fujian, dove scorre il fiume dalle nove anse. Questa piccola descrizione è importante per contestualizzare l’opera di Yuchan, poeta, calligrafo e maestro itinerante, che attraverso le descrizioni del paesaggio ne fornisce motivi di interiorizzazione: al lettore offre non solo la descrizione della natura fine a se stessa (tema ricorrente nella poesia cinese), ma il compito ben più profondo di coglierne il significato più nascosto.&lt;br /&gt;Le 88 quartine proposte da Cadonna provengono dall’Opera omnia pubblicata in Cina nel 1980: circa 1400 pagine di scritti vari, trattati, discorsi e liriche, che occupano poco meno della metà dell’opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;VIETNAM&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;• LA SORGENTE DEGLI AMANTI&lt;br /&gt;Duong Thu Huong, traduzione dall’inglese di Serena Lauzi, Garzanti 2010, 19,60 euro&lt;br /&gt;Una storia d’amore, ambientata in un piccolo villaggio fra i monti della Asia orientale. Una storia appassionante come un viaggio. &lt;br /&gt;Interessante l’autrice, per le sue esperienze di vita e le sue scelte ribelli: si impegna politicamente (brigata della gioventù comunista) durante la guerra del Vietnam, si sposa contro la sua volontà e prova a chiedere in divorzio (che le viene negato), lavora come sceneggiatrice e scrittrice, ma i suoi testi si scontrano continuamente con la censura, tanto che le viene ritirato il passaporto e proibito quindi di espatriare, passa 7/8 mesi in carcere, nonostante abbia chiesto l’esilio in Francia vive tutt’ora in Vietnam sotto sorveglianza, le sue opere non vengono pubblicate nel suo paese, ma i suoi manoscritti riescono a superare i confini del paese e ad essere pubblicati all’estero per poi arrivare clandestinamente in Vietnam (nel 2005, a testimonianza del fatto che i suoi scritti meritano riconoscimento per l’impegno sociale a favore della libertà di espressione, vince il Grinzane Cavour).&lt;br /&gt;Ad oggi in italiano, quattro romanzi, tutti editi per Garzanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MALESIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;• TUTTO IL GIORNO E’ SERA&lt;br /&gt;Preeta Samarasan, traduzione di Anna nadotti e Federica Oddera, Einaudi 2010, 21,00 euro&lt;br /&gt;Grande saga familiare in terra malese, una casa che è stata testimone di tante storie nel corso del tempo e gli occhi di una bambina che sembra l’unica a domandarsi il perché degli avvenimenti, mentre tutto scorre in una apparenta indifferenza. Una trama gialla, che si confonde in uno sguardo innocente, personaggi che si sovrappongono, ma ognuno con un ruolo perfetto allì’interno dello schema narrativo. Le parole come i punti ricamati su una tela e attorno l’immaginario dei paradisi esotici.&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-6598562833639350776?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/6598562833639350776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=6598562833639350776&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6598562833639350776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6598562833639350776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/04/oriente-estremo.html' title='ORIENTE ESTREMO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S7y4JCk0TTI/AAAAAAAAAIM/tEoBktLC91Y/s72-c/giappone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5286290893997713684</id><published>2010-04-02T13:20:00.002Z</published><updated>2010-04-02T15:02:17.235Z</updated><title type='text'>CON IL BRACCIO PIEGATO A FAR DA CUSCINO</title><content type='html'>La primavera arriva, la primavera se ne va;&lt;br /&gt;  non m'intendo di stagioni.&lt;br /&gt;Qui c'è solo un poeta&lt;br /&gt;  che si guarda attorno con occhio distaccato.&lt;br /&gt;La pioggia notturna ha dato una bella ripulita,&lt;br /&gt;  a tutto vantaggio del paesaggio montano;&lt;br /&gt;la brezza del mattino lusinga i rami,&lt;br /&gt;  quelli con i fiori ormai non più giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( da &lt;em&gt;Con il braccio piegato a far da ciscino&lt;/em&gt;, di Bai Yuchan, traduzione di Alfredo Cadonna, Einaudi 2010)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5286290893997713684?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5286290893997713684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5286290893997713684&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5286290893997713684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5286290893997713684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/04/con-il-braccio-piegato-far-da-cuscino.html' title='CON IL BRACCIO PIEGATO A FAR DA CUSCINO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-952852505808467801</id><published>2010-03-30T15:17:00.003Z</published><updated>2010-03-30T15:22:21.363Z</updated><title type='text'>INDIA E DINTORNI</title><content type='html'>Viaggio nel subcontinente indiano: nuovi autori si affacciano sulla scena internazionale, raccontando una civiltà antica in rapida evoluzione. Autori e autrici che spesso hanno avuto modo di confrontare la realtà del loro paese con quelle occidentali, avendo avuto la possibilità di studiare e/o lavorare in Europa o negli Stati Uniti. Si mostrano per la prima volta nel panorama editoriale italiano autori che hanno alle loro spalle successi di pubblico e critica sia in India che nei paesi anglofoni, nuovi autori che arricchiscono il folto gruppo di autori indiani che ormai da anni ci racconta la terra delle mille divinità. Una letteratura che mantiene viva la tradizione di Ghosh, di Narayan, della Divakaruni e della Desai, di Mehta, della Jhumpa Lahiri, di Seth…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• FRA DUE OMICIDI&lt;br /&gt;Aravind Adiga, Einaudi 2010, traduzione dall’inglese di Norman Gobetti, 20,00 euro&lt;br /&gt;Seconda prova narrativa per il giovane scrittore indiano Adiga, nato a Madras/Chennai da famiglia benestante, ha vissuto in Australia, studiato negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna per poi tornare a vivere in India a Bombay/Mumbai.&lt;br /&gt;Si affaccia al mondo della scrittura come giornalista finanziario, pubblica qualche racconto sul Guardian, il Times, il New Yorker e arriva al primo romanzo, &lt;em&gt;La tigre bianca&lt;/em&gt;, nel 2008 ottenendo subito gran successo di pubblico e di critica tanto da aggiudicarsi il Booker prize (per la quarta volta il premio è assegnato ad un cittadino indiano: Salman Rushdie, Arundhati Roy, Kiran Desai i primi tre: Naipaul, che pure ha vinto il premio, è di origini indiane ma non ha passaporto indiano).&lt;br /&gt;La storia della &lt;em&gt;Tigre bianca &lt;/em&gt;è una storia di riscatto: la Tigre bianca è un uomo, un imprenditore che si è fatto da sé, partendo da un villaggio povero dell’interno e arriva a New Delhi e trova lavoro presso un ricco imprenditore senza scrupoli, assumendone via via la mentalità, tanto da riuscire a fare carriera autonomamente. Dalla povertà alla ricchezza, dall’integrità morale alla corruzione, per poi pensare di investire il capitale in una scuola.&lt;br /&gt;Il secondo romanzo &lt;em&gt;Fra due omicidi&lt;/em&gt;, appena pubblicato in Italia da Einaudi, è sempre ambientato in India: Adiga inventa una città, la posiziona in Kerala, e compone il suo variegato patrimonio umano. Fra due omicidi è un affresco in 12 quadri, di diversa umanità: chi è stato in India, nell’India urbanizzata, e a guardato oltre gli occhi della gente incontrata per strada, ha ben presente quali siano le storie che Adiga racconta. Storie di uomini sfiniti, di malavita, di povertà, di bambini sfruttati, di destini sfortunati: India, oltre la spiritualità, oltre la cultura millenaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LA PORTA DELLE LACRIME&lt;br /&gt;Abraham Verghese, Mondadori 2010, traduzione dall’inglese di silvia Pareschi, 22,00 euro&lt;br /&gt;Sempre in Kerala parte la storia della seconda proposta di lettura: l’autore è nato in Etiopia da genitori provenienti dall’India, dal Kerala appunto, ha studiato medicina e si è trasferito negli Stati Uniti. Oltre ad esercitare la professione medica, Verghese ha una grande passione, la scrittura: alle spalle diversi saggi e due opere autobiografiche in cui racconta le sue esperienze di medico negli anni in cui l’AIDS si diffonde poi arriva al romanzo, &lt;em&gt;La porta delle lacrime&lt;/em&gt;. Al centro della narrazione, molteplici i riferimenti biografici, ma questa volta non solo legati all’esperienza medica: sono le vicende familiari, gli spazi geografici ad entrare nel racconto che si snoda da Addis Abeba agli Stati Uniti. Sono i personaggi ad interpretare di volta in volta pezzi dell’infanzia dell’autore, le sue esperienze professionali, i suoi incontri.&lt;br /&gt;Nasce una scrittura limpida, a tratti romantica, a tratti esotica, dalla quale emergono i personaggi dalla psicologia complessa. Storia di gemelli, di adozione, di realtà sospese fra mondi e tempi diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• FIUME DI FUOCO&lt;br /&gt;Qurratulain Hyden, Neri Pozza 2009, traduzione di Vincenzo Mingiardi, 23,00 euro&lt;br /&gt;Considerato uno dei romanzi più importanti della letteratura indiana del Novecento, &lt;em&gt;Fiume di fuoco &lt;/em&gt;è un romanzo storico, che abbraccia la storia dell’India dal IV secolo a.C. all’Indipendenza e alla diaspora degli indiani verso Occidente. &lt;br /&gt;La Hyder è una personalità in India: figlia d’arte (entrambi i genitori sono scrittori), giornalista, scrittrice fra i più importanti nomi della letteratura Urdu, vive per un periodo in Pakistan poi in Gran Bretagna, infine ritorna in India. Inizia a scrivere giovanissima e la sua produzione è di indubbio riguardo, racconti, romanzi e traduzioni.&lt;br /&gt;La sua opera più nota è &lt;em&gt;Fiume di fuoco&lt;/em&gt;, paragonabile a &lt;em&gt;Cent’anni di solitudine&lt;/em&gt; di Garcia Marquez. Personaggi della mitologia indiana, principi e affascinanti fanciulle, gli antichi regni e i sultani musulmani medievali, i nababbi e i Raja dell’impero britannico. Un’opera di stupefacente bellezza, in cui la passione dell’autrice per le arti figurative e la musica trova ampio spazio. Romanzo mitologico, romanzo storico, romanzo di costume.&lt;br /&gt;Nel 1989 la Hyder ha vinto la più importante onorificenza letteraria indiana, il Jnanpith Award: scorrendo i nomi degli autori indiani (per la maggior parte sconosciuti in Italia) che si sono aggiudicati il premio si ha un’idea di quello che è il continente indiano dal punto di vista culturale e linguistico. Dal 1965, anno in cui fu assegnato per la prima volta, la varietà delle lingue con cui sono scritte le opere letterarie è tale che l’Urdu (la lingua della Hyder) figura solo due volte, pur essendo l’Urdu la lingua nazionale pakistana, ma anche una delle lingue ufficiali dell’amministrazione indiana, insieme all’inglese e all’hindi ed essendo il numero di cittadini indiani di lingua urdu molto più consistente del numero dei pakistani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• ALTRE STANZE, ALTRE MERAVIGLIE&lt;br /&gt;Daniyal Mueenuddin, Mondadori 2010, traduzione di Manuela Faimali, 19,00 euro&lt;br /&gt;Si è appena fatto un accenno alla lingua del Pakistan, e al Pakistan ritorniamo con questo nuova opera, scritta in inglese da un autore figlio di un pakistano e di un’americana, vissuto tra Lahore e gli Stati Uniti ed ora residente nel Punjab.&lt;br /&gt;La famiglia di Mueenuddin è benestante, nel Punjab possiede una grande tenuta che gli viene affidata, suo malgrado: la sua vera passione è infatti la scrittura. Scrive racconti, storie brevi, ritagliandosi spazi preziosi nella giornata lavorativa e familiare. L’opera con la quale arriva al successo è proprio Altre stanze, altre meraviglie: 8 racconti (4 inediti e 4 pubblicati in precedenza sul New Yorker) in cui il Pakistan contemporaneo emerge con tutte le sue contraddizioni. Storie semplici, che arricchiscono la visione violenta proposta negli articoli di cronaca: una terra senza tempo, dove convivono regole ataviche e rare modernità. Continuo scontro fra ricchezza e povertà, opulenza e miseria. I colori dell’Oriente, l’arrivo del monsone, le figure femminili divise fra tradizione ed emancipazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SUGGESTIONI INDIANE&lt;br /&gt;Giuliano Boccali, Laterza 2009, 15,00 euro&lt;br /&gt;Chiudo con un italiano, il professor Boccali, che racconta l’India: non un racconto di viaggio (il prof. Boccali è docente di Indologia all’Università di Milano, presidente dell’Associazione Italiana di studi sanscriti e collaboratore del Sole 24 ore per la cultura dell’India), ma un testo per accompagnare un viaggio nella storia e nella cultura indiana, nella tradizione mitologica e nella varietà religiosa. Un viaggio per immagini, in cui arte e filosofia hanno un ruolo dominante.&lt;br /&gt;Un nota integrativa rispetto alle opere narrative degli autori indiani che oggi abbiamo raccontato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-952852505808467801?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/952852505808467801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=952852505808467801&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/952852505808467801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/952852505808467801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/03/india-e-dintorni.html' title='INDIA E DINTORNI'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5484452845470520449</id><published>2010-03-18T15:56:00.002Z</published><updated>2010-03-18T16:00:22.328Z</updated><title type='text'>LIBROS DE AMOR</title><content type='html'>Nuda, castamente sfumata in quell'ora&lt;br /&gt;con la fronte inerte contro l'opaca finestra;&lt;br /&gt;metà del tuo corpo ha il malva del crepuscolo,&lt;br /&gt;l'altra metà ha il rosa della stanza illuminata...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E cadi sopra di me; e sorridi e piangi,&lt;br /&gt;in una vaghezza di forme e di ansie;&lt;br /&gt;e nel piacere indolente s'intrecciano i misteri&lt;br /&gt;delle cose vicine e delle cose lontane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da &lt;em&gt;Libros de amor &lt;/em&gt;di Juan Ramòn Jiménez, traduzione di Piero Menarini, Fausto Lupetti editore)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5484452845470520449?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5484452845470520449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5484452845470520449&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5484452845470520449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5484452845470520449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/03/libros-de-amor_18.html' title='LIBROS DE AMOR'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5848851661313032364</id><published>2010-03-11T11:43:00.001Z</published><updated>2010-03-11T11:47:42.221Z</updated><title type='text'>DONNA, DONNE</title><content type='html'>Senza addentrarmi nel terreno della letteratura femminista, accenno a qualche saggio recente, o meno recente ma di grande interesse, sull’argomento donna e a qualche testo di narrativa in cui si dia testimonianza di figure femminili contemporanee che hanno alzato la testa in un contesto ostile: donne di Iran e Afghanistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• MEMORIE DI UNA CHE C’ERA. UNA STORIA DELL’UDI&lt;br /&gt;Marisa Rodano, Saggiatore 2010, 19.00 euro&lt;br /&gt;L’Unione Donne Italiane nasce nel 1944 e celebra il suo primo congresso a Firenze nel 1945, coinvolgendo 400.000 donne distribuite in 78 province. Nasce da esperienze di resistenza civile e militare nel nord e dai partiti democratici del centro-sud. Inizialmente, attraverso commissioni apposite, si occupa dei problemi civili urgenti nell’Italia dell’immediato dopoguerra (mense popolari, alloggi, igiene, lotta al mercato nero), poi sposta l’interesse sull’emancipazione della donna, promuovendo vere e proprie battaglie civili (parità di salario, divieto di licenziamento per la donna che si sposa, divieto di doppio lavoro, pensione per le casalinghe). Dalla fine degli anni ’60 l’UDI si fa promotrice del cambiamento del diritto di famiglia che porta alla legge sull’aborto e sul divorzio per arrivare al progetto di legge di iniziativa popolare contro la violenza sulle donne. Oggi gli ambiti di lavoro dell’UDI sono cittadinanza, precarietà, assistenza, famiglia e maternità, adeguando gli internnventi al mutato tessuto sociale, che vede la presenza di un numero sempre più consistente di donne straniere/immigrate.&lt;br /&gt;Marisa Rodano, autrice di questo saggio che racconta la storia dell’UDI, è stata una delle fondatrici e quindi a pieno titolo può raccontare la storia del movimento e può raccontarci le conquiste ottenute dalle donne in Italia, avendo ricoperto ruoli istituzionali in Italia e in Europa, e avendo sempre combattuto per il riconoscimento dei diritti delle donne. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• MA LE DONNE NO&lt;br /&gt;Caterina Soffici, Feltrinelli 2010, 14,00 euro&lt;br /&gt;Il sottotitolo: Come si vive nel paese più maschilista d’Europa.&lt;br /&gt;Caterina Soffici è una giornalista e propone un bilancio delle lotte civili per l’emancipazione della donna: se l’idea iniziale era quella di essere libere, indipendenti e padrone del proprio destino, ora non ri può che constatare una sconfitta. O se non una sconfitta, almeno una mancanza di crescita, una situazione di stallo, una mancanza di progressi. E questa è una situazione prettamente italiana: all’estero ci si imbatte in donne vincenti, che reagiscono e si realizzano; in Italia per vari motivi le donne non riescono a conquistare terreno nei confronti dell’altro sesso, rimanendo il più delle volte relegate a ruoli meno prestigiosi, meno qualificati, meno pagati, in continua lotta con la vita familiare che sono quasi sempre da sole a gestire. Un mondo meno sessista sarebbe possibile e, conclude la Soffici, ne trarrebbero beneficio anche gli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• CINEMA: FEMMINILE, PLURALE&lt;br /&gt;Paola Casella, Le mani 2010, 14,00 euro&lt;br /&gt;La Casella, pure giornalista e critico cinematografico, guarda al primo decennio del nuovo secolo e guarda all’evoluzione della figura femminile, nelle immagini cinematografiche: sempre più donne nei film stanno diventando motori della storia  e gli uomini che le accompagnano sono personaggi comprimari. Alla fine del ‘900 il femminile e il materno rappresentati esprimevano sofferenza e frustrazioni derivanti da competizioni impari con il panorama maschile. Poi la figura femminile sembra gradualmente emergere e si fa paladina di nuovi ideali, proiettandosi in un futuro in cui sia non solo compartecipe, ma addirittura fondamentale figura per rassicurare gli elementi maschili, che appaiono invece sempre più confusi e insicuri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA&lt;br /&gt;Olympe de Gouges, Il Nuovo Melangolo , 9.00 euro&lt;br /&gt;Risale al 1791 questo testo. La Rivoluzione francese è da poco alle spalle, la situazione politica è instabile e Olympe dopo aver dato alle stampe un paio di opuscoli politici, destando attenzione e discussione, propone la Dichiarazione dei diritti della donna, rivolgendosi a Maria Antonietta: sostiene che le donne sono capaci di assumere responsabilità tradizionalmente riservate agli uomini e chiede che le donne vengano ammesse ai dibattiti politici e sociali; afferma l'uguaglianza dei diritti civili e politici tra i due sessi, insistendo perché si restituiscano alla donna quei diritti naturali che la forza del pregiudizio le ha sottratto. La prima cosa che ottiene è che le donne siano ammesse a una cerimonia a carattere nazionale, « la festa della legge » del 3 giugno 1792 poi alla commemorazione della presa della Bastiglia il 14 luglio 1792.&lt;br /&gt;Olympre chiede la possibilità di sciogliere un matrimonio e l'instaurazione del divorzio (ammesso all'indomani della Rivoluzione). Avanza l'idea di un contratto firmato tra concubini e milita per la libera ricerca della paternità e il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio. È anche tra i primi promotori di un sistema di welfare, formulando - a grandi linee - un sistema di protezione materna e infantile e raccomanda la creazione di seminari nazionali per combattere la disoccupazione. Analogamente propone la creazione di alloggi per i non abbienti e quella di ricoveri dignitosi per i mendicanti.&lt;br /&gt;Viene ghigliottinata il 3 novembre 1793, lei che a sostegno della sua battaglia politica e civile aveva detto «La donna ha il diritto di salire sul patibolo; ella dovrà anche avere il diritto di salire sulla tribuna.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• FINCHE’ AVRO’ VOCE&lt;br /&gt;Malalai Joya, Piemme 2010, traduzione di Franca Genta Bonelli, 17.50 euro&lt;br /&gt;Lo scenario è quello dell’afghanistan contemporaneo, dove l’autrice nasce nel 1977.&lt;br /&gt;Lo scenario è quello di un paese arretrato a livello di conquiste civili, in cui la donna ha un ruolo limitato all’ambito familiare.&lt;br /&gt;Malalai ha conosciuto subito la durezza della vita in Afghanistan: l’invasione dei Russi, la fuga della sua famiglia in Pakistan, il governo dei Talebani. E ha deciso di lottare per la libertà sua e di tutte le donne afghane, riuscendo a conquistare un incarico nel gran consiglio afghano, dopo il crollo del regime talebano. Ma quella Loya Jirga, quel gran consiglio che avrebbe dovuto dare vita al nuovo corso della politica e della vita civile, è ancora una volta una sfida difficile: il suo posto è in mezzo ad uomini, uomini che non hanno cambiato modo di pensare solo perché il regime talebano è crollato. Malalai non si rassegna, non rispetta la legge del silenzio che la convenzione vuole sia rispettata dalle donne, ed interviene in assemblea, generando nell’immediato insulti nei sui confronti e nei confronti di tutte le donne, poi minacce ed attentati. La sua battaglia non si ferma: nonostante tutto la sua voce continua a farsi sentire, denunciando le verità più scomode, le connivenze internazionali, il fondamentalismo di Karzai, i traffici illeciti e la violazione dei diritti umani. La sua voce, raccolta in questo libro in via di pubblicazione in 18 paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• E’ SOLO LA VOCE CHE RESTA&lt;br /&gt;Forugh Farrokhzad, Aliberti 2009, traduzione e cura di Faezeh MArdani, 15,00 euro&lt;br /&gt;Ritorna la voce, questa volta nei Canti di una donna ribelle del Novecento iraniano. &lt;br /&gt;La Farrokhzad è una donna iraniana, nata a Teheran nel 1935, che sin da giovanissima dimostra una grande passione per l’arte e la poesia, tanto da scegliere quest’ultima rispetto alla famiglia. Si sposa, ha un figlio ma non scende a compromessi: il ruolo di moglie e madre le sta troppo stretto, non riesce a rinunciare all’espressione poetica, a quei versi che raccontano esperienze intime di giovane donna, a quella voce ritenuta spregiudicata in un paese che, nonostante l’apparente occidentalizzazione, non è ancora pronto ad accogliere questo tipo di libertà.&lt;br /&gt;In questa antologia curata dalla Mardani, docente di Lingua persiana e Storia contemporanea dell’Iran all’Università di Bologna, viene presentata Un’altra nascita, la più importante opera poetica della Farrokhzad, pubblicata nel 1963.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5848851661313032364?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5848851661313032364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5848851661313032364&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5848851661313032364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5848851661313032364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/03/donna-donne.html' title='DONNA, DONNE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5679668524299123017</id><published>2010-03-05T18:13:00.003Z</published><updated>2010-03-05T18:18:48.658Z</updated><title type='text'>POESIA DALL'IRAN: FORUGH FARROKHZAD</title><content type='html'>Io parlo dall'estremità della notte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'estremità della tenebra&lt;br /&gt;dall'estremità della notte&lt;br /&gt;io parlo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se verrai a casa mia, oh mio caro&lt;br /&gt;portami una luce&lt;br /&gt;e una piccola finestra&lt;br /&gt;per guardare&lt;br /&gt;la stradine affollata e felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Dono&lt;/em&gt;, tratto da &lt;em&gt;E' solo la voce che resta&lt;/em&gt;, traduzione di Faezeh Mardani, Aliberti 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5679668524299123017?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5679668524299123017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5679668524299123017&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5679668524299123017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5679668524299123017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/03/poesia-dalliran-forugh-farrokhzad.html' title='POESIA DALL&apos;IRAN: FORUGH FARROKHZAD'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1586077101201492923</id><published>2010-02-24T12:12:00.004Z</published><updated>2010-02-24T12:23:33.000Z</updated><title type='text'>VIAGGIO IN SUDAMERICA</title><content type='html'>Viaggio in sudamerica, nel sudamerica che scrive in spagnolo: una scelta di autori del ‘900.&lt;br /&gt;Il Cile di Roberto Ampuero e Pedro Lemebel&lt;br /&gt;L’Argentina di Ernesto Sabato e Julio Cortazar&lt;br /&gt;La Colombia di Alvaro Mutis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL CASO NERUDA&lt;br /&gt;Roberto Ampuero, Garzanti 2010, traduzione di Stefania Cherchi, 18,60 euro&lt;br /&gt;Ampuero nasce nel 1953 in Cile da una famiglia del ceto medio e di destra, frequenta le scuole superiori in un collegio tedesco di Valparaiso e si trasferisce a Santiago per gli studi universitari nel 1972. Entra nella Gioventù Comunista Cilena, studia antropologia e letteratura: nel ’73 quando la situazione politica precipita, parte dal Cile, si trasferisce a Cuba (dove resta fino al 1979) e poi nel 1983 nella Germania Orientale per l’interessamento del Consolato della DDR. Si guadagna da vivere come giornalista, traduttore, docente universitario… fino al 1993 quando rientra in Cile e pubblica il suo primo romanzo &lt;em&gt;Chi ha ucciso Cristian Kustermann?: &lt;/em&gt;un romanzo poliziesco il cui protagonista Cayetano Brulè (Brulé è il secondo cognome di suo padre) sarà protagonista di altri polizieschi &lt;em&gt;Bolero all’Avana&lt;/em&gt; (1994), &lt;em&gt;Il tedesco di Atacama &lt;/em&gt;(1996), &lt;em&gt;Appuntamento al Blu profondo&lt;/em&gt; (2004) e &lt;em&gt;Il caso Neruda &lt;/em&gt;(2008, appena pubblicato in italiano):&lt;br /&gt;La breve nota biografica è importante per tutti gli scrittori, e per gli artisti in generale: Ampuero conferma la regola. Nei suoi romanzi si ritrovano le sue esperienze di vita (Cuba, il governo di Allende e la dittatura di Pinochet, la Germania), il suo amore per il Cile e soprattutto per Valparaiso, che rivive sempre nella sua meravigliosa decadenza, le conoscenze letterarie: l’ultimo caso del detective Brulè, &lt;em&gt;Il caso Neruda&lt;/em&gt;, attraversa Cuba, gli Stati Uniti, il Messico, racconta la vita politica dalla fine di Allende ai giorni nostri, parla del grande poeta e dei suoi amori, il tutto in un piacevole giallo.