mercoledì 12 aprile 2017

PATTI SMITH, HORSES e GRAPHIC NOVEL

E' Nicolò Pellizzon a firmare "Horses", uscito per Canicola da qualche mese.
Un racconto per immagini e parole, come mi piace ribattezzare graphic novel e fumetti.
Un'arte, quella del disegnatore, che coniuga capacità artistiche, inventiva, fantasia, attualità e storia.
In "Horses" i protagonisti sono Patricia e Johnny, giovani, alla deriva, ma con una grande passione per la danza e la musica, che diventa elemento di aggregazione e di salvezza.
Sulle note di Horses di Patti Smith, con la periferia di una città americana alle spalle, una foto di Robert Mapplethorpe, alla ricerca di conquistare un posto nella società.
Da leggere e da condividere.
Giovedì 13 aprile alle 18,00 Nicolò ne parla con Mauro Marchesi, illustratore e docente di illustrazione e fumetto.


venerdì 10 marzo 2017

KENT HARUF ---> FABIO CREMONESI A PAGINA 12

Lo scorso maggio, in occasione dell'uscita di Crepuscolo (secondo capitolo della Trilogia della pianura), tutta Italia è stata coinvolta in un lungo, variegato, omaggio a Kent Haruf.
Per Pagina dodici è stato l'inizio. L'incontro dedicato alla Trilogia della pianura ha aperto nuovi confini. L'annuncio di un progetto di lettura condivisa, che si è concretizzato in ottobre con la nascita del Canapè rosso. Un gruppo di lettura, un libro al mese, del quale parlare in compagnia.
Il sesto libro del Canapè, scelto per il mese di marzo, è Le nostre anime di notte, che ci fa tornare a Kent Haruf, a Holt, a quei personaggi normali, impegnati a vivere la quotidianità, che fanno vibrare le sue storie e che ci entrano nell'anima.

E' un romanzo breve Le nostre anime di notte, delicato, ironico, malinconico. La storia di un incontro, di due anime che trasformano un rapporto di vicinato in intensa amicizia e infine in amore.
Amore senza età e senza vincoli (anche se qualche vincolo c'è, e non va sottovalutato). Amore maturo, semplice, bello.

Il Canapè per Le nostre anime di notte si arricchisce di una presenza eccezionale: Fabio Cremonesi, il traduttore di tutti i romanzi di Kent Haruf per NN editore, sarà ospite del divano rosso per raccontare il suo Kent Haruf.


https://www.facebook.com/events/656132297910393/

mercoledì 18 gennaio 2017

ETIOPIA, TERRA DI MEMORIA


Un pezzo di una storia che sembra lontana.
In una terra che sembra pure lontana.
Fotografie sbiadite, su carta rigida, che ritraggono un passato, che passato non è, come tutti i passati che continuano a vivere nella memoria individuale e collettiva.
Una giovinezza perduta in terra d'Africa di Cecilia Chiumenti racconta l'Etiopia degli anni '30, immaginata attraverso vecchie fotografie che ritraggono il padre mandato alla conquista di quella parte di terra d'Africa.
Non un diario, non una testimonianza raccolta direttamente, ma una ricerca di emozioni e di luoghi che altri occhi hanno visto. Le emozioni e gli occhi del padre.
Per ascoltare il racconto, l'appuntamento è giovedì 19 gennaio alle 18 in libreria.
Ad introdurre e dialogare con l'autrice interviene Luca Bragaja.

giovedì 10 novembre 2016

MARCO ROSSARI: Le cento vite di Nemesio

 "Spara un nome e lui c'ha pranzato insieme: Se l'ha mancato è stato per un soffio: In casa dei miei nonni passavano personaggi tipo Sibilla Aleramo e Cesare Lombroso..."
Così Nemesio figlio, riferisce del padre, aggiungendo altri contorni del suo carattere e della sua vita vita dissoluta e deprecabile.
Le cento vite di Nemesio di Marco Rossari racconta una storia lunga un secolo, un padre sconosciuto, ma conosciutissimo. Racconta un rapporto figlio/genitore, apparentemente inesistente, molto conflittuale, ossessivamente, continuamente.
E' un romanzo elegante, equilibrato nel linguaggio e nei toni, che passano dal grigiore apatico al guizzo ironico a tinte decise.





Dopo trent'anni di rancore e disprezzo nei confronti del padre, il figlio, il Nemesio del titolo, costretto al confronto, e preparato allo scontro, cambia ottica. La trasformazione ha inizio!

