martedì 13 giugno 2017

NERO DI MARE: un tuffo in Sardegna


La vicenda si svolge in Sardegna, sulla Costa Smeralda frequentata dai vip e da quel mondo di cicisbei, parassiti, guardie del corpo, donne appariscenti che li circondano.
E' estate e Franco Zanna, poco più che quarantenne, di professione fotoreporter, fa una serie di scatti compromettenti alle persone sbagliate.
La storia prosegue sulle tracce di traffici loschi, malavitosi senza scrupoli e donne bellissime coinvolte in situazioni molto pericolose.
Zanna sa il fatto suo, ma ogni tanto sembra distrarsi ed avere più fiuto per i problemi che per le soluzioni. E a giocare col fuoco, si sa, il rischio è di scottarsi.
Pasquale Ruju scrive un noir veloce, appassionante, in cui riesce a mettere in equilibrio il passato misterioso di Zanna con l'indagine che sta seguendo, storie familiari e fatti di cronaca, lasciando trapelare l'amore per la Sardegna, la sua gente e il paesaggio che riserva ancora territori incontaminati e selvaggi.
Nero di mare si legge tutto d'un fiato, purtroppo. Quando si arriva all'ultima pagina, dispiace dover interrompere l'avventura, ma... Ruju lascia il finale in sospeso (e mi piace pensare, che incontrerò ancora Zanna).
Nero di mare è pubblicato dalle edizioni e/o, nella Collezione Sabot/age diretta da Colomba Rossi e curata da Massimo Carlotto.

A PUGNI NELLA STORIA: FEDERICO BUFFA

Al Festival della bellezza, arriva lo sport, e non solo, con Federico Buffa.
Giornalista professionista, esperto di basket ma appassionato di tutti gli sport, Federico Buffa è diventato storyteller per caso: inizia con il racconto dei grandi del passato degli NBA, poi si estende ad altri personaggi. Diego Maradona prima, affascinato dalla sua infanzia a Buenos Aires, poi Michael Jordan,  Jesse Owens (portato al Festival della bellezza edizione 2016) e infine a Muhammad Alì, protagonista dello spettacolo di mercoledì sera al Teatro romano.
Costruire romanzi intorno ai miti dello sport, questo fa Federico Buffa e poi trasforma il romanzo in rappresentazione.
Il suo modo di raccontare, con intermezzi musicali di Alessandro nidi al piano e Sebastiano Nidi alle percussioni, affascina chiunque: gli spettatori sono ragazzi spesso giovanissimi, sportivi, colleghi giornalisti, uomini e donne che amano le sue storie.
Federico Buffa studia il personaggio, ne conosce la vita, l'ascesa sportiva, ma soprattutto il contesto storico. Si genera empatia con il personaggio narrato e con il pubblico.


Sembra di essere sul ring insieme a Cassius Clay - Muhammad Alì a Roma per la sua prima medaglia olimpica nel 1960,  si partecipa alle sue compagne politiche, si parteggia, ci si commuove, ci si indigna, si è neri in mezzo ai bianchi, si va al Madison Square Garden per l'ultimo match, si porta la torcia olimpica ad Atlanta nel 1996.
Con Buffa Cassius Clay diventa una delle figure chiave del '900, non solo il più grande campione di boxe di tutti i tempi.
Muhammad Alì, il più grande dei grandi. Muhammad Alì, Uomo libero.