&lt;br /&gt;Il passato politico del Cile è un passato troppo recente e troppo pesante per lasciare indifferenti gli scrittori: il ritorno agli anni bui della dittatura è una necessità con la quale fare i conti: Ampuero lo fa in forma non violenta, inserendo l’aspetto storico nel romanzo poliziesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• HO PAURA TORERO&lt;br /&gt;Pedro Lemebel, Marcos y Marcos 2004, traduzione di Cortaldo e Mainolfi, 10,00 euro&lt;br /&gt;Siamo sempre in Cile, sempre negli stessi anni di Ampuero (Lemebel nasce a Santiago nel 1955), cambiano le esperienze di vita e cambiano le storie, le storie raccontate dai due autori, non la storia che rimane a far da sfondo ai romanzi, che purtroppo non cambia.&lt;br /&gt;Lemebel non lascia il Cile negli anni di Pinochet, li vive tutti sulla sua pelle da maricon e da letterato e li descrive con uno stile originalissimo che incanta per l’innovazione e la musicalità. In &lt;em&gt;Ho paura torero &lt;/em&gt;descrive l’amore di un travestito con una delicatezza rara, racconta le giornate del Dittatore e della moglie con un’ironia meravigliosa. Un romanzo piacevolissimo, del quale molti elementi sono ripresi nella raccolta di racconti uscita nel 2008, sempre per i tipi di Marcos y Marcos. La storia di questa antologia dal titolo &lt;em&gt;Baciami ancora, forestiero&lt;/em&gt; è curiosa: i due editori, in viaggio in Cile, entrano in una libreria di Santiago, la cui vetrina proponeva anche i libri di Lemebel, e raccontano al libraio di essere gli editori italiani di Lemebel. Il libraio è il libraio di Lemebel, lo chiama per telefono e combina l’incontro: da qui nasce il viaggio dei due editori in Cile sulle tracce delle indicazioni di Lemebel e inizia la scelta dei racconti da tradurre e pubblicare. Alcuni più visionari, alcuni più politici, alcuni d’amore: la magia di Lemebel ritorna, soprattutto nella raccolta &lt;em&gt;Tappeto volante sul campo dell’orrore&lt;/em&gt;, che mostra un Lemebel oppositore creativo e tenace del regime, testimone disincantato di un cambiamento epocale, narratore fantasioso e originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SOPRA EROI E TOMBE&lt;br /&gt;Ernesto Sabato, Einaudi 2009, traduzione di Jaime Riera Rehen, 26,00 euro&lt;br /&gt;Parlare di Sabato è impegnativo: è uno dei maggiori esponenti del mondo culturale del XX secolo, non solo per l’Argentina.&lt;br /&gt;Nato nel 1911 nella provincia di Buenos Aires, approda all’Università de La Plata nel 1929 iscrivendosi alla facoltà di Scienze matematiche e si appassiona alla politica, impegnandosi nel movimento per la riforma universitaria ed entrando nella Federazione giovanile comunista, pur mantenendo uno sguardo critico sul comunismo stalinista. Viaggia per lavoro, in qualità di fisico esperto in meccanica quantistica, in Francia, negli Stati Uniti rientrando periodicamente in Argentina. Nel 1939 ha inizio la sua crisi esistenziale, che lo porta dapprima ad abbandonare gli ambienti accademici, a ritirarsi dal mondo per vivere dell’essenziale e finalmente a dedicarsi alle sue passioni, la scrittura e la pittura.&lt;br /&gt;Articoli e traduzioni sono i suoi primi lavori, poi la narrativa: &lt;em&gt;Sopra eroi e tombe &lt;/em&gt;è pubblicato nel 1961 ed è considerato uno dei migliori romanzi argentini del XX secolo. La vicenda narrata, in poco meno di 600 pagine, è quella di una famiglia borghese in decadenza, materiale e psicologica, in cui i personaggi sono sia cellule singole che parti di una struttura: affascina la psicologia dei personaggi, nel loro continuo passaggio da sentimenti estremi e contraddittori. Non mancano ovviamente i riferimenti storici, la critica al perdonismo, l’accenno agli eroi dell’Indipendenza.Quella proposta da Einaudi è la prima traduzione integrale (la precedente uscì per Feltrinelli nel 1965).&lt;br /&gt;Sabato merita un posto fra i grandi della letteratura argentina, accanto a Borges e Bioy Casares.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• BESTIARIO&lt;br /&gt;Julio Cortàzar, Einaudi 1974, traduzioni di Nicoletti rossigni e Martinetto, 10,00 euro&lt;br /&gt;Con Cortazar inizio dalla fine, dalla fine della sua vita (mentre Sabato è ancora in vita, Cortazar è morto nel 1984) e quindi da Parigi, da cimitero di Montparnasse dove la sua tomba, quasi al pari di quella di Simone de Beauvoir è meta di pellegrinaggio, segno evidente della fama raggiunta dallo scrittore argentino nel mondo.&lt;br /&gt;Il legame con l’Europa è forte: la sua famiglia era in Svizzera e poi in Spagna allo scoppio della prima guerra mondiale (Cortazar nasce a Bruxelles). Dopo la guerra rientra in Argentina dove completa gli studi universitari e inizia a lavorare come traduttore e giornalista: uno dei suoi primi racconti raccolti nel &lt;em&gt;Bestiario&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Casa occupata&lt;/em&gt;, viene apprezzato e pubblicato da Borges: è il 1947. Inizia la sua carriera di scrittore e la sua amicizia con Borges.&lt;br /&gt;Impegnato nelle cause civili, estimatore del Che Guevara e di Allende, devolveva gli introiti dei diritti sulla pubblicazione dei suoi libri alle cause per la difesa dei prigionieri politici, non solo in Argentina, ma in tutto il Sudamerica.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bestiario&lt;/em&gt; è un’antologia di racconti, che danno un saggio della variegata scrittura di Cortazar, che non si può ascrivere a nessun modello, che sfugge a definizioni temporali, che propone personaggi di rara profondità &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• L’ULTIMO SCALO DEL TRAMP STREAMER&lt;br /&gt;Alvaro Mutis, Adelphi 1991, traduzione di Gabriella Bonetta, 8,00 euro&lt;br /&gt;Dopo l’infanzia in Europa (il padre era diplomatico a Bruxelles), Mutis rientra in Colombia, a Bogotà, alla morte improvvisa del padre: finita l’università si dedica al giornalismo e quindi alla scrittura, pubblicando poesie e romanzi: il successo internazionale arriva negli anni ’80 con le edizioni de &lt;em&gt;La neve dell’ammiraglio&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Ilona arriva con la pioggia&lt;/em&gt;,e &lt;em&gt;L’ultimo scalo del Tramp Streamer&lt;/em&gt;, in cui l’amore e l’amore per il mare diventa l’elemento fondamentale della narrazione, sentimento romantico e decadente che trascina l’immaginazione in sogni quasi realizzabili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1586077101201492923?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1586077101201492923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1586077101201492923&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1586077101201492923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1586077101201492923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/02/viaggio-in-sudamerica.html' title='VIAGGIO IN SUDAMERICA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1495148986289342480</id><published>2010-02-19T14:41:00.006Z</published><updated>2010-02-19T15:11:22.350Z</updated><title type='text'>STAMPARE AD ARTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S36mcpN-sGI/AAAAAAAAAIE/LvI1ppCvzzI/s1600-h/Magrelli.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 296px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S36mcpN-sGI/AAAAAAAAAIE/LvI1ppCvzzI/s400/Magrelli.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439968410941173858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un libro si guarda, si sfoglia, si legge dall’inizio. È la copertina che ci seduce, è il frontespizio ad annunciarci il testo che contiene, ad introdurci come una soglia – una delle tante soglie, per dirla con Genette – all’interno dell’opera che attende il suo lettore.&lt;br /&gt;Il nostro dialogo con il libro, però, può cominciare anche dalla fine, dal colophon –&lt;br /&gt;che, non a caso, in greco significa “cima”, “vertice” – perché, in quelle poche righe, poste sull’ultima pagina, è racchiusa la chiave per intendere come quel libro è stato concepito, qual è la segreta architettura della sua forma, quali gli elementi paratestuali che agiscono in modo discreto, quasi subliminale, sulla nostra percezione, quali la filosofia, l’idea, le scelte, che hanno informato la sua realizzazione. E non bisogna dimenticare che, storicamente, quello è il luogo dell’autocelebrazione del tipografo, dello stampatore che, uscendo dall’anonimato, rivendica l’insostituibilità del suo ruolo, la qualità del suo operato, la sua perizia. A saperlo leggere, un colophon è quasi una dichiarazione di poetica.&lt;br /&gt;È nel colophon, infatti, che si rivelano i dati oggettuali – il tipo di carattere, la carta, le modalità di stampa, la legatura, la presenza di illustrazioni, la tiratura – ovvero tutte le componenti che possono riscattare il libro dalla banalità seriale, dal suo status di semplice veicolo di parole, trasformandolo in un oggetto estetico in sé, proiettandolo in una sfera di contemplazione visiva, oltre che concettuale.&lt;br /&gt;Allora, è nella veste del libro – ed è bene tenere a mente il significato primario del termine che così bene si piega ad esprimere l’idea di coprire, avvolgere,ma anche ornare – che si misura lo scarto tra un prodotto dell’editoria di massa e un fine book, un libro di pregio, un libro in cui l’aspetto formale, il contenitore, ha lo stesso peso del suo contenuto. E naturalmente dovremmo chiederci quanto quella forma, costituita da molteplici elementi – non soltanto materiali – non sia anche sostanza, coerente scelta di stile. Di certo, l’aspetto fisico del libro, nella sua totalità, contribuisce (sempre) a creare un orizzonte di attese intorno al testo, di cui esalta e illumina tutte le potenzialità.&lt;br /&gt;Non deve ingannare, del resto, l’apparente universalità della parola “libro” che, fingendo una concreta aderenza alla cosa rappresentata, suggerisce una familiarità di&lt;br /&gt;esperienze, un significato certo, univoco, condiviso da tutti. Al contrario, i libri&lt;br /&gt;appartengono a categorie e tipologie diversificate, abitano mondi spesso molto lontani tra loro e offrono molteplici punti di osservazione a seconda delle nostre passioni.&lt;br /&gt;Siamo, prima di tutto, lettori, diversi per qualità e quantità delle letture, tempi e&lt;br /&gt;modi del leggere, raffinatezza degli interessi, sottigliezza delle interpretazioni, gusto per la scrittura, o personalità individuale, ma sempre lettori. Siamo studiosi, bibliofili, collezionisti, amanti dell’arte o della tipografia,ma ci interessiamo sempre e solo di libri: la terminologia non segue il mutare dei nostri interessi. È sempre necessario, quindi, delimitare ambiti, aggiungere specificazioni, cercare linee di confine, per quanto incerte e riduttive, per cercare di definire l’oggetto del nostro parlare all’interno delle molteplici categorie di libri possibili.&lt;br /&gt;In tal senso, il lavoro di Alessandro Zanella tipografo, stampatore, editore di libri a tiratura limitata, non risponde a un paradigma facilmente riconoscibile, non si può ridurre a una tipologia libraria precisa, né si può ridurre a un corpus unitario e omogeneo.&lt;br /&gt;I suoi libri, noti agli intenditori per la qualità impeccabile della stampa e il&lt;br /&gt;raffinato equilibrio delle scelte formali, non sono costruiti seguendo dei percorsi&lt;br /&gt;obbligati, ingabbiando il testo in uno schema formale riconoscibile quanto definitivo, ma sono modulati secondo modalità e ritmi variabili, sempre, però, in un rapporto di assoluta sintonia con il testo che devono accogliere. Ogni libro costituisce una diversa avventura,ma il segno di Zanella, il suo inconfondibile marchio, si ritrova costante nella capacità di coniugare un sapere antico – l’arte della composizione e della stampa tipografica, coltivata con assoluta dedizione – con ardite, quanto ponderate, sperimentazioni...&lt;br /&gt;(questo testo di Beatrice Peria è stato tratto dall'introduzione del catalogo stampato da Amperstand per la mostra alla Biblioteca Vallicelliana di Roma del novembre 2009; l'immagine è tratta dallo stesso catalogo: &lt;em&gt;Ecce vedeo&lt;/em&gt;,  otto poesie in italiano di Valerio Magrelli e una breve nota dello stampatore. Con otto incisioni&lt;br /&gt;su linoleum di Lucio Passerini svolte su più pagine e due incisioni in copertina)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1495148986289342480?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1495148986289342480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1495148986289342480&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1495148986289342480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1495148986289342480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/02/stampare-ad-arte.html' title='STAMPARE AD ARTE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S36mcpN-sGI/AAAAAAAAAIE/LvI1ppCvzzI/s72-c/Magrelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-6758954299411953703</id><published>2010-02-18T08:52:00.003Z</published><updated>2010-02-18T09:41:06.265Z</updated><title type='text'>RITSOS IN AMPERSAND</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3z_8obemMI/AAAAAAAAAHs/sisZexL5wB4/s1600-h/Ritsos.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 338px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3z_8obemMI/AAAAAAAAAHs/sisZexL5wB4/s400/Ritsos.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439503867066620098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Persefone&lt;br /&gt;Un lungo poema in neo greco di Ghiannis Ritsos, con la traduzione italiana a fronte di Nicola Crocetti. Accompagnato da due xilografie originali, motivi decorativi nel testo e due serigrafie a più colori di Joe Tilson in copertina. &lt;br /&gt;Colophon: Questa edizione tipografica di Persefone composta con i caratteri Antigone e Lutetia presso la monotipia SchumacherGebler, è stata stampata da Alessandro Zanella con il torchio a mano Stanhope del 1854. Gli ottanta esemplari della tiratura sono contrassegnati con numeri arabi e firmati sul colophon dall’autore e dall’artista. La carta a tino, inumidita prima della stampa, proviene dalla cartiera Miliani di Fabriano. La serigrafia in copertina è stata eseguita presso la Stamperia&lt;br /&gt;d’Arte Berardinelli. L’edizione è stata portata a compimento presso le Edizioni Ampersand in Verona, nella primavera 1990.&lt;br /&gt;Nota: Questa è la prima edizione che reca la marca tipografica Ampersand. *Copyright © 1990 Edizioni Ampersand, Verona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Persefone è la giovane e bella figlia di Zeus e di Demetra, che un giorno il re degli inferi, Ade, rapisce per farla sua sposa. La leggenda narra che la madre Demetra - dea della terra feconda, delle messi, della natura che si rigenera ogni anno - abbandona la sua identità per darsi alla ricerca della figlia e, mentre erra disperata, i frutti della terra muoiono e l'umanità intera rischia di estinguersi. Si giunge, fra gli dei, a un compromesso: Persefone dividerà il suo tempo tra la terra e l'oltretomba - principessa della primavera e regina dei morti. La dialettica tra vita e morte percorre la favola antica e Persefone è il filo sottile che collega due mondi inconciliabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;« La poésie n’a jamais le dernier mot &lt;br /&gt;Le premier, toujours »&lt;/em&gt; (Yánnis Rítsos)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-6758954299411953703?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/6758954299411953703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=6758954299411953703&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6758954299411953703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6758954299411953703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/02/ritsos-in-ampersand.html' title='RITSOS IN AMPERSAND'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3z_8obemMI/AAAAAAAAAHs/sisZexL5wB4/s72-c/Ritsos.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-933421050053480057</id><published>2010-02-17T09:09:00.003Z</published><updated>2010-02-17T14:49:36.461Z</updated><title type='text'>STAMPA E POESIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3uyzY-eI-I/AAAAAAAAAHk/gAT21A5ms8M/s1600-h/Spaziani.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3uyzY-eI-I/AAAAAAAAAHk/gAT21A5ms8M/s400/Spaziani.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439137570927551458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattordici poesie di Maria Luisa Spaziani e una breve nota dello stampatore. &lt;br /&gt;* Con sette immagini incise a rilievo su matrice sintetica diMarina Bindella svolte su più pagine e una incisione in copertina.&lt;br /&gt;* [32] pagine stampate solo recto; [4·4]; privo di paginazione. &lt;br /&gt;* 32,5 x 21 cm; 80 esemplari numerati a penna e firmati sul colophon dall’autrice e dall’artista. &lt;br /&gt;*Ampersand, 2009.&lt;br /&gt;Colophon: Alessandro Zanella ha ideato, disegnato e impresso al torchio questa edizione di ottanta esemplari numerati e firmati dalla poetessa e dall’artista sotto l’insegna dell’Ampersand. Santa Lucia ai Monti, 1 gennaio 2009.&lt;br /&gt;Nota: Le liriche &lt;em&gt;Sfilano i paladini &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Con la mia voce &lt;/em&gt;sono inedite; le altre poesie sono apparse in precedenti raccolte pubblicate da Arnoldo Mondadori Editore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Un vento più forte della memoria&lt;br /&gt;mi porta favole del paradiso perduto.&lt;br /&gt;Non ne sappiamo niente. Essi vivevano&lt;br /&gt;beati e ignari anche dell'alfabeto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quel vento inventato pure spira,&lt;br /&gt;fiato fresco sulle nostre ferite.&lt;br /&gt;Paradisi passati, paradisi futuri:&lt;br /&gt;la cerniera, impalpabile ragnatela.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;(La luna è già alta, Maria luisa Spaziani, Mondadori 2006)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-933421050053480057?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/933421050053480057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=933421050053480057&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/933421050053480057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/933421050053480057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/02/quattordici-poesie-dimaria-luisa.html' title='STAMPA E POESIA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3uyzY-eI-I/AAAAAAAAAHk/gAT21A5ms8M/s72-c/Spaziani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3102128418270572021</id><published>2010-02-16T11:38:00.009Z</published><updated>2010-02-16T17:11:45.236Z</updated><title type='text'>POEMI LIRICI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3rN-zP5IlI/AAAAAAAAAHc/0T5IDX5sZOY/s1600-h/Bacchelli.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 289px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3rN-zP5IlI/AAAAAAAAAHc/0T5IDX5sZOY/s400/Bacchelli.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438885978795745874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei liriche di Riccardo Bacchelli seguite da una nota al testo di Sandro Bortone. &lt;br /&gt;* Accompagnato da diciotto xilografie e collages nel testo e una xilografia in piena copertina di Tommaso Cascella. &lt;br /&gt;* 52 [2] pagine; [2·]. &lt;br /&gt;* 31 x 21 cm; 100 esemplari numerati a penna e firmati sul colophon dall’artista.&lt;br /&gt;* Ampersand 2002.&lt;br /&gt;Composizione dei testi con carattere digitale Rialto df di Giovanni de Faccio e del frontespizio e i titoli con carattere Kabel di Rudolf Koch nella versione digitale.&lt;br /&gt;* Carta a tino Magnani velata avorio impressa con matrici di fotopolimero in torchio Vandercook da Alessandro Zanella in nero, grigio e rosso.&lt;br /&gt;* Xilografie in nero e colore e collages eseguiti presso l’officina.&lt;br /&gt;* Brossura cucita in carta Hahnemühle colorata amano in rosso e arancione con una xilografia e il titolo xilografico stampati in piena copertina; sguardie in carta del testo; sovracoperta rigida rivestita in carta blu scuro,marca tipografica sul primo quadrante e riccardo bacchelli poemi lirici sul dorso impressi a stampa in argento; astuccio quadro ricoperto in cartamarrone chiaro.&lt;br /&gt;Colophon: Quest’undicesima “carta del cielo” che nella sua veste tipografica differisce dalle precedenti, prosegue la proposta di testi di autori del Novecento riprendendo sei sezioni dei Poemi lirici di Riccardo Bacchelli. La composizione delle poesie è stata eseguita con il carattere Rialto df e i titoli con Kabel che nel frontespizio è stato adattato e modificato per l’occasione. Di Tommaso Cascella&lt;br /&gt;sono le xilografie e i collages che illustrano i testi e di Sandro Bortone è la nota che li segue. La tiratura,costituita da cento esemplari numerati e firmati dall’artista, è stata eseguita con il torchio a mano da Alessandro Zanella su carta a tino di Magnani, la stampa è stata ultimata in Santa Lucia ai Monti, Verona, nel settembre del duemiladue.&lt;br /&gt;Nota: Poemi lirici si presenta come libro a sé solo nell’edizione originale pubblicata 1914 da Zanichelli. In questa edizione Ampersand sono state scelte sei sezioni, riproposte nella loro integrità.&lt;br /&gt;* Questo undicesimo volume della collana “Le carte del cielo” è l’ultimo titolo della serie e differisce profondamente da quelli che lo precedono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3102128418270572021?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3102128418270572021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3102128418270572021&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3102128418270572021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3102128418270572021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/02/poemi-lirici.html' title='POEMI LIRICI'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3rN-zP5IlI/AAAAAAAAAHc/0T5IDX5sZOY/s72-c/Bacchelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-795967749662175001</id><published>2010-02-15T18:42:00.006Z</published><updated>2010-02-17T08:53:31.326Z</updated><title type='text'>ARTE DELLA STAMPA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3qDfJULw0I/AAAAAAAAAHU/X28nmOi7ZJE/s1600-h/Logo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 256px; height: 202px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3qDfJULw0I/AAAAAAAAAHU/X28nmOi7ZJE/s400/Logo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438804071103054658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Verona, crocevia tipografico di un’arte, quella della stampa, che dal Quattrocento all’arrivo, negli anni Venti del secolo scorso, di Giovanni Mardersteig, ha segnato anche la vita di Alessandro Zanella, cresciuto proprio a Valdonega, «sentendo – come ricorda lui stesso – girare le macchine» dello stampatore tedesco.&lt;br /&gt;Poi, l’incontro con l’editore Richard-Gabriel Rummonds che gli chiede di seguirlo in America in un viaggio itinerante di studio e lavoro. Infine, il ritorno prima in città e quindi il trasloco nella cascina con torchio tra le colline di Valeggio sul Mincio, dove stampa libri eccellenti firmati Ampersand, all’insegna di un’e commerciale, trasfigurata in “sacro cuore”, educato e ardente. &lt;br /&gt;Il 19 febbraio, alle 18, nella libreria paginadodici www.paginadodici.it in corte Sgarzerie, Alessandro Zanella insieme a Nicola Dal Falco presentano alcuni dei libri, realizzati durante i corsi di tipografia, aperti a chi nulla conosce di caratteri mobili, carte e inchiostri, e quattro degli ultimi titoli in catalogo. &lt;br /&gt;«È proprio il lavoro di gruppo – commenta Zanella – preparato e guidato dal sottoscritto a rendere unica l’esperienza di stampa, uno sforzo, anche fisico, per dare forma e spessore alle idee, rendendole, se possibile, meno volatili». &lt;br /&gt;Ma non si tratta solo di divulgare, lo scopo del buon stampatore è soprattutto quello di affidare all’occhio del lettore una pagina in cui la bellezza del carattare, della carta, della rilegatura siano pari al messaggio di chi scrive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due mostre&lt;br /&gt;Mentre si è appena conclusa la mostra romana alla Biblioteca Vallicelliana, a cura di Marina Bindella, dove sono stati esposte le opere di Zanella, riunite nel catalogo generale Stampare ad Arte che ha il sapore e lo stile di un libro curatissimo, capace di evocare non solo a parole e immagini i sogni di un tipografo, è ancora in corso e durerà fino al 5 marzo la mostra alla Biblioteca Arturo Frinzi di Verona . &lt;br /&gt;I libri esposti danno conto del lavoro svolto insieme agli studenti della Facolta di Lingue e Letterature dal 2003 al 2009. In tutto, 126 studenti per un totale di 21 corsi ed altrettanti progetti editoriali, con una tiratura da 24 a 30 copie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché Ampersand?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;&lt;/strong&gt;: questa è l’ampersand o e commerciale, simbolo per la congiunzione “e”, nata sullo scrittoio di Tirone, il segretario di Cicerone, abituato a stenografarne la prosa. Nasce dalla legatura delle due lettere et, ristrette in uno spazio comune come la vite attorno al palo che la sostiene. &lt;br /&gt;Quella simbiosi assumerà, poi, una forma serpentina, sarà quasi un nodo prima di librarsi in spirale. Sembra che il nome ampersand sia la corruzione della frase and per se and con cui in Gran Bretagna (XIX secolo) si indicava l’ultima lettera dell’alfabeto: e di per sé e. &lt;br /&gt;Tante evocazioni in un unico segno grafico non potevano che sedurre l’editore d’arte e corrispondere al carattere di Alessandro Zanella. &lt;br /&gt;Collegare e rilegare, è, infatti, l’attività somma di chi spedisce in forma utile e bella  i pensieri sul mondo al mondo intero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scaffale di paginadodici&lt;br /&gt;Durante l’incontro in libreria del 19 febbraio, verranno presentati i libri nati durante i corsi di tipografia, tra questi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• AA VV, Cronos Kairos, frammenti sul tema del tempo, ottobre 2000; &lt;br /&gt;• Gaspare Gozzi, Libri autori &amp; lettori, frammenti da “L’Osservatore veneto”, 1761, aprile 2004;&lt;br /&gt;• Anton Francesco Doni, A coloro che non leggono, introduzione a La seconda libraria, 1551, febbraio 2005;&lt;br /&gt;• Italo Calvino, In una rete di linee che s’allacciano, tratto da Se una notte d’inverno un viaggiatore, autunno 2005;&lt;br /&gt;• Italo Calvino, Lo scrittore tormentato &amp; lo scrittore produttivo, tratto da Se una notte d’inverno un viaggiatore, primavera 2006;&lt;br /&gt;• Italo Calvino, Octavia Ersilia Baucis, tratto da Invisibile Cities, nella traduzione inglese di William Weaver, illustrazioni di Alessandro Zanella, agosto 2006;&lt;br /&gt;• Italo Calvino, Su una sedia a sdraio, tratto da Se una notte d’inverno un viaggiatore, maggio 2007;&lt;br /&gt;• Max Aub, Confessioni, tratto da Delitti esemplari, nella traduzione italiana di Lucrezia Pannunzio Cipriani, illustrazioni dei partecipanti al workshop, settembre 2007;&lt;br /&gt;• Rainer Maria Rilke, Orpheus. Eurydike. Hermes, con la traduzione italiana di Giaime Pintor, illustrazione in copertina di Marina Bindella, settembre 2007;&lt;br /&gt;• Primo Levi, Zoo poesie scelte, con la traduzione inglese di Ruth Feldman, maggio 2008;&lt;br /&gt;• Franco Marcoaldi, Parola di cane,  tratto da Animali in versi, illustrazioni dei partecipanti al workshop, agosto 2008;&lt;br /&gt;• Dana Gioia, Homenage to Valerio Magrelli, sei poesie di Valerio Magrelli tradotte in inglese da Dana Gioia, luglio 2009;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e inoltre:&lt;br /&gt;• Poemi lirici, sei liriche di Riccardo bacchelli e diciotto xilografie e collage di Tommaso Cascella, 2002;&lt;br /&gt;• Ecce Video, otto poesie di Valerio Magrelli e otto incisioni su linoleum di Lucio Passerini, 2006;&lt;br /&gt;• Poesie verticali, quattordici poesie di Maria Luisa Spaziani e sette immagini incise di Marina Bindella, 2009;&lt;br /&gt;• L’ombra e la piega, due poesie di Nicola Dal Falco e una meridiana di Alessandro Zanella, 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Dal Falco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-795967749662175001?