"Ho sognato la vita di mio padre. In successione. Ogni notte. Io, Nemesio Viti il Giovane detto Nemo, l'ho rivissuta in prima persona... All'inizio ho creduto che fossero solo fantasie. Poi mi sono convinto che raccontassero cose accadute realmente. Infine ho smesso di credere e mi sono lasciato portare via dal racconto. Ho capito che mi piaceva, che facevo di tutto per ricrearlo di notte..."
Venerdì 11 novembre, alle 18,30, Marco Rossari presenta Nemesio a Pagina dodici, nel secondo appuntamento dei Racconti d'autunno
https://www.facebook.com/Racconti-dautunno-223306374755992/
Le cento vite di Nemesio è un libro e/o edizioni

martedì 20 settembre 2016

GIONA: LA POESIA DEL MONDO LIQUIDO


L'onda

Ma l'onda non muore mai,
resta del mare, non si spegne
sulla riva e come un brivido
ritorna a sé, s'inabissa

così la duna, gemma di segreti
e silenziose movenze:

dello spirito divino la poesia
è riduzione

e così di questa
la preghiera



Contemplazione del movimento.
Acqua in movimento, acqua che scorre, acqua che culla.
Stormi di uccelli come onde, armonie sinussoidali che toccano il cielo.
Pendii accarezzati dal vento.
E il mare, che meraviglia, accoglie e restituisce.

Lo sguardo di Nicola Dal Falco accarezza la natura, la osserva con il cuore di chi vuole trovare in lei rifugio.
Le sue poesie sono quadri, acquarelli dalle tinte tenui, sfumate. Sono vibrazioni intense.
"Giona. Nella pancia del Pesce Cane" si compone di venti liriche (più una che è stata eletta a esergo), in cui sono gli elementi naturali i protagonisti. L'io del poeta è scelto a soggetto solo in due occasioni, altrimenti resta fuori dal quadro che ha creato e dalla natura che ha dato vita al quadro stesso.
Echi classici, di luoghi e di filosofie antiche, tracciano una mappa di ricordi ed emozioni.
Poesia di viaggio: poesia che nasce dal viaggio e porta al viaggio.

Nicola Dal Falco con "Giona. Nella pancia del Pesce Cane" (La vita felice) ha vinto il premio Montale Fuori di casa 2016.
Preziosa la prefazione di Grazia Shogen Marchianò.

mercoledì 7 settembre 2016

ORSO CHI LEGGE

Una raccolta di favole, per grandi, piccini, grandi e piccini insieme, che l'autore Nicola Cinquetti presenta con un video appassionato, accompagnato dalle musiche di Federico Fuggini.
Video relativi a orso cinquetti youtube

https://www.youtube.com/watch?v=llp65iKIGDU

"Ultimo venne il verme" è il titolo del volumetto, pubblicato da Bompiani

lunedì 25 luglio 2016

SCHOENBERG: parole e note

Musica fuori dagli schemi

Venerdì 22 luglio, l'appuntamento, nel chiostro del Conservatorio Dell'Abaco di Verona, è stato con Arnold Schoenberg, una delle figure musicali più originali del XX secolo, l'inventore della dodecafonia.
Dopo lo spettacolo Diario di un mammifero: Satie, dedicato al genio musicale Erik Satie, Bam! Bam! Teatro (vincitore del premio internazionale Otello Sarzi 2016) mette in scena un nuovo lavoro drammaturgico dedicato ad un innovatore in campo musicale: Arnold Schoenberg.
Schoenberg. Un violino per Arnold è uno spettacolo di musica e teatro, nato dalla collaborazione fra il Conservatorio e la compagnia Bam! Bam! Teatro.
Coinvolgendo studenti meritevoli del Conservatorio, il testo scritto da Andrea de Manincor e interpretato da Lorenzo Bassotto ha per protagonista il violino di Schoenberg (nello spettacolo Diario di un mammifero era il fantasma di Satie stesso a raccontare il grande compositore e pianista francese, con le sue stravaganze). Un dialogo fra voce umana e voce dello strumento, una narrazione che coinvolge tutto l'arco della vita di Arnold Schoenberg: le vicende personali, l'acquisto del primo violino, il trasferimento a Berlino, la carriera artistica minacciata dal nazismo, le grandi invenzioni nel linguaggio musicale, l'impegno nella formazione di giovani musicisti.
L'incontro, il mese scorso, con Nuria Schoenberg, figlia del compositore, ha permesso a de Manincor e Bassotto di conoscere meglio l'uomo straordinario che è stato Arnold Schoenberg, che amava talmente tanto quello che faceva da essergli necessario trasmetterlo.
“La cultura”, dice de Manincor presentando lo spettacolo, “è un tesoro, un valore da trasmettere per un mondo migliore”.
L'attore (Lorenzo Bassotto) sale sul palco e diventa strumento: “all'inizio ero un violino qualunque”. Musicista e violino si alternano, la voce cambia, costruisce parole e suoni, armonia e disarmonia si compongono. Con la voce si fondono le musiche di Schoenberg, eseguite dal  vivo da Irene Benciolini al violino e Gianmarco Scalici alla viola.
Le luci si abbassano: “Nessuno di noi sarà mai un violino qualunque”.
Schoenberg. Un violino per Arnold è uno degli appuntamenti della ricca ed interessante rassegna 2016 dei Concerti del Chiostro.
Roberta Camerlengo