lunedì 21 luglio 2008

L'INIZIO DEL VIAGGIO

Non so esattamente quando sia nata l'idea di volgere il mio sguardo a Oriente.
Prima l'Europa, poi l'Africa (qualche assaggio d'Africa, tanto per constatare che il mal d'Africa esiste davvero e che non ne sono affatto immmune), poi ancora brevi escursioni in centro e sud America (anche qui per avere la conferma che i luoghi studiati sui libri di scuola esistono e che molte tappe della storia che avrebbero dovuto raccontarmi, in realtà mi sono state nascoste). L'Oriente? Il primo viaggio è stato in Nepal: ancora oggi l'incanto di quelle montagne esercita un'attrattiva che mi fa dimenticare gli sforzi fatti per salirne i crinali (quelli più accessibili) e mi spinge a tornare. L'India, il Gange, l'Orissa, lo Sri Lanka.
Ed ora l'Asia centrale, il Caucaso, la Cina sono entrati a far parte delle mie fantasie.
E la Mongolia: terra dolce e aspra nello stesso tempo, di gente semplice ed ospitale, di cieli blu e di antichi riti sciamanici. Non ho resistito ai viaggi raccontati da altri viaggiatori: il mio è iniziato sulle orme di Terzani (poteva mancarmi "Un indovino mi disse"?) per seguire altri giornalisti, antropologi, esploratori appassionati. Grandi aspettative in questo viaggio: di silenzi, di sorrisi, di culture antiche, di deserti... Il mitico Gobi: la prima volta che mi fu nominato era per farmi capire che deserto non è sempre sinonimo di caldo, perchè "ne esiste uno, non in Africa -perché non tutti i deserti sono in Africa-, che è freddo: d'inverno la temperatura scende anche a 50-55° sotto zero". Ero piccola e credo di aver sbarrato gli occhi, pensando che mi stessero raccontando una favola, una delle tante che mi piaceva ascoltare.
Bagaglio leggero come sempre. Una guida, una carta geografica, un paio di libri e via...

2 commenti:

furettoincorsa ha detto...

continua, ti prego continua...
oltrepassare cortine reali ed interne, geografiche e immaginifiche in compagnia di queste parole potrebbe essere un piacere così inaspettato e ricco....
continua ti prego continua

Anonimo ha detto...

sogni condivisi, senza un confine