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/795967749662175001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=795967749662175001&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/795967749662175001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/795967749662175001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/02/arte-della-stampa.html' title='ARTE DELLA STAMPA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3qDfJULw0I/AAAAAAAAAHU/X28nmOi7ZJE/s72-c/Logo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-674519465757306361</id><published>2010-02-12T09:24:00.003Z</published><updated>2010-02-12T10:37:35.870Z</updated><title type='text'>1951: NON SOLO IL GIOVANE HOLDEN</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3UvJMkgLmI/AAAAAAAAAHM/dzzno6Ma9U0/s1600-h/Azur,_France,_1951.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 267px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3UvJMkgLmI/AAAAAAAAAHM/dzzno6Ma9U0/s400/Azur,_France,_1951.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437303960159399522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la morte di Jerome Salinger, autore appunto del Giovane Holden, è nato il      desiderio di rileggere il suo capolavoro, ma anche di guardare a cosa succedesse nello stesso periodo in Europa dal punto di vista letterario. Se fossero stati pubblicate opere altrettanto degne di immortalità. Ebbene, limitando l’indagine  allo stesso anno del Giovane Holden, al 1951, anche al di qua dell’oceano ci sono dei capolavori, soprattutto in Italia e in Francia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia escono:&lt;br /&gt;• QUADERNI DAL CARCERE di Antonio Gramsci&lt;br /&gt;Einaudi 2007, 60,00 euro&lt;br /&gt;La storia di Gramsci è nota. Giornalista dal 1910 (classe 1891), impegnato attivamente nel Partito comunista, parlamentare dal 1924 , Gramsci viene arrestato, in violazione dell’immunità parlamentare, l’8 ottobre del 1926 a Roma per attività in contrasto con la politica fascista.&lt;br /&gt;Inizia a scrivere i Quaderni, non destinandoli alla pubblicazione, nel febbraio del 1929: scrive 2848 pagine di pensieri e riflessioni fino all’agosto del 1935, quando per gravi motivi di salute è costretto ad interrompere la stesura. E’ la cognata, la moglie del fratello, a raccogliere questi scritti, sottraendoli al controllo della polizia carceraria, e a fare in modo che giungano a Mosca nelle mani di Togliatti.&lt;br /&gt;Senza tener conto della cronologia, i quaderni vengono numerati in 32 raccolte e solo dopo la guerra, nel 1951 appunto vengono pubblicati insieme alle Lettere dal carcere ai familiari: l’editore Einaudi, per la cura di Felice Platone (dirigente del partito comunista) li organizza per argomenti omogenei in 6 volumi:&lt;br /&gt;- Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce, nel 1948 &lt;br /&gt;- Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura, nel 1949 &lt;br /&gt;- Il Risorgimento, nel 1949 &lt;br /&gt;- Note sul Machiavelli, sulla politica e sullo Stato moderno, nel 1949 &lt;br /&gt;- Letteratura e vita nazionale, nel 1950 &lt;br /&gt;- Passato e presente, nel 1951 &lt;br /&gt;Gramsci non vede l’uscita dei suoi quaderni: liberato in 21 aprile del 1937 muore 6 giorni più tardi per emorragia celebrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL CONFORMISTA di Alberto Moravia&lt;br /&gt;Bompiani 1998/2002, 10,00 euro&lt;br /&gt;La produzione letteraria di Moravia è ricchissima, è uno dei più importanti scrittori del XX secolo, pubblica più di 30 romanzi in cui i temi centrali sono l’aridità morale, l’ipocrisia, la sostanziale incapacità degli esseri umani di raggiungere la felicità&lt;br /&gt;Salì alla ribalta nel 1929 con il romanzo Gli indifferenti, un’opera esistenzialista che racconta le vicende di una famiglia i cui componenti sono dei vinti, vinti in quanto incapaci di reazione, vinti dalla loro stessa apatia, vinti dalla loro bassezza e dalla loro mediocrità: Agli Indifferenti segue La ciociara  nel 1943 (quest’opera contrariamente alla precedente non viene pubblicata a sue spese: ormai Moravia non è più alle prime armi, non ha più 22 anni, è uno scrittore di una certa fama), La romana nel 1947 e Il conformista nel 1951, un romanzo che si dipana dagli anni Venti all’epoca fascista: ancora una volta una famiglia e un’assenza di omogeneità nei legami sentimentali che legano i suoi tre componenti: il protagonista cresce nel desiderio di essere normale, e coltiva questo desiderio maniacalmente al punto da sgranarlo nelle sue diverse componenti e da generare comunque anormalità. &lt;br /&gt;La carriera di Moravia prosegue con grandi riconoscimenti e grandi onori, divisa fra l’attività di giornalista, la passione per il cinema e il teatro, la scrittura e le grandi donne della sua vita, Elsa Morante prima, Dacia Maraini poi.&lt;br /&gt;La sua scrittura è rinomata per lo stile semplice e austero, caratterizzato dall'uso di un vocabolario comune inserito in una costruzione ricercata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL RAGAZZO MORTO E LE COMETE di Goffredo Parise&lt;br /&gt;Adelphi 2006, euro 17,00&lt;br /&gt;Il ragazzo morto e le comete nasce a Venezia, dove il giovane Parise (21 anni) si era da poco trasferito: le collaborazioni con i giornali (Alto Adige, L’Arena, Corriere della sera) avevano solo alimentato il suo desiderio di dedicarsi alla narrativa, quindi il ritiro letterario in Laguna e il primo romanzo, che viene proposto a Neri Pozza: l’editore propone alcuni cambiamenti, Parise li rifiuta, Neri Pozza forse colpito dalla determinazione del giovane scrittore decide di pubblicare comunque il romanzo in una tiratura di mille copie: non è un successo, ma segna l’inizio della sua carriera di narratore. Dil Parise si parla, e se ne parla negli ambienti che contano. Due anni dopo con l’uscita de La grande vacanza e il trasferimento a Milano, Parise si merita i riconoscimenti di Eugenio Montale e di Carlo Bo, inizia a lavorare per Garzanti, frequenta Leo Longanesi, Nico NAldini, Carlo Comisso, e poi Piovene, Gadda…&lt;br /&gt;La sua scrittura non è paragonabile a nessuna: leggere un suo romanzo dà l’impressione di trovarsi di fronte ad uno scrigno dal quale escono meraviglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• AUT AUT di Enzo Paci&lt;br /&gt;E’ una delle più prestigiose riviste internazionali di argomento filosofico, viene fondata appunto nel 1951 a Milano e cambiano vari editori e superando le indubbie difficoltà economiche è arrivata fino ad oggi, con scadenza trimestrale: l’ultimo numero (344) da poco in libreria, è dedicato a Judith Butler e a violenza e non-violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Francia escono:&lt;br /&gt;• MEMORIE DI ADRIANO di Margherite Yourcenar&lt;br /&gt;Einaudi 1963/2002, traduzione di Lidia Storoni Mazzolani, 12,50 euro&lt;br /&gt;Anche qui siamo davanti ad un mostro sacro della letteratura mondiale.&lt;br /&gt;La Yourcenar scrive giovanissima Il giardino delle chimere (il romanzo viene pubblicato a spese della sua famiglia nel 1924), poi l’Alexis (1929), La moneta del sogno (1934) e viaggia molto in Europa: Nel 1939, quando la situazione in Francia ed in Europa si sta deteriorando, forte della conoscenza con un’americana che diventerà la sua compagna, si trasferisce negli Stati Uniti: Continua a scrivere, in francese. Inizia un periodo difficile, con scarse soddisfazioni professionali e problemi economici. Alla fine della guerra molti degli intellettuali francesi e nonche aveva trovato rifugio in Americano tornano in patria: la Yourcenar decide di non tornare, di rimanere accanto alla sua compagna e di chiedere la cittadianza americana (ottenendola nel 1947). Pi un fatto singolare cambia la sua vita, e la nostra di lettori: all’inizio del 1949 arrivano dalla Francia tre bauli provenienti da Losanna, ultima residenza ufficiale della sua famiglia, o meglio di suo padre che lì era morto vent’anni prima. All’interno di questi bauli, ci sono dei fogli sparsi, delle lettere il cui incipit e “Mio caro Marco”: sono le bozze delle Memorie di Adriano, la cui idea iniziale era nata nel ’27 ed era stata abbandonata nel ’37. La Yourcenar decide di dedicarsi interamente alla stesura del libro: viene pubblicato in Francia nel dicembre del 1951 ed è un successo clamoroso, molto al di là delle sue stesse aspettative. Non è che una tappa della sua carriera di scrittrice, i suoi successi si moltiplicano e nel 1980 diventa, prima donna della storia, membro dell’Accademie française.&lt;br /&gt;Le Memorie di Adriano (l’edizione Einaudi  comprende anche i Taccuini di appunti) sono un vero capolavoro, dove accanto ad una attentissima ricostruzione storica c’è un uomo, un grand’uomo, il suo pensiero, la sua ricchezza intellettuale, le sue grandi intuizioni che lo rendono un uomo senza tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• L’UOMO IN RIVOLTA di Albert Camus&lt;br /&gt;Bompiani 1957/2008, traduzione di Liliana Magrini, 10,00 euro&lt;br /&gt;Cinque anni di lavoro, dal 1945 al 1950, studi e documentazione, per raggiungere la stesura definitiva. L’uomo in rivolta viene pubblicato nel novembre del 1951 ed è subito polemica accesa: si sollevano gli esistenzialisti, i surrealisti, i comunisti e anche i cattolici. L’uomo in rivolta, che si interroga sulla violenza, propone un’analisi critica di alcune forme di spirito rivoluzionario e giunge alla conclusione che esistono dei limiti: l’uomo che si ribella deve saper prendere le misure della sua ribellione. Clamorosa è la reazione di Sartre: i due intellettuali si conoscono da quasi un decennio, si stimano reciprocamente, attraverso i rispettivi giornali si é instaurata fra loro anche una relazione professionale. La pubblicazione dell’uomo in rivolta incrina definitivamente il loro rapporto: Les temps modernes, di cui Sartre è direttore, pubblica un articolo firmato che si scaglia pesantemente contro Camus e contro la sua opera. Camus risponde con una lettera al direttore (Sartre appunto), insinuando che dietro la firma del giornalista che ha siglato l’articolo, si celi lo stesso Sartre. Quest’ultimo pubblica la lettera di Camus e la sua risposta sul giornale, chiedendo dove mai siano finiti i protagonisti dei suoi romanzi precedenti (Lo straniero e Il mito di Sisifo), dove siano finiti quei trotskisti che professavano la rivoluzione permanente. Assassinati? In esilio? Ingiunge a Camus di scendere dal piedestallo, di non chiamare in causa i gulag per urtare il pensiero della sinistra francese e conclude affermando che una dittatura violenta si è insinuata nei suoi pensieri, che si basa su una burocrazia astratta e pretende di far regnare la legge morale.  &lt;br /&gt;Camus sapeva che quello che aveva scritto era un libro polemico, che avrebbe suscitato reazioni, ma non ne immaginava l’entità. La pubblicazione diventa un “avvenimento”, francese in primo luogo ma non solo: L’uomo in rivolta spacca l’opinione pubblica, e soprattutto gli intellettuali francesi, coloro che si erano nutriti di esistenzialismo, di marxismo, di tradurre attivamente il pensiero in fatti, la letteratura in politica. Lo scontro avveniva tra due futuri premi Nobel, fra due intellettuali liberi che appartenevano dichiaratamente all’ala sinistra dello schieramento.&lt;br /&gt;La vita de L’uomo in rivolta è strana: appena pubblicato il libro diventa come si è visto subito famoso, è sulla bocca di tutti; poi, l’anno dopo muore Stalin e come fosse  un avvenimento politico anch’esso, il libro viene superato dagli avvenimenti e la sua fortuna sfuma. A sessant’anni di distanza assume un significato ancora diverso, più filosofico che politico, in cui la differenza fra rivoltoso e rivoluzionario è essenziale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questa panoramica è frutto di una scelta, comprende cioè solo alcuni dei titoli pubblicati nel 1951.&lt;br /&gt;(La foto è uno scatto del 1951 di Henri Cartier-Bresson)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-674519465757306361?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/674519465757306361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=674519465757306361&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/674519465757306361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/674519465757306361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/02/1951-non-solo-il-giovane-holden.html' title='1951: NON SOLO IL GIOVANE HOLDEN'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S3UvJMkgLmI/AAAAAAAAAHM/dzzno6Ma9U0/s72-c/Azur,_France,_1951.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-7823860508889465576</id><published>2010-02-03T11:23:00.002Z</published><updated>2010-02-03T11:41:32.395Z</updated><title type='text'>VIAGGIO NEL MEDITERRANEO</title><content type='html'>Con il nuovo sole, riprendo il giro del Mediterraneo in un viaggio di carta e parole scritte: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• INVITO AL VIAGGIO&lt;br /&gt;A cura di Renata Discacciati, Archinto 2010, 12,00 euro&lt;br /&gt;Un’antologia di racconti dedicati ai viaggi. Gli a autori sono i più diversi, famosi e meno famosi, uomini e donne (interessante e consistente la rappresentanza femminile), portano il lettore intono al Mediterraneo, nell’Oriente più remoto, ma anche in Giamaica. L’antologia è divisa per temi, sotto ogni voce vengono raccolti 2/3/4 brevi racconti:&lt;br /&gt;la partenza&lt;br /&gt;le prime impressioni&lt;br /&gt;l’architettura&lt;br /&gt;la natura&lt;br /&gt;gli incontri&lt;br /&gt;usi e costumi&lt;br /&gt;l’abbigliamento&lt;br /&gt;le avversità&lt;br /&gt;l’euforia&lt;br /&gt;il ritorno&lt;br /&gt;già dai titoli dei capitoli si intuisce un’esposizione narrativa che segue lo svolgimento del viaggio. Nel leggere questo libretto, almeno per me, è stato come partire per un viaggio immaginario composto da tanti paesi, tanti facce, tante tradizioni che come per incanto riescono a convivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• VENEZIA DEGLI AMANTI. L’EPOPEA DELL’AMORE IN 11 CELEBRI STORIE VENEZIANE&lt;br /&gt;Alessandro Marzo Magno, Troppa 2010, 16,00 euro.&lt;br /&gt;Marzo Magno è giornalista e uno scrittore veneziano, che ormai da tempo indaga fra il Veneto e l’Istria per raccontare storie in cui memorie storiche ed itinerari di viaggio si fondono. Quest’ultimo libro, dedicato a Venezia, racconta i grandi amori del passato e dei tempi recenti che hanno avuto per teatro la città lagunare in cui le tradizioni europee si confondono con quelle mediterranee. Un chiaro esempio di appartenenza al Mediterraneo la relazione travolgente tra una giovane marrana e l’amante segreto alla corte di Costantinopoli che sembra gettare le basi della battaglia di Lepanto del 1571.&lt;br /&gt;Non manca ovviamente Casanova, ma appaiono anche Ugo Foscolo, George Sande, Alfred de Musset, lord Byron, Eleonaro Duse , Hemingway in un viaggio affascinante tra calli e campielli. Quasi una guida per percorsi non consueti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• DESERTO DELLA LIBIA (Libia)&lt;br /&gt;Mario Tobino, Mondatori 2001, 7,80 euro&lt;br /&gt;Pubblicato nel 1973, raccoglie una serie di racconti, testimonianza dell’esperienza dell’autore durante la Seconda Guerra Mondiale. Oltre al ritratto di una generazione di soldati mandati allo sbaraglio in una terra sconosciuta ed ostile, ci sono i paesaggi, gli incontri, le avventure e soprattutto il deserto che fa da protagonista fisico e metaforico della narrazione. Il fascino esotico del deserto e delle sue oasi avvolte di mistero si scontra con la durezza dell’esperienza militare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LE QUARANTA PORTE&lt;br /&gt;Elif Shafak, Rizzoli 2009, traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini, 19.50 euro.&lt;br /&gt;Terzo libro della Shafak tradotto in italiano: il primo, &lt;em&gt;La bastarda di Istanbul &lt;/em&gt;(Rizzoli 2007) portò la scrittrice turca al successo raccontando Istanbul e la Turchia multietnica, in cui l’incontro fra due donne, una americana di origine armena e una ragazza turca di una famiglia molto particolare stringono amicizia e danno la speranza che l’antica ferita fra i due popoli si possa risanare; il secondo libro, &lt;em&gt;Il palazzo delle pulci &lt;/em&gt;racconta ancora Istanbul attraverso le parole di un professore e del palazzo in cui vive: una molteplicità di personaggi, descritti piano per piano appartamento per appartamento, completano il palazzo fatiscente di un’umanità stravagante e affascinante. Con &lt;em&gt;Le quaranta porte &lt;/em&gt;la Shafik fa un salto nel passato. La protagonista lavora per un’agenzia letteraria e ha il compito di leggere manoscritti e di formulare un giudizio: così le capita di dover leggere Dolce eresia di uno sconosciuto autore che invia il manoscritto da Amsterdam. La sua vita cambia: improvvisamente Ella si trova catapultata nella Turchia del XIII secolo e nella poesia di Rumi, fra i dervisci e i versi d’amore del grande mistico persiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• MURALE&lt;br /&gt;Mahmud Darwish, Epoche 2005, traduzione di Fawzi Al Delmi, 15.00 euro.&lt;br /&gt;Darwish, palestinese nato in Galilea nel 1941, è considerato uno dei maggiori poeti di lingua araba. Si è impegnato attivamente a favore di uno Stato Palestinese, ricoprendo ruoli di rilievo sia in Palestina che all’estero come rappresentante del suo paese e come promotore di pace. &lt;br /&gt;In italiano, nonostante la ricchezza della sua produzione poetica soprattutto ,ma anche narrativa, non sono molte le opere disponibili. Oltre alle poesie sparse, di cui si trova traduzione su internet, due sono le raccolte principali: Il letto della straniera, un poema che canta in versi l’amore fra un poeta e la sua amata, e Murale, dialogo privato ed intimo con la morte e il suo mistero, l’inevitabile deperimento e il desiderio di eternità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LA STORIA DEL MONDO ARABO&lt;br /&gt;A cura di Ulrich Haarmann, traduzione di Francesco Leccese, Einaudi 2010, 110,00 euro.&lt;br /&gt;Non un libro di lettura, né romanzo né saggio, ma libro di consultazione che vuole spiegare la complessità e la ricchezza del mondo arabo. Le conquiste che nel corso dei secoli VII e VIII hanno interessato il Mediterraneo e il vicino Oriente per spingersi fino all’Indo ed ai confini cinesi. Il dominio dei califfi che si è conservato nei secoli. La civiltà islamica, che pur essendosi sviluppata in una delle regioni più arretrate del mondo antico, compete ed è superiore a quella europea. Le grandi tensioni all’interno del mondo arabo che hanno portato a grandi migrazioni culturali dal centro del potere della Penisola arabica, al Medio Oriente, al Nord Africa, all’Asia. Le grandi sfide che il mondo arabo ha dovuto affrontare: l’invasione mongola che nel XIII secolo ha arginato l’avanzata dell’Islam e ne ha invaso i territori, e in secondo luogo in tempi moderni il contrasto con l’Occidente.&lt;br /&gt;Un’opera importante (ed imponente nelle sue quasi 900 pagine) per comprendere il mondo arabo dal punto di vista storico, geografico e culturale. Il curatore Ulrich Haarmann (morto a 56 anni nel 1999) è stato uno dei più grandi studiosi del mondo arabo, lavorando in Germania (università di Berlino e Friburgo), negli Stati Uniti, nella ex Unione Sovietica ed in Libano in progetti di ricerca e di studio sulla cultura araba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LA CUCINA MORESCA&lt;br /&gt;Clarck Sam e Sam, traduzione di Donatella Nicolò, Ponte alle Grazie 2010, 18,00 euro.&lt;br /&gt;Per concludere il viaggio, quale miglior idea per unire le sponde del Mediterraneo se non la cucina?&lt;br /&gt;Nella collana diretta da Allan Bay (divenuto famoso per i libri della serie Cuochi si diventa), l’ultima novità raccoglie le ricette moresche, i sapori, le spezie e i profumi del Mediterraneo del famoso ristorante Moro di Londra. Menu che coniugano gli stili forti della cucina spagnola ai più esotici e leggeri della tradizione musulmana, assicurando equilibrio e varietà. Una cucina ricca, che mescola tradizioni berbere, arabe, ebraiche, spagnole con tocchi d’origine francese e italiana.&lt;br /&gt;Un libro che oltre ad alimentare l’appetito con le sue ricette, porta a rivalutare i sapori, la genuinità, le tradizioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-7823860508889465576?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/7823860508889465576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=7823860508889465576&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7823860508889465576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7823860508889465576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/02/viaggio-nel-mediterraneo.html' title='VIAGGIO NEL MEDITERRANEO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-360137128025152528</id><published>2010-01-30T15:41:00.002Z</published><updated>2010-01-30T15:45:57.973Z</updated><title type='text'>PER IL GIOVANE HOLDEN, CHE RIMARRA' SEMPRE</title><content type='html'>&lt;em&gt;Quelli che mi lasciano proprio senza fiato&lt;br /&gt;sono i libri che quando li hai finiti di leggere&lt;br /&gt;e tutto quel che segue vorresti che l'autore&lt;br /&gt;fosse un tuo amico per la pelle e poterlo&lt;br /&gt;chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;(da Il giovane Holden, di Jerome D. Salinger, traduzione di A. Motti, Einaudi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-360137128025152528?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/360137128025152528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=360137128025152528&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/360137128025152528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/360137128025152528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/01/per-il-giovane-holden-che-rimarra.html' title='PER IL GIOVANE HOLDEN, CHE RIMARRA&apos; SEMPRE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3802640229838488466</id><published>2010-01-27T19:14:00.005Z</published><updated>2010-01-28T08:26:20.305Z</updated><title type='text'>MEMORIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S2CRBf05yeI/AAAAAAAAAHE/mqPNVzYkegg/s1600-h/Giornata+memoria.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 275px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S2CRBf05yeI/AAAAAAAAAHE/mqPNVzYkegg/s400/Giornata+memoria.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431500605518105058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dedicato al giorno della memoria, nel suo decimo anniversario: per non rimuovere, non dimenticare, perché dimenticare è sininimo di negare, e per costruire una speranza, perché le vittime e gli ultimi testimoni oculari non siano lasciati soli e perché noi non rimaniamo soli, privi di un pezzo del nostro passato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SEI MILIONI DI ACCUSATORI, LA RELAZIONE INTRODUTTIVA DEL PROCURATORE GENERALE AL PROCESSO EICHMANN&lt;br /&gt;Gideon Hausner, traduzione dal francese di Laura Gonsalez, Einaudi 2010, 11,50 euro.&lt;br /&gt;I processi ai criminali nazisti si tennero a Norimberga tra il novembre del 1945 e l’ottobre del 1946: 24 gli imputati coinvolti nella prima fase del processo (a cui seguì la seconda fase in cui il grado di coinvolgimento nei crimini fu ritenuto meno grave). Fra gli imputati Adolf Eichmann non figurava, di lui si erano perse le tracce. Pur essendo responsabile dei trasporti ferroviari dei prigionieri e pur avendo quindi parte attiva nella soluzione finale (responsabile della morte di centinaia di migliaia di persone), non era un personaggio di spicco: nascostosi nelle campagne tedesche per 5 anni, con passaporto falso (rilasciato dalla Croce Rossa di Ginevra in base alla testimonianza di un padre francescano) e col nome falso di Riccardo Klement nel giugno del 1950 salpò dall’Italia alla volta dell’Argentina dove trovò rifugio a Buenos Aires, prevedendo di ritornare in Germania in tempi non sospetti. Nel 1957 venne scoperto il suo indirizzo e nel 1960 il Mossad lo rapì per portarlo in Israele a subire il processo per crimini di guerra. &lt;br /&gt;Il processo contro Eichmann inizia nell’aprile del 1961 e si conclude quattro mesi più tardi con una sentenza di condanna a morte. Il testo del discorso è stato pubblicato per la prima volta in italiano da Einaudi il 15 dicembre del 1961. Eichmann viene impiccato il 31 maggio del 1962.&lt;br /&gt;E’ il primo processo ad un criminale nazista che si svolge in Israele. Un processo che ha segnato la storia del XX secolo, coinvolgendo non solo carnefici e vittime, ma (svolgendosi a distanza di quindici anni dalla fine della guerra) le coscienze,  connotando la soluzione finale e quindi dando fondamento alla prima vera presa di coscienza di quello che la soluzione finale aveva significato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL VOLONTARIO&lt;br /&gt;Marco Patricelli, Laterza 2010, 20,00 euro.&lt;br /&gt;Patricelli, docente di Storia dell’Europa contemporanea e consulente storico per la Rai, è autore di diversi libri pubblicati per Laterza, Utet, Mondatori: la resistenza l’argomento privilegiato nelle sue ricerche. &lt;br /&gt;Questo suo ultimo libro racconta una storia di resistenza e come il precedente Le lance di cartone (Utet 2004) si svolge in Polonia: la vicenda tragica di Witold Pilecki, polacco, tenente di cavalleria classe 1901. Membro attivo della resistenza polacca al nazismo, d’accordo con i suoi superiori, nel 1940 nel corso di una retata della Gestapo si fa arrestare allo scopo di organizzare la resistenza all’interno del campo dove l’avrebbero deportato. Il campo è Auschwitz dove Pilecki resta fino al 1943, quando riesce ad evadere. Partecipa all’insurrezione di Varsavia del 1944, viene nuovamente fatto prigioniero fino alla fine della guerra. &lt;br /&gt;Per conto del governo polacco in esilio a Londra nell'autunno 1945, gli viene affidata un’ultima missione: tornare in Polonia occupata dalla truppe sovietiche per ottenere informazioni sull'occupazione. Ma il suo non è il destino di un eroe (o forse sì): il nuovo regime sovietico lo ritiene un testimone scomodo, un traditore. Viene scoperto, catturato, processato, condannato a morte: l’esecuzione nel maggio del 1948. Il suo nome non è nemmeno degno di memoria, non va pronunciato, i suoi familiari non sanno dove sia sepolta la salma, fino al 1989 tutto quello che riguarda la sua attività è sottoposto a censura.&lt;br /&gt;Questa di Patricelli è la prima pubblicazione italiana su Pilecki.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• PERCHE’ L’OLOCAUSTO NON FU FERMATO. EUROPA E AMERICA DI FRONTE ALL’ORRORE NAZISTA&lt;br /&gt;Thoedore S. Hamerow, Feltrinelli 2010, traduzione di Ulisse Mangialaio, 28,00 euro.&lt;br /&gt;Hamerow, professore di storia all’Università del Wisconsin, dopo una lunga ricerca documentaria e un vastissimo lavoro d’archivio, formula una tesi sconcertante.