giovedì 8 giugno 2017

TONI SERVILLO: ATTORE


Toni Servillo è una super star.
Venerdì dal palco del Teatro romano, ospite della seconda serata del Festival della bellezza, organizzato da Idem, Toni Servillo ha regalato al pubblico due ore di conversazione su teatro, cinema, attore, regista, spettatore, lingua, dialetto.
Nonostante l'intervista condotta da Alessandra Zecchini fosse più orientata ai ruoli cinematografici, che hanno permesso di alternare il dialogo a spezzoni video, è il ruolo dell'attore che con grande professionalità Toni Servillo ha raccontato in tutte (o quasi) le sue sfaccettature. Diverso è essere davanti ad una macchina da presa, diverso a seconda del regista cui l'attore si affida (e di cui si fida) diverso ancora essere sul palcoscenico di un teatro in cui nonostante le decine, centinaia di repliche ogni volta l'attore instaura un rapporto diverso con lo spettatore.
Servillo, un uomo di teatro prestato al cinema, si dichiara intimidito dal teatro romano tutto esaurito: il pubblico, dice, ha una grande responsabilità nella vita dell'attore. A teatro si crea una relazione intima tra chi sta sul palco e chi è spettatore: si vive un'esperienza insieme, nello stesso momento. L'attore sente il pubblico, il pubblico deve sentire l'attore. Il testo è solo in apparenza sempre quello: in realtà ogni volta è diverso, ogni volta è un debutto in un nuovo contesto sociale. Questo è il motivo per cui i classici diventano immortali: non smettono mai di riguardarci.
L'attore deve essere portatore di pensieri, di riflessioni: "preferisco i personaggi che fanno pensare, non escludendo che possano al contempo anche far divertire".
Si parla anche di Napoli: "Napoli è come il Bosforo, è lì che comincia l'Oriente".
Con uno sguardo su Napoli si conclude la serata e con un consiglio di lettura: Ferito a morte di Raffaele La Capria, "un libro straordinario", parola di Toni Servillo (e anche mia).

venerdì 2 giugno 2017

UTE LEMPER: BELLEZZA

Emozione.
Emozione di essere trascinati altrove, nel tempo e nello spazio, dalla voce suadente, versatile, ammaliante di Ute Lemper.
Un pianoforte (Vana Giering, tedesco e cresciuto professionalmente negli Stati Uniti), un contrabbasso (Romain Lecuyer, francese di Nantes con il tango nel sangue), un bandoneon (Victor Villena, argentino e francese di adozione) e l'eleganza di Ute Lemper portano lo spettatore dai bassifondi di Buenos Aires, ai cabaret parigini, all'irrequieta Berlino.
La voce è protagonista: Ute gioca con gli idiomi, con i suoni, le parole, le scale. Dialoga con gli strumenti. Ripercorre il Novecento attraverso le canzoni che furono di Marlene Dietrich, Edith Piaf, Jacques Brel, Leo Ferré, di Kurt Weill e Bertold Brecht. Si ricreano le atmosfere dell'Opera da tre soldi, i cieli di Barbara, i porti di Brel, i ricordi e gli amori di Piaf.
Quello che colpisce è non solo la capacità vocale, ma soprattutto la raffinata interpretazione e l'eleganza con cui l'Artista domina il palcoscenico.
Ute Lemper canta e seduce ogni spettatore, perché sembra cantare per ognuno, guardandolo negli occhi e trascinandolo via con sé. Introduce i brani alternando inglese e francese, mescola storie e viaggi personali, e poi come le Sirene di Ulisse canta e incanta.
Non poteva aver battesimo migliore la terza edizione del Festival della bellezza, il 1 giugno al Teatro romano: Ute Lemper canta l'amore e la bellezza, impersona la grazia e l'armonia.


venerdì 26 maggio 2017

GIARDINO D'INVERNO

Che cos'è Giardino d'inverno?
Un capolavoro.



Sam, il protagonista, lavora dietro il bancone del Tequila Sunrise Jazzclub. Ha una vita monotona, grigia, che trascorre tra una casa fatiscente e disordinata e il locale dove serve birre e fa le pulizie. Sullo sfondo una grande città francese, con alti palazzi, traffico, persone in movimento. Non riesco ad identificare il nome della città, nonostante la minuziosa descrizione grafica: la storia però può prescindere dal nome e dalla collocazione, perché è il senso di estraneità, o addirittura di esclusione che grava sulle spalle curve di Sam.
Una vita ai margini, la sua. Ai margini della società, agli occhi della quale è inesistente. Ai margini della città, nella quale lui stesso non riesce ad inserirsi.
Un banale incidente domestico, una perdita d'acqua dall'appartamento del piano di sopra, produce un cambiamento: non si conosceranno mai le cause della perdita, non sono funzionali alla storia, ma l'incontro con il vicino di casa, stravagante e svampito, è determinante.
"La sua dolce follia mi ha aperto gli occhi... ero una macchina che, senza saperlo, funzionava seguendo il ritmo della routine quotidiana... come un prodotto da supermercato. Una macchina senza un sogno... senza un sogno vero!" (pag. 56)
Quella dolce follia è un giardino d'inverno.
La vita di Sam si trasforma, assume i colori dell'amore, dei legami familiari interrotti da tempo. I suoi occhi guardano il cielo finalmente sgombero dalle nuvole.
Renaud Dillies ha scritto una una favola meravigliosa. Grazia La Padula, ha creato per Sam un palcoscenico di una malinconica bellezza che non ha pari.
Giardino d'inverno è profondo, delicato, commovente, positivo.
L'edizione originale, con titolo Jardin d'hiver, è uscita in Francia per Edition Paquet nel 2009. Il graphic novel, perché di questo si tratta, di un romanzo con immagini, arriva ora in Italia grazie alle edizioni Tunué.