&lt;br /&gt;Essendo nota già nel 1942 sia in Europa che negli Stati Uniti la notizia dello sterminio sistematico degli ebrei per mano dei nazisti, Hamerow si domanda perché ci vollero tre anni di inerzia, tre anni in cui nessuna azione militare fu specificamente finalizzata a sabotare la macchina nazista, nessuna azione diplomatica. Tre anni in cui l’accoglienza dei rifugiati ebrei in fuga dalla Germania fu resa difficile. La risposta, espressa appunto dopo lunghe ed approfondite ricerche (la ricca bibliografia ne è testimone) è terribile. L’Olocausto non fu fermato 1) perché le democrazie occidentali erano pure percorse da un profondo antisemitismo, derivante dalla Grande Depressione economica per la quale la proverbiale avidità ebraica poteva fungere da capro espiatorio, e quindi non presero misure concrete in soccorso degli ebrei (negli Stati Uniti, ma anche in Europa si tentò di far passare lo sterminio come semplice propaganda e la questione ebraica come un problema locale. 2) perché, questo era il pensiero delle democrazie occidentali, se si fosse provveduto a favore degli ebrei, non si sarebbe stati in grado di affrontare il problema delle altre minoranze coinvolte nello sterminio (prostitute, mendicanti, malati di mente, zingari, omosessuali, disabili, prigionieri politici, immigrati..).&lt;br /&gt;Storia docet: la tesi di Hamerow sembra calzare perfettamente anche alla nostra storia/e contemporanea/e. Crisi economica, capro espiatorio gli altri (i non-noi), non soluzione ma interventi palliativi di propaganda, attesa che il “problema locale” si risolva.&lt;br /&gt;NOTA: Hamerow usa la parola &lt;em&gt;olocausto&lt;/em&gt;. Il termine è stato impiegato, fino a qualche tempo fa, per indicare la tragedia del xx secolo. Definizione impropria: olocausto in termini biblici significa sacrificio (volontario) a Dio, cosa che sicuramente non è stata. Da qualche tempo si è sostituito &lt;em&gt;olocausto&lt;/em&gt; con il più appropriato Shoah, che si traduce con desolazione, distruzione, catastrofe, tempesta che tutto distrugge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• COSTRUIRE LA RAZZA NEMICA. LA FORMAZIONE DELL’IMMAGINARIO ANTISEMITA TRA LA FINE DELL’OTTOCENTO E GLI INIZI DEL NOVECENTO&lt;br /&gt;Francesco Germinarlo, Utet 2010, 18,00 euro&lt;br /&gt;Per Germinarlo ci si sposta nell’Ottocento per trovare una ideologia antisemita. Considerando che le vicende storiche sono state caratterizzate dagli stermini degli ebrei, dai pogrom alla Shoah, si è supposto che l’antisemitismo non avesse un proprio apparato ideologico, volto a dare una propria lettura della società e della storia. Ma è nella seconda metà dell’Ottocento (affare Dreyfus) che l’antisemitismo elabora un proprio apparato culturale teorico e politico, che avrebbe poi alimentato l’antisemitismo europeo del secolo successivo. Responsabili della cultura politica antisemita Edouard Drumont, direttore del quotidiano antisemita La Libre Parole ed una nutrita schiera di intellettuali, pubblicisti, scrittori: 1) l’antisemitismo si presenta come una teoria politica rivoluzionaria, ostile alla società borghese liberale, 2) ha per obiettivo dichiarato quello di far saltare questa borghesia, giudicata “affermazione di un progetto di tirannide ebraica che percorre tutte le epoche della storia”, 3) la sua azione si svolge contro la società borghese, nella sua componente ariana, in quanto gli ariani hanno ebreizzato comportamenti e cultura, 4) di qui la vocazione totalitaria e l’abilità nell’orientare i regimi totalitari del novecento.&lt;br /&gt;La razza nemica è stata costruita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LA STRADA DI LEVI. DA AUSCHWITZ AL POSTCOMUNISMO, VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI UN’EUROPA SCONOSCIUTA&lt;br /&gt;ChiareLettere 2010, euro 24,00 con dvd&lt;br /&gt;Davide Ferrario e Marco Belpoliti firmano il film La strada di Levi, contenuto nel dvd, ripercorrendo il viaggio interminabile di Primo Levi, da quando lascia Auschwitz nel 1945 all’arrivo a Torino, attraversando per mesi le rovine dell’Europa post bellica.&lt;br /&gt;Marco Belpoliti e Andrea Cortellessa, nel libro allegato dal titolo Da una tregua all’altra, raccolgono le testimonianze di Primo Levi e di Mario Rigoni Stern per mettere a fuoco i sentimenti, i problemi, la storia di quel viaggio sconvolgente per recuperare la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• PER VIOLINO SOLO. LA MIA INFANZIA NELL’ALDIQUA (1938-1945)&lt;br /&gt;Aldo Zargani, Il Mulino 2010, 12,00 euro&lt;br /&gt;Dopo i saggi una testimonianza, quella di Zargani che racconta la sua infanzia, ebreo italiano nato nel 1933, dal varo delle leggi razziali nel 1938 alla fine della guerra. Un racconto tragico, perché sono gli anni bui del terrore, e allo stesso tempo grottesco ed ironico, perché sono anche gli anni magici dell’infanzia. Racconta la storia della sua famiglia, del padre violista che perde il lavoro con la promulgazione delle leggi razziali, la sua esclusione dalla scuola, il tentativo di espatrio, l’arresto dei genitori, la deportazione dei parenti. Ma attraverso i ricordi emergono anche personaggi e situazioni che nell’immaginario di bambino sembrano alleggerire la tragicità degli avvenimenti. Una specie di favola, magica e paurosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• L’ALBERO DI ANNE&lt;br /&gt;Irene Cohen-Janca e Maurizio Quadrello, Orecchio acerbo 2010, traduzione dal francese di Paolo Cesari, 14.00 euro&lt;br /&gt;E’ un ippocastano il protagonista dell’albo illustrato da Maurizio Quarello, un vecchio albero (dichiara di avere più di 150 anni), residente in un giardino di Amsterdam, ormai stanco e malato, che decide di raccontare quanto è accaduto proprio al numero 263 di Prinsengracht. Ricorda le leggi razziali del 1940, descrive la difficile vita quotidiana di chi viveva nella casa di fronte a lui e racconta della ragazzina che grazie ai suoi rami alti riesce a vedere e consolare dal lucernario della soffitta.&lt;br /&gt;Illustrazioni e testo di grande impatto, originale l’idea di raccontare la storia di Anne Frank attraverso gli occhi di un testimone muto, bello il messaggio sull’importanza di ricordare e di passare il testimone, anche dei ricordi storici alle nuove generazioni (se l’albero vecchio e ammalato viene abbattuto, un altro giovane viene piantato al suo posto)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3802640229838488466?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3802640229838488466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3802640229838488466&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3802640229838488466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3802640229838488466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/01/memoria.html' title='MEMORIA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/S2CRBf05yeI/AAAAAAAAAHE/mqPNVzYkegg/s72-c/Giornata+memoria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-8511463055908170532</id><published>2010-01-24T11:43:00.004Z</published><updated>2010-01-24T11:54:26.820Z</updated><title type='text'>LIBRI PER "NAVIGARE A VISTA"</title><content type='html'>Gennaio: voglia di partire anche &lt;em&gt;solo&lt;/em&gt; con letture che portano al caldo, in paesi lontani ma non troppo, dove siamo già stati o dove forse un giorno andremo (anche incuriositi da chi li ha raccontati). Algeria, Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Turchia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LA ROSA DI BLIDA&lt;br /&gt;Yasmina Khadra, Nottetempo 2009, traduzione di Laura Barile, 6,00 euro&lt;br /&gt;Di Yasmina Khadra sono state tradotte in italiano diverse opere a partire dagli anni ’90: suoi sono Doppio bianco (1997 in Francia, 1999 in Italia per E/O) , Morituri (1997 in Francia, 1998 in Italia per E/O). Nella nota biografica delle prime edizioni si legge che Yasmina Khadra è uno pseudonimo, ma si legge anche che dietro questo pseudonimo si cela una donna. In tempi recenti, precisamente nel 2001 quando ha potuto lasciare il suo paese, si è saputo che Yasmina Khadra in realtà è un uomo, algerino, nato nel 1955 nel Sahara algerino, il cui vero nome è Mohammed Moulessehoul (la scelta di un nome femminile è una sorta di omaggio alle donne ed in particolare alla moglie).&lt;br /&gt;La scelta dello pseudonimo deriva dalla necessità di mantenere la clandestinità per scrivere la realtà algerina, avendo un passato di ex-ufficiale dell’esercito, essendo stato testimone della violenza della guerra d’indipendenza. La stessa clandestinità è mantenuta scrivendo innanzitutto libri gialli, dove ci si aggira per le via di Algeri come in un labirinto di storie, dove la sfida con la morte è una ragione di vita.&lt;br /&gt;Quella che Khadra descrive è una realtà che non si desidera vivere, ma che è bene conoscere, è una realtà fatta di ribellione, ribellione di carta, ribellione attraverso le parole e i racconti per evadere dalla realtà quotidiana, quella che opprime, che censura, che zittisce, che mette in pericolo di morte.&lt;br /&gt;In Gli agnelli del signore (1998 in Francia, in Italia nel 2009 per Mondatori) Khadra descrive la vita in un villaggio sperduto, diviso fra antiche tradizioni e nuovi rancori generati dalla dominazione francese prima, dalla guerra d’indipendenza poi ed infine dai conflitti interni.&lt;br /&gt;Con Che cosa sognano i lupi (1999 in Francia, in Italia nel 2001 per Feltrinelli, ora in Mondatori) ci si cala negli anni ‘80 in Algeria, con la sempre maggior differenza fra nuovi ricchi e ancora e sempre poveri e la nascita del fondamentalismo.&lt;br /&gt;Con Le rondini di Kabul (2001 in Francia, in Italia 2003 per Mondadori) e L’attentatrice (2005 in Francia, 2006 in Italia sempre per Mondatori) lo scrittore si allontana dall’Algeria, ma non rinuncia ai suoi temi, al descrivere gli effetti dell’integralismo e le risposte che l’integralismo suscita.&lt;br /&gt;La rosa di Blida (2006 in Francia, 2009 in Italia per Nottetempo) non è un noir, ne un romanzo come gli altri finora proposti: è un racconto d’amore, che allontana il protagonista, dalla scuola militare dove è confinato a vivere, verso fantasie d’evasione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• L’HAREM&lt;br /&gt;Gerard de Nerval, Passigli 2004, traduzione di Maurizio Ferrara, 7,50 euro&lt;br /&gt;Dopo un viaggio in Egitto nel 1843-1844 Nerval scrive Viaggio in Oriente, che raggiunge la sua forma definitiva nel 1851 con il titolo Scene della vita orientale. Questa lettura non è solo un viaggio nella caotica e favolosa città del Cairo, ma anche nel tempo, considerando che si fa un passo indietro di più di un secolo e mezzo.&lt;br /&gt;La descrizione della città è meravigliosa, le impressione del viaggiatore sono le stesse che si possono vivere oggi, se solo si ha la voglia e il tempo di “uscire” dai percorsi turistici. I commenti sulla società islamica sono altrettanto curiosi: si parla non solo dell’harem (che dà il titolo all’estratto), ma di donne, di schiave, di copti, di governatori inglesi… Davvero affascinante, viene voglia di partire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LA CINTURA&lt;br /&gt;Ahmed Abodehman, Epoche 2009, traduzione dal francese degli allievi della Scuola di specializzazione in traduzione di Torino, 14.00 euro&lt;br /&gt;Abodehman è uno scrittore arabo, nato nel 1949 in un paesino di montagna nel sud dell’Arabia Saudita. Studia prima a Riad, poi a Parigi dove si trasferisce nel 1981 e dove lavora per il quotidiano saudita Al Riyadh.&lt;br /&gt;La cintura è la prima opera di uno scrittore della penisola arabica scritta in francese (2000 per Gallimar): curiosamente la traduzione in arabo è dello stesso Abodehman. In Italia dobbiamo alla Epoche la pubblicazione di questo memoire che lo scrittore dedica alla figlia per raccontargli il suo villaggio. Il linguaggio è semplice, le immagini sanno di una terra lontana, con una cultura lontana, con cui lo stesso scrittore sembra voler fare i conti combattuto fra l’attaccamento alle proprie radici e il desiderio di nuove culture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• A CHI PORTI LA ROSA?&lt;br /&gt;Islam Samhan, Interlinea 2009, traduzione di Valentina Colombo, 10,00 euro&lt;br /&gt;Samhan vive in Giordania, fa il giornalista ed è appassionato di poesia: è dalla poesia, da questa passione che derivano le sventure di Samhan. Nel settembre del 2008 sul sito di Amman News viene giudicata “un insulto a Dio” la sua raccolta di poesie Leggiadra come un’ombra e viene chiesto alle autorità giordane di sospendere la pubblicazione del libro e alle autorità religiose di giudicarlo. Comincia per lui il travaglio: riesce a lavorare con fatica per un quotidiano giordano indipendente, ma i suoi articoli vengono pubblicati senza la sua firma. Nel giugno del 2009 Samhan viene processato ed incarcerato perché nelle sue poesie sono citati versi del Corano: 1 anno di prigione e un’ammenda pecuniaria corrispondente a circa 10.000 euro. &lt;br /&gt;La Giordania è uno stato recente, la densità della popolazione è bassa, gli scrittori sono pochi, pochissimi quelli che vengono tradotti all’estero. L’editore Interlinea merita un encomio per aver pubblicato questa breve raccolta di uno dei più promettenti poeti contemporanei del mondo arabo (testo arabo a fronte). Merito anche alla curatrice e traduttrice Valentina Colombo, che spiega la storia del libro e di Samhan, per il quale non c’era nessuna intenzione di insultare l’Islam, ma l’idea di usare i versi del Corano in senso metaforico. Nel testo originale (riportato a fronte) e nella sua traduzione, l’editore riportai versi incriminati con carattere differente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• QUARANTAQUATTRO FIABE TURCHE&lt;br /&gt;Raccolte da Ignacz Kùnos e illustrate da Willy Pogàny, Donzelli 2009, traduzione di Fulvia De Luca e Giorgio Salvi, 42,00 euro&lt;br /&gt;Si tratta di un volume prezioso, e il riferimento non solo al prezzo, ma piuttosto al contenuto e agli autori: questi ultimi sono entrambi ungheresi, vissuti a cavallo fra l’800 e il ‘900, ed entrambi firme di prestigio. Kunos, di origini ebraiche ungheresi, è stato uno dei massimi esperti di narrativa turca e balcanica; Pogany è un artista, famoso per le illustrazioni di fiabe e libri per adulti e per le prestigiose illustrazioni in stile art nouveau che impreziosiscono le edizioni di Coleridge e di Wagner dei primi decenni del secolo scorso.&lt;br /&gt;Per questa antologia di 44 fiabe, Kunos si avvale non di testi già scritti, ma della tradizione orale: sono infatti le storie e storielle che si possono udire ogni giorno nei cortile e nelle strade di Costantinopoli, sono il verbo dei cantastorie e delle donne intorno al focolare. Sono alcune delle fiabe che Kunos ha sentito raccontare nei suoi numerosi viaggi in Anatolia e che ha deciso di mettere per iscritto, per consegnare questo ricco patrimonio ai posteri.&lt;br /&gt;Le illustrazioni di Pogany, il formato del testo, la bicromia delle immagini, i dettagli dei fregi riportano fedelmente all’edizione originale, pubblicata a Londra nel 1913. Una curiosità: il titolo di ogni fiaba è proposto in lingua turca, ma scritto ancora con i caratteri arabi, essendo l’edizione antecedente al 1928, anno in cui la riforma impone l’adozione dei caratteri latini. Un’altra curiosità: l’edizione del 1913 pare si trovi ancora e nel mercato del libro di antiquariato ha una valutazione di circa 900-1000 dollari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-8511463055908170532?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/8511463055908170532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=8511463055908170532&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8511463055908170532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8511463055908170532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2010/01/gennaio-voglia-di-partire-anche-solo.html' title='LIBRI PER &quot;NAVIGARE A VISTA&quot;'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-2592401738480594513</id><published>2009-12-17T14:10:00.003Z</published><updated>2009-12-17T14:15:31.361Z</updated><title type='text'>ARIA DI NEVE</title><content type='html'>Nevica!&lt;br /&gt;... e allora libri legati alle basse temperature, in senso fisico o metaforico, in cui il gelo non sempre si scioglie nel calore del focolare come avviene nelle fiabe, ma alla cui suggestione non si può rinunciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• PETER CONIGLIO. RACCONTO D’INVERNO&lt;br /&gt;Basato sulle storie di Beatrix Potter, Sperling &amp; Kupfer, 22,00 euro&lt;br /&gt;Il racconto della Potter è basato su una delle sue opere meno note, ma non meno affascinanti: la scrittrice ammise di aver scritto una storia diversa, in cui non ci fossero solo persone per bene, ma due personaggi antipatici, Tommy Tasso e il signor Tod. Un pomeriggio d’inverno, un’avventura a lieto fine per Peter coniglio e il cugino Benjanim, che riescono ad evitare i pericoli della foresta e a fare una buona azione in pieno clima natalizio.&lt;br /&gt;Libro illustrato, con una sorpresa all’ultima pagina: un meraviglioso albero innevato pop-up.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL PIANETA DEGLI ALBERI DI NATALE&lt;br /&gt;Gianni Rodari, Einaudi ragazzi 2008, 15,50 euro&lt;br /&gt;L’edizione riprende fedelmente l’originale del 1962 con le illustrazioni del grande Bruno Munari: due uomini d’ingegno e fantasia.&lt;br /&gt;Il Pianeta degli alberi di Natale, la cui esistenza è stata anticipata nel libro Filastrocche in cielo e in terra, trova ora definizione: lo scopre Marco, un bambino di Roma (del Testaccio), che come un naufrago galleggia in groppa al suo cavallo a dondolo e viene recuperato dalla Via Lattea dall’equipaggio di un’astronave proveniente proprio dal misterioso Pianeta. &lt;br /&gt;Un romanzo talmente bello, da meritare la lettura non solo dei bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• ALTRI GIORNI, ALTRI ALBERI&lt;br /&gt;Paolo Caredda, ISBN 2009, 16,00 euro.&lt;br /&gt;Scrittore genovese, Caredda è prima regista e documentarista poi anche scrittore: quella appena uscita per ISBN (Milano) è una favola rivolta ad un pubblico adulto, una fantasia per giorni non chiari, come si legge nel sottotitolo. Siamo a Genova, ma in una Genova fuori dal tempo e dallo spazio, in cui si scatena una guerra fra gli alberi di natale che rappresentano i diversi quartieri. Surreale, ma con un’anima gentile, ricco di riferimenti e citazioni tratte dal cinema e dalla letteratura. &lt;br /&gt;Le illustrazioni in b/n sono di Alvise Renzini, artista bolognese, che si esprime con videoclip, animazione, grafica televisiva e… disegno. Dal 1997 espone in collettive e personali e firma produzioni per televisione e cinema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• PROFUMO DI GHIACCIO&lt;br /&gt;Yoko Ogawa, Il Saggiatore 2009, traduzione di Paola Scrolavezza, 16,00 euro&lt;br /&gt;E’ un giallo che arriva dal Giappone. A scriverlo una scrittrice contemporanea fra le più famose, in Giappone come all’estero (traduzione delle sue opere in francese, spagnolo, tedesco, inglese, cinese), laureata all’università di Tokyo con il professore che traduce Paul Auster in giapponese e traduce ora le opera della stessa Ogawa in inglese.&lt;br /&gt;Una storia che parte dall’estremo Oriente per arrivare nel cuore dell’Europa, a Praga, sulle tracce di un amore e di un enigma. Una storia dove si incontrano profumi conturbanti e calcoli matematici e in cui il destino delle persone, come nella migliore tradizione Giapponese, è scritto nei loro nomi: il significato di Ryoko, la protagonista che ripercorre la storia dell’amato, è “colei che cerca destini”.&lt;br /&gt;Dopo il sorprendente e delicato romanzo La formula del professore (2003, in italiano 2008 per Il saggiatore), un’altra opera legata alla matematica.&lt;br /&gt;Per citare altri titoli della Ogawa tradotti in italiano: L’anulare (1994, in Italia Adelphi 2007), breve romanzo in cui si racconta di uno speciale laboratorio dove vengono conservati “esemplari” (esemplari di vario genere, dai funghi a…..; e la raccolta di racconti Una perfetta stanza d’ospedale (1989, in Italia per Adelphi 2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• PRIMA DI DOMANI&lt;br /&gt;Jorn Riel, Iperborea 2009, traduzione di José Maria Ferrer, 13,50 euro&lt;br /&gt;Danese, esploratore ed etnologo, inviato dell’ONU in medio oriente ed in estremo oriente, Riel a vent’anni (siamo negli anni ‘50, Riel nasce nel 1031 a Odense) si unisce ad una spedizione di esploratori e si stabilisce in Groenlandia, dove trascorre diversi anni, allo scopo di registrare le modifiche dello spessore del ghiaccio ed inviarne i dati per radio in Danimarca: la vocazione di scrittore forse nasce proprio là nel silenzio bianco (delle quaranta opere scritte circa venti sono ambientate in Groenlandia).&lt;br /&gt;La sua misura di narrazione è il racconto, lo skroner, tipicamente nordico, in cui alla realtà si aggiunge un po’ di ironia, un po’ di immaginazione, un po’ di esagerazione.&lt;br /&gt;Le prime raccolte di racconti risalgono al 1974, quando viene pubblicato La vergine fredda (in Italia con Iperborea nel 2002) e da allora Riel non ha mai smesso di scrivere: il legame con la natura, il timore ed il rispetto per essa sono sempre evidenti, sia nei racconti “nordici” che in quelli di ambientazione più calda che Riel ha conosciuto girando il mondo come inviato ONU. Come pure è sempre presente l’utopia di una società senza confini.&lt;br /&gt;Dei panorami nordici si raccontano il ghiaccio, il candore e le lunghissime notti, le tempeste di neve, i rumori sordi della banchisa, gli iceberg vaganti. E poi la vita dei cacciatori (è inevitabile il collegamento con Hans Ruesch e il suo Paese dalle lunghe ombre ormai introvabile) e , il tocco originale di Riel in tutti i racconti (si prenda ad esempio quelli della raccolta Una storia marittima del 1986, tradotta in Italia sempre per Iperborea nel 2004), l’ingresso di personaggi buffi e di situazioni improbabili a sorprendere il lettore.&lt;br /&gt;Prima di domani, è invece un romanzo che vuole raccogliere la memoria storica del popolo Inuit e vuole richiamare l’attenzione sulla tragedia del loro massacro. Tradizione, avventura e realtà storica si fondono in una delle opere più intense del grande scrittore danese, premiato nel 1994 dai Librai danesi come migliore scrittore dell’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• NEVICA E HO LE PROVE. CRONACHE DAL PAESE DELLA CICUTA&lt;br /&gt;Franco Arminio, Laterza 2009, 9,50 euro&lt;br /&gt;E’ un diario quello di Arminio, in cui la neve non manca, provenendo lo scrittore dall’Irpinia: già dall’introduzione si immagina il Paese, di cui si parla, un paese teatro con un attore e poi tanti attori, un “luogo dove dio, la morte e la poesia si danno convegno perché altrove non li vuole nessuno”. Un paese che , a vederlo da fuori, con gli occhi del lettore, suscita curiosità, fa sorridere e infastidisce negli incontri con i diversi personaggi, ciascuno dei quali racconta una storia, una parte della storia, quella che già è più vicina e conosciuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SOTTO LA NEVE&lt;br /&gt;Antje Ravic Strubel, Barbés 2009, traduzione di Elisabetta Terigi e Franziska Peltenburg-brechneff, 12,00 euro&lt;br /&gt;Narrativa tedesca contemporanea: la Strudel è nata di Postdam nel 1974. Ha grande successo in Germania dove ha già pubblicato tre romanzi. Sotto la neve (traduzione letterale del titolo originale, pubblicazione in Germania nel 2001) è la prima opera tradotta in italiano. Un romanzo ad episodi, una storia d’amore omosessuale fra due ragazze, raccontata in modo originale, con un continuo cambio di punti di vista che spiazzano il lettore e poi lo riconducono sulla strada maestra. Forti nevicate e ambienti caldi, vetri ghiacciati e letti sfatti ancora caldi per il corpo che li ha appena lasciati: un continuo contrasto, non solo legato alla temperatura, ma anche ai personaggi, ai loro caratteri e alle situazioni. Una bella prova narrativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• FARSI UN FUOCO&lt;br /&gt;Christophe Chabouté, da una novella di Jack London, edizioni BD 2009, 10,00 euro&lt;br /&gt;Da Jack London non ci si aspetta che il Klondike, le foreste gelate e i cercatori d’oro. E questo si trova nel volume appena pubblicato in Italia per BD (originale pubblicato nel 2007 per le Editions Vents d’Ouest): l’originalità è che si tratta di un albo a fumetti, in cui il testo non è ovviamente la parte predominante della narrazione. Sono le immagini che portano nel gelo del nord, a conoscere la vita di un cercatore, sono i disegni dai quali esce un freddo vero: si sentono il vento, il silenzio, i passi nella neve, la solitudine, e il freddo che entra sotto la giacca di pelliccia e gela, gela, gela&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-2592401738480594513?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/2592401738480594513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=2592401738480594513&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2592401738480594513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2592401738480594513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/12/aria-di-neve.html' title='ARIA DI NEVE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-8235582771163691882</id><published>2009-12-16T14:01:00.005Z</published><updated>2009-12-16T14:46:22.557Z</updated><title type='text'>CON IL FREDDO FUORI DALLA FINESTRA: LIBRI IN CUCINA E PIETANZE IN LIBRERIA</title><content type='html'>Mi sto divertendo a costruire liste di libri a tema: questa volta propongo libri che abbiano a che vedere con la cucina. Non solo ricettari, ma libri illustrati, brevi saggi, romanzi, memorie legati alla preparazione dei cibi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• GUARDA E CUCINA. UN LIBRO DI RICETTE ANCHE PER BAMBINI&lt;br /&gt;Tina Davis, Corraini 2006, traduzione dall’inglese di Francesca valente, 20,00 euro&lt;br /&gt;La grafica del libro attinge ad illustrazioni della fine degli anni ’20, anni ’30 e ’40 (ampiamente documentata nella nota in conclusione del libro)&lt;br /&gt;Gli argomenti trattati: utensili da cucina, misurini e dosatori, la preparazione della tavola (posizione corretta dei bicchieri, delle posate e di tutto ciò che sta sul tavolo apparecchiato). Poi ricette, semplici e gustose per bambini (sotto la supervisione degli adulti) e per chi si avvicina al piacere della cucina. Completano il volume pagine destinate alla scrittura delle proprie ricette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• INDOVINA CHI VIENE A MERENDA&lt;br /&gt;AnnaLaura Cantone e Giacomo Gazzola, Leonerdo publishing 2009, 16,90 euro&lt;br /&gt;Albo illustrato, con testo in rima: una bimba per i personaggi delle sue fiabe preferite prepara deliziose merende. Focaccia farcita, cialdine dell’orco, torta soffice del porcellino, pan di fata, torta sacher-ronf (per addormentare 6 principesse golose), frappè di ciliegie e lamponi(per 2 lupi vegetariani)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• FIABE IN CUCINA&lt;br /&gt;Aa.Vv. (più autori cooperano con testi, foto e illustrazioni), La coccinella 2009, 19,90&lt;br /&gt;Per bimbi un po’ più piccoli, sia per l’illustrazione che per le pagine cartonate con cartoncini scorrevoli, che illustrano le diverse fasi di preparazione: tortini di Biancaneve, biscotti di Hansel e Gretel, panini Bibbidi Bobbidi, Aladino Cous cous, Ghiacciolini del bosco di Cappuccetto rosso, Perle della Sirenetta, zuppa di Pollicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL RIPOSO DELLA POLPETTA  E ALTRE STORIE INTORNO AL CIBO&lt;br /&gt;Massimo Montanari, Laterza 2009, 15.00 euro&lt;br /&gt;Storico, docente di Storia medievale e di Storia dell’alimentazione, giornalista e scrittore, Montanari dalla fine degli anni ’70 ci parla di alimentazione e gastronomia: suoi L’Atlante dell’alimentazione e della gastronomia, il pentolino magico, il Cibo come cultura, La fame e l’abbondanza, Il formaggio con le pere.&lt;br /&gt;Il riposo delle polpette, quel tempo necessario perché l’impasto si rassodi e si amalgami, secondo Montanari è un po’ come il tempo dei pensieri, che vanno fatti decantare per elaborare le idee. La cucina non è solo il luogo dove si producono cibi per la sopravvivenza e il piacere, ma anche uno spazio del pensiero, uno spazio per allenare la mente. Un libro curioso, intelligente, piacevole, che svela segreti e racconta le storie nascoste dietro cibi e alimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SPRECHI&lt;br /&gt;Tristram Stuart, Bruno Mondatori 2009, tradotto dall’inglese da Pier luigi Micalizzi, 22,00 euro.&lt;br /&gt;Una specie di atlante di un mondo povero e di un mondo sprecone, due mondi non separati, che si sovrappongono: il nostro mondo è povero e nonostante questo spreca. Come recita il sottotitolo Il cibo che buttiamo, che distruggiamo, che potremmo utilizzare. Stuart raccoglie informazioni, interviste dati in giro per il mondo e configura un presente tutt’altro che roseo. Si occupa di produttori, di distribuzione, di consumo di energie per produrre derrati e prodotti alimentari. Spazia nei campi dell’agricoltura, della pesca, del mercato della carne. Considera i consumatori, distinguendo chi produce solo da chi consuma solo. Ma sottolinea anche nuove proposte, idee e progetti per uscire da un meccanismo destinato all’autodistruzione.&lt;br /&gt;Non solo un libro ecologista, nel senso stretto, ma anche un libro per un vivere ed un consumare responsabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• AVANZI POPOLO. L’ARTE DI RICICLARE TUTTO QUELLO CHE SI AVANZA IN CUCINA&lt;br /&gt;Letizia Nucciolotti, Stampa alternativa 2009, 20,00 euro&lt;br /&gt;Questo libro propone una cucina che diventa modo di essere e di vivere, una scelta di qualità, di cura e di economia, il tutto tra ricette consigli e racconti. Una cucina in cui l’avanzo non è uno scarto, ma un alimento, atto a preparazioni culinarie di tutto rispetto, che gratificano il palato e al contempo coniugano l’equilibrio della spesa con il rispetto dell’ambiente e il contenimento degli sprechi.&lt;br /&gt;L’autrice indica innanzitutto i criteri per fare una buona spesa, poi una serie di ricette divise in categorie che seguono l’andamento del pasto. Brevi racconti chiudono i singoli capitoli.&lt;br /&gt;Un valido “ricettario”, di facile consultazione e con proposte appetitose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• LA PASTA FRESCA E RIPIENA&lt;br /&gt;Roberta Schira, Ponte alle Grazie 2009, 16,80 euro&lt;br /&gt;Ultimo volume della collana Il lettore goloso, diretta da Allan Bay (giornalista enogastronomico diventato famoso  sei anni fa con Cuochi si diventa, in cui proponeva un metodo per cucinare basato su ricette semplici, che implicassero anche contaminazioni di tradizioni, arricchite con aneddoti e consigli).&lt;br /&gt;Ingredienti, utensili, impasti, ripieni, cottura, salse e condimenti, trucchi e suggerimenti: un viaggio attraverso le tradizioni regionali italiane alla scoperta di tecniche, ricette e storia di un’arte antica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• MISTICANZE. PAROLE DEL GUASTO, LINGUAGGI DEL CIBO&lt;br /&gt;Gian Luigi Beccarla, Garzanti 2009, 15,00 euro&lt;br /&gt;Storico della lingua e critico letterario, Beccaria si addentra nel mondo della cucina, mettendo in tavola le parole del cibo e intorno al cibo; viaggiando fra banchetti sontuosi, cucina futurista e spuntini frugali; guardando anche all’estetica delle ghiottonerie che ha ispirato letterati e filologi; parlando di eccessi e smoderatezze in contrasto con sobrietà; riti del cibo e sue valenze simboliche, di cibi ricchi e cibi poveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• FRITTATE D’AUTORE&lt;br /&gt;Maria Grazia Accorsi, Sellerio 2007, 16.00 euro&lt;br /&gt;Dopo Personaggi letterari a tavola e in cucina, l’autrice ritorna sul connubio letteratura – cibo, ipotizzando che ciascun scrittore abbia una sua cucina, così come una sua lingua personale. Come le case e gli abitanti/personaggi, così il cibo descrive e colloca: Come tanti sono i pranzi letterari, tante sono le cucine letterarie, dove si cucinano i cibi, dove li si mangia, dove li si vive. Nel tempo, nello spazio, psicologiacamente, antropologicamente. E la corrispondenza fra personaggi/individui cucina/cibo è reciproca e reversibile. &lt;br /&gt;Con la Accorsi si viaggia nel tempo e nello spazio sulle tracce di Jane Austen, di Kipling, Saba Sartre, Fitzgerald, Dostoevskij, fra pietanze e tavole imbandite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• IL CROCCANTE E I PINOLI&lt;br /&gt;Antonella Ottai, Sellerio 2009, 10,00 euro&lt;br /&gt;Per concludere la carrellata di libri che hanno in qualche misura legame con il cibo e la cucina, questo piccolo gioiello della Ottai: L’idea nasce da una semplice richiesta della figlia, novella sposa, di avere insieme a qualche mobile o oggetto di casa anche le ricette gustate in famiglia. Ed ecco un quadernetto dove le poche, semplici ricette, raccontano molto più di famiglia che non di cucina. O meglio servono come spunto per raccontare le storie di famiglia, la sua origine, la sua fisionomia, i suoi spostamenti. Con ascendenze ungheresi, e abruzzesi, residenza romana, discendenza in parte ebrea: cibi contaminati dagli avvenimenti, dai luoghi e dai ricordi. Sapori ed odori che fanno casa sempre e comunque: come la torta di mele, che nella casa nuova dove si è appena traslocato dopo una separazione, dà un sentore di famiglia. O come il Tokany, portato dalla tradizione magiara, ma rivisto e corretto nella nuova realtà. &lt;br /&gt;Una lettura piacevole davvero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-8235582771163691882?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/8235582771163691882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=8235582771163691882&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8235582771163691882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8235582771163691882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/12/con-il-freddo-fuori-dalla-finestra.html' title='CON IL FREDDO FUORI DALLA FINESTRA: LIBRI IN CUCINA E PIETANZE IN LIBRERIA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1254256258764565239</id><published>2009-12-09T10:28:00.006Z</published><updated>2009-12-10T14:54:49.987Z</updated><title type='text'>NASCITA E MORTE DI UN FUOCO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/Sx972w_yGhI/AAAAAAAAAG8/h5q5EeGA3g0/s1600-h/achille.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/Sx972w_yGhI/AAAAAAAAAG8/h5q5EeGA3g0/s400/achille.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413181457918204434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una raccolta di liriche dedicate ad Achille, eroe e uomo, guerriero e figlio, divino e mortale. Componimenti che toccano il cuore: è difficile sceglierne uno, condividendo il pianto e l'ira di Teti, la stanchezza e il dolore di Achille, il desiderio di Elena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MORTE DI PATROCLO&lt;br /&gt;&lt;em&gt;il suo corpo tra le cose che si spezzano&lt;br /&gt;legna da bruciare le gambe e le braccia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ombre sulla sua pelle&lt;br /&gt;come tracce calpestate&lt;br /&gt;buio agli angoli chiusi degli occhi&lt;br /&gt;polvere nera nelle trecce intatte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vuota la tenda e il mondo&lt;br /&gt;perduta la sua voce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;muoia tutto quello &lt;br /&gt;che vive e respira&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;solo morte intorno&lt;br /&gt;al suo corpo morto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vivano ancora le mani di Achille&lt;br /&gt;solo per stroncare vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vivano gli occhi di Achille &lt;br /&gt;solo per vedere vendetta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vivano queste gambe veloci&lt;br /&gt;ancora soltanto&lt;br /&gt;per raggiungerlo con un balzo&lt;br /&gt;sulla sponda nera&lt;br /&gt;che me lo beve.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi parla è Achille, chi lo racconta è Chiara Poltronieri nel delicato volumetto &lt;em&gt;Nascita e morte di un fuoco&lt;/em&gt;, pubblicato con cura da Scripta edizioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1254256258764565239?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1254256258764565239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1254256258764565239&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1254256258764565239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1254256258764565239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/12/una-racconta-di-liriche-dedicate-ad.html' title='NASCITA E MORTE DI UN FUOCO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/Sx972w_yGhI/AAAAAAAAAG8/h5q5EeGA3g0/s72-c/achille.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-2580180581986646637</id><published>2009-12-04T08:46:00.001Z</published><updated>2009-12-04T08:48:20.527Z</updated><title type='text'>A' PARIS</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SxjMkQu_aJI/AAAAAAAAAG0/jspAZ9LDat8/s1600-h/simone+de+beauvoir.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 306px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SxjMkQu_aJI/AAAAAAAAAG0/jspAZ9LDat8/s400/simone+de+beauvoir.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411299875625068690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;quanto è bella Simone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-2580180581986646637?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/2580180581986646637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=2580180581986646637&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2580180581986646637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/2580180581986646637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/12/paris.html' title='A&apos; PARIS'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SxjMkQu_aJI/AAAAAAAAAG0/jspAZ9LDat8/s72-c/simone+de+beauvoir.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-8214007055281422893</id><published>2009-11-26T14:56:00.003Z</published><updated>2009-11-26T15:00:48.308Z</updated><title type='text'>ALLA RICERCA DEL SE', VIAGGIANDO</title><content type='html'>Libri che parlano di un viaggio: non viaggio motivato da ragioni professionali, non viaggio per turismo, né per motivi religiosi, né viaggio per motivi di istruzione.&lt;br /&gt;Eppure, considerando che si parla di “spostamenti da un punto di partenza ad un punto di arrivo”, quelli che vengono descritti nei libri raccontati qui sotto sono a tutti gli affetti viaggi. Stati Uniti da est ad ovest, dal Canada al Messico, da Parigi al lago Baikal, in furgone, in camper, in treno, con mezzi di fortuna. Ma sono viaggi anche e soprattutto in senso metaforico: sono viaggi di conoscenza, percorsi che i protagonisti fanno ala ricerca di un sé perduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• MIRIAM TOEWS&lt;br /&gt;IN FUGA CON LA ZIA&lt;br /&gt;Marcos y Marcos 2009, traduzione dall’inglese di Claudia Tarolo (una degli editori), 15,50 euro&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In fuga con la zia &lt;/em&gt;è il secondo libro pubblicato in Italia della Toews: la scrittrice canadese affronta il tema dell’adolescenza, del rapporto genitori figli, dei legami familiari, delle famiglie a maglie larghe in cui i legami si allentano e poi si ricuciono. Argomenti già trattati nel precedente &lt;em&gt;Un complicato atto d’amore &lt;/em&gt;(2004, pubblicato da Adelphi nel 2005), il suo primo libro tradotto in Italia. Ma nei quattro anni che sono intercorsi tra un lavoro e l’altro, sembra che la visione della scrittrice sia cambiata, sia maturata: l’adolescente, che suscitava sentimenti di compassione perché sola, incompresa, abbandonata a se stessa dagli adulti ora è cresciuta, nonostante la tenera età è adulta, fa sorridere il contrasto fra gli abiti da bambina e le caramelle spiaccicate sulla maglietta e la saggezza dei suoi discorsi.&lt;br /&gt;La storia è quella di una giovane zia, che decide di accompagnare i due nipoti adolescenti (15 e 11 anni) dal padre: la loro mamma è ricoverata in ospedale (ennesimo ricovero per la donna che soffre da sempre di crisi depressive, con minacce di suicidio) e lei, appena rientrata da Parigi dopo un fallimento amoroso, non si sente in grado di affrontare la situazione diversamente. Dal Manitoba al Messico, durante un rocambolesco viaggio, le cose cambiano e come nelle migliori favore, o forse come sono nei film americani, le cose cambiano. Tutti gli attori subiscono una trasformazione, prendono coscienza di sé e affrontano la vita: gli adulti diventano adulti, gli adolescenti diventano adolescenti (nel senso che rallentano il loro ingresso nel mondo dei grandi nel quale erano stati prematuramente buttati).&lt;br /&gt;Personaggi ben definiti, con piccole invenzioni per alleggerire la trama. Discorsi diretti ed indiretti che si confondono, quasi a denunciare una necessità di corrispondenza fra parola e pensiero. &lt;br /&gt;Autobiografico per quel che riguarda la complessità dei legami familiari (la Toews in continuo contrasto con i genitori, abbandona molto giovane la casa paterna ed inizia a viaggiare per il mondo), forse con un desiderio malcelato di riabilitare il suo passato.&lt;br /&gt;Appassionata di cinema, si cala anche nel ruolo di attrice nel 2007 interpretando una pellicola messicana presentata a Cannes lo stesso anno ed ottenendo in Messico l’Ariel Awards come miglior attrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• MICHAEL ZADOORIAN&lt;br /&gt;IN VIAGGIO IN CONTROMANO&lt;br /&gt;Marcos y Marcos 2009, traduzione dall’inglese di Caludia Tarolo, 16,50 euro&lt;br /&gt;Seconda prova anche per Zadoorian con il pubblico italiano: con il precedente &lt;em&gt;Second hand&lt;/em&gt;, pubblicato nel 2008 (MyM), aveva conquistato i lettori americani ed europei con l’originalità del racconto, con la delicata storia d’amore, con l’ironia. Con &lt;em&gt;In viaggio in contromano &lt;/em&gt;ritroviamo lo stesso stile per una storia dolce-amara. Da Detroit a Disneyland in camper, una coppia di anziani signori lungo la Route 66.&lt;br /&gt;Lui, John affetto da demenza senile, alla guida e Ella, stanca di lottare con un male incurabile: se da questi elementi ci potrebbe dedurre una trama triste, in realtà il racconto di Zadoorian è tutt’altro. La serie di circostanze, di invenzioni, di atti sconsiderati che i due simpatici vecchietti mettono in atto, consapevolmente o meno, lungo le strade americane, fra incontri sorprendenti e telefonate a casa per tranquillizzare i figli spaventati dalla loro fuga, rendono la lettura piacevole e commovente. &lt;br /&gt;La scelta di ripercorrere (da cui il contromano) le orme di un viaggio fatto tanti anni prima con i bimbi piccoli, l’idea di farlo ormai oltre i limiti d’età (di nuovo in contromano), superando i limiti convenzionali: Zadoorian ridà ai suoi personaggi quella forza e alla fine anche dignità umana, che la quotidianità della vita da anziani a tolto loro.&lt;br /&gt;Racconto esilarante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• MICHELE LESBRE&lt;br /&gt;IL CANAPE’ ROSSO, Sellerio 2009, 11.00 euro&lt;br /&gt;La Lesbre inizia a scrivere non giovanissima: prima si sposa, mette al mondo dei figli, lavora come istitutrice in una scuola materna… e poi si mette a scrivere. Esordisce con brevi storie noir per poi approdare al romanzo breve di dimensione più intima.&lt;br /&gt;Con &lt;em&gt;Una ragazza tutta sola &lt;/em&gt;(Excelsior 1881, 2007) e &lt;em&gt;Il canapé rosso &lt;/em&gt;(Sellerio 2009) la Lesbre ci parla di donne e di solitudine: solitudine come spazio per ritrovarsi, nel primo romanzo pubblicato in Italia era uno spazio fisico circoscritto alla casa in cui la protagonista decide di trasferirsi, nel Canapé è uno spazio senza confini.&lt;br /&gt;Il canapé rosso è il punto di partenza per un altrove molto lontano, nell’immaginario e nella realtà: dal divano rosso dell’appartamento parigino dove la nostra protagonista racconta ad un’anziana signora di donne forti, coraggiose, che hanno lasciato un segno nella storia in contrasto che la sua “normalità”, al viaggio in Transiberiana verso il lago Baikal. &lt;br /&gt;Il raccontare di eroine fa scattare una spinta improvvisa per cambiare la situazione: un viaggio, ma non uno qualsiasi, un viaggio difficile, in una terra sconosciuta, in cui i silenzi incombono come il destino. E davanti al finestrino la donna vede scorrere le praterie e le steppe, ma vede anche il riflesso di se stessa. Il Baikal non è più lo scopo del viaggio: è il punto di ritorno, la rinascita, la nuova vita.&lt;br /&gt;Pulito nello stile, affascinante per i paesaggi che seppure non fanno da protagonisti,  conferiscono al racconto un tocco di piacevole esotismo, profondo nell’affrontare le paure dell’anima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-8214007055281422893?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/8214007055281422893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=8214007055281422893&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8214007055281422893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8214007055281422893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/11/alla-ricerca-del-se-viaggiando.html' title='ALLA RICERCA DEL SE&apos;, VIAGGIANDO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1760890773437313969</id><published>2009-11-23T18:25:00.006Z</published><updated>2009-11-23T18:46:25.124Z</updated><title type='text'>GIALLO MITTELEUROPEO CON TOCCO ESOTICO</title><content type='html'>Senza nulla togliere agli scrittori scandinavi che da qualche tempo monipolizzano il panorama del Giallo, alla ricerca di nuove suggestioni, spostando l'attenzione un po' più a sud, un po' più ad est... &lt;br /&gt;• VEIT HEINICHEN (Germania)&lt;br /&gt;LA CALMA DEL PIU’ FORTE&lt;br /&gt;E/O 2009, traduzione di Silvia Montis, 18.00 euro&lt;br /&gt;Nato a Stoccarda nel 1957, Heinichen è prima di tutto un libraio e un editore (co-fondatore nel della Berlin Verlag, vincitrice del premio Casa editrice dell’anno nel 1994 e nel 1999). Dal 1997 risiede in Italia, a Trieste, dove ambienta una serie di gialli il cui protagonista è il Commissario Laurenti.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I morti del Carso &lt;/em&gt;(e/o 2003): Trieste città di confine, fa da sfondo alla storia che introduce il commissario Proteo Laurenti sulla scena del crimine europeo: un nuovo personaggio del giallo e una nuova città si fanno spazio a pieno diritto fra altri protagonisti del genere letterario. Una scrittura appassionata, che entra nella città, ne fa sentire la bora e il calore dei caffè, fa percepire le soglie di confine fra il buono e il cattivo, fra l’Italia e la Slovenia.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Morte in lista di attesa &lt;/em&gt;(e/o 2004): politica, chirurgia estetica, traffico di organi sono gli ingredienti del secondo capitolo del commissario Laurenti. Squallore, ricchezza e immancabile ironia ad alleggerire la trama. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;A ciascuno la sua morte &lt;/em&gt;(e/o 2005): il mare di Trieste e un delitto irrisolto del passato che prende nuova vita. Non forse la storia migliore di Heinichen, ma sempre con uno stile impeccabile che rende piacevole la lettura&lt;br /&gt;Le lunghe ombre della morte (e/o 2006): armi, munizioni e documenti della Seconda Guerra Mondiale che portano le indagini dal presente al passato, dagli anni ’70 di nuovo al presente con le indagini che riportano stranamente a csa dello stesso Laurenti.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Danza macabra &lt;/em&gt;(e/o 2008): ancora Trieste. Il tema è quello dei rifiuti e del loro commercio. Si incrociano delinquenti serbi, addetti del consolato corrotti (consolato di un piccolo e sconosciuto paese dell’Est), sangue e violenza, in un ambiente eterogeneo ed indefinibile di una terra senza una precisa identità se non quella mitteleuropea&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La calma del più forte &lt;/em&gt;(e/o 2009): mafia e alta finanzia, politici corrotti, crisi finanziaria e speculazione edilizia. Temi di attualità per la sesta indagine del commissario Laurenti. Trieste ancora punto di incontro e scontro, città di grandi traffici e di dubbie frequentazioni, nella quale Laurenti si muove sulle tracce del cane Argo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• ZORAN DRVENKAR (Croazia)&lt;br /&gt;SORRY,&lt;br /&gt;Fazi 2009, traduzione dal tedesco di Vincenzo Gallico, Fabio Lucaferri, Violeta Marotta, 19.00 euro&lt;br /&gt;Drvenkar nasce in Croazia nel 1967 e si trasferisce nel 1970 a Berlino con la famiglia. Scrive in tedesco, esordendo con libri per bambini e ragazzi, per i quali ottiene numerosi riconoscimenti.&lt;br /&gt;L’idea di Sorry è originale: un’agenzia di servizi, che offre un servizio molto molto particolare. Un servizio di scusa, chiedere scusa: se non c’è il tempo di chiedere personalmente perdono, per qualcosa che si è fatto o non fatto o qualcosa che si è detto o non detto, ci si può rivolgere all’agenzia e pagare perché qualcuno lo faccia al posto del diretto responsabile. Sostanzialmente i clienti si rivolgono all’agenzia perché qualcuno chieda perdono in loro vece. E i servizi dell’agenzia sono talmente richiesti da alimentare buoni guadagni per i quattro berlinesi che hanno avuto l’idea di fondarla. Il mondo sembra aver trovato una via d’uscita, un modo per liberarsi la coscienza, ma chi si assume l’onere, per quanto ben remunerato, non riesce a rimanere estraneo alle responsabilità altrui. Interviene nei quattro protagonisti il coinvolgimento personale, soprattutto quando si trovano di fronte al cadavere di una donna: la spinta ad analizzare le motivazioni che spingono i clienti a chiede scusa diventa allora necessità di sapere le ragioni del delitto, necessità di indagine senza via d’uscita, partecipazione diretta al caso giudiziario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• VILMOS KONDOR (Ungheria)&lt;br /&gt;BUDAPEST NOIR, &lt;br /&gt;E/O 2009, traduzione dall’ungherese di Laura Sgarioto, 18,00 euro&lt;br /&gt;Nato nel 1954 in Ungheria, Kondor ritorna nel suo paese natale dopo il conseguimento della laurea in Ingegneria chimica alla Sorbona. Insegna matematica e fisica e nel frattempo scrive romanzi: Budapest noir è il suo quarto manoscritto, ma è il suo primo libro pubblicato (nel 2008 in Ungheria, ma i diritti sono stati acquistati in Polonia, Germania, Francia Olanda, nel 2009 viene pubblicato in Italia). Sono stati venduti i diritti per la trasposizione cinematografica.&lt;br /&gt;Budapest noir è ovviamente ambientato a Budapest: Kondor ama l’Ungheria e ama Budapest e la racconta gli anni ’30 –’40 – ’50.&lt;br /&gt;Nel 1936 inizia il racconto di Budapest noir e l’avventura di Zsigmond Gordon, il giornalista di cronaca giudiziaria che diventa l’investigatore di Kondor: l’omicidio di una ragazza, senza documenti ma con una copia di un libro di preghiere femminili ebraiche porta Gordon ad indagare nei bassifondi della città ma anche negli ambienti dell’alta società. Una storia romantica e tragica, in cui non mancano pregiudizi razziali e religiosi e grossi interessi economici. Il tutto alla soglia della seconda guerra mondiale, con le tensioni politiche, le intolleranze e le aggressività del fascismo emergente. Sullo sfondo una grande capitale europea, con i suoi fasti ed i suoi vizi.&lt;br /&gt;Condor ha già pubblicato in Ungheria il seguito di Budapest noir (la traduzione del titolo potrebbe essere Il peccato di Budapest): una storia ambientata nel 1939, in cui Gordon indaga sull’uccisione di un collega e Sandor Nemes, detective in pensione, indaga su un traffico di cocaina. Le due indagini si sovrappongono e rivelano il coinvolgimento dipoliziotti corrotti e politici aderenti al nazismo Ungherese.&lt;br /&gt;La particolarità di Condor, che si ispira a Hammet, Thompson e Willford, è di raccontare in terza persona e di non esprimere giudizi ma di indurre il lettore a formularli, in una sorta di lettura interattiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• MEHMET MURAT SOMER (Turchia)&lt;br /&gt;SCANDALOSO OMICIDIO A ISTANBUL&lt;br /&gt;Sellerio 2009, traduzione dal turco di Anna Lia Proietti Ergun, 13,00 euro&lt;br /&gt;Nato ad Ankara nel 1959, Murat Somer è uno degli scrittori di punta della nuova narrativa turca. Famoso per le sue crime story, ambientate a Istanbul, dove lo stesso Somer risiede dal 1982.&lt;br /&gt;Il detective di Somer parla in prima persona (si espone), e racconta la sua vita come bella di notte e uomo di giorno, perché il detective è in realtà un travestito: di giorno tecnico di computer (Somer ha lavorato come ingegnere alla Sony), giovane, bello, economicamente benestante, con una posizione sociale, di notte lavore nel suo locale notturno nel quartiere malfamato di Istanbul.&lt;br /&gt;Quelle di Somer sono storie che, diventendo e sdrammatizzando, raccontano le due facce della realtà, due aspetti che rivendicano gli stessi diritti alla vita e alla dignità. Attraverso la storia dai toni noir, Somer vuole rendere pubblica la diversa umanità che popola Istanbul e non solo, vuole lottare attraverso il suo protagonista, che non ha caso è senza nome, per avere uno spazio.&lt;br /&gt;La trama è costruita scientificamente, bilanciando momenti intimi ad altri corali, pause silenziose a spazi congestionati di persone.&lt;br /&gt;Una ragazza, un uomo potente, un omicidio, il disinteresse della polizia mettono il nostro curioso detective sulle tracce dei responsabili, fra gente normale, organizzazioni criminali e gente insospettabile. &lt;br /&gt;Si sorride leggendo Somer, pur calati in un noir movimentato e coinvolgente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1760890773437313969?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1760890773437313969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1760890773437313969&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1760890773437313969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1760890773437313969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/11/giallo-mitteleuropeo-con-tocco-esotico.html' title='GIALLO MITTELEUROPEO CON TOCCO ESOTICO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5741300038894894189</id><published>2009-11-12T10:36:00.007Z</published><updated>2009-11-12T10:55:42.232Z</updated><title type='text'>BERLINO/DDR</title><content type='html'>Poiché ritengo che i narratori siano significativi quanto i saggisti nel raccontare gli eventi storici, propongo una seconda puntata dedicata a Berlino e alla DDr. Ai giornalisti ed agli storici aggiungo quindi due autori che sono testimoni, interpreti, registi e fotografi della vita oltre cortina:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• INGO SCHULZE&lt;br /&gt;ADAM E EVELYN&lt;br /&gt;Feltrinelli 2009, traduzione di Stefano Zangrando, 16,50 euro&lt;br /&gt;Ingo Schulze è uno dei più importanti scrittori tedeschi ed europei contemporanei: nato a Dresda nel 1962, drammaturgo e redattore, si trasferisce a Berlino nel 1993. Inizia a scrivere nel 1995 pubblicando una raccolta di racconti, che mette in evidenza le sua doti di scrittore (in Italia esce con Mondatori nel 1999 &lt;em&gt;33 momenti di felicità&lt;/em&gt; ).