mercoledì 12 aprile 2017

PATTI SMITH, HORSES e GRAPHIC NOVEL

E' Nicolò Pellizzon a firmare "Horses", uscito per Canicola da qualche mese.
Un racconto per immagini e parole, come mi piace ribattezzare graphic novel e fumetti.
Un'arte, quella del disegnatore, che coniuga capacità artistiche, inventiva, fantasia, attualità e storia.
In "Horses" i protagonisti sono Patricia e Johnny, giovani, alla deriva, ma con una grande passione per la danza e la musica, che diventa elemento di aggregazione e di salvezza.
Sulle note di Horses di Patti Smith, con la periferia di una città americana alle spalle, una foto di Robert Mapplethorpe, alla ricerca di conquistare un posto nella società.
Da leggere e da condividere.
Giovedì 13 aprile alle 18,00 Nicolò ne parla con Mauro Marchesi, illustratore e docente di illustrazione e fumetto.


venerdì 10 marzo 2017

KENT HARUF ---> FABIO CREMONESI A PAGINA 12

Lo scorso maggio, in occasione dell'uscita di Crepuscolo (secondo capitolo della Trilogia della pianura), tutta Italia è stata coinvolta in un lungo, variegato, omaggio a Kent Haruf.
Per Pagina dodici è stato l'inizio. L'incontro dedicato alla Trilogia della pianura ha aperto nuovi confini. L'annuncio di un progetto di lettura condivisa, che si è concretizzato in ottobre con la nascita del Canapè rosso. Un gruppo di lettura, un libro al mese, del quale parlare in compagnia.
Il sesto libro del Canapè, scelto per il mese di marzo, è Le nostre anime di notte, che ci fa tornare a Kent Haruf, a Holt, a quei personaggi normali, impegnati a vivere la quotidianità, che fanno vibrare le sue storie e che ci entrano nell'anima.

E' un romanzo breve Le nostre anime di notte, delicato, ironico, malinconico. La storia di un incontro, di due anime che trasformano un rapporto di vicinato in intensa amicizia e infine in amore.
Amore senza età e senza vincoli (anche se qualche vincolo c'è, e non va sottovalutato). Amore maturo, semplice, bello.

Il Canapè per Le nostre anime di notte si arricchisce di una presenza eccezionale: Fabio Cremonesi, il traduttore di tutti i romanzi di Kent Haruf per NN editore, sarà ospite del divano rosso per raccontare il suo Kent Haruf.


https://www.facebook.com/events/656132297910393/

mercoledì 18 gennaio 2017

ETIOPIA, TERRA DI MEMORIA


Un pezzo di una storia che sembra lontana.
In una terra che sembra pure lontana.
Fotografie sbiadite, su carta rigida, che ritraggono un passato, che passato non è, come tutti i passati che continuano a vivere nella memoria individuale e collettiva.
Una giovinezza perduta in terra d'Africa di Cecilia Chiumenti racconta l'Etiopia degli anni '30, immaginata attraverso vecchie fotografie che ritraggono il padre mandato alla conquista di quella parte di terra d'Africa.
Non un diario, non una testimonianza raccolta direttamente, ma una ricerca di emozioni e di luoghi che altri occhi hanno visto. Le emozioni e gli occhi del padre.
Per ascoltare il racconto, l'appuntamento è giovedì 19 gennaio alle 18 in libreria.
Ad introdurre e dialogare con l'autrice interviene Luca Bragaja.