&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Semplici storie&lt;/em&gt;(1998, Mondadori 2001): piccolo capolavoro. Sono 29 storie, racconti legati fra loro nel tema della quotidianità della provincia dell’ex DDr all’indomani della caduta del Muro: piccole cose, semplici storie, come anticipa il titolo, di persone comuni che variamente cercano di sopravvivere ai cambiamenti che la riunificazione a portato (tipo corsi universitari che all’improvviso schierano professori diversi e mettono in difficoltà gli studenti prossimi alla laurea)&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Vite nuove &lt;/em&gt;(2005, Feltrinelli 2007): Germania 1990, a nemmeno un anno dalla caduta del Muro, la vita dei tedeschi dell’Est, da un lato le inadeguatezze del quotidiano a confronto con le vite extra blocco, dall’altro il desiderio di capitalismo da parte di alcuni, che vedono nel nuovo modello, tanto a lungo proibito e contrastato, la via più sicura per una vita felice.&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Bolero berlinese &lt;/em&gt;(2007, Feltrinelli 2008): tredici storie che riportano all’Ingo Schulze degli esordi. Storie che escono dalla DDr e vanno in giro per il mondo, per poi ritornare all’interno della Germania. Elementi tragicomici e delicatezze stilistiche non mancano.&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Adam e Evelyn &lt;/em&gt;(2008, Feltrinelli 2009): una coppia di tedeschi della Germania Est nell’estate del 1989, quando la situazione politica è in fermento, ma per i tedeschi dell’Est sono ancora chiuse le frontiere verso l’Occidente. Le possibilità di movimento sono verso i paesi del blocco orientale: è in Ungheria che si reca Evelyn dopo aver scoperto il compagno Adam in flagranza di tradimento. Ed è dall’Ungheria che Adam teme possa  una fuga definitiva di Evelyn verso l’Occidente… Romanzo d’amore, in cui il contesto storico entra come protagonista negli eventi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• FRIEDRICH CHRISTIAN DELIUS&lt;br /&gt;LA PASSEGGIATA DA ROSTOCK A SIRACUSA&lt;br /&gt;Sellerio 1998, traduzione di Dina Trapassi, 7,75 euro&lt;br /&gt;Delius nasce a Roma nel 1943 da genitori tedeschi: di lui non si è conosciuto molto sulla nascita italiana fino alla pubblicazione del romanzo autobiografico pubblicato da Archinto proprio quest’anno: Ritratto della madre da giovane racconta dell’arrivo in Italia della donna, ventuenne, dalle coste del Baltico, all’ottavo mese di gravidanza, al seguito del marito, ufficiale della Wehrmacht improvvisamente richiamato in Africa.&lt;br /&gt;Prima dell’opera autobiografica: &lt;em&gt;Il mio anno da assassino &lt;/em&gt;(Spartaco 2008) e &lt;em&gt;La domenica che vinsi i mondiali &lt;/em&gt;(Le lettere 2006), ma soprattutto nel 1998 &lt;em&gt;La passeggiata.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Romanzo “storico”, che si basa su un fatto di cronaca: nell’estate del 1988 un cameriere di Rostock raggiunge le coste della Danimarca e quindi la RFD con l’intento di rifare il viaggio che il conterraneo Seume aveva fatto più di un secolo prima ed aveva raccontato nella sua Passeggiata fino a Siracusa nell’anno 1802. &lt;br /&gt;Romanzo di viaggio, perché racconta la sorpresa del cameriere Gompitz nello scoprire le bellezze architettoniche e del paesaggio.&lt;br /&gt;Romanzo politico, perché Gompitz di fatto fa una fuga turistica, vuole poi rientrare in DDr, mettondo in crisi il sistema ed incarnando il pensiero di molti tedeschi della DDr che chiedevano solo la libertà di viaggiare.&lt;br /&gt;Piccolo gioiello della letteratura tedesca contemporanea, che nel ripercorrere l’antico viaggio, modifica lo schema stilistico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5741300038894894189?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5741300038894894189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5741300038894894189&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5741300038894894189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5741300038894894189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/11/berlinoddr.html' title='BERLINO/DDR'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3209676258822307649</id><published>2009-11-09T14:33:00.002Z</published><updated>2009-11-09T15:04:06.592Z</updated><title type='text'>BERLINO</title><content type='html'>A vent'anni dalla caduta del Muro, rimpiangendo di non aver vissuto l'evento, qualche titolo di recente uscita per capire meglio la valenza di quello che accadde la notte del 9 novembre 1989:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• GYORGY DALOS&lt;br /&gt;GIU’ LA CORTINA. IL 1989 E IL CROLLO DEL COMUNISMO SOVIETICO&lt;br /&gt;Donzelli 2009, traduzione dal tedesco di Melani Traini, 25,00 euro&lt;br /&gt;Ungherese residente a Berlino, testimone del momento storico, Dalos ricostruisce gli eventi che determinarono la caduta della Cortina di ferro, portando il lettore in Polonia, Ungheria, DDr, Bulgaria, Cecoslovacchia, Romania per coinvolgerlo in tutti i movimenti che portarono allo sgretolarsi delle dittature dell’Europa dell’Est:&lt;br /&gt;Per pura curiosità: l'espressione &lt;em&gt;Cortina di ferro&lt;/em&gt;, già usata nel 1945 da Goebbels (gerarca nazista) e da Dulles (agente segreto americano), entra nel linguaggio politico e storico nel 1946 in seguito ad un discorso di Churchill per individuare la linea di demarcazione fra blocco orientale sotto influenza e controllo sovietico e blocco occidentale, sotto controllo americano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;• FREDERICK TAYLOR&lt;br /&gt;IL MURO DI BERLINO. 13 AGOSTO 1961 – 9 NOVEMBRE 1989&lt;br /&gt;Mondadori 2009, traduzione di Francesca Gimelli, 23,00 euro&lt;br /&gt;Giornalista inglese, docente a Oxford, esperto di storia tedesca (suo il volume Dresda, pubblicato sempre per Mondatori), Taylor intrecciando fonti ufficiali, documenti, testimonianze personali racconta la storia del muro dalla notte fra il 12 e il 13 agosto 1961, la notte in cui improvvisamente per ordine di Ulbricht (leader tedesco orientale) venne divisa in due la città di Berlino per impedire l’accesso dei tedeschi della DDr alla Germania occidentale. Taylor ricostruisce le ragioni che portarono alla costruzione del Muro, descrive la vita dei Berlinesi dopo quella notte del 1961, racconta le dinamiche politiche del blocco orientale, lo sconcerto dei paesi occidentali e degli Stati Uniti e la contemporanea immobilità nel timore di scatenare un ulteriore conflitto (nucleare) con L’URSS.&lt;br /&gt;L’attenzione di Taylor è non solo per gli eventi politici, ma per la vita quotidiana: le paure, i tentativi di fuga, la nascita dei movimenti dissidenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• MICHAEL MEYER&lt;br /&gt;L’ANNO CHE CAMBIO’ IL MONDO. LA STORIA NON DETTA DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO&lt;br /&gt;Il Saggiatore 2009, traduzione di Barbara Piccioli, 19,00 euro&lt;br /&gt;Giornalista americano, capo redazione del Newsweek per la Germania e l’Europa orientale, era a Berlino Est il 9 novembre 1989. A vent’anni di distanza analizza gli eventi, la fine della Guerra Fredda, riconoscendo che il merito non fu solo degli Stati Uniti come per qualche tempo si è creduto dopo la storia frase di Reagan a Gorbacev nel 1987.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• ANGELO D’ORSI&lt;br /&gt;1989. DEL COME LA STORIA E’ CAMBIATA, MA IN PEGGIO&lt;br /&gt;Ponte alle Grazie 2009, 16,00 euro&lt;br /&gt;Giornalista, professore di storia all’università di Torino, D’Orsi guarda al dopo 1989, fa un’indagine delle reali conseguenze di quell’evento. La fine della Guerra Fredda, che avrebbe dovuto portare a pace e benessere diffusi, ha visto nel ventennio successivo, i fiorire di tutta una serie di eventi tragici sia per il blocco orientale che per l’Occidente.&lt;br /&gt;Meno racconto cronologico e più analisi dei significati, la conclusione di D’orsi è che le speranze del 1989 siano state tradite su tutti i fronti. Dal punto di vista politico, sociale, economico. &lt;br /&gt;Ampio apparato di note. Bibliografia e cronologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• PAOLO MACRY&lt;br /&gt;GLI ULTIMI GIORNI. STATI CHE CROLLANO NELL’EUROPA DEL NOVECENTO&lt;br /&gt;Il Mulino 2009, 16,00 euro&lt;br /&gt;Macry insegna Storia contemporanea all’Università di Napoli. In questo breve saggio prende in esame quelli che sono stati gli avvenimenti storici che nel corso del XX secolo hanno preceduto i grandi eventi: non fa quindi riferimento solo al 1989 e alla caduta del Muro di Berlino, ma anche alla fine delle grandi dinastie (Romanov, Asburgo), alle partite conclusive della prima e della seconda guerra mondiale… Infine anche la caduta del Muro (con la M). L’evidenza è che gli ultimi giorni sono accumunati da errori po9litici, coincidenze, inefficienze amministrative, antagonismo collettivi. Senza che ci sia una sorta di predestinazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• GIAN ENRICO RUSCONI&lt;br /&gt;LA REINVENZIONE DELLA GERMANIA&lt;br /&gt;Laterza 2009, 8,00 euro&lt;br /&gt;Un centinaio di pagine per raccontare la poliedrica Berlino, città con una storia pesante alle spalle e con un futuro pieno di speranze: un laboratorio non solo di ingegneria ed architettura, ma di cultura/e in continuo movimento. Una città reinventata per una nazione reinventata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• ERALDO AFFINATI&lt;br /&gt;BERLIN&lt;br /&gt;Rizzoli 2009, 17,00 euro&lt;br /&gt;Opera di narrativa, racconto di viaggio, ricerca di risposte, indagine nei luoghi comuni e nel continuo mutamento di una città in divenire. Eraldo Affinati sembra in viaggiatore incantato che approda a Berlino e vaga per le strade alla ricerca dei luoghi che ne hanno segnato la storia, sembra un turista che desidera assaporare il clima fiutando il tempo del cambiamento. Statue e palazzi, scrittori e opere d’arte, profumi e sapore di birra, fabbriche dimesse e nuova architettura.&lt;br /&gt;Una città leggenda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• PETER MOLLOY&lt;br /&gt;LA VITA AI TEMPI DEL COMUNISMO. INTERVISTE VENT’ANNI DOPO&lt;br /&gt;Bruno Mondatori 2009, traduzione di Alessandro Storti, 20,00 euro&lt;br /&gt;Gente comune, agenti segreti, prigionieri politici, memnri di partito, studenti, padri di famiglia: Peter Molloy, giornalista della BBC, dà loro voce, indicando nomi e cognomi, muovendosi in Germania Est, Romania, Cecoslovacchia. Un collage di voci diverse, accumunate dalla stessa realtà storia e dalla stessa voglia di libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• FEDERICO ROMERO&lt;br /&gt;STORIA DELLA GUERRA FREDDA. L’ULTIMO CONFLITTO PER L’EUROPA&lt;br /&gt;Einaudi 2009, 30,00 euro&lt;br /&gt;Attraverso la documentazione dei protagonisti e il distacco storico di vent’anni, Romero, docente di Storia dell’America del Nord all’Università di Firenze, propone una rilettura della Guerra Fredda: genesi del conflitto e percorso che portò alla sua fine, investendo i sistemi comunisti dell’Europa dell’Est, facendo svanire la divisione dell’Europa in due blocchi e portando allo sgretolarsi del grande Impero Sovietico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• BEN LEWIS&lt;br /&gt;FALCE E SBERLEFFO. UNA STORIA DEL COMUNISMO ATTRAVERSO LA SATIRA&lt;br /&gt;Piemme 2009, traduzione di Franca Genta Monelli, 19,00 euro&lt;br /&gt;Inglese, autore di importanti documentari per la BBC, Lewis per anni ha raccolto storielle buffe, barzellette, vignette in ogni angolo dell’Europa dell’Est ricostruendo una storia del comunismo attraverso la satira. Barzellette documentate storicamente, concentrandosi su russia e Paesi del blocco, perché in altre aree come la Cina e il sud-Est asiatico, pure aderenti al comunismo, non si è verificato un simile fenomeno di proliferazione della barzelletta/sberleffo contro il regime. Non è una raccolta completa, anche per il fatto che molte barzellette sono basate sui giochi di parole, troppo difficile da rendere in traduzione, a scapito del significato della satira stessa.&lt;br /&gt;Divertente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• JEAN-AMRC GONIN E OLIVIER GUEZ&lt;br /&gt;LA CADUTA DEL MURO&lt;br /&gt;Bompiani 2009, traduzione di Marco Marinelli, 21,50 euro&lt;br /&gt;Giornalisti francesi (Gonin era a Berlino nel novembre del 1989, il secondo vive da anni a Berlino), raccontano il mese che precede la caduta del Muro. Attraverso gli incontri dei leader politici, la visita di Gorbacev, i racconti delle persone, lasciando i nomi dei politici e inventando i nomi delle persone comuni, basandosi sempre e comunque su documenti ed interviste. Ne emerge un quadro complesso ed affascinante. Gli aspetti più interessanti sono: a) le organizzazioni dissidenti, composte da giovani, studenti, operai, madri e padri di famiglia; b) le assemblee ed i cortei, che invadono non solo Berlino, ma anche Lipsia, Halle, Magdeburgo…; c) il ruolo della chiesa e dei pastori luterani; d) la rivoluzione pacifica; e) la richiesta di libertà di viaggiare, la libertà di movimento; f) il desiderio di rimanere in Germania e non di emigrare; g) i movimenti all’interno del partito che operano per il cambio di gestione; h) il sostegno indiretto di Gorbacev, che impone ai militari russi in Germania Est di non intervenire; i) la reazione di molti militari tedeschi, che non intervengono.&lt;br /&gt;Piacevole lettura, che porta a documentare in maniera più approfondita i diversi aspetti dell’evento che ha segnato la svolta nella storia del Novecento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3209676258822307649?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3209676258822307649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3209676258822307649&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3209676258822307649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3209676258822307649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/11/berlino.html' title='BERLINO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-4698526939434957255</id><published>2009-10-28T15:48:00.002Z</published><updated>2009-10-28T16:07:22.208Z</updated><title type='text'>UN RICORDO DI MIO PADRE</title><content type='html'>Ogni anziano che vedo&lt;br /&gt;Mi ricorda mio padre&lt;br /&gt;Quando si innamorò della morte&lt;br /&gt;Al tempo in cui si raccoglieva il grano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne vidi uno a Gardiner Street&lt;br /&gt;Che inciampavca sul marciapiede,&lt;br /&gt;Mi diede una mezza occhiata,&lt;br /&gt;Avrei potuto essere suo figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mi ricordo del musicista&lt;br /&gt;Esitante sul suo violino&lt;br /&gt;A Braywater, Londra,&lt;br /&gt;Lui pure mi ha posto quell'enigma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni anziano che vedo&lt;br /&gt;Nel tempo che ha i colori di ottobre&lt;br /&gt;Sembra dirmi:&lt;br /&gt;"Una volta fui tuo padre"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(tratto da &lt;em&gt;Andremo a rubare in cielo&lt;/em&gt;, di Patrick Kavanagh, a cura di Saverio Simonelli, Ancora 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-4698526939434957255?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/4698526939434957255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=4698526939434957255&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4698526939434957255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4698526939434957255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/10/un-ricordo-di-mio-padre.html' title='UN RICORDO DI MIO PADRE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1381327609431238454</id><published>2009-10-27T16:55:00.002Z</published><updated>2009-10-27T17:36:45.836Z</updated><title type='text'>ATTRAVERSO UN VETRO OPACO</title><content type='html'>Nonostante la giovane età Petra Hulova (Praga 1979) è una grande scrittrice. Non è una frase ad effetto. E’ la realtà. Pubblica nel 2002 il suo primo romanzo &lt;em&gt;In memoria di mia nonna&lt;/em&gt; (questa più o meno la traduzione del titolo), che diventa in breve tempo uno dei più letti del decennio nella Repubblica Cèca: ambientato in Mongolia dove la scrittrice ha trascorso un anno di studio, è la storia di tre generazioni di donne. La prima traduzione in inglese dell’opera viene pubblicata in questi giorni negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;Due anni dopo (2004) vede la luce &lt;em&gt;Attraverso un vetro opaco&lt;/em&gt;, appena pubblicato da La Tartaruga, prima traduzione italiana. &lt;br /&gt;La scrittura è asciutta, senza discorsi diretti, o meglio con il discorsi diretti inseriti nel racconto in prima persona prima di un figlio poi di una madre. Monologhi, inseriti in uno spazio silenzioso, il mondo fuori. Fuori da quel vetro opaco che separa dal resto, il fuori da se stessi. Un romanzo introspettivo, di ricerca personale, dove i personaggi sono due, un figlio ed una madre/moglie/donna, eterno legame, conflitto senza scontro fisico, senza confronto verbale. Due entità separate da un vetro, appannato gelato sporco. Uno palcoscenico con un solo personaggio, un personaggio solo, illuminato nel momento in cui ha la parola, una immagine in bianco e nero, senza tempo.&lt;br /&gt;Dal 2004, la Hulova ha scritto altri quattro libri: attendiamo le traduzioni.&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Attraverso un vetro opaco&lt;/em&gt;, Petra Hulova, traduzione dal cèco di Laura Angeloni, La Tartaruga 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1381327609431238454?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1381327609431238454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1381327609431238454&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1381327609431238454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1381327609431238454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/10/attraverso-un-vetro-opaco.html' title='ATTRAVERSO UN VETRO OPACO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-4387705134251685457</id><published>2009-10-23T17:31:00.009Z</published><updated>2009-10-27T16:54:56.397Z</updated><title type='text'>PICCOLO GRANDE RE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SuHonCP28CI/AAAAAAAAAGs/0gIIVVHTmRQ/s1600-h/piccolo+re.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 268px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SuHonCP28CI/AAAAAAAAAGs/0gIIVVHTmRQ/s400/piccolo+re.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395849585882492962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una favola. &lt;br /&gt;Un &lt;em&gt;breve e vivace componimento narrativo, i cui attori sono esseri animati o cose inamnimate, ed il fine è di far comprendere praticamente e in modo facile e piano una verità morale&lt;/em&gt;. Dal latino fabula, a sua volta derivante dal più arcaico verbo &lt;em&gt;fari&lt;/em&gt; nel significato di parlare. Etimologicamente parlando.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Piccolo Re e Grande Re &lt;/em&gt;, un albo illustrato appena arrivato in libreria per le edizioni Arka, è una favola deliziosa. Dolce e delicata narrazione di Nicola Cinquetti, accompagnata dalle belle illustrazioni di Daniella Vignoli.&lt;br /&gt;Non una fiaba (non ci sono orchi e fate) ma un piacevole racconto, la cui morale non ha limiti di età. Per vivere sereni con semplicità in un mondo colorato dalla fantasia, giocando con i contrari filosofici.&lt;br /&gt;(Piccolo re e Grande Re, di Cinquetti - Vignoli, Arka 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-4387705134251685457?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/4387705134251685457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=4387705134251685457&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4387705134251685457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4387705134251685457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/10/piccolo-grande-re.html' title='PICCOLO GRANDE RE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SuHonCP28CI/AAAAAAAAAGs/0gIIVVHTmRQ/s72-c/piccolo+re.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5784909786371837056</id><published>2009-10-21T07:48:00.007Z</published><updated>2009-10-21T10:58:30.108Z</updated><title type='text'>A PARIGI, PARLANDO ARABO A SAINT-GERMAIN</title><content type='html'>Un uomo, quarantenne, residente in Francia da trent’anni, esperto di alta finanza, direttore di banca, decidere di dare una svolta alla sua vita: abbandona la casa materna nella banlieue parigina per trasferirsi a Parigi, nel cuore pulsante della ville lumière per vivere finalmente libero. Non ha più voglia di dover render conto alla madre e al fratello, non ha più voglia di pranzi domenicali con tutta la famiglia, di dover tornare a casa la sera ad un’ora decente perché la madre non si preoccupi, non ha più voglia di discutere sul suo stato civile, scartando regolarmente tutte le fidanzate che gli vengono proposte… Desidera essere libero, vivere in un bell’appartamento in centro adeguato alla sua posizione sociale e alle sue ingenti disponibilità economiche, ma soprattutto desidera “frequentare” quante più donne possibile.&lt;br /&gt;L’idea è quella di diventare a tutti gli effetti un quarantenne francese. Perché in realtà francese non è: la pelle sbiancata dalle creme, i capelli ricci fatti stirare sistematicamente dal parrucchiere di fiducia, il nome francese mascherano sapientemente un uomo algerino di nome algerino, di famiglia algerina, di religione musulmana.&lt;br /&gt;L’idea è quella di dare inizio ad una vita da bohemien, accompagnandosi con giovani donne francesi. Ma la realtà è che, nonostante tutti i suoi sforzi, incontra solo donne di origine algerina, più o meno emancipate, più o meno osservanti, ma che immancabilmente lo piantano in asso.&lt;br /&gt;A complicare gli intrecci amorosi, la fatale, costante, presenza delle opere letterarie di una scrittrice algerina di dubbia esistenza.&lt;br /&gt;La situazione, raccontata all’autrice come durante una terapia psicoanalitica, è spesso comica, quasi grottesca, con la figura della madre che ossessivamente cerca di riportare il figlio all’interno di quella che per lei è normalità e tradizione.&lt;br /&gt;Alla fine ci si domanda se il racconto di Mohamed Ben Mokhtar/Basile Tocquard sia realtà o finzione, se Hadda, Khadija, Djamila, Fatima abbiano davvero incontrato il nostro uomo, oppure siano frutto della sua immaginazione…&lt;br /&gt;Divertente, irriverente nel descrivere la vita del maschio single, curioso nell’accompagnare il lettore dal Café de Flore al jazz bar in Saint-Germain, dalla librerie La Hume al Café des Amis di Ménilmontant: Leila Marouane descrive la difficoltà di vivere a cavallo di due culture, il desiderio di assimilarsi alle abitudini del luogo in cui si vive, senza dimenticare (per volontà o per incapacità) quelle del luogo in cui si è nati.&lt;br /&gt;Leila Marouane è nata in Tunisia, a Djerba, nel 1960 da genitori algerini impegnati attivamente nella lotta politica. Cerca rifugio in Francia nel 1990 e vi si trasferisce stabilmente nel 1991, a Parigi, dove inizia la carriera giornalistica. Al suo attivo una decina di pubblicazioni, fra romanzi e saggi: &lt;em&gt;Vita sessuale di un fervente musulmano a Parigi&lt;/em&gt; è il terzo libro tradotto in Italia (precedenti &lt;em&gt;Doppio ripudio &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Castigo degli ipocriti&lt;/em&gt;, pubblicati entrambi dalla piccola grande casa editrice Epoché nel 2004 e 2006). Nel 2006 è stata ospite della Fiera del libro di Torino insieme a Ghosh, Darwish, Mishra, Gutierrez e altri all'interno del progetto Lingua Madre, che riunisce scrittori di paesi extra europei accumunati dal lavoro innovativo sulla loro tradizione culturale.&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Vita sessuale di un fervente musulmano a Parigi&lt;/em&gt;, Leila Marouane, traduzione dal francese di Gaia Panfili, E/O 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5784909786371837056?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5784909786371837056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5784909786371837056&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5784909786371837056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5784909786371837056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/10/parigi-parlando-arabo-saint-germain.html' title='A PARIGI, PARLANDO ARABO A SAINT-GERMAIN'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5128879756144832191</id><published>2009-10-07T18:25:00.004Z</published><updated>2009-10-07T18:31:40.456Z</updated><title type='text'>ASPETTANDO GIPI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/Sszdo5OlbdI/AAAAAAAAAGk/SOT33kWrRR0/s1600-h/GIPI+gli+innocenti.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 293px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/Sszdo5OlbdI/AAAAAAAAAGk/SOT33kWrRR0/s400/GIPI+gli+innocenti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389926548682141138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infanzie a confronto, un viaggio nel passato che trova riscatto nel presente.&lt;br /&gt;Cieli bigi e mare mosso. Un sorriso innocente.&lt;br /&gt;Gipi tra qualche giorno sarà in libreria...&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Gli innocenti - Baci dalla provincia&lt;/em&gt;, Gipi, Coconino press)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5128879756144832191?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5128879756144832191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5128879756144832191&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5128879756144832191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5128879756144832191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/10/aspettando-gipi.html' title='ASPETTANDO GIPI'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/Sszdo5OlbdI/AAAAAAAAAGk/SOT33kWrRR0/s72-c/GIPI+gli+innocenti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-8196173252901189489</id><published>2009-09-11T17:43:00.007Z</published><updated>2009-09-12T14:15:01.823Z</updated><title type='text'>CORREVA L'ANNO 1973, ERA L'11 SETTEMBRE</title><content type='html'>11 SETTEMBRE, Cile, Santiago.&lt;br /&gt;1973. Colpo di stato. Dittatura. Terrore. Buio.&lt;br /&gt;Pinochet di augusto aveva solo il nome.&lt;br /&gt;Molto si è scritto e molto si scriverà.&lt;br /&gt;Su Internazionale n. 811/04-10 settembre è stato pubblicato un articolo di Cristobàl Pena tratto dal mensile colombiano Gatopardo sulla ricchissima biblioteca di Pinochet. Curioso: un uomo che da una parte bruciava i libri (degli altri) e dall'altra spendeva patrimoni (non suoi) per arricchire la sua collezione privata con preziosissimi volumi.&lt;br /&gt;Per gli scrittori cileni erano anni difficili. E lo sono tutt'ora: per fare i conti con &lt;em&gt;quel&lt;/em&gt; passato ci vuole tempo, e il coraggio di affrontarlo.&lt;br /&gt;Fra le pubblicazioni recenti, mi hanno colpito le storie raccontate da due scrittori diversi, ma accumunati dallo stesso desiderio di denunciare i fatti, senza rinunciare all'ironia.  &lt;br /&gt;Agli anni della dittatura fanno riferimento le storie di Pedro Lemebel: alcuni dei racconti di &lt;em&gt;Baciami ancora, forestiero &lt;/em&gt;(Marcos y Marcos, 2008) e il suo meraviglioso romanzo &lt;em&gt;Ho paura, torero &lt;/em&gt;(Marcos y Marcos, 2004). Sempre allo stesso periodo ritorna Luis Sepulveda con il suo ultimo romanzo &lt;em&gt;L'ombra di quel che eravamo&lt;/em&gt; (Guanda, 2009).&lt;br /&gt;Pochi anni di differenza fra loro. Lemebel vive in Cile, Sepulveda in Spagna. Conseguenza della dittatura: qualcuno è rimasto per resistere, qualcuno è partito per contrastare e per far nascere una resistenza politica da esule. Ciascuno racconta la storia guardando ai sopravvissuti: lo stile narrativo non assume i toni foschi del dolore o quelli duri dell'accusa. Piuttosto è satirico e dissacratorio in Lemebel, spiritoso e lieve in Sepulveda. Non per rattristare gli animi ma per ricordare e far diventare quel passato il passato di tutti, di chi l'ha vissuto e di chi è troppo giovane anche per averne memoria. Scrive Kapuscinski in &lt;em&gt;Giungla polacca&lt;/em&gt; (Feltrinelli 2009): &lt;em&gt;Secondo una credenza africana, un uomo muore veramente solo quando muore l'ultima delle persone che lo conoscevano  e lo ricordavano. In altre parole, cessiamo di esistere quando nel mondo non esiste più un solo portatore di memoria di noi&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Lunga vita a tutti.&lt;br /&gt;( Ho paura torero, di Pedro Lemebel, Marcos y Marcos; Baciami ancora, forestiero, di Pedro Lemebel, Marcos y Marcos; L'ombra di quel che eravamo, di Luis Sepulveda, Guanda; Giungla polacca, di Ryszard Kapuscinski, Feltrinelli)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-8196173252901189489?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/8196173252901189489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=8196173252901189489&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8196173252901189489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8196173252901189489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/09/correva-lanno-1973-era-l11-settembre.html' title='CORREVA L&apos;ANNO 1973, ERA L&apos;11 SETTEMBRE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-4265931505263000145</id><published>2009-08-26T16:10:00.002Z</published><updated>2009-08-26T17:01:43.998Z</updated><title type='text'>UN ALTRO TEMPO</title><content type='html'>Per noi come per gli altri esiliati,&lt;br /&gt;come per gli altri incontabili fiori che non sanno contare&lt;br /&gt;e tutti gli animali che non devono ricordare,&lt;br /&gt;è oggi che viviamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti provano a dire Non Ora,&lt;br /&gt;tanti hanno dimenticato come&lt;br /&gt;si dice Io Sono, e si sarebbero&lt;br /&gt;persi, se avessero potuto, nella storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio, chinandosi con grazia tanto antiquata&lt;br /&gt;alla bandiera giusta nel posto giusto,&lt;br /&gt;borbottando come vecchi mentre s'arrampicano per le scale&lt;br /&gt;del Mio e del Suo o del Nostro e del Loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio come se il tempo fosse quel che volevano&lt;br /&gt;quando ancora era dato in dono e in possesso,&lt;br /&gt;proprio come se avessero torto&lt;br /&gt;a non desiderare più d'appartenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna meraviglia se tanti uomini muoino di dolore,&lt;br /&gt;tanti sono così soli quando muoiono;&lt;br /&gt;nessuno ha ancora creduto o gradito una bugia:&lt;br /&gt;un altro tempo ha altre vite da vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Un altro tempo&lt;/em&gt;, W.H. Auden, Adelphi, traduzione di Nicola Gardini)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-4265931505263000145?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/4265931505263000145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=4265931505263000145&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4265931505263000145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/4265931505263000145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/08/un-altro-tempo.html' title='UN ALTRO TEMPO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-5642245577722300930</id><published>2009-07-14T11:55:00.004+01:00</published><updated>2009-07-14T12:07:50.021+01:00</updated><title type='text'>L'Atlante 2009, Le Monde diplomatique</title><content type='html'>Importante ausilio per comprendere, o tentare di comprendere, gli arcani meccanismi che governano gli equilibri internazionali, è l'Atlante 2009 de Le Monde diplomatique: &lt;em&gt;Il mondo alla rovescia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il sommario propone: &lt;br /&gt;• Nuove tendenze di geopolitica; &lt;br /&gt;• Il mondo visto da dodici grandi Stati del Nord e del Sud; &lt;br /&gt;• Le reali sfide energetiche del pianeta; &lt;br /&gt;• I conflitti che persistono; &lt;br /&gt;• Le promesse e le difficoltà del continente africano. &lt;br /&gt;Il tutto corredato con: più di 300 carte, diagrammi e grafici; le priorità a breve e  le informazioni essenziali; gli interventi di economisti, sociologi, scienziati politici, demografi, storici, ambientalisti ... per avere una visione quanto più sfaccettata possibile degli avvenimenti e del futuro; una vasta bibliografia (siti web, libri e relazioni) per approfondire la ricerca. &lt;br /&gt;L'analisi è coordinata da Alain Gresh, Jean Radvanyi, Philippe Rekacewicz, Catherine Samary.&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;L'Atlante 2009&lt;/em&gt;, aa.vv., Le Monde diplomatique/Manifestolibri 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-5642245577722300930?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/5642245577722300930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=5642245577722300930&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5642245577722300930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/5642245577722300930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/07/atlante-2009-le-monde-diplomatique.html' title='L&apos;Atlante 2009, Le Monde diplomatique'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-6045447137864981195</id><published>2009-06-27T16:59:00.003+01:00</published><updated>2009-06-27T17:49:28.285+01:00</updated><title type='text'>QUANDO L'IRAN ERA PERSIANO</title><content type='html'>Ho bisogno d'un amante che,&lt;br /&gt;ogni qual volta si levi, &lt;br /&gt;produca finimondi di fuoco &lt;br /&gt;da ogni parte del mondo! &lt;br /&gt;Voglio un cuore come inferno &lt;br /&gt;che soffochi il fuoco dell'inferno &lt;br /&gt;sconvolga duecento mari &lt;br /&gt;e non rifugga dall'onde! &lt;br /&gt;Un Amante che avvolga i cieli &lt;br /&gt;come lini attorno alla mano &lt;br /&gt;e appenda,come lampadario, &lt;br /&gt;il Cero dell'Eternità,entri in &lt;br /&gt;lotta come un leone, &lt;br /&gt;valente come Leviathan, &lt;br /&gt;non lasci nulla che se stesso, &lt;br /&gt;e con se stesso anche combatta, &lt;br /&gt;e, strappati con la sua luce i &lt;br /&gt;settecento veli del cuore, &lt;br /&gt;dal suo trono eccelso scenda &lt;br /&gt;il grido di richiamo sul mondo; &lt;br /&gt;e,quando,dal settimo mare si volgerà &lt;br /&gt;ai monti Qàf misteriosi da &lt;br /&gt;quell'oceano lontano spanda &lt;br /&gt;perle in seno alla polvere! &lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Il fuoco dell'amore divino&lt;/em&gt;, Gialal Al-Din Rumi)&lt;br /&gt;La fonte e la traduzione del testo sono attinte dal sito www.sufi.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-6045447137864981195?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/6045447137864981195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=6045447137864981195&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6045447137864981195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6045447137864981195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/06/quando-liran-era-persiano.html' title='QUANDO L&apos;IRAN ERA PERSIANO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-7255319885019613363</id><published>2009-06-27T16:05:00.005+01:00</published><updated>2009-07-04T17:53:36.151+01:00</updated><title type='text'>SMARRIRSI IN GIARDINO</title><content type='html'>Lieve come la neve e i paradossi, così inizia Il giardiniere smarrito. Esce per la collana dei Quaderni d’Ontignano che prende nome da un luogo reale, ma senza più identità agricola né contadini. Un posto di campagna, trasformato in residenza per ex cittadini. Il giardiniere anzi, pur avendo una tata di nome Elsa, non esiste: si chiama Andrea Borenstein; è ebreo, è dotato della straordinaria capacità di viaggiare, ed errante appare fin dal primo capitolo, mentre lascia impronte in un candido paesaggio della Transilvania. Il libro, scritto da Oliva di Collobiano, usa, quindi, la neve che muta i contorni alle cose, il felice nomadismo di un personaggio inventato e la commozione di un aggettivo per smarrire anche il lettore. Qualcosa che l’autrice considera utile, prossimo nel doppio significato fisico e spirituale all’altro verbo  a cui si fa implicitamente riferimento: l’errare. Sembrerebbe impossibile che un giardiniere come un capostazione possa smarrirsi. Farebbe parte, nell’immaginario, di quelle persone radicate e radicali, che riversano il mondo entro mappe certe. Invece, questo giardiniere che ha il genio di una tranquilla irrequietezza vive l’avventura, affidandosi non alla fantasia, ma all’osservazione. In un punto, viene anche specificato che si annoia. Gli succede, perché ciò fa parte del rischio di chi guarda in continuazione. A furia di guardare ciò che si vede, Borenstein comincia a mutare la propria percezione del bello, a capire come si formi naturalmente la bellezza. Scopre, a volte fornendo esempi a volte solo accennando, che il giardino non è un luogo chiuso, esiliato dal paesaggio. E che solo facendone parte è in grado di procurarci il piacere di abbandonarsi alla vista. Il giardino, allora, non inizia e finisce, è un’opera aperta, rispetto a se stesso e a quello che lo circonda. Esprime contemporaneamente la doppia tenacia dell’uomo e della natura. Se desiderato in tale modo il giardino finirebbe, forse, per coincidere con l’Eden che fu.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ninfa e villa Maser&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Nei primi appunti di Borenstein emergono alcune visioni che precedono i concetti stessi. Una riguarda il bordo. Nella campagna lavorata con i trattori, inghiottiti i sentieri, resta il bordo, «la coltre di terra, omogenea che assorbe e trattiene come un manto i riflessi del giorno, della notte e, là in fondo, del cielo», appena un piega che increspa la superficie silenziosa dei campi. È un segno che distingue senza tagliare. Nel giardino di Ninfa, a sud di Roma, invece, sono proprio le mura antiche che lo circondano a incastonare il verde straripante, alimentato da una gelida vena d’acqua, sullo sfondo della «montagna aspra e arida, alta». Una relazione tutta giocata sul contrasto di forze, di volontà. Altrove, il giardino di villa Maser, vicino a Treviso, mette in scena le giuste proporzioni di forme e affetti, la convivialità, l’amicizia tra persone, il rapporto mediato con la campagna. E gli stessi dei, abbondantemente ritratti, segnano sia la proprietà sia l’umanità del luogo. Per Borenstein è l’occasione di formulare uno dei suoi aforismi: «Ecco cosa è il giardino: un pezzo di terra segnato dall’uomo, e quando l’appropriazione riesce e gli anni la rafforzano crea sintonia con la Natura».                                                                             Lungo e sempre nuovo è il viaggio del giardiniere smarrito, ma ci sono quattro descrizioni che messe in sequenza restituiscono con precisione lo scopo del suo vagare: l’impressione di casualità, di disordine che contraddistingue il giardino del Topkapi e la sua città, Istanbul, dove, alla fine, s’insinua la certezza che ciò che è casuale può essere ricercato, rimandando in questo caso ad altre stanze del destino, ai recessi fioriti dell’harem. Altrettanto in Anatolia, quando si manifesta agli occhi del viaggiatore la matrice ittita del paesaggio, questo serpeggiare di boschetti, coltivazioni e alberi da frutto, nascosti in un labirinto di vallette e pinnacoli di roccia. «Giardini indefiniti», li chiama, cogliendo la presenza di antiche divinità legate al ciclo vegetativo. E ancora, contemplando l’ossatura di muri a secco e lastre di pietre infitte nel terreno che fanno da sinopia alle colline della Scozia. Collegando la loro linea grigia, astratta, bidimensionale, ai dettagli fisici delle icone bizantine, dei quadri di pittori senesi e giotteschi, in cui l’alterità dell’ambiente segue un alfabeto sacro quanto i visi e le vesti dei santi. Qui, Borenstein innalza una lode alle «recinzioni e muretti che siano di pietra, di legno o di arbusti, di fascine, di canne e foglie seccate di palma» e aggiunge che la comunione tra opere, ruderi e natura forma «giardini nuovi» e che bisogna «riconoscere certi luoghi come giardini». &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Selinunte: un’epifania&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Infine, come un’epifania, sorgono allo sguardo del giardiniere e del lettore le rovine di Selinunte, un nostro, occidentale zen. Epifania è intuizione, il punto d’arrivo del meditare. Cosa dice il caos di colonne e architravi abbattuti dalla violenza dei terremoti? La vanità della storia, certo, ma anche e più preziosa la scelta di non restaurare, lasciando che per osmosi le rovine tornino alla pietra che le ha generate, al magma sotterraneo. Al mare africano, al tappeto di fiori e di stelle il compito di riconciliare spazio e tempo, di rigenerare quotidianamente l’idea di giardino. Il segreto dell’equilibrio sta in un unico elemento d’appoggio: la duna di sabbia, eretta su progetto di Pietro Porcinai che piega il suo braccio sul lato nord-est. Sabbia a fare da quinta, dando profondità al cielo e un bordo al vagabondare della mente.&lt;br /&gt;La recensione è di Nicola Dal Falco&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Il giardiniere&lt;/em&gt;, di Olivia di Collobiano, Libreria editrice fiorentina, 2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-7255319885019613363?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/7255319885019613363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=7255319885019613363&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7255319885019613363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7255319885019613363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/06/smarrirsi-in-giardino.html' title='SMARRIRSI IN GIARDINO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-8182910815311034346</id><published>2009-05-19T14:29:00.007Z</published><updated>2009-05-19T15:37:01.382Z</updated><title type='text'>BANGLADESH. INFERNO DI DELIZIE</title><content type='html'>&lt;em&gt;Ripreso il mare, dopo quarantatre giorni di navigazione raggiungemmo il Bengala, un vasto paese dove si produce tantissimo riso... e anche molto brumoso: quelli del Khorasan lo chiamano Dozakh-i pur ni'ma, che (in persiano) significa "inferno pieno di delizie"&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;Così Ibn Battuta nel 1328 racconta al Ibn Juzayy, per espresso desiderio del sultano del Marocco, a proposito del Bengala.&lt;br /&gt;Il Bengala non è il Bangladesh, il primo è una regione geografica, il secondo uno stato. Ma Stefania Ragusa sceglie a ragione la definizione di Ibn Battuta, il Marco Polo arabo, per descrivere questo stato del subcontinente indiano, indipendente solo dal 1971 (il suo ingresso nell'Onu è del 1974).&lt;br /&gt;La sua superficie è metà di quella italiana, la sua popolazione più di due volte tanto, secondo i dati dell'Onu (ma, ben si sa, i dati anagrafici in paesi come questi sono stime e il grado di approssimazione è normalmente sotto stimato).&lt;br /&gt;Da quanto racconta l'autrice, il Bangladesh, ancora estraneo alle rotte turistiche, è un paese ricco di contrasti, molto lontano dalla nostra realtà, anche se tante sono le persone che, provenendo da lì, lavorano in Italia e più in generale in Europa e molte sono le aziende occidentali che dislocano parte o tutta la produzione in Bangladesh.&lt;br /&gt;Stefania Ragusa affronta il primo viaggio in Bangladesh su mandato di Glamour, il giornale per cui lavora, per seguire una troupe di medici di &lt;em&gt;Progetto Sorriso nel Mondo&lt;/em&gt;. Poi torna altre volte perché &lt;em&gt;il Bangladesh esercita su alcune persone un'attrazione sinuosa e fatale&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bangladesh. Inferno di delizie&lt;/em&gt; non è racconto di viaggio, o meglio non è solo questo. E' molto di più: è amore per un paese e per le sue genti (oltre ai Bengalesi, ci sono i migranti Binari e diversi gruppi tribali di varia consistenza), è denuncia di realtà assolutamente sconosciute al mondo occidentale, è testimonianza di convivenza di etnie diverse e religioni diverse, di tradizioni antiche e voglia di cambiamento, di donne che lottano per avere un ruolo nella società, è storia di bambini a cui ritorna il sorriso, è storia di incontri, è grido di paura per le catastrofi ecologiche che si continuano ad ignorare.&lt;br /&gt;E' ricco il Bangladesh di Stefania Ragusa: le 185 pagine del libro (edizioni Vallecchi nella collana Off the road) dicono molto di più di quanto non sia scritto.&lt;br /&gt;E' un libro da leggere, oltre che perché documentato, serio e affascinante, anche perché sostiene &lt;em&gt;Progetto Sorriso nel Mondo &lt;/em&gt;(www.progettosorrisonelmondo.org), un'associazione internazionale onlus per il trattamento e la cura delle malformazioni e deformità cranio facciali nei paesi in via di sviluppo, attiva in Bangladesh, Burundi, Congo e Guatemala.&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Bangladesh. Inferno di delizie&lt;/em&gt;, di Stefania Ragusa, Vallecchi 2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-8182910815311034346?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/8182910815311034346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=8182910815311034346&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8182910815311034346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8182910815311034346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/05/bangladesh-inferno-di-delizie.html' title='BANGLADESH. INFERNO DI DELIZIE'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3951834344409504995</id><published>2009-05-15T10:41:00.008Z</published><updated>2009-05-19T14:08:25.244Z</updated><title type='text'>ANATUF CHE DIVENTERA' UN UOMO BLU</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/Sg2Jttp0pcI/AAAAAAAAAGc/LHiYYxes0QA/s1600-h/anatuf.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 395px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/Sg2Jttp0pcI/AAAAAAAAAGc/LHiYYxes0QA/s400/anatuf.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336072551946036674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un libro che racconta di sabbia, di dromedari, di venti e di uomini.&lt;br /&gt;Illustrazioni che hanno il colore caldo della sabbia e il blu del cielo. Parole che descrivono ciò che un bimbo, il piccolo Anatuf, vede seguendo il padre nel deserto africano. Proverbi e detti tradizionali, che traducono l'antica saggezza dei Tuareg.&lt;br /&gt;Il volumetto è pubblicato da Edt nella collana Paesi e popoli del mondo (premio Andersen 2008 come miglior collana di divulgazione): si viaggia in compagnia di Atanuf e si impara la vita del nomade e l'essenza della sua libertà.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non abbiamo storia, perché i nostri padri l'hanno scritta sulla sabbia e il vento l'ha portata via. Il deserto sembra eterno a colui che lo abita e offre questa eternità all'uomo che saprà essergli fedele. Dio creò il deserto affinché gli uomini vi potessero crescere la loro anima. L'amicizia è una strada che scompare nella sabbia se non si rifà senza posa.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;( &lt;em&gt;Anatuf e gli uomini blu&lt;/em&gt;, di Sofia Gallo il testo, di Dalila Mebarki i proverbi e i detti, di Marco Paci le illustrazioni, Edt 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3951834344409504995?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3951834344409504995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3951834344409504995&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3951834344409504995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3951834344409504995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/05/blog-post.html' title='ANATUF CHE DIVENTERA&apos; UN UOMO BLU'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/Sg2Jttp0pcI/AAAAAAAAAGc/LHiYYxes0QA/s72-c/anatuf.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-7646204276717322626</id><published>2009-05-08T13:48:00.003Z</published><updated>2009-05-08T13:52:24.991Z</updated><title type='text'>GEOGRAFIA SACRA</title><content type='html'>Al di là del valore documentario, delle ipotesi pro o contro una tesi archeologica, di questo o quel racconto venato di miti, il significato di Geografia Sacra, il  libro di Giovanni Feo, sta nella ricerca del paesaggio. Impresa che necessita di due elementi: un territorio e un orecchio affinato per captarne la voce. &lt;br /&gt;Dietro il sipario, prima che la scena si illumini, è generalmente il suono ad offrire in anticipo il tema, a predisporre lo spettatore di fronte alla storia. Ed è sempre un racconto, l’ordine scelto per concatenare indizi e ricordi, la persistenza e la seduzione di un nuovo punto di partenza, a metterci sulla via.&lt;br /&gt;Oltre i cambiamenti, i pensieri e le azioni che un territorio comanda o subisce nel corso dei secoli, spesso rimane qualcosa di remoto che, in sé e per sé, prima dell’evidenza di un rudere, risuoni in chi ha voglia di ascoltarne l’eco. È probabile che ciò avvenga quando la mente si allinea al corpo e il sapere alla percezione del passato, quando le cose intorno iniziano a parlare un altro linguaggio. &lt;br /&gt;Forse, si tratta, innanzitutto, di uno stato d’animo, l’aver smosso un velo sulla natura.&lt;br /&gt;Anche se molto resta ancora da dimostrare con la pallida ed esigente precisione della scienza, è iniziato un processo di arricchimento del mondo circostante, una lievitazione di significati: il territorio si è trasformato in paesaggio, in corpo visibile. Ed appena appare una forma ecco che tende ad affiorare il suo messaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dal territorio al paesaggio&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Di questo scrive Giovanni Feo, di una geografia sacra, ma sarebbe più giusto dire consacrata, che potrebbe riappropriarsi di tutti i segni che altri uomini vi opposero per capire qualcosa della scena che si svolgeva contemporaneamente dentro e fuori di sé. &lt;br /&gt;Se, in questo caso, è la valle del fiume Fiora o la localizzazione del Fanum Voltumnae, il bosco sacro dedicato alla dea Voltumna, centro del centro della nazione etrusca, piuttosto che gli osservatori celesti di quei popoli del mare che hanno risalito le vie d’acque verso l’interno, in un altro contesto di tempo e di spazio potrebbe trattarsi del proprio quartiere e dello sterile intreccio di un sistema stradale. In ogni caso, è lì, nell’immediato fuori, che ci si può perdere nei due sensi possibili: dell’assenza o di una possibile visione. &lt;br /&gt;Allora, se quel poggio collima con la sella che interrompe la linea dei monti, se il lago contiene un seme d’isola, se dei massi affioranti, uniformemente incisi, si allineano su certe direttrici, forse il territorio annuncia il tema natale di un paesaggio. La proiezione ortogonale di una qualche domanda. &lt;br /&gt;Questo ci indica la ricerca di Feo e seguendone i passi si incontrano alcuni luoghi mirabili. Fra i molti, quelli che forse destano maggiore curiosità, sono due: Poggio &lt;br /&gt;Rota coronato da un gruppo di megaliti, lungo la valle del Fiora, e l’isola Bisentina, nel lago di Bolsena, punta del compasso, da cui misurare e suddividere un’intera regione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Genti venute da oriente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista storico ci muoviamo in un arco di tempo che va dalla fine del neolitico all’età del rame (tra il 4.000 e 2.000 a.c.) quando in un’area compresa nelle attuali provincie di Grosseto e di Viterbo, cominciò a diffondersi la metallurgia, favorita dalla presenza di minerali e dall’arrivo di popolazioni, originarie dell’area egeo-anatolica. La cultura che vi si insedia è detta di Rinaldone dal nome di una località del viterbese. &lt;br /&gt;La svolta che interessa l’autore avviene in quella fase della storia umana in cui lo sforzo più impressionante si concentrò nella realizzazione di complesse opere megalitiche che traducono conoscenze non comuni, legate all’osservazione celeste, essenziali per chi si metteva in mare alla volta di nuove terre. &lt;br /&gt;Una di queste è stata riconosciuta tra la vegetazione di Poggio Rota grazie ad una semplice informazione, avuta mentre Feo girovagava sul monte Tellere, vicino a Pitigliano. Stava osservando i segni che ricoprono molti dei massi affioranti, allorché il proprietario del fondo, gli ha chiesto cosa facesse. Ottenuta una risposta soddisfacente, l’uomo replicò che ne conosceva anche un altro di posto interessante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dieci pietre in cima al poggio&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E grande è stata la sorpresa dell’autore che si è ritrovato, di lì a poco, di fronte ad una struttura formata da dieci pietre che affiorano sulla sommità del poggio. Cinque di esse, alte tre metri, formano un cerchio più interno e le altre, più basse di circa la metà, sono leggermente spostate verso l’esterno. Tutte presentano fori circolari e nicchie più o meno accentuate, come se ne vedono sulle rocce lungo le pendici del monte Tellere. &lt;br /&gt;Un tempo, si trattava, di un unico sperone di tufo che è stato scavato al centro e sezionato con dei tagli verticali che permettono di inquadrare alcuni punti dell’orizzonte. &lt;br /&gt;Fino ad oggi, è stato possibile accertare che il complesso non ha origini naturali e che, quindi, il suo aspetto si deve alla mano dell’uomo, ma soprattutto che si trova esattamente lungo la linea solstiziale. &lt;br /&gt;«Ponendosi al centro della struttura – scrive Giovanni Feo – si ha di fronte un megalite appuntito che guarda verso nord-ovest. Il 21 giugno, data del solstizio estivo, al &lt;br /&gt;momento del tramonto l’astro di luce scende perpendicolarmente sul megalite a punta, per un attimo si posa sulla cima del masso, poi cala dietro di questo e, infine, tramonta oltre la sella tra le due vette del monte Nero che si stagliano all’orizzonte».&lt;br /&gt;Per accostarsi a un simile monumento e ritrovare, al di là del colpo d’occhio, un po’ del fervore dei suoi costruttori, basta ricordare che, nel V millennio avanti cristo, l’universo religioso era presumibilmente dominato da due entità opposte, femminile e maschile, terra e cielo, dalla cui interazione scaturiva e si perpetuava il dramma della vita. &lt;br /&gt;Di questo dramma, la contrapposizione tra giorno e notte appariva come la manifestazione più eclatante e pervasiva. Come sottolinea Feo, la morte apparente del sole, la sua caduta in braccio alla notte, era vissuta con inspiegabile ansia. Così, la sua ricomparsa, all’altro capo dell’orizzonte, veniva salutata con pari sollievo. Quando il fenomeno fu collegato ad un’idea di alternanza, crebbe il desiderio di fissarne i termini temporali. L’architettura sacra, nelle sue forme più remote, deve a questa attesa, a questa domanda, la sua imponente ragion d’essere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La scoperta del centro?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Dalla cultura di Rinaldone a cui Feo fa risalire i megaliti di Poggio Rota e gli altri siti che punteggiano la valle del Fiora, discende per sovrapposizioni e nuovi flussi migratori la civiltà etrusca. L’autore vi legge una sostanziale continuità di prospettive spirituali, condensate in una scienza sacra – la geomanzia – dove si intrecciavano spirito di osservazione e afflato religioso. Collegando tra loro siti e scoperte, arriva a precisarsi una mappa allargata su cui applicare l’antico principio della quadripartizione dello spazio che presuppone un punto mediano. Quel punto è l’omphalos, l’ombelico da cui scaturisce come una sorgente l’ordine invisibile del mondo e in corrispondenza del quale si erge l’axis mundi, punto di contatto e di ancoraggio tra l’alto e il basso.&lt;br /&gt;Le sue tracce sono posate tra i cinque e gli otto metri di profondità sul fondo del lago di Bolsena, evidenziate da un tumulo a forma ellittica lungo ottanta metri e largo sessanta, visto e descritto, insieme ad altri tre, tutti alla stessa distanza dalla riva, durante le immersioni dell’archeologo Alessandro Fioravanti. L’area, ricoperta dal lago in tempi preistorici, insieme a molte rocce tempestate di coppelle, aveva il suo culmine in un luogo tuttora visibile: il monte Tabor.&lt;br /&gt;Il fatto che il monte corrisponda al punto più alto dell’isola Bisentina, sul lato settentrionale del lago di Bolsena, rende la percezione del tutto ancora più netta. &lt;br /&gt;Qui, inoltre, proprio in cima al rilievo che domina l’isola si apre un pozzo di venticinque metri che raggiunge un’ampia camera circolare, scandita da sedute e collegata a sua volta da un corridoio di quarantacinque metri. &lt;br /&gt;Secondo Feo, l’intera area, già consacrata nei secoli precedenti, fu scelta anche come santuario della confederazione etrusca, luogo del Fanum Voltumnae, il bosco della dea Urcla, patrona della terra e delle acque, latinizzata in Voltumna (Fortuna). Alle quattro regioni che facevano capo all’omphalos, corrispondevano dodici lucumonie e altrettante città. Bolsena, quindi, e non Orvieto, come si è spesso detto nonostante alcuni importanti dettagli ricordati dalle fonti antiche e, soprattutto, malgrado le scoperte intorno e sotto il lago, avrebbe ereditato da un passato più remoto la sua funzione di centro.&lt;br /&gt;Un’ultima nota riguarda il presente, un presente con lunghe radici. Ancora oggi, a Valentano, tra due laghi,  quello di Bolsena e il piccolo occhio del cratere di Mezzano, si svolge un rito che sembra corrispondere ad antichi modelli. Ma sentiamo le parole di Feo: «All’alba del 14 agosto, giorno che precede i festeggiamenti per l’assunzione di Maria, un gruppo di persone si incontra in un campo che, da sotto il paese, si distende per quattro chilometri in direzione di una piccola e isolata collina. Due bianchi bovini aggiogati iniziano a tracciare il solco con un vecchio aratro…».&lt;br /&gt;Il lavoro inizia al sorgere del sole e tutta la tensione dei partecipanti è concentrata nel mantenere il solco perpendicolare in modo che sia inondato dai raggi. La cura estrema sta , poi, nell’evitare che qualche zolla ricada all’interno. Che la luce impregni di sé il grembo della terra appare ancora più evidente appena si fa notte. Allora, nel solco diritto vengono accesi decine di lumini. Si compie così una ierogamia tra cielo e terra. Quel primo solco, rivissuto, avrebbe fatto schizzare nel mondo un bambino divino, quel Tagete etrusco, dotato di parola profetica e di una primeva sapienza agricola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( &lt;em&gt;Geografia sacra&lt;/em&gt; di Giovanni Feo, edizioni Stampa Alternativa /Nuovi Equilibri, 2006)_ Autore della recensione è Nicola Dal Falco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-7646204276717322626?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/7646204276717322626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=7646204276717322626&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7646204276717322626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7646204276717322626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/05/geografia-sacra.html' title='GEOGRAFIA SACRA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-7756400650892308205</id><published>2009-04-24T18:04:00.003Z</published><updated>2009-04-24T18:08:35.326Z</updated><title type='text'>UNA POESIA DI KOLLERITSCH</title><content type='html'>Ho forse tradito la promessa,&lt;br /&gt;regalato ingenuamente&lt;br /&gt;la speranza,&lt;br /&gt;di catturare la luce con il laccio,&lt;br /&gt;l'inizio dell'apparizione,&lt;br /&gt;dei due occhi?&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Nessuna domanda&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;Paralleli consolatori&lt;/em&gt; di Alfred Kolleritsch,&lt;br /&gt;Passigli 2009, traduzione di Beatrice Donin)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-7756400650892308205?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/7756400650892308205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=7756400650892308205&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7756400650892308205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7756400650892308205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/04/una-poesia-di-kolleritsch.html' title='UNA POESIA DI KOLLERITSCH'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-6764647751359568261</id><published>2009-04-08T17:42:00.006Z</published><updated>2009-04-08T18:54:35.616Z</updated><title type='text'>LA NATURA DI CRISTINA GRANDE, INFEDELE SOLO UN PO'</title><content type='html'>E' da poco in libreria &lt;em&gt;Natura infedele &lt;/em&gt;di Cristina Grande. Una storia fatta di frammenti, la vita di una famiglia di Saragozza nella seconda metà del secolo scorso. Immagini che mi ritornano in mente come già vissute o già viste in un altrove meno esotico della Spagna. Legami personali e ambienti già vissuti, non direttamente forse ma attraverso i racconti delle generazioni precedenti alla mia.&lt;br /&gt;Renata racconta in prima persona: racconta di sè, della sorella gemella, tanto diversa da lei, della mamma e del padre. Riferisce le storie dei nonni, dei genitori, della sorella Maria e soprattutto le sue. La sensazione è strana: sembra che Renata apra una vecchia scatola in cui sono racchiuse le foto di famiglia (immagino in bianco e nero le più vecchie, a colori le più recenti, con quei colori un po' appannati quasi sbiaditi che ho incontrato tante volte negli album dei miei). Sembra che le prenda a caso, una ad una, senza seguire un ordine cronologico, e componga la sua vita per un estraneo osservatore taciturno. Non sparpaglia le foto su un tavolo, non c'è una scaletta per la narrazione.&lt;br /&gt;E forse ancora più curioso è il fatto che non sia evidente un trasporto nel raccontare, un coinvolgimento che susciti un qualsiasi sentimento. Una lettura fredda, attraverso le tessere di un mosaico andato in frantumi. Forse non ci sono nemmeno tutti i pezzi. Forse è Cristina, l'autrice, che vuole ricomporre la sua vita. Per rivederla, lucidamente, dall'esterno, per trovare un qualcosa di sè che le è sfuggito.&lt;br /&gt;Non so se il racconto sia autobiografico. Forse no, anche se gli spazi nei quali si muove Renata sono gli stessi in cui ha vissuto la Grande. Se lo fosse, metterebbe a nudo una ricerca personale, un'autoanalisi raccontata non solo all'analista (l'ipotetico ascoltatore muto) ma ad un pubblico invisibile, un pubblico fisicamente assente ma psicologicamente attento. Se non lo fosse... la mia ammirazione per la Grande sarebbe ancora maggiore: un modo di raccontare emozionante senza dimostrare emozione.&lt;br /&gt;Cristina Grande ha pubblicato in Spagna due raccolte di racconti (&lt;em&gt;La novia parapente&lt;/em&gt;, del 2002, e &lt;em&gt;Direcciòn noche&lt;/em&gt;, del 2006). Altri suoi lavori appaiono in diverse antologie, accanto ai nomi di Peter Handke, Cees Nooteboom, Enrique Vila-Matas e molti altri. &lt;br /&gt;Cristina Grande ha studiato cinematografia. Cristina Grande è una fotografa. L'angolatura per osservare lo scorrere della vita è particolare, sia nello scatto che nel racconto, che risulta quasi una dettagliata didascalia. Cristina Grande guarda alla donna, osserva, studia l'inquadratura.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Natura infedele &lt;/em&gt;è il primo libro pubblicato in Italia. L'editore è Marcos y Marcos, che ancora una volta, riesce a scoprire un talento nuovo. &lt;br /&gt;Meravigliosa anche la copertina di Lorenzo Lanzi: delicata, una farfalla indossa un colore per apparire (un rosso morbido), per non passare inosservata, anche se per un tempo breve, brevissimo.&lt;br /&gt;(Natura infedele, di Cristina Grande, traduzione di Barbara Bertoni, Marcos y Marcos 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-6764647751359568261?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/6764647751359568261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=6764647751359568261&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6764647751359568261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6764647751359568261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/04/e-da-poco-in-libreria-natura-infedele.html' title='LA NATURA DI CRISTINA GRANDE, INFEDELE SOLO UN PO&apos;'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1833459830899953508</id><published>2009-02-26T10:10:00.003Z</published><updated>2009-02-26T10:21:52.778Z</updated><title type='text'>LE DONNE SPOSATE DI CIPRO</title><content type='html'>&lt;em&gt;Le donne sposate tessono le fila del proprio nero destino&lt;br /&gt;come accorate Cassandre&lt;br /&gt;e se anche sapessero tutto ciò che è stato scritto&lt;br /&gt;leggerebbero pur sempre lo stesso romanzo&lt;br /&gt;sperando che la fine della storia questa volta possa cambiare,&lt;br /&gt;ma sono loro, non il libro,&lt;br /&gt;che cambiano con lo sforzo di cambiare&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mehmet Yashin è cipriota, di lingua turca. E' un poeta, oltre che saggista e romanziere. I versi, che ho scelto, sono raccolti in una deliziosa antologia curata e tradotta da Rosita D'Amora, appena pubblicata da Argo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1833459830899953508?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1833459830899953508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1833459830899953508&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1833459830899953508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1833459830899953508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/02/le-donne-sposate-di-cipro.html' title='LE DONNE SPOSATE DI CIPRO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-8034123341615853884</id><published>2009-02-24T18:52:00.003Z</published><updated>2009-03-04T10:50:13.142Z</updated><title type='text'>BESTIE, UOMINI E DEI: sulle tracce del barone Ungern</title><content type='html'>Petrus Filippi ci offre il resoconto di uno straordinario viaggio attraverso le estreme regioni orientali dell'Asia sulle tracce di Ungern: Manciuria, Mongolia e Russia asiatica.La conversazione sarà accompagnata da immagini e approfondimenti del tibetologo Fabian Sanders sui culti buddhisti della Mongolia e sull'ambiente in cui, a cavallo degli anni venti, si mossero il barone Ungern von Sternberg, il calmucco Ja Lama e l'avventuriero Ferdinand Ossendowsky.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’agosto del 1917 il barone Ungern von Sternberg, dopo aver combattuto i bolscevichi nell’esercito bianco, raggiunse l’ataman Semënov in Transbaikalia e organizzò una Divisione Asiatica di Cavalleria (Asiatskaja konaja divisija) in cui confluirono mongoli, buriati, russi, cosacchi, caucasici, coreani, giapponesi, cinesi e perfino tibetani.&lt;br /&gt;Il 3 febbraio 1921, alla testa dei suoi uomini, il barone investì Urga costringendo alla fuga la guarnigione cinese e facendo a pezzi i seimila uomini giunti a rinforzo del Soviet che vi si era instaurato. Liberato dalla prigionia il Jetsun Dampa, Buddha Vivente e Bogdo Khan di Mongolia, gli venne da questi conferito il titolo di ‘Primo Signore della Mongolia e Rappresentante del Sacro Monarca’.&lt;br /&gt;L’intenzione di Ungern era quella di restaurare la teocrazia lamaista, creando una grande Mongolia dal Baikal al Tibet e facendone base per una scorreria verso occidente, sulle orme di Gengis Khan. Il suo vero scopo era infatti una lotta contro il mondo nato dalla rivoluzione francese, per giungere alla restaurazione d’un ordine teocratico e tradizionale in tutta l’Eurasia.&lt;br /&gt;Nell’agosto del 1921 il calmucco Dambijantsan, un lama guerriero nima-pa noto come Ja Lama, dopo avere ospitato Ungern nella propria yurta, lo consegnò ai partigiani dello Jenisej di P.E. Shcetinkin. Il 15 settembre Ungern venne processato a Novonikolaevsk (Novosibirsk). Riconosciuto colpevole d’aver preparato il rovesciamento del potere sovietico per restaurare la monarchia dei Romanov, fu condannato a morte per fucilazione. Altre fonti riportano che tale tradimento fu solo una copertura propagandistica e Ungern riuscì a sottrarsi ai bolscevichi proseguendo la sua lotta nella Russia asiatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello stesso periodo l’ingegnere polacco Ferdinand Ossendowsky nel suo libro "Bestie, uomini e dei" narrò l’odissea occorsagli tra il 1920 e il 1921 quando, attraversando il centro Asia, avrebbe scoperto l’entrata a uno straordinario regno sotterraneo. Ospite poi del Bogdo Khan di Mongolia, venne a sapere che ‘più di sessantamila anni fa un santo scomparve nel sottosuolo con un’intera tribù e non riapparve mai sulla faccia della Terra. Tuttavia, da allora, molte persone hanno visitato quel regno: Sakyamuni, Undur Gheghen, Khan Baber e altri ancora. Nessuno sa dove si trovi questo luogo. Alcuni dicono in Afghanistan, altri in India. Tutti coloro che vivono nel regno sotterraneo sono salvi dal Male ed entro i suoi confini il crimine non alligna. La scienza ha potuto svilupparsi pacificamente e non esiste minaccia di distruzione. Il popolo sotterraneo ha raggiunto le vette della conoscenza. Oggi è un grande regno popolato da milioni di uomini e il Re del mondo è il loro sovrano. Egli conosce tutte le forze della natura, legge in tutte le anime umane e nel grande libro del loro destino. Egli governa non visto ottocento milioni di uomini sulla superficie della Terra ed essi seguono ogni suo ordine.’&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-8034123341615853884?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/8034123341615853884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=8034123341615853884&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8034123341615853884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/8034123341615853884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/02/bestie-uomini-e-dei-sulle-tracce-del.html' title='BESTIE, UOMINI E DEI: sulle tracce del barone Ungern'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-1305861835631264515</id><published>2009-02-06T09:02:00.003Z</published><updated>2009-02-06T10:23:24.732Z</updated><title type='text'>MALA TEMPORA CURRUNT</title><content type='html'>Mala tempora currunt...&lt;br /&gt;Forse non tutti ricordiamo il giuramento d'Ippocrate e la dichiarazione dei diritti dell'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Propongo il giuramento moderno, sostanziale aggiornamento di quello che Ippocrate, medico di Cos, formulò nel 430 a.C.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, &lt;br /&gt;GIURO: &lt;br /&gt;- di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento; &lt;br /&gt;- di perseguire la difesa della vita, la tutela fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; &lt;br /&gt;- di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l'eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario;&lt;br /&gt;- di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona;&lt;br /&gt;- di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico;&lt;br /&gt;- di promuovere l' alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l'arte medica;&lt;br /&gt;- di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;&lt;br /&gt;- di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina;&lt;br /&gt;- di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia competenza e alle mie doti morali;&lt;br /&gt;- di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;&lt;br /&gt;- di rispettare i Colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;&lt;br /&gt;- di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico;&lt;br /&gt;- di prestare assistenza d'urgenza a chi ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'autorità competente;&lt;br /&gt;- di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;&lt;br /&gt;- di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, all'articolo 1 recita:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E forse è bene ricordarci, sempre, che a ciascuno di noi può capitare di trovarsi dall'altra parte. Che potrebbe esserci nostro padre, nostra madre, nostro fratello, nostra sorella, il nostro compagno, nostro figlio...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-1305861835631264515?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/1305861835631264515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=1305861835631264515&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1305861835631264515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/1305861835631264515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/02/mala-tempora-currunt.html' title='MALA TEMPORA CURRUNT'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-597077213894768746</id><published>2009-01-27T18:47:00.005Z</published><updated>2009-01-28T12:13:26.465Z</updated><title type='text'>IL CAUCASO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SX9X8wj4lWI/AAAAAAAAAGU/RoHy121PuiU/s1600-h/caucaso.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 258px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SX9X8wj4lWI/AAAAAAAAAGU/RoHy121PuiU/s400/caucaso.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296048388150170978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Caucaso da sempre costituisce un'area di frontiera tra l'Europa e l'Asia, tra cristianesimo ed islam, tra il vicino Oriente e le grandi steppe eurasiatiche.&lt;br /&gt;L'area comprende i territori limitati fra il mar Nero (ovest) e il Mar Caspio (est), fra le catene mantuose del Grande Caucaso (con la cima più alta nel monte El'brus) a nord e il Piccolo Caucaso (con il monte Ararat) a sud. Frontiere impervie, attraversate comunque nel corso dei secoli da popoli invasori che spingevano gli abitanti a rifugiarsi sulle montagne. Il risultato è un crogiuolo di etnie, di lingue, di tradizioni culturali e religiose, che non si distribuiscono in maniera omogenea sul territorio, ma piuttosto a macchia di leopardo, rendendo difficile affrontare uno studio unitario.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'estrema frammentazione etnoculturale, le ripercussioni dei violenti impatti con le popolazioni nomadi delle steppe e la millenaria assenza a nord di entità politiche sviluppate e stabili prima del consolidamento dell'impero russo hanno fatto sì che sin quasi ai nostri giorni i popoli del Caucaso settentrionle costituissero delle entità sostanzialmente tribali, in larga parte accomunate da usi e costumi, nonché dalla recente islamizzazione, ma incapaci - se non per brevi periodi - di costituire una più vasta organizzazione politica.&lt;/em&gt; (così Aldo Ferrari in Breve storia del Caucaso, ed. Carocci).&lt;br /&gt;La scoperta di risorse naturali e la posizione geografica non facilitano oggi la realizzazione di una situazione stabile e duratura.&lt;br /&gt;Un'area da conoscere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-597077213894768746?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/597077213894768746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=597077213894768746&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/597077213894768746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/597077213894768746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/01/il-caucaso.html' title='IL CAUCASO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SX9X8wj4lWI/AAAAAAAAAGU/RoHy121PuiU/s72-c/caucaso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-7892606522448809817</id><published>2009-01-27T18:35:00.002Z</published><updated>2009-01-27T18:45:34.450Z</updated><title type='text'>E L'INIZIO E' STATO BUONO, DAVVERO</title><content type='html'>Adoro la neve. E il nuovo anno è iniziato sotto una soffice nevicata. Non potevo desiderare di meglio.&lt;br /&gt;Quanto alle mie letture: &lt;em&gt;I mandarini &lt;/em&gt;di Simone de Beauvoir sono stati solo posticipati. Il 1° gennaio è nato all'ombra di Colette. E non poteva essere forse migliore. In questo momento è Parigi che sento nel cuore, la Francia, il francese musicale. Così mi sono fatta raccontare da Colette di Sido e del resto della sua famiglia, con la poesia e la delicatezza che solo raramente si riesce a trovare nella corolla di un fiore. Poi una vecchia biografi della scrittrice: edizione francese del 1921, che indubbiamente avrò comprato in tempi remoti in qualche mercatino, poi dimenticata e fialmente "ritrovata". Fogli leggeri, lucidi ed ingialliti, con i caratteri leggermente sbavatiun buco sulla prima pagina lasciato da un ex-libris strappato. Un peccato.&lt;br /&gt;Adesso tornano &lt;em&gt;I mandarini&lt;/em&gt;. Con il sapore del dopoguerra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-7892606522448809817?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/7892606522448809817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=7892606522448809817&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7892606522448809817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/7892606522448809817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2009/01/e-linizio-e-stato-buono-davvero.html' title='E L&apos;INIZIO E&apos; STATO BUONO, DAVVERO'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-3755536456080707049</id><published>2008-12-31T16:26:00.003Z</published><updated>2008-12-31T17:10:12.404Z</updated><title type='text'>SE L'INIZIO E' BUONO...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SVunMqOUP0I/AAAAAAAAAGA/06nXqiBy7tE/s1600-h/CafedeFlore.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5286002423584014146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 260px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SVunMqOUP0I/AAAAAAAAAGA/06nXqiBy7tE/s400/CafedeFlore.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dilemma della mangiatrice di libri si ripropone, ora più che mai con l'inizio di un anno nuovo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La scelta non è mai facile, ma sbagliare proprio il primo gennaio potrebbe pregiudicare un intero anno di lettura con libri scadenti, poco gratificanti, dalle trame scontate e dallo stile banale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il mio 2008 è iniziato con una lettura bella, ricca: una rilettura a dire il vero, di un libro letto anni addietro e del quale avevo perso memoria, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;perché&lt;/span&gt; avuto in mano forse quando ancora non potevo comprenderne tutti i significati. Il &lt;em&gt;Dottor &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Zivago&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; ha così inaugurato grandiosamente un anno di belle letture. Rari i libri che non mi hanno convinto, nonostante l'anno bisestile si sia &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;abbattuto&lt;/span&gt; indiscriminatamente sulla mia vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ora vorrei ripetere l'esperienza, per lo meno per tutelarmi dalle sfortune con il rifugio in buone letture. Ho appena concluso &lt;em&gt;Per nessun motivo&lt;/em&gt; di Marco Vichi, la cui ambientazione parigina, nonostante a volte sia appesantita da molti riferimenti topografici, è senza dubbio accattivante. Procedo con la Francia e procedo con le riletture: I mandarini di Simone de &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Beauvoir&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spero nella neve, nel silenzio, nella compagnia di buona musica in sottofondo, di un caffè caldo per immergermi nell'atmosfera del Café de Flore o de Les deux Magots, per osservare Sartre, Vian, Camus, la Beauvoir seduti ai tavolini di marmo...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cominciando così, non può che essere un buon anno!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-3755536456080707049?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/3755536456080707049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=3755536456080707049&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3755536456080707049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/3755536456080707049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2008/12/se-linizio-e-buono.html' title='SE L&apos;INIZIO E&apos; BUONO...'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SVunMqOUP0I/AAAAAAAAAGA/06nXqiBy7tE/s72-c/CafedeFlore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7189248089547714045.post-6377934404756162780</id><published>2008-12-15T18:41:00.006Z</published><updated>2008-12-15T18:49:59.286Z</updated><title type='text'>ALCI AUGURI E FANTASIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SUalRYoF90I/AAAAAAAAAFo/ROmFaGidiUc/s1600-h/AUGURI%2520NEODESIGN%5B1%5D.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280089331225458498" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SUalRYoF90I/AAAAAAAAAFo/ROmFaGidiUc/s400/AUGURI%2520NEODESIGN%5B1%5D.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il primo biglietto d'auguri che mi è arrivato... da qualcuno che conosce la mia passione per gli alci. A dire il vero amo gli alci del Grande Nord (non so se siano gay o meno, ma questo poco importa), ma in loro assenza mi accontento dei miei libri, dei miei viaggi e dei miei grandi amici. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cliccando sull'immagine, le dimensioni dell'alce diventano &lt;em&gt;quasi&lt;/em&gt; reali. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7189248089547714045-6377934404756162780?l=paginadodici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paginadodici.blogspot.com/feeds/6377934404756162780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7189248089547714045&amp;postID=6377934404756162780&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6377934404756162780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7189248089547714045/posts/default/6377934404756162780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paginadodici.blogspot.com/2008/12/alci-auguri-e-fantasia.html' title='ALCI AUGURI E FANTASIA'/><author><name>Roberta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00408717531243304153</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_asHvuOPeLnk/SUalRYoF90I/AAAAAAAAAFo/ROmFaGidiUc/s72-c/AUGURI%2520NEODESIGN%5B1%